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lunedì 14 luglio 2014

Chi era Francis Poulenc (1899-1963)

Francis Poulenc da piccolo
Francis Poulenc è nato a Parigi il 7 gennaio 1899. Il suo papà, Emil, era un industriale fondatore di una famosa casa farmaceutica. La mamma, Jenny, era una pianista di talento. Lo zio, pittore, che Francis chiamava Papoum, era un frequentatore di teatri, salotti e caffè letterari e artistici di Parigi; fu fondamentale per la formazione di Poulenc perchè lo introdusse nella vita culturale di Parigi, cioè gli fece conoscere tanti personaggi importanti che facevano gli scrittori, i pittori, i poeti, i musicisti... per esempio: Jean Cocteau, Picasso, Modigliani, Paul Valery, Apollinaire e soprattutto Erik Satie che era un musicista un po' matto che collezionava ombrelli, chiudendoli a chiave in una delle due stanze di cui era composta casa sua! (solo dopo la morte hanno scoperto che era piena di ombrelli. Tra l'altro pare uscisse di casa sempre con l'ombrello, ma non lo apriva mai, nemmeno sotto temporale, per non rovinarlo... matto, vero? Ed era amico del nostro Francis... quindi forse era un po' matto anche lui?).

Poulenc al pianoforte, da grande
Francis fu attratto dalla musica fin da bambino e anche lui, come tanti altri musicisti da noi incontrati fin qui, inizia a suonare il pianoforte prestissimo (la sua maestra è una nipote di Cesar Franck che è un compositore belga piuttosto famoso, morto nel 1890) e a comporre a soli 7 anni.

Tra i musicisti francesi predilige Debussy e le sue particolari sonorità (prima o poi andremo a trovare anche lui!), ma pur provandoci più volte, fino a 14 anni non riesce a suonare la musica del suo compositore preferito.

Aveva un rapporto molto speciale con il suo maestro, mentre non riesce ad entrare al Conservatorio di Parigi perchè troppo legato a Erik Satie (quello matto) e quindi ostacolato (ingiustamente) da questa sua amicizia, perchè Satie non era apprezzato nell'ambiente accademico.

Gli amici lo chiamavano Popoul.

Poulenc era una persona molto sensibile e soffrì tantissimo per la perdita di alcuni cari amici morti troppo giovani. Era spesso "depresso, impressionabile, insicuro e soggetto al panico..." (Benjamin Britten).

Era membro del Gruppo dei Sei (che non è il Gruppo dei Cinque di Rimskij-Korsakov meno uno! ma è un altro gruppo di musicisti, questa volta francesi); il gruppo era nato da una idea di Satie.

Durante la prima guerra mondiale fu arruolato e perfino incarcerato per aver prolungato una libera uscita.

Tra i suoi amici c'era anche Igor Stravinskij, un musicista che sarà protagonista del nostro IX piccolo viaggio.

Tra le sue opere più celebri, oltre a Babar, la Sonata per flauto e pianoforte scritta nel 1956 per un grande flautista, che si chiama Jean-Pierre Rampal (obbligatorio conoscerlo se si suona il flauto traverso!), molta musica per pianoforte e altri strumenti tra cui la Sonata per oboe e pianoforte dedicata a Prokof'ev (ricordate: l'autore di Pierino e il Lupo) e soprattutto I dialoghi delle Carmelitane, un'opera basata su un testo di Georges Bernanos (un famoso scrittore francese) che racconta un fatto realmente accaduto: la condanna a morte per ghigliottina (cioè vennero decapitate... e ditelo ai bambini che sono sempre attratti da queste cose un po' macabre...) di 16 religiose francesi che si rifiutarono di rinunciare ai voti. L'opera è andata in scena in tutto il mondo e recentemente è stata molto apprezzata una nuova messinscena al Teatro alla Scala di Milano... non molto adatta ai bambini (a parte il taglio delle teste...), ma è giusto sapere che esiste.

Basato sulla stessa vicenda, per chi volesse approfondire (genitori), esiste un film francese del 1959 con Jean Moreau, Alida Valli, Madelein Renaud.

Poulenc amava la musica di Bach, Mozart, Satie e Stravinskij mentre detestava quella di Beethoven e Wagner (de gustibus...).

Poulenc muore di infarto il 30 gennaio 1963 e per suo desiderio al funerale venne suonata solo musica di Bach e questo ricordatelo, perchè più di un musicista, compositore, strumentista, alla domanda: se tu dovessi salvare l'opera di un solo compositore, quale opera salveresti? Sono in tanti a rispondere: quella di Bach (come dar loro torto??).

E approfittando di questo spunto che Poulenc ci ha offre con il suo funerale, nel Post successivo di pausa rigenerante, prima di affrontare il prossimo viaggio, vi consiglierò un libro meraviglioso per amare Bach e tutta la musica classica senza riserve.

 Per voi, ora, un video (solo sonoro) di Poulenc che suona la sua musica:



e qui la Sonata per flauto e pianoforte interpretata dal musicista per il quale fu scritta, il flautista Jean-Paul Rampal, una meraviglia:

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