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mercoledì 16 luglio 2014

MOZART ERA UN FIGO, BACH ANCORA DI PIU' - Un libro di musica per tutti

Copertina del libro di Leonora Armellini e Matteo Rampin
LEONORA ARMELLINI è una giovane pianista di Padova dalle eccezionali e precocisseme doti; è quello che si definisce "un talento" (vedi video al termine del Post). Si è diplomata a pieni voti con lode e menzione al Conservatorio di Padova a soli 12 anni. Oggi di anni ne ha 22 e calca i palcoscenici di tutto il mondo con successo, ma non solo, arrangia brani e... scrive libri!


Molti bambini (come lei) iniziano presto lo studio di uno strumento musicale. Spesso sento alcuni genitori commentare così: "Poveri bambini, lasciateli giocare"... oppure: "Infanzia rubata"... "bambini adultizzati"...

 A tutti questi genitori, che forse non capiscono che la musica per alcuni bambini (come per Leonora) può essere una passione, una necessità, un modo di esprimersi, una missione, anche un magnifico gioco... a tutti loro dedico questo Post e consiglio la lettura di questo libro, nel quale ho trovato questa splendida frase che può essere la giusta risposta a quanti credono che lo studio della musica sia solo tortura e noia:

"LA FATICA CHE SI FA PER IMPARARE A SUONARLA (la musica), A SCRIVERLA, A VOLTE ANCHE SOLO AD ASCOLTARLA, E' UNA FATICA CHE ALLA FINE SCOMPARE, ANZI E' LA CHIAVE PER FAR SCOMPARIRE LA FATICA DEL VIVERE. QUESTA CHIAVE E' CIO' CHE RENDE LA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA (...) E' LA BELLEZZA".

Leonora, insieme allo scrittore Matteo Rampin, appassionato di musica, ci spiega come si possa amare incondizionatamente (e, aggiungo io, fin da tenera età) la musica "classica" e come una volta incontrata sul proprio cammino non se ne possa più fre a meno.

I 7 passi per imparare ad amare la musica classica


Il libro si intitola: Mozart era un figo, Bach ancora di più, è edito da Salani e costa 12, 90 euro. 

Ripercorrendo la vita di alcuni tra i più grandi compositori di tutti i tempi da Gesualdo da Venosa a Ligeti, non in modo enciclopedico, ma attraverso divertenti aneddoti e ritratti di carattere, i due autori spiegano alcuni tecnicismi della musica classica a chi non sa neppure collocare un SOL in un pentagramma (e forse non sa neppure cosa sia un pentagramma...) in chiave di violino... figuriamoci in chiave di basso (e le chiavi sono 7!).

Si comincia con Leos Janacek, che morì di polmonite a 74 anni per essere fuggito, non vestito, dalla camera della sua amante all'arrivo del marito (a 74 anni!)... per passare ad una morte meno "eroica", quella del povero Lully, che si conficcò (per rabbia) in un piede la bacchetta da direttore d'orchestra (che una volta era in ferro) e il piede gli andò in cancrena...

Gesualdo da Venosa, un "antichissimo innovatore", che ammazzò moglie e amante avendoli sorpresi ad amoreggiare... e con lui cominciamo a prendere familiarità con la scala musicale, le sette figure e la loro durata (e i loro nomi complicati); le proprietà fisiche e metafisiche del suono...

Scopriamo che un tedesco, Johann Pepusch (1667-1772) scrisse un'opera per 6 fagotti e un flauto a imitazione del grugnito di 6 maiali e 1 maialino (poveri fagotti...).

Proseguiamo con le innumerevoli affinità tra musica e matematica e Antonio Vivaldi, il "Prete Rosso", che lasciò di colpo l'altare durante una celebrazione, colto da improvvisa ispirazione musicale...

Ripassiamo le origini dell'opera lirica e le sue caratteristiche, l'imitazione, il canone, il concerto... per arrivare a Bach, fulcro di tutto l'universo musicale: "senza di lui non ci sarebbero stati nè Mozart, nè Beethoven, nè i Beatles, Sting e tutti gli altri...". Con Bach impariamo che la Fuga non è solo dal carcere e scopriamo che l'Arte della Fuga nasconde un enigma...

Passiamo a Mozart "angelico demone" che passa dalle lettere scurrili ai familiari al sublime incanto della sua musica. Il padre Leopold, i viaggi, le donne e il mistero della sua morte... la figura di Lorenzo Da Ponte, suo principale librettista e figura estremamente affascinante.

Andiamo avanti con la Teoria: Armonia, Melodia, Cromatismi...

Poi Beethoven e la sua personalità tutta particolare, un burbero buono... e il dramma della sordità che lo colse in età matura, uno schertzo beffardo della sorte cui lui seppe reagire ma con grande sofferenza: "come potevo confessare la debolezza di un senso che in me dovrebbe essere più raffinato che negli altri uomini e che in me un tempo raggiungeva un grado di perfezione massima" e la sua filosofia di vita: "raccomando ai vostri figli di essere virtuosi, perchè soltanto la virtù può rendere felici non certo il denaro" (PAROLE SANTE?!)

Ancora Teoria: Tempo, Ritmo. Forma sonata...
Divertente vignetta che spiega i tempi musicali

E arriviamo ai Romantici: Paganini e il suo rapporto col diavolo, Liszt e le scene di follia, Berlioz un genio o pazzo?, Schubert che non aveva un pianoforte in casa, Schumann che pazzo morì in manicomio, Wagner e poi i moderni fino a Ligeti.

Poemi sonfonici, Danze, Cantate, Passioni, Corali, Ouverture, Sonate, Toccate, Musica a programma, Pezzo di carattere, Serenate, Notturni, Cassazione.... conoscete tutti questi termini? No? Allora questo libro fa per voi... e la musica classica entrerà prepotentemente  a far parte della vostra vita rendendola più ricca, bella, intensa, degna di essere vissuta.

Certo, mancano tantissimi nomi, mancano Verdi, Puccini, Bellini, Donizetti, Rossini... tutto il Melodramma... manca Strauss, Ravel... ma l'intento del libro non è di essere un'enciclopedia musicale ma di far venir voglia a chi lo legge di provare ad amare la musica classica (con successo!). Ottimo da regalare a chi passa le ore con UNZ UNZ nelle orecchie (=rumore da discoteca). 

Buona lettura a tutti e grazie a Leonora!

UNO CHOPIN DI LEONORA ARMELLINI:

1 commento:

Mamma di Cico ha detto...

Questo libro mi fa venir voglia di leggerlo solo a sentire l'entusiasmo di come ne parli!
Credo che tu abbia anche centrato un aspetto: cioè la gioia dei bambini di dedicarsi a ciò che amano. Quei commenti degli adulti che tu riporti sono, secondo me, solo il frutto del nostro schema lavoro = fatica vs. gioco = riposo che applichiamo, sbagliando, ai bambini.
Ma loro non hanno né il concetto di utile, di guadagno, né quello etico di dovere morale. Perciò raggiungono risultati eccezionali. Le parole di Beethoven la dicono lunga su questa differenza.
Bellissimo post!