Translate

giovedì 23 ottobre 2014

Chiaro di luna (3)... secondo Schroeder

Schroeder ama Beethoven fin da piccolissimo...
Conoscete senz'altro tutti i Peanuts. E sono certa che avete ben presente il personaggio di Schroeder che, essendo un bambino-prodigio del pianoforte, è il nostro preferito... non in quanto prodigio, ma in quanto bambino che suona il pianoforte!

Fin da piccolissimo ha manifestato precoci doti di musicalità e grande facilità al pianoforte. 
In questa vignetta, egli rivela a uno stupito Charlie Brown il suo precoce e innato talento.

Schroeder suona un po' di tutto, ma il suo compositore preferito è di gran lunga Ludvig van Beethoven, per il quale nutre un'adorazione quasi patologica: ne "santifica" persino la data del compleanno e pretende che i suoi amici facciano altrettanto.

Non sopporta Lucy che pur essendo innamorata di lui, non capisce che per lui la musica ha il primo posto nella classifica delle cose più importanti della vita. E in particolare la musica di Beethoven. 

Qualsiasi avvenimento della vita quotidiana, egli lo relaziona al suo idolo.

Lucy insiste, prova in tutti i modi ad attirare l'attenzione del suo amato Schroeder, ma non ce la fa... anche quando ci mette tutta la sua buona volontà e si finge amante della musica, fa delle gaffes imbarazzanti, che non migliorano di certo la sua situazione...





Ma come mai Beethoven ha questo "fascino" così particolare, che cattura grandi e piccoli fino a diventare in certi casi una vera ossessione?

Copertina del libro di Rolland
"Era piccolo e tozzo, dal collo grosso e dall'ossatura atletica", scrive Romain Rolland (premio Nobel 1915) nella sua "Vita di Beethoven" (che consiglio di leggere a tutti - anche ai ragazzi dai 13 anni in su!), "Aveva il viso largo, color rosso mattone, tranne che verso la fine della vita quando gli venne un incarnato malaticcio e giallastro, soprattutto d'inverno, che doveva starsene chiuso in casa, lontano dai campi. La fronte era potente e rilevata; i capelli estremamente neri, irti e spessi, tanto che sembravano non esser mai stati pettinati: veri 'serpenti della Medusa'. Gli occhi brillavano di una forza prodigiosa che afferrava tutti quelli che lo incontrassero... erano grigio azzurri. Piccoli e profondamente infossati, si aprivano bruscamente nella passione o nella collera, e allora si muovevano nelle orbite mostrando con meravigliosa sincerità tutti i suoi pensieri; spesso li alzava al cielo con uno sguardo malinconico. Il naso era corto e quadrato, largo, un vero muso da leone; la bocca, invece, delicata, benchè il labbro inferiore tendesse a sopravanzare l'altro. Aveva mascelle potenti che avrebbero potuto schiacciare noci".

Questo un ritratto "fisico" del musicista... e in effetti come figura ci attrae, per questo misto di severità e dolcezza, mistero, sofferenza, inquietudine...

"Ebbe un'infanzia severa", continua il Rolland "priva di quella dolcezza familiare che a Mozart, più fortunato, fu dato, invece, di godere (...mah... anche Leopold mi pare fosse un padre abbastanza severo... comunque...). Sin dall'inizio, la vita gli si rivelò come un combattimento triste e brutale. Il padre voleva sfruttare le disposizioni musicali del fanciullo, per esibirlo come un piccolo prodigio. A 4 anni lo inchiodava per ore e ore al clavicembalo, o lo chiudeva in una stanza col violino, uccidendolo di lavoro.... La sua prima giovinezza fu intristita dalle preoccupazioni materiali" e nel 1787 perse la madre, che adorava...

 Poi, come sapete, dovette affrontare la sordità:
"Conduco una vita miserabile", scrisse a un amico, "Da quasi due anni evito tutti, poichè non posso andare a dire alla gente: sono sordo. S'io facessi un altro mestiere, la cosa sarebbe ancora sopportabile, ma, per un musicista, la situazione è terribile.... a teatro devo mettermi vicinissimo all'orchestra, per intendere i cantanti...."

Questa sofferenza, come vedremo, emerge chiaramente nella Patetica op. 13 (1799).

La Sonata che stiamo imparando a conoscere noi, detta del Chiaro di luna, è di quel periodo (1801), ma è intrisa della passione che lo accendeva in quegli anni per una donna che poi sposò un altro uomo, di condizione sociale più elevata: Giulietta Guicciardini: "Vivo di nuovo un po' meglio, e vado un po' in mezzo alla gente... Questo cambiamento è stata una bella e cara ragazza a farmelo compiere: mi ama e io l'amo. Eccomi di nuovo un po' tranquillo, dopo due anni", scrive sempre a un amico. 

Cliccando qui potete leggere dal Blog L'Orecchio Curioso l'interessantissima leggenda che riguarda questa Sonata: http://lorecchiocurioso.blogspot.it/2012/03/la-leggenda-sul-chiaro-di-luna.html

Prima di ascoltare la Sonata interpretata da un grande pianista, godiamoci ancora un paio di divertenti video: Schroeder suona per voi la Sonata Chiaro di luna di Beethoven:



Questo secondo video è una raccolta di varie piccole pillole su Beethoven...

Nessun commento: