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giovedì 16 ottobre 2014

Inno alla Gioia (5) e Chiaro di luna (1) - Cult Movie per genitori: Amata immortale (VM14)

Il Film
Amata Immortale (Immortal beloved) è un film del 1994 con la regia di Bernard Rose, lo stesso de Il violinista del diavolo di cui abbiamo recentemente parlato a proposito di David Garret, virtuoso del violino, film biografico su Niccolò Paganini. Gary Oldman è Beethoven, Isabella Rossellini, Jahanna Ter Steege e Valeria Golino sono le tre donne da lui amate di cui si parla nel film, mentre Jeroen Krabbè è Anton Schindler, amico ed esecutore testamentario di Beethoven. La trama del film, che ha una meravigliosa colonna sonora con musiche di Beethoven eseguite da Murray Perahia per i brani per pianoforte e dalla London Symphony Orchestra diretta da Sir Georg Solti, ripercorre l'enigma dell'Amata Immortale (che non ha ancora e forse mai avrà identità certa), cioè la donna a cui Beethoven avrebbe scritto e mai spedito una appassionata lettera d'amore. Nel film si ripercorrono episodi romanzati della vita personale di Beethoven, legati alle sue relazioni amorose in particolare con tre donne e, alla fine, il film dà una sua risposta che però non ha riscontro nelle biogrfie del Maestro. E' comunque ben congeniata e il Film, anche se poteva essere fatto ancora meglio, è comunque piacevole se non altro per la musica e la grande interpretazione di Gary Oldman, che riesce a rendere le molteplici facce della discussa personalità di Beethoven e la sofferenza da lui provata nel vivere il dramma della sua progressiva sordità. Io vi propongo la scena  dell'Inno alla gioia, che è la scena quasi finale e che vale l'intero film insieme a quella, molto toccante, in cui lui suona la Sonata Al Chiaro di Luna quando già era quasi sordo, che mi consente di introdurre l'argomento della nostra prossima piccola deviazione musicale, sempre in compagnia di Beethoven.

Per voi ho "scomodato" nuovamente le mie dueamiche critiche e appassionate di cinema: Gioia, per leggere la cui recensione vi invito a cliccare su:http://lalanternamagicadelcinema.blogspot.it/2014/09/beethoven-e-la-sua-amata-immortale.html

e Cecilia Voi, la cui recensione pubblico qui sotto a seguire: e le ringrazio entrambe.
AMATA IMMORTALE (Immortal Beloved)
di Bernard Rose
con G. Oldman, J. Krabbé, M. Hofschneider, V. Golino, I. Rossellini, J. Teer Stege

Amata Immortale è uno dei tentativi di inquadrare un personaggio complesso come Beethoven in un racconto breve, come si può definire un film rispetto a un romanzo o a una biografia dettagliata. Compositore imponente per il suo genio e la sua influenza nella nostra cultura, da essere oggetto dell'attenzione di molti sceneggiatori e registi, da Abel Gance all'inizio del Novecento, per arrivare a Battiato con il suo Musikanten di qualche anno fa.
Bernard Rose ne fa volutamente un melodramma, concentrandosi sull'aspetto sentimentale delle vicende beethoveniane, in modo particolare su una lettera mai spedita, ritrovata tra le carte del Maestro dall'amico, violinista e segretario Oskar Schindler. Inizia così un viaggio alla ricerca dell'amata misteriosa per consegnarle quella dichiarazione appassionata di amore eterno.
Tutto si regge su un dato storico: come mai, al momento della morte, accanto a Ludwig c'erano solo due persone, una delle quali una donna? La soluzione proposta da Bernard Rose non è contemplata dai musicologi, però ha un suo senso. Non si può sciupare la sorpresa agli spettatori e perciò non darò indizi. Mi limiterò a segnalare che il film è accurato, con un occhio speciale ai costumi - bellissimi! - e alle scenografie d'epoca. La colonna sonora, diretta da Georg Solti (e al pianoforte Murray Perahia), è naturalmente all'altezza della situazione e Gary Oldman si cala nella parte con eleganza e la giusta dose di follia, eccezionale nel progressivo scivolamento nella sordità. Le nostre attrici Golino e Rossellini - pur ostinandosi a non voler essere doppiate - fanno una bellissima figura in abito lungo, specialmente la Rossellini, con lo sguardo malinconico e dolente di chi ha subito le molte scosse del destino.
Il film vuole solo offrire il piacere del raccontare, e di questo occorre godere, più che pretendere la fedeltà al dato storico. Amata Immortale è la ricerca dell'amore da parte di un uomo solo e quest'amore, nonostante la vita mondana e l'impeto romantico di Beethoven, si rivela molto più semplice e quotidiano di quanto non si possa pensare a prima vista. E forse Beethoven cercava questo: una vita normale, una famiglia sua, che desse stabilità alle sue percezioni musicali estreme. Il limite del film è nell'accantonare l'aspetto più propriamente creativo del suo protagonista, nodo su cui è centrato invece Io e Beethoven di Agnieszka Holland che consiglio senz'altro di vedere.
Il film di Bernard Rose apre comunque una finestra sull'universo tragico di un genio assoluto, che già da bambino sentiva la sua vocazione alla musica come desiderio di amore universale. Lo racconta molto bene la bella sequenza in flash-back alla prima della Nona Sinfonia.
Dai 14-16 anni. (Cecilia Voi)

 La lettera all’Immortale Amata e il relativo enigma.
 "Ma dopo la sua morte una sua lettera d’amore del 1812 [6-7 luglio A.373] indirizzata al “mio angelo” e “mia immortale amata” fu trovata fra le sue carte. È un’appassionata espressione di sentimento ad una donna che senza dubbio ricambiava il suo amore. La sua identità è discussa; probabilmente si trattava di Antonie Brentano, anche se è possibile si trattasse di Josephine. La lettera è divisa in tre parti, scritte in due giorni successivi, e sembra essere la risposta al desiderio di un’unione completa da parte della donna. Ma nella parte finale Beethoven rinuncia alla possibilità, non solo per il momento, ma per sempre. L’amore non è diminuito. Egli ancora ha bisogno d’amore, ma egli è costretto a riconoscere che non può sposarsi. La lettera probabilmente non fu mai spedita, ed è probabile che sia stata uno sfogo per se stesso più che per la destinataria. B.Cooper [b]" da www.lvbeethoven.it 
Ecco la lettera.
[A.373] Ad una donna sconosciuta.
Autografo alla Deutsche Staatsbibliotek di Berlino
6 luglio, di mattina
Mio angelo, mio tutto, mio io – Solo poche parole per oggi, e addirittura a matita (con la tua). – Non sarò sicuro del mio alloggio fino a domani; che inutile perdita di tempo è tutto ciò! - Perché quest’angoscia profonda, quando parla la necessità – il nostro amore può forse durare senza sacrifici, senza che ciascuno di noi pretenda tutto  dall’altro; puoi tu mutare il fatto che tu non sei tutta mia, io non sono tutto tuo? Oh Dio!, rivolgi il tuo sguardo alla bella natura e dà pace al tuo animo per ciò che deve essere. L’amore esige tutto e ben a ragione, così è di me per te e di te per me – Ma tu dimentichi così facilmente che io debbo vivere per me e per te. Se fossimo completamente uniti, tu sentiresti questa dolorosa necessità tanto poco quanto la sento io. Il viaggio è stato orribile. Sono arrivato qui soltanto la mattina alle quattro.  Siccome c’erano pochi cavalli la diligenza ha scelto un altro itinerario; ma che strada orribile! Alla penultima stazione mi hanno sconsigliato di viaggiare di notte, hanno cercato di ispirarmi paura d’un bosco, ma ciò non è servito ad altro che a spronarmi – e ho avuto torto. La vettura ha finito con lo sfasciarsi su quell’orribile strada, un semplice sentiero di campagna senza fondo. Se non avessi avuto quei due postiglioni sarei rimasto per strada. Per l’altra strada, quella solita, Esterhàzy con otto cavalli ha avuto la stessa sorte che io con quattro. Tuttavia, in un certo senso la cosa mi ha anche fatto piacere come succede ogni volta che supero felicemente qualche ostacolo. Ora voglio passare in fretta dagli eventi estrinseci a quelli intimi. Confido che ci vedremo presto; ed anche oggi mi manca il tempo per dirti i pensieri che ho rimuginato questi ultimi giorni sulla mia vita. Se i nostri cuori fossero sempre uno vicino all’altro, non mi capiterebbe certo di avere simili pensieri. Il mio cuore trabocca dal desiderio di dirti tante cose. Ahimé, ci sono momenti in cui sento che la parola è inadeguata. Cerca di essere serena – e sii per sempre il mio fedele unico tesoro, il mio tutto, come lo sono io per te. Sono gli dei che debbono provvedere, qualunque possa essere il nostro  destino.
                                   Il tuo fedele
                                       Ludwig
Lunedì sera, 6 luglio
Tu stai soffrendo, tu anima mia dilettissima - Proprio adesso mi rendo conto che le lettere debbono essere consegnate di buon mattino, lunedì – o giovedì – gli unici giorni in cui da qui parte la posta per “K” - Tu soffri – Oh! dovunque io sia, tu sei con me - Io farò in modo che tu ed io ……… che io possa vivere con te. Quale vita!!! Quale essa è ora!!!! senza di te – perseguitato qua e là dalla bontà della gente, una bontà credo – che vorrei meritare quanto poco invece la merito – omaggio dell’uomo all’uomo – questo mi addolora – e se considero me stesso nella cornice dell’universo, che cosa sono io e che cosa è colui – che è detto il più grande degli uomini – eppure – è qui che si ritrova l’elemento divino dell’uomo – Io piango se penso che soltanto sabato riceverai le mie prime notizie – Per quanto tu mi ami - io però ti amo di più – ma tu però non ti celare mai a me – buona notte – Poiché faccio la cura dei bagni, debbo andare a dormire. Oh Dio – così vicini! Così lontani! Non è una creazione del cielo il nostro amore? – e quel che più conta, altrettanto salda che il firmamento celeste?
Buon giorno, 7 luglio
Anche a letto i miei pensieri corrono a te, mia immortale amata, lieti, talvolta, poi di nuovo tristi, in attesa di sapere se il destino ci esaudirà - Per affrontare la vita, io debbo vivere esclusivamente con te, oppure non vederti mai. Sì, ho deciso di andare errando lontano, fino a quando potrò volare fra le tue braccia, dirmi davvero a casa mia presso di te e, circondato dalle tue braccia, lasciare che la mia anima sia trasportata nel regno degli spiriti beati – Ahimé, purtroppo deve essere così – Tu ti rassegnerai, tanto più perché tu conosci la mia fedeltà verso di te, mai alcun’altra donna potrà possedere il mio cuore, mai – mai – Oh Dio, perché si deve star lontani da chi si ama tanto; eppure la mia vita a V[ienna] in questo momento è una vita atroce – Il tuo amore ha fatto di me il più felice ed il più infelice dei mortali – Ora alla mia età, avrei bisogno di regolarità e di stabilità nella mia vita – può accordarsi questo con i nostri rapporti? Angelo mio, proprio ora vengo a sapere che la posta parte tutti i giorni – e debbo perciò terminare, in modo che tu possa ricevere subito la lettera - Sii calma; soltanto considerando con calma la nostra esistenza, possiamo raggiungere il nostro scopo che è di vivere assieme – Sii calma – amami – Oggi – ieri – che struggente desiderio, fino alle lagrime, di te – di te – te – vita mia – mio tutto, addio. Oh continua, continua ad amarmi – non disconoscere mai il fedelissimo cuore del tuo amato
eternamente tuo
eternamente mia                                                 
eternamente l’uno dell’altro     L.


Scena con Inno alla Gioia:

 Scena con la Sonata Al Chiaro di Luna:

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