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mercoledì 19 novembre 2014

PVM al Regio per Angelo Campori


Verso il Teatro Regio... di notte!
Martedì 18 novembre 2014, ore 20.00, Teatro Regio di Parma: la città si unisce per omaggiare Angelo Campori (Brescia 5 marzo 1934 - Parma 23 novembre 2013) a un anno dalla sua scomparsa. E noi c'eravamo, grandi e piccoli, tra il pubblico e in orchestra... "OMAGGIO AD ANGELO CAMPORI", CONCERTO SINFONICO.

La "salita" al III ordine. A sinistra Angelo Campori nella locandina
Grazie alla determinazione di Anna Mancini, flautista docente al Conservatorio "Arrigo Boito" di Parma, si sono riuniti amici ed ex-allievi del Maestro Campori ora brillantemente impegnati in orchestre e conservatori in Italia (ma anche all'estero), per formare l'Orchestra Sinfonica "Gli amici del Maestro" e dedicargli una serata al Teatro Regio (ove egli lavorò per 25 anni dal 1973) aperta a tutta la città. La lista dei musicisti presenti la trovate a fondo pagina.
Locandina dell'evento

Non è impresa facile portare i bambini a sentire un concerto sinfonico e per di più intervallato da interventi "parlati" e filmati proiettati su grande schermo. Ma il palchetto aiuta. Ci siamo posizionati lateralmente, in modo da essere proprio sopra l'orchestra: vedere tanti musicisti che suonano tutti insieme tanti strumenti così diversi tra loro è già di per sè uno spettacolo affascinante, anche per i bambini. 

Antonio e Giacomo al Teatro Regio in palco
Tra un brano e l'altro e nei momenti parlati che, come spesso accade in tali occasioni, sono sicuramente interessanti, ma troppo lunghi per la ridotta pazienza dei piccoli spettatori, abbiamo potuto "ritirarci" nella profondità del palchetto, a giocare con due tigri portate da casa o fare dei brevi "pisolini" sulle vellutate panche del teatro. In platea ciò non è possibile e per questo consiglio sempre il palco per fare le prime esperienze teatral-musicali.
Inoltre, per evenienze imprevedibili (dietro l'angolo con i bambini, specialmente ancora frequentanti la scuola materna), è sempre possibile, piano piano, uscire dal palco e andare al bar o alla toilette... cosa impensabile se si è seduti in platea magari anche interni alla fila (occorrerebbe fare alzare tutti!).

Antonio ammira il pianoforte pronto per il primo brano.
Entrare in un teatro d'opera come il Regio di Parma è un'emozione e anche il "vestirsi" eleganti piace ai bambini (forse più alle femminucce... anche se poi si lamentano che si sta scomodi...).

Il teatro si è riempito in fretta.
Il primo pezzo, scritto da Angelo Campori, Introduzione e allegro per tromba e pianoforte, ha avuto successo per la particolarità del duo tromba-pianoforte, mai ascoltato prima dai bambini. A Giacomo piace la tromba, così come tutti gli ottoni, compreso il corno del suo papà. "Voglio fare il cornista", spesso dice... ne bastava uno in famiglia, ma se fosse vero ne sarei felice ugualmente.

Una Tromba particolare, illustrazione di Kveta Pacovska.
Il II brano, dal Peer Gynt di Grieg, La morte di Ase, è stato suonato da tutti gli archi. I bambini hanno così potuto rendersi conto della differenza tra un'orchestra d'archi e la successiva orchestra sinfonica in cui erano schierati tutti gli strumenti. 

Orchestra d'Archi
Differenza timbrica e di volume, ovviamente. Il pezzo è molto breve e per questo "facile" da seguire dall'inizio alla fine. E' un brano triste e Giacomo è rimasto colpito dal fatto che si tratta di un brano che "racconta" la sofferenza di un bambino che ha perso la mamma. Il brano è stato riproposto anche nel bis a termine del concerto. Per ascoltare il brano: http://youtu.be/bdoems6Mn4s

E arriviamo al gran finale: L'Incompiuta di Schubert che è un pezzo su cui senz'altro avremo modo di tornare, perchè si tratta di un brano meravigloso che piace a tutti, e specialmente ai bambini, dotati naturalmente di buon gusto musicale. E infatti Giacomo batteva il tempo e Antonio ascoltava rapito. Antonio e Giacomo hanno anche imparato, grazie all'errore di alcuni spettatori che hanno fatto partire un applauso dopo il I tempo della sinfonia, che NON si applaude tra un movimento e l'altro, ma si deve aspettare il termine dell'intera composizione...

Un'immagine dei palchi del teatro
L'esecuzione dell'Orchestra degli Amici del Maestro Campori è stata brillante e sentita e credo che per tutti i musicisti presenti sia stata un'iniziativa emozionante e coinvolgente. E quando è così, la musica si arricchisce dei sentimenti provati da chi la interpreta e tutto diventa speciale. 

Per ascoltare la Sinfonia, I movimento: http://youtu.be/qZZgLmoJPbo

PROGRAMMA DEL CONCERTO diretto dal M° Fabiano Monica:

Dallaturca e Cortesi nel primo brano del concerto.
- ANGELO CAMPORI, Introduzione e allegro (1965) per tromba e pianoforte.

Gianni Dallaturca, tromba.
Raffaele Cortesi, pianoforte.

Intervento di Gustavo Marchesi (musicologo) con ascolti inediti di Angelo Campori Pianista.

- EDVARD GRIEG, La morte di Ase (1988) da Peer Gynt - Suite n. 1 op. 46.

Intervento di Gian Paolo Minardi (critico della Gazzetta di Parma), con filmati inediti di Angelo Campori Direttore d'Orchestra (Ouverture da La Forza del destino di Verdi, audio dell'opera integrale diretta da Campori: http://youtu.be/E4x9Q-0eJzM e Intermezzo da Manon Lescaut di Puccini).

Qui vi propongo qui una testimonianza video del 1996, in cui Angelo Campori dirige l'Orchestra di Lugano e Renato Bruson (baritono) canta una delle Arie più celebri del Rigoletto di Verdi "Cortigiani, vil razza dannata", che, vi anticipo, avremo modo di conoscere molto presto nei nostri prossimi viaggi musicali.



- FRANZ SCHUBERT, Sinfonian. 8 in do minore "Incompiuta" (1822).

Ma chi era Angelo Campori? Inutile cercare su Wikipedia, nessuna voce risponde a questo nome, purtroppo. Una lacuna da colmare, perchè Angelo Campori ha saputo dare tanto alla musica e non solo, a detta dei suoi amici, era un uomo che dava tanto anche umanamente. Corretto, integro, cordiale, generoso, profondamente immerso nella musica, ma al contempo sofferente, troppo. 

Sul pieghevole del concerto di ieri sera è riportata una breve biografia del Maestro, che qui vi trascrivo:

Angelo Campori inizia nella città natale lo studio del pianoforte con Mario Conter. Nel 1953 si diploma al conservatorio di Milano con il massimo dei voti e intraprende subito la carriera concertistica. Le recensioni di quel periodo lo descrivono come un pianista di raro talento:

 "... il sintomo di qualcosa di eccezionale è dato a noi da quel pathos musicale intenso che ha preso il pubblico e lo ha soggiogato... Campori ha dato l'impressione di un fatto musicale compiuto..." (L'Italia, 9/6/1951)

"... finalmente un pianista che pur giovanissimo suona con la testa e con il cuore... Sensibilità e intelligenza musicale autentiche, pronte a captare il senso della sfumatura, delle sonorità, dello stile, come a scovare la musica nelle pieghe della frase, delle armonie, dei contrappunti, pronte soprattutto nel comunicare..." (Giornale di Brescia, 17/5/1955)
Nel 1957 una tournée con il tenore Luigi Infantino lo conduce in Australia, Nuova Zelanda ed Estremo Oriente, tournée replicata 3 anni dopo con altri 35 concerti. Numerose in questi anni le esibizioni in Italia (Società dei Concerti di Milano, Radio Svizzera Italiana, Radio RAI di Roma) e all'estero, come solista e in formazioni da camera, di cui restano entusiastiche recensioni.

Nel 1964 vince il concorso per pianista accompagnatore al Conservatorio di Musica "Arrigo Boito" di Parma e successivamente entra di ruolo come docente di Pianoforte principale. Sono gli anni degli studi di composizione con Franco Margola, che portano alla nascita di alcuni brani sacri e di musica da camera. 

Nel 1970 collabora con Leonard Berntein alla RAI di Roma come pianista nel Fidelio di Beethoven e tra i due musicisti nasce subito una sincera amicizia fatta di collaborazione e reciproca stima. 

E' in conservatorio a Parma che nasce la sua passione per la direzione d'orchestra, così da voler rinunciare all'incarico di docente di strumento per insegnare esercitazioni orchestrali. Nella sua prestigiosa carriera come direttore d'orchestra dirige soprattutto per repertorio operistico ed è più volte ospite nelle stagioni liriche di tutti i maggiori teatri italiani, ma è con il Teatro Regio di Parma che il Maestro instaura sin dal 1973 un proficuo e continuativo rapporto professionale, destinato a durare 25 anni. Ha diretto in molte parti del mondo, dall'Australia al Giappone, in Sud America e in Canada. In Europa è stato ospite alla Staatsoper di Vienna, a Berlino, Monaco, Lisbona, Barcellona. 
Negli USA ha diretto a New York (Metropolitan, Opera House, Carnegie Hall, Philarmonie Hall at Lincoln Center), Houston, Dallas, Chicago, Pittsburgh, Philadelphia, Cincinnati, New Orleans. 
Ha collaborato con cantanti quali: Josè Carreras, Luciano Pavarotti, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Renata Scotto, Monserrat Caballè, Boris Christoff, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Renato Bruson, Josè Cura, solo per citarne alcuni.

E' stato tra i massimi interpreti del grande repertorio romantico ottocentesco e uno dei più grandi interpreti verdiani. "Ha la preparazione e la conoscenza diretta e la competenza di un maestro concertatore di altri tempi", così ha scritto di lui Angelo Foletto, che aggiunge: "La determinazione e la profondità della ricerca rimane una testimonianza di amore e di limpida professionalità al servizio della musica di cui dobbiamo essergli grati".

Una volta chiesero a Bernstein perchè non dirigesse l'opera italiana. Il Maestro rispose semplicemente: "Perchè dovrei? C'è già Angelo Campori".


Orchestra Sinfonica "Gli Amici del Maestro", di cui preciso la "provenienza" per rendere conto della portata dell'evento di ieri sera che ha richiamato musicisti da tutta Italia e anche da fuori... mi scuso se non riporto informazioni su tutti. Provvederò a colmare le lacune:

Direttore Fabiano Monica (ex docente di Esercitazione Orchestrale al Conservatorio di Milano).

Violini: Fabio Biondi (Europa Galante), Cesare Carretta, Stefania Carrani (docente Conservatorio di Piacenza), Gian Carlo Catelli, Jacopo Cavalli, Gianni Covezzi, Marco Dallara, Silvia Falavigna (Europa Galante), Tatiana Fedevic, Sabrina Fontana, Francesca Fratino, Julia Geller, Paola Lutzenberger (Teatro alla Scala), Marina Mammarella, Mauro Mario, Luigi Mazza (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Monica (docente al Conservatorio di Parma), Luigi Monica (ex docente Conservatorio di Cuneo), Betta Nicolosi, Rosetta Segreto, Grazia Serradimigli (docente al Conservatorio di Parma), Luca Talignani (Orchestra Arturo Toscanini), Nicola Tassoni, Franco Tomasi (ex Orchestra Arturo Toscanini).

Viole: Sebastiano Airoldi, Luciano Cavalli, Giampaolo Guatteri (I viola Orchestra Arturo Toscanini), Roberto Ilacqua, Alberta Stefani (docente al Conservatorio di Parma), Maurizia Tagliavini, Marco Toscani (docente al Conservatorio di Parma).

Violoncelli: Antonio Amadei, Michele Ballarini (docente al Conservatorio di Parma), Rocco Canuti, Enrico Contini (docente al Conservatorio di Parma), Giacomo Fossa, Raffaello Fossa, Paolo Manfrin.

Contrabbassi: Agide Bandini, Donato Bandini, Pierluca Cilli, Ugo Micciola, Giampietro Zampella (docente al Conservatorio di Perugia).

Flauti: Giuliano Cremonesini, Elisa Zilioli.

Oboi: Francesco Carraro, Fabrizio Oriani.

Clarinetti: Massimo Ferraguti (docente al Conservatorio di Parma), Pietro Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Fagotti: Stefano Canuti (Manchester), Luca Reverberi (docente al Conservatorio di Parma).

Corni: Stefano Alessandri (Teatro alla Scala), Carlo Baroni (docente al Conservatorio di Parma), Claudio Martini (Teatro alla Scala).

Trombe: Simone Curzi, Gianni Dallaturca (Teatro alla Scala).

Tromboni: Roberto Contini (docente al Conservatorio di Parma), Carlo Gelmini (I trombone Orchestra Arturo Toscanini), ;anuel Romei.

Percussioni: Stefano Cantarelli (ex Orchestra Nazionale della RAI, ex docente Conservatorio di Parma).

LA MOSTRA:

Dal 18 al 30 novembre al ridotto del Teatro Regio, il Maestro Campori sarà ricordato in una selezione di fotografie e articoli che ne ripercorreranno la vita e la carriera.

Durante l'intervallo, siamo andati anche a visitare questa mostra ed è davvero ben allestita e le foto, i documenti e gli articoli esposti sono emozione allo stato puro. Antonio e Giacomo si sono soffermati "in contemplazione" dinanzi alla bacchetta del Maestro:



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