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lunedì 3 novembre 2014

PVM alla mostra di Marc Chagall a Milano con... Il Flauto magico

Ingresso della mostra dedicata a Chagall a Milano
Forti dell'esperienza interdisciplinare estiva al Museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi di Cortina, abbiamo deciso di continuare a collegare la musica all'arte: siamo stati a visitare la mostra dedicata a Marc Chagal a Milano (http://www.mostrachagall.it/) 17 settembre 2014-1 febbraio 2015 a Palazzo Reale, in Piazza del Duomo. Chagall (1887-1985) è stato un pittore russo naturalizzato francese, d'origine ebraica.

Il nostro obiettivo era quello di trovare dei dipinti che avessero in qualche modo a che fare con la musica che noi conosciamo o, in mancanza di "quadri musicali", quadri che ci evocassero paesaggi "sonori". 

Libro per bambini su Marc Chagall
E siamo stati accontentati. Non solo in moltissimi quadri di Chagall compaiono strumenti musicali (in particolare il violino, tipico strumento della musica ebraica, che suonava un suo zio), ma la retrospettiva dedica anche un'intera sala al tema "Chagall e la musica" in cui sono esposti una serie di studi per dipinti di dimensioni enormi (vedi più sotto) e una serie di bozzetti per L'Uccello di fuoco di Igor Stravinskij.

"Chagall e la musica. Raramente l'opera di un grande artista "visivo" ha avuto così profonde implicazioni "sonore". La pittura di Marc Chagall è - si potrebbe dire - intrinsecamente "musicale". E non solo per la continua evocazione e raffigurazione, nei suoi dipinti, di ogni tipo di strumento. Chi non ha presente il tripudio di arpe, flauti, chitarre, campane, che appaiono in ogni sua composizione; chi non ha davanti agli occhi i suoi celeberrimi violini? Ma nel'opera di Chagall c'è qualcosa di più che non la semplice raffigurazione materiale degli oggetti e degli strumenti. E' l'uso stesso dei colori e delle forme, la loro continua, fantasmagorica sovrapposizione, la loro concatenazione, a suggerire l'indispensabile riferimento a un RITMO, a un'ARMONIA, a una SONORITA'."(dalla Nota dell'editore del libro di cui parlo in questo Post). 

Abbiamo trovato, in particolare, uno "studio" per la realizzazione di questo famosissimo dipinto, intitolato "Il violinista verde" (1923, mentre lo studio esposto in mostra è del 1917), che ritrae un violinista con il volto verde, il vestito viola, che pare ritto in piedi su due case con un cagnolino che si protende verso di lui... il verde è un colore che ricorre nei dipinti di Chagall e abbiamo imparato che nel simbolismo ebraico è legato alla malattia. Anche il viola è un colore insolito e ricorrente nel mondo di Chagall fatto di mucche colorate e sovradimensionate (che ricordano il lavoro della madre, che era macellaia), violini, pendole, donne e uomini che si librano nell'aria, ebrei, angeli e figure bibliche, fiori, figure circensi, teatro, musica da strada, simboli religiosi ebraici, capre, galli, altri animali, amanti... 

Particolare da "La caduta dell'Angelo"
Chagall aveva uno zio fratello della madre, che si chiamava Neuch e suonava il violino. Era membro di una setta religiosa di ebrei russi e polacchi, gli Hasidim, i quali aspiravano alla comunione con Dio tramite l’estasi indotta dalla musica e dalla danza.

dal libro per bambini su Chagall
"Il suonatore di violino è una presenza costante nell’immaginario dell’artista, perché rimanda alla figura del saltimbanco, suonatori ambulanti ed erranti che si fermavano sulle piazze per un breve spettacolo.
Nel dipinto troviamo un accostamento di colori fantastici e complementari come il viola ed il verde, che diventano il fulcro espressivo attorno a cui dirigere le sue visioni e ricordi.
Particolare da Tra guerra e pace, Luxembourg Museum, Parigi.
Si assiste ad un rovesciamento delle proporzioni mettendo in primo piano il violinista, mentre il paesaggio lo avvolge tutto intorno; lo circondano le case, la palizzata, l’uccello con l’albero su cui è poggiata una scala, un animale dal grosso muso e delle figure umane, una che tiene un violino, una che alza le braccia al cielo; un uomo, anch’esso dipinto di viola, si libra in volo; tutte queste sono caratteristiche che in Chagall denunciano un’assoluta libertà creativa ed un’arte che diventa gioco spontaneo dell’immaginazione" (da La Stampa)

Il violinista verde

Altro dipinto legato alla musica è "Il trionfo della musica", 1966,  maquette per il Murale che c'è a New York al Metropolitan Opera:


Il trionfo della musica
Con nostra grande felicità, abbiamo scoperto che Marc Chagall ha realizzato i disegni e le scene per i costumi del Flauto magico, che debuttò con un memorabile successo il 19 febbraio 1967 al Metropolitan di New York. Uno spettacolo chiacchierato e assai popolare, ma poco memorizzato nella storia dell’interpretazione, con un direttore austriaco di rilievo, Joseph Krips, un cast fiammante, che si avvale di Nicolai Gedda, di Lucia Popp, come regale Regina della Notte, e di un brillante giovane Hermann Prey quali Papageno, ma soprattutto di uno scenografo di lusso, come Marc Chagall, artista assai amato in America, soprattutto per i due inconfondibili murali, che decorano le hall del grande complesso teatrale del Lincoln Center.  I bozzetti originali di Chagall sono ora conservati al Centre Pompidou di Parigi. Si tratta di 47 schizzi, realizzati con tecnica mista, spesso incollando piccoli campioni del tessuto prescelto, e riportando ai margini, a matita, appunti, notazioni, misure. Sono materiali che rappresentano una testimonianza veramente unica di sensibilità e fantasia creativa. L’incontro del genio della pittura con il genio della musica non potrebbe essere più felice. «Tutto sulla scena sembra sospeso – ebbe a scrivere un estasiato critico musicale, il giorno dopo la prima –, nulla poggia per terra. Tutto galleggia in un tripudio di colorata leggerezza».

In occasione dell’apertura della sua nuova sede al Lincoln Center, il Metropolitan di New York propose a Marc Chagall – divenuto ormai newyorkese d’adozione, da quando negli anni della guerra si era trasferito nella Grande Mela – di consacrare il suo rapporto con la città e con la musica, dipingendo due grandi murales per la Hall del teatro, e disegnando le scene e i costumi per l’opera che ne avrebbe suggellato l’inaugurazione: Il flauto magico di Mozart. Chagall si mise febbrilmente a lavorare a quella che sarebbe rimasta una delle sue realizzazioni più importanti. I due dipinti di grandi dimensioni, Le fonti della musica e Il trionfo della musica (che abbiamo visto a Milano!), inaugurati nel 1966.

Per accompagnarci nella contemplazione di quest'opera, abbiamo scelto un brano del Flauto magico che non avevamo ancora ascoltato nei precedenti Post. Si tratta della preghiera a Iside e Osiride, cantata dai Sacerdoti, guidati da Sarastro, un canto meraviglioso, ieratico, dolcissimo, profondo, che ben si addice al paragona Mozart/Bibbia che azzarda Chagall:


Queste informazioni le potete approfondire leggendo un libro che ho trovato su Amazon.it (ma che è in vendita anche alla mostra e nelle librerie) e che è davvero interessante, anche da sfogliare con i vostri ragazzi, visto che ormai hanno Il Flauto magico nel sangue! Il libro, edito da Donzelli, si intitola "Il Flauto magico a colori" e costa 19 euro (23 euro in libreria). 

"Ma le magiche sorprese di questo Flauto non si fermano qui: pochi, anche tra i melomani più accaniti, ricordano che il libretto dell’opera mozartiana si ispirò alla fiaba Lulu o il flauto magico, pubblicata nel 1789 da un grande favolista tedesco, August Jakob Liebeskind: un classico racconto di fate e di maghi, considerato «pericoloso» dal potere imperiale asburgico e perciò censurato"  (dalla nota dell'editore)
Bozzetto di Chagall per Il Flauto magico
"Di tutto questo Chagall non sembra voler tener conto (con grande dispetto dei filologi mozartiani) trasportando l’originaria cornice egizia e misterico-orientale, in una sorte di eden vaporoso e tutto chagalliano, in cui a dominare sono le sue figure riconoscibilissime di violinisti volanti, di donne-serpente, di vecchi viandanti, sul tetto della musica.  Chagall considera Mozart un artista toccato dalla divinità e degno del confronto unico con la Bibbia. (da La Stampa Cultura).

Il soffitto dell'Opera Garnier
Ma c'è ancora di più. Chagall ha dipinto il soffitto dell'Opera Garnier di Parigi. La mostra milanese espone una serie di bozzetti e di lavori per la realizzazione di questo capolavoro che raffigura tutta la storia della musica.

Altre realizzazioni di Chagall in altri teatri europeri: 1921, Moscow Jewish Art Theatre; 1949, the foyer of the Winter Gate Theatre in London; 1959, the foyer of Frankfort Theatre...

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