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lunedì 15 dicembre 2014

Fiaba musicale: Pik Badaluk

Il padre di Pik suona il corno
Una storia d'altri tempi che compie 80 anni (Lipsia 1922, autore Grete Meuche), ambientata in un'Africa fantastica popolata di piccoli "mori" e orribili bestie feroci e dove, in mezzo alla foresta, crescono alberi di mele e dove, per richiamare alle armi i guerrieri, si usa il CORNO.

La casa con giardino di Pik Badaluk

Pik Badaluk è un bambino africano, che vive con i suoi genitori in una casa africana con un giardino africano e un recinto africano. Ma, come per Pierino di Prokof'ev (in Pierino e il Lupo), quel recinto e il divieto della sua mamma di valicarlo

La mamma raccomanda a Pik di non uscire
"Dentro al giardino corri, divertiti finché vuoi tu; però la porta che porta nel bosco no, non l'aprire, mio piccolo Pik! Vive nel bosco una belva feroce, un gran leone che mangia i moretti. Ed i moretti cattivi con mamma sono eccellenti bocconi per lui" - sono un limite per la curiosità di Pik.


Pik esce dal recinto
Un bel giorno il ragazzo decide di uscire dal recinto spinto dalla curiosità che caratterizza tutti i bambini.

Si addentra nella selva e incontra il terribile leone giallo.

Pik ha di fronte il terribile leone
Pik riesce a rifugiarsi su un albero di mele e lancia sulla testa del leone i nocciolini delle mele che intanto si mangia...

Pik sputa i nocciolini in testa al leone

Il leone lo implora di scendere, perchè vorrebbe mangiarlo.

La mamma piange pensando di aver perso Pik

La mamma, intanto, si dispera...

Il papà di Pik suona il Corno

Tutti vanno a salvare Pik

Ma ecco che il papà sfodera il suo corno da caccia e chiama a raccolta gli altri uomini del villaggio.

Ecco che uccidono il leone... e il papà suona sempre!

Tutti insieme e armati, vanno alla ricerca di Pik e riescono a uccidere la belva feroce.
Il leone stecchito


La mamma riabbraccia il suo Pik
Pik può così tornare a casa dalla sua mamma che lo abbraccia teneramente senza sgridarlo.





Questa storia è molto famosa e piace a tutti i bambini. Anche Giacomo mi ha costretto a leggere e rileggere più volte il libro che ci hanno prestato i nostri amici Giulio e Rocco. Libro che si intitola "La storia di Pik Badaluk", pubblicato da EMME EDIZIONI (12,90 euro), e ora ristampato in un'edizione speciale per gli 80 anni.


La storia ha avuto più di una messinscena teatrale nell'ambito delle stagioni per bambini, per esempio con pupazzi, come in questa versione di Marina Allegri:



Ma, cosa che a noi di questo blog musicale più interessa, ha avuto anche una "messa in musica" grazie al lavoro del Maestro Nino Verchi (direttore d'orchestra che ha diretto in carriera anche al Teatro alla Scala) e del baritono triestino Claudio Giombi, che è una voce assai nota nel mondo del teatro d'opera, perchè nella sua carriera ha interpretato molti ruoli sotto la direzione dei più grandi Maestri.

Ecco la Fiaba musicale con i disegni del libro che scorrono assieme alla musica:




Un altro ascolto della stessa fiaba: http://youtu.be/UNWWD1CDEjo

Il baritono Claudio Giombi
 Per leggere un'intervista di tre anni fa a Claudio Giombi e conoscerlo un po' meglio clicca qui: http://ricerca.gelocal.it/ilpiccolo/archivio/ilpiccolo/2011/08/18/NZ_36_02.html

E ancora:
"Sono nato a Trieste, città musicalissima con diversi teatri d’ opera, operetta, prosa, rivista, avanspettacolo: Il Teatro Verdi, il Politeama Rossetti, il Filodrammatico, La Fenice, il Teatro Mauroner, Il Castello di San Giusto. Mio nonno falegname, aveva partecipato da ragazzo, alla costruzione del teatro Minerva, un grande anfiteatro estivo in legno dove si alternavano opere, operette e spettacoli vari anche circensi. Di sera, mi raccontava le trame delle opere liriche più famose, invece delle solite favole che si raccontano ai bambini ed ero così interessato che per il mio quinto compleanno mi costruì un teatrino di legno, che scelsi come gioco preferito. A quel tempo la radio trasmetteva frequentemente la musica operistica, che ascoltavo con attenzione, specialmente quando c’era un’opera che nonno Nilgio mi aveva raccontato.
La Forza del Destino
mi colpì molto e volli subito eseguirla nel mio nuovo teatrino di legno.
A otto anni vidi la mia prima opera. Era la Tosca con Maria Caniglia. Mio nonno mi aveva raccontato tutta la storia ed io ne rimasi incantato. Da quel momento quell’ opera entrò nel cartellone stabile del mio teatrino e dopo qualche mese, quando fui ricoverato all’ospedale con la scarlattina, che a quel tempo prevedeva una degenza di quaranta giorni, volli organizzare nel giardino dell’ospedale una Tosca. Preparai i programmi su i fogli della carta igienica scrivendo: “Domani TOSCA con Claudio Giombi alle 15 in giardino” ; li distribuii a tutti quelli che incontravo, degenti dottori infermiere e alcuni vennero all’appuntamento, incuriositi da quel bambino di otto anni che faceva Tosca. Con un lenzuolo addosso interpretavo tutti i ruoli con il poco che potevo ricordare dell’opera, inventando e improvvisando, ma il salto dal castello era il momento culminante e visto un fossato alle mie spalle gridai “Addio Scarpia” e mi buttai di sotto. Sentii un urlo tra i presenti ed ebbi il tempo di pensare “che successo!” Poi una gran botta e svenni. Mi risvegliai più tardi nel mio letto tutto bendato e con una gamba ingessata."
prosegui cliccando qui: http://mozart2006.wordpress.com/2009/12/19/intervista-a-claudio-giombi/

Ecco un'altra bella testimonianza di come i bambini siano interessati alle opere liriche molto più di quanto si possa pensare!

Questa Fiaba musicale si inserisce così in un genere che a noi piace molto e abbiamo già incontrato con Histoire du Soldat di Stravinskij, Pierino e il Lupo di Prokof'ev e Babar l'elefantino di Poulenc: le ultime due fiabe musicali le abbiamo ascoltate il 12 dicembre 2014 al Teatro Regio di Prma in occasione del concerto aperto a tutta la città.


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