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giovedì 18 dicembre 2014

La Bohème (2) - Da Momus (II quadro)

I protagonisti al Quartiere Latino

AL QUARTIERE LATINO
Al quartiere latino di Parigi c'è festa. La musica di Puccini descrive in modo vivo l'atmosfera e pare d'essere lì con i protagonisti della storia. Colline, il filosofo, ha comprato un vecchio mantello (=zimarra); Schaunard, il musicista, fa acquisti a sua volta. Mimì e Rodolfo si aggirano tra la folla felici di essersi innamorati; Rodolfo compra a Mimì una cuffietta rosa che lei desiderava da tanto tempo. Poi, quando arrivano da Momus, la presenta ai suoi tre amici. La cuffietta rosa diventa un oggetto simbolo del loro amore, un oggetto-ricordo del loro primo incontro, sembra un dettaglio insignificante, ma ha una grande importanza, non dovete dimenticarlo.

Boulevard Montmartre, Camille Pissarro 1897
Marcello è il più pensieroso: la sua bella Musetta, infatti, lo ha lasciato per correre dietro a nuovi amori (più facoltosi...). Musetta è una "lorette", non una "grisette" come Mimì. Lorette è una donna indipendente che però accetta il compromesso del denaro per togliersi dalla povertà; cioè accetta di accompagnarsi a uomini ricchi per sfruttare il loro portafoglio, ma mantiene la sua indipendenza (e in questo caso il suo Marcello, che lascia e riprende di continuo) a differenza della "cocotte", che è un altro tipo ancora di donna: colei che si accompagna ad un uomo facoltoso e diventa "di sua proprietà". Musetta abita dall'altra parte della Senna, vicino al quartiere borghese (e vicino ad una chiesa, Santa Maria di Loreto, da cui "lorette"...).

Un Parpignol del nostro tempo...
Nella scena di massa iniziale, che si sovrappone alla scena degli amici al Caffé (e crea così un continuo mescolarsi di situazioni e sonorità), compare anche un coro di bambini che sono attratti da un giocattolaio ambulante, Parpignol. I bambini sono le cosiddette "voci bianche". E' bello cantare in un coro. Può essere una bella esperienza da far vivere ai vostri bambini. Spesso nelle chiese o nelle scuole di musica ci sono dei cori di voci bianche... provate!

La scena di Parpignol in una coloratissima recente Bohème
TESTO:
Bambine e ragazzi
(interno)
Parpignol, Parpignol!
(in scena)
Ecco Parpignol, Parpignol!
Col carretto tutto fior!
Ecco Parpignol, Parpignol!
Voglio la tromba, il cavallin,
il tambur, tamburel...
Voglio il cannon, voglio il frustin,
... dei soldati il drappel.




Gli amici arrivano al CAFE' MOMUS e ordinano la cena. Appare Musetta, civetta come suo solito,  accompagnata dal ricco Alcindoro, tutta elegante e si presenta con questa famosa Aria a tempo di valzer, brillante e ironica, come ironico era Puccini quando voleva aiutare i suoi poeti a trovare i versi adatti per questo brano... disse a Illica: "Tu devi scrivere un verso che suoni come Cocoricò cocoricò bistecca"... e Illica scrisse "Quando men vo, quando men vo, soletta"... uguale no?!

TESTO:
Quando men vo, quando men vo soletta per la via
la gente sosta e mira,
e la bellezza mia tutta ricerca in me,
ricerca in me da capo a piè.
Ed assaporo allor la bramosia
sottil che dagli occhi traspira
e dai palesi vezzi intender sa
alle occulte beltà.
Così l'effluvio del desìo tutta m'aggira
felice mi fa!
E tu che sai, che memori e ti struggi,
da me tanto rifuggi?
So ben: le angosce tue non le vuoi dir,
non le vuoi dir, so ben, ma ti senti morir!


Ella vede Marcello e si siede al loro tavolo. Allontana con una scusa Alcindoro (mi fanno male i piedi, vai a comprarmi delle scarpe nuove... e lui corre!) e si riconcilia con Marcello. Poi trova il modo di far pagare il conto della cena di tutti proprio ad Alcindoro... beffato così due volte!

Fuori si sente una marcia militare francese, che viene suonata da una banda sulla scena composta da 4 ottavini, 6 trombe e 6 tromboni.

E così si conclude il II quadro dell'opera, ben diverso dal primo: tutta l'opera è un continuo alternarsi di momenti intimi e di scene più allegre e affollate. Questo serve anche a evitare il rischio della monotonia. 

Per mamma e papà: ascoltate questa interessante conferenza del Prof. Emilio Sala (docente di Drammaturgia musicale all'Università di Milano che è stato uno dei miei professori più amati! e direttore scientifico degli Studi verdiani) sull'opera di Puccini "Prima delle prime, La Bohème" Emilio Sala

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