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mercoledì 24 dicembre 2014

La Bohème (7) - Libro per bambini francese... tradotto!

In Francia amano la musica forse più di noi... o semplicemente hanno più entusiasmo... fatto sta che esiste in Francia questa collana di libri con CD AUDIO per bambini (oltre a molte altre che spero di aver modo di esplorare...), che presenta ai bambini le più famose opere liriche e i più famosi balletti, riraccontandoli in modo semplice e illustrandoli con disegni colorati e divertenti. 

Questo volume è dedicato a La Bohème di Giacomo Puccini ed è illustrata da Benoit Chieux (prezzo: 18 euro). Siccome non esiste una versione italiana di questi meravigliosi piccoli capolavori per l'infanzia, ho deciso di proporvi quelli che riesco in qualche modo a procurarmi e di tradurli e in un certo senso pubblicarli su questo blog, unitamente alle illustrazioni che accompagnano il testo.
Il racconto ha il pregio di soffermarsi su dialoghi e piccoli particolari, tutti tratti dall'opera, mai inventati, che solitamente vengono "tagliati" in qualsiasi versione riassunta o raccorciata dell'opera. Leggendo questa storia, pertanto, avrete la possibilità di cogliere la stessa atmosfera che trapela ascoltando l'opera di Puccini e scoprirete il carattere dei vari personaggi e quanto essi siano effettivamente vicini a noi, in quanto persone semplici, non eroi. 

Il cantastorie con l'opera box
Il libro comincia con l'immagine di una specie di cantastorie, dotato di un'Opera Box... una scatola magica nella quale sono racchiusi i personaggi dell'opera e con la quale, come fosse un teatrino, ci racconterà la storia di Rodolfo (il Poeta) e Mimì (la Sartina)...

Comincio a tradurre la storia:

Accorrete! Accorrete! Sono un cantastorie... è la notte di Natale e ho portato con me una scatola magica! Quando sono all'opera, i giocattoli saltano fuori e improvvisano per voi uno spettacolo.
Accorrete! Accorrete! Ho tolto il coperchio...
Stasera i personaggi principali saranno....

Rodolfo, Colline e Marcello al freddo nella soffitta
E' la notte di Natale, Mentre Marcello tenta di dipingere, il suo amico Rodolfo guarda fumare i mille tetti di Parigi coperti di neve. Il freddo è insopportabile all'interno della piccola mansarda che condividono.
- Muoio dal freddo, sospira Marcello, è impossibile dipingere, le mie dita sono congelate!
Avvolto nella sua lunga sciarpa, Rodolfo trema dalla testa ai piedi. Marcello afferra una sedia: vuole bruciarla per riscaldarsi, ma Rodolfo lo ferma.
- Aspetta! Aspetta, ho un'idea migliore!
Detto fatto: prende qualche pagina di un dramma che stava scrivendo, le strappa e le getta nel camino. I fogli scoppiettano e si infiammano immediatamente.
- Il primo atto mi riscalda il cuore, dichiara Rodolfo guardando le fiamme, è magnifico!
Si apre la porta, è Colline il loro amico filosofo, che entra con una pila di libri in mano. Non è riuscito a venderne nemmeno uno in questa viglilia di Natale ed è congelato.
- Una fiamma! esclama, che meraviglia!
- Silenzio, è la mia pièce che va in scena! scherza Rodolfo gettando sul fuoco il suo II atto.
I tre amici approfittano del dolce calore e scherzano insieme.
- Ascoltate come crepitano le pagine! annuncia Colline.
- Sicuramente erano piene di baci, rincara Marcello.
Presto anche il terzo atto si consuma, le fiamme si abbassano, diminuiscono a poco a poco fino a spegnersi.
- Questo dramma è formidabile, conclude Colline, ma giusto un po' troppo breve!

Arriva Schaunard tutto impettito
Di nuovo si apre la porta. E' Schaunard, il musicista. Sigaro in bocca, busto in avanti, s'avanza con aria trionfale. In una mano, porta un cesto di provviste, nell'altra, un fagotto di legna.
- I sigari! Il vino! urlano i tre amici. Le provviste!
- Vorrei raccontare a tutti voi, annuncia Schaunard, una storia degna di fama!
- Prima di tutto riaccendiamo il camino, propone Marcello, ha tanto patito il freddo!
Intanto che i tre affamati preparano la tavola e la imbandiscono con le provviste, Schaunard comincia con il suo racconto:
- Un Lord inglese cercava un musicista per suonare davanti a un pappagallo fino a farlo crepare! Ebbene, il pappagallo è morto...dopo tre giorni.... ma perchè gli ho dato da mangiare del prezzemolo!
Ai tre amici non interessano in quel momento nè la pittura, nè la poesia e ancor meno la filosofia! Arrosto freddo, patè in crosta, bottiglie di vino già ornavano la tavola ricoperta di una meravigliosa tovaglia fatta con fogli di giornale.
- Che il diavolo vi porti! esclama Schaunard. Le provviste saranno la nostra riserva. Stasera è Natale e noi usciremo a mangiare al ristorante!
- Noi andremo al ristorante! approvano gli altri tre.
All'improvviso, Rodolfo si ricorda che deve terminare un articolo. I tre amici escono. Neanche tre minuti dopo, giusto il tempo di arrivare in basso, per le scale si fa notte fonda e Colline fa un passo falso e rotola rumorosamente giù dalle scale.
- Colline, sei morto? domanda Rodolfo che ha sentito il rumore dalla soffitta.
- Non ancora, risponde Colline.
- Sbrigati, Rodolfo, noi ti aspettiamo!
Nella mansarda, Rodolfo si mette al tavolo e tenta di concentrarsi quando sente bussare debolmente alla porta.
- Mi scusi, spiega una voce dolce e timida, sono la vostra vicina... la mia candela si è spenta... ne avreste una da prestarmi?
Rodolfo si alza per aprire la porta. Sul pianerottolo, una giovane e bella ragazza lo squadra. E' tanto pallida, le manca il respiro, vacilla e fatica a tenersi in piedi.
- Vi sentite bene? Chiede Rodolfo, inquieto.
- Sono questi gradini... risponde lei.
E sul punto di svenire, lascia cadere la candela e la chiave della sua casa.
Rodolfo si precipita a sorreggere la giovane, la sostiene tra le sue braccia e ha l'impressione di abbracciare un angelo... poi la adagia delicatamente su di una sedia.
La giovane si riprende:
- Per piacere, permettete che io riaccenda la mia candela, non voglio recarvi altro disturbo.
Rodolfo raccoglie la candela, la riaccende e la porge alla ragazza.
- Grazie, e buonasera, dice la fanciulla uscendo dalla porta.
Ma immediatamente torna indietro:
- Come sono sbadata! Dove ho messo la mia chiave?
Una corrente d'aria, proveniente dalle scale, spegne nuovamente la sua candela.
- Per piacere, entrate per riaccenderla!
Turbato, Rodolfo non vuole più lasciare andar via quell'angelo... e di nascosto soffia sulla sua candela:
- Mio Dio! Anche la mia si è spenta!
Nell'oscurità e a tastoni, i due cercano la chiave.
- Che disavventura! Sospira lei.
Rodolfo freme, trova la chiave, la stringe nella sua mano e continua a tastare il pavimento per cercarla, fingendo di non averla ancora trovata. Per caso, le loro mni si sfiorano.
- Che gelida manina, dice preoccupato Rodolfo, se la lasci riscaldar...
- Imbarazzata, la fanciulla cerca di ritrarre la mano, ma Rodolfo non vuole più lasciarla.
- Lasciate che io mi presenti: sono Rodolfo e faccio il poeta. Sono povero, ma ricco di rime e canti d'amore. In realtà, ho l'anima di un milionario e ve la offro! Adesso che mi conoscete, parlate voi, chi siete?
- Mi chiamano Mimì, ma il mio nome è Lucia, bisbiglia la fanciull. Faccio la ricamatrice. Ogni giorno ricamo gigli, rose e sono felice. Amo le cose che hanno il potere di parlare d'amore, di primavera e di sogni...

ASCOLTO 1: Che gelida manina... , se la lasci riscaldar... 
ASCOLTO 2: Sì, mi chiamano Mimì 


Le loro mani, per caso, si sfiorano...

Improvvisamente, il suo nome sale dal basso delle scale.
- Rodolfo?! Mi senti?! Lumaca!
- Cosa fai tutto solo lassù?
Rodolfo allora realizza che i suoi amici erano ancora là sotto ad aspettare.
- Cominciate ad andare, io vi raggiungo... non sono solo... siamo in due!

Rodolfo e Mimì si scambiano affettuosità
Rodolfo si sente come in un magnifico sogno. Sarà così dolce restare lì, fa freddo fuori...
- E se io venissi con voi? Suggerisce Mimì.
Allora Rodolfo abbraccia la fanciulla, le prende il braccio e scende con lei.
- Dimmi che mi ami, supplica Rodolfo.
- Ti amo! bisbiglia lei.
Quando arrivano giù, Rodolfo era raggiante di felicità. Mentre Mimì si stringeva a lui, un sorriso illuminava il suo viso.

Nel Quartiere Latino le vie sono animate a giorno, è la vigilia di Natale! Tutte le case sono illuminate a giorno. Le terrazze strabordano, i venditori ambulanti percorrono le strade e urlano che la loro merce è la migliore da comprare. Arance! Datteri! Marroni caldi! Rodolfo stringe la mano di Mimì e si fa un varco tra la folla. Balocchi! Torrone! Panna montata! Si sente talmente allegro, che la guarda beato e fa tre passi di danza, come quando si è pazzi d'amore!

ASCOLTO 3: Aranci, datteri, , caldi marroni!

In una vetrina, una magnifica cuffietta rosa attira lo sguardo di Mimì. Senza esitazione, Rodolfo la compra e la regala alla sua bella.
- Sarà il ricordo del nostro primo incontro, annuncia Rodolfo mettendo la cuffietta sulla testa di Mimì. Il rosa ti sta così bene sui capelli scuri, sei magnifica!
Commossa, Mimì imbarazza Rodolfo:
- Desideravo questa cuffietta da tanto tempo, e tu hai realizzato il mio desiderio. Colui che sa leggere dentro a un cuore, sa amare così bene.

Rodolfo regala la cuffietta rosa (qui è viola...) a Mimì


Alla fine arrivano al ristorante, dove li aspettano Marcello, Colline e Schaunard. Che chiasso! Che folla! Rodolfo presenta Mimì agli amici e tutti si stringono attorno allo stesso tavolo per ordinare quello che mai avrebbero potuto permettersi: arrosto di capriolo, aragosta e vino.

All'improvviso Marcello si fa serio; Musetta, la sua ex fidanzata, entra nel locale accompagnata da un vecchio elegantemente vestito. Musetta scorge il suo vecchio amico e si siede conn il suo nuovo compagno al tavolo vicino. Improvvisamente Marcello volta le spalle.
 - Che banderuola! Quella ragazza cambia fidanzato come gira il vento!
Offesa e per vendicarsi, con un colpo di coda, gli toglie la sedia da sotto il sedere e lo fa cadere a terra.
- La frittata è fatta!
Musetta abbozza un sorriso e un battito di ciglia, ella è sicura che Marcello andrà ad invitarla al suo tavolo, non può non amarla più. Ma Marcello resta di sasso. Quella ragazza così bella divora il cuore e lui per colpa sua non ne ha più!
Nel frattempo, la maliziosa escogita un nuovo sotterfugio:ella vuole sbarazzarsi del vecchio ricco Alcindoro.
- Ahi! Ahi! Ho così mal di piedi! Piagnucola. Perpiacere vai dal calzolaio a comprarmi un paio di scarpe nuove! Meledetti stivaletti troppo stretti!
Per aiutare Musetta, il vecchio Alcindoro si alza e va dal calzolaio. Non appena Alcindoro è fuori dal ristorante, la maliziosa si getta tra le braccia di Marcello, che intanto non ce la faceva più a resistere.

Musetta e Rodolfo di nuovo felici insieme
- La commedia è superba! commenta Rodolfo.
I sei lasciano tutti il ristorante e Musetta soggiunge:
- Il signore che prima era con me, quando tornerà, salderà il conto. Buonasera!

ASCOLTO 4: Quando men vo, quando men vo soletta per la via...

Difficoltà tra Rodolfo e Mimì

Natale è passato; è arrivato febbraio. Rodolfo e Mimì si amano tutti i giorni, ma fa ancora tanto freddo. La tosse di Mimì preoccupa Rodolfo che si dispera perchè non ha più un soldo. Tutto il denaro che guadagna, finisce nelle tasche dei dottori che cercano di guarire Mimì. Rodolfo si sente impotente e spesso lo si sente dire:
- Se tu incontrerai qualcuno, tu mi lascerai, non è vero?
Ma lei scuote la testa e si mette a piangere.
Nevica ancora. Chiusi nella loro piccola mansarda ghiacciata, i due innamorati congelano. Il vento del nord penetra dall'abbaino e sfiora le loro teste. Mimì non riesce più a pronunciare una frase senza che un colpo di una tosse orribile non la interrompa. Di nuovo, Rodolfo le chiede di andarsene, intanto che può ancora.
- Sono così malata? Singhiozza Mimì.
Irritato, Rodolfo si nasconde la faccia tra le mani:
- Io ti amo più di ogni altra cosa al mondo. Ma non è abbastanza...
- Capisco, dice Mimì. Se vuoi, in ricordo di noi due, ti lascio la mia cuffietta. E' là, sul cuscino... Addio!
Ma non appena presa questa decisione, i due innamorati decidono di rimandare quel momento e lasciarsi a primavera. In tre mesi i gigli e le rose avranno aperto i loro petali e i sole farà loro compagnia. Come si può sopravvivere soli all'inverno?
Tra colpi di tosse Mimì afferma:
- Vorrei che l'inverno non finisse mai!
Mentre Mimì e Rodolfo hanno il cuore stroncato dall'idea di separarsi, Marcello e Musetta litigano in continuazione.

Marcello e Musetta litigano
- Chi era quell'uomo? grida Marcello. Cosa facevi? Cosa dicevi?
- Mi ha solo chiesto di ballare! risponde Musetta senza lasciarsi impressionare.
Marcello non crede a una sola delle sue parole:
- Ti ho visto bene fargli gli occhi dolci!
- Perchè urli così forte? Non siamo mica sposati dopotutto... Parlo con chi voglio e esco con chi voglio!
Marcello è fuori di sè:
- Tu sei una banderuola, una gallinella, una...
- Signore mio ne ho abbastanza! Musetta se ne va!
- Tu te ne vai? Bene, perfetto, Addio!
- Addio, signore, è stato un piacere!
Furiosa, Musetta gira i tacchi. Ma poi si ferma e rilancia:
- Pittore da osteria!
- Vipera! le risponde Marcello.
. Rospo! urla Musetta a sua volta.
- Strega!
E così Musetta e Marcello si lasciano un'altra volta.

Tre mesi sono passati. La neve si è sciolta ma fa ancora freddo, la sera, sui tetti. Rodolfo e Marcello sono nella loro piccola mansarda: uno finge di scrivere e l'altro resta prostrato davanti alla sua tela. Ciascuno ha un travaglio interiore.

Rodolfo non riesce a pensare ad altro...
- Indovina chi ho incontrato per la strada? Domanda Rodolfo, innocentemente... Musetta! Era seduta su una carrozza trainata da due cavalli e portava un magnifico vestito di valore.
Marcello gira energicmente il suo pennello sulla tavolozza.
- Questa notizia mi fa molto piacere! Io invece ho incontrato Mimì, era radiosa in un abito da regina!
- Bravo, sono felicissimo, dice Rodolfo concentrandosi sul suo poema.
Ma, disperato, getta la penna e abbraccia la cuffietta che Mimì gli ha lasciato.
- Oh Mimì, sospira, non ti rivedrò mai più. Come mi manchi! Le tue piccole mani, i tuoi capelli profumati, il tuo grazioso collo di neve.
Rodolfo guarda la cuffietta e le parla:
- Tu solo, piccolo cappello, sai quanto siamo stati felici!
Al suo fianco, Marcello prende discretamente un nastro dalla sua tasca e lo abbraccia con passione:
- Perchè mio pennello non mi obbedisci più?
Quando voglio dipingere il cielo o la terra, l'inverno o la primavera, tu mi disegni il viso di Musetta.
Stasera la mansarda è invasa dallo sconforto.

All'improvviso, Schaunard e Colline entrano con del pane e qualche magra aringa.
- Voilà!
Colline prepara la tavola:
- La cena è servita! Salmone, ostriche! Venite a festeggiare!
Schaunard mette una bottiglia d'acqua nel cappello di Mimì:
- Lo champagne è al fresco!
Seduti attorno all'unico bicchiere, i 4 amici fanno festa:
- Signor Barone, gradisce del salmone? propone Rodolfo.
E dopo il pasto, diamo inizio alle danze! Minuetto! Quadriglia! Fandango! Rodolfo fa una grande riverenza e prende la mano di Marcello mentre Colline annuncia i passi.
- Imbecille! grida Schaunard mentre gli viene da ridere! Dopo il balancé c'è la pirouette!
- Voi mi oltraggiate, caro amico, risponde Colline.
- Con la pala del camino, Schaunard fa finta di bastonare l'amico.
- Portete una lettiga! Urla lui.
Tutti danzano, gridano e si divertono. Era da tempo che la piccola compagnia non aveva un momento di euforia simile.

Improvvisamente si apre la porta. Entra Musetta, pare molto ansiosa.
- Mimì è sulle scale, dice ella, è tanto malata e non ha più nemmeno la forza di salire.
Immediatamente Rodolfo si precipita giù dalle scale. Porta Mimì di sopra e la adagia sul letto.
- Ho freddo alle mani, dice Mimì tra colpi di tosse. Se avessi un manicotto...
Rodolfo prende le mani di Mimì tra le sue per riscaldarle.
Musetta scruta la mansarda: nè un bicchiere di vino nè una piccola tazza di caffè...
Allora si toglie gli orecchini e li dà a Marcello perchè vada a chiamare un dottore e a cercare un manicotto.
- No, è il suo ultimo desiderio! Aspetta Marcello, vengo con te.
A loro volta, Colline e Schaunard decidono di andare a vendere il mantello. Dopo tutto, domani è primavera!

Rodolfo soccorre Mimì
Rodolfo stringe Mimì tra le braccia. Ella tossisce di continuo e fatica a parlare. Ma lei ha tante cose da dire, o meglio, una sola, ma grande come il mare.
- Tu sei tutto il mio amore, sei tutta la mia vita.
Nella piccola mansarda, i due parlano a bassa voce e ricordano i bei momenti passati, il loro primo incontro...
La candela, la corrente d'aria, la chiave... Dopo un nuovo colpo di tosse, Mimì si lascia cadere sul cuscino. Musetta è di ritorno e posa il manicotto sulle mani di Mimì, che è quasi svenuta.
- Come è morbido e caldo, dice ella con un filo di voce. Sei tu, Rodolfo, che me lo hai donato? Ma perchè piangi? Mi sento meglio. Le mie mani sono al caldo... Mi addormento qui da te per oggi...
Allora Rodolfo capisce che è la fine e si accascia presso al letto:
- Mimì... Mimì... urla alzando gli occhi al cielo.

ASCOLTO 5: Sono andati ? Fingevo di dormire...


Il cantastorie recupera la sua scatola magica


Il libro contiene anche un pieghevole in cui c'è un divertente quiz sull'opera:

1. Puccini è un compositore:
a) russo b) francese c)italiano

2. La Bohème è:
a) un'opera b) un balletto c) una sinfonia

3. Bohemien è un aggettivo che significa:
a) ricco signore b) zingaro c) artista

4. La storia si svolge in:
a) estate b) autunno c) inverno

5. I 4 protagonisti sono:
a) bancari b) sportivi c) artisti

6. I 4 protagonisti vivono all'interno di:
a) una mansarda b) un castello c) una grotta

7. Per riscaldarsi, Rodolfo getta nel fuoco:
a) della legna b) un manoscritto c) una sedia

8. Rodolfo si innamora di:
a) Musetta b) Annetta c) Mimì

9. Rodolfo offre alla sua innamorata:
a) una cuffietta b) un mazzo di fiori c) una sciarpa

10. Musetta è una ragazza:
a) tranquilla b) sfrontata c) brutta

11. Mimì è:
a) in buona salute b) leggermente raffreddata c) molto malata

12. Mimì ama Rodolfo:
a) un pochino b) alla follia c) per niente


mandatemi le vostre risposte nei commenti e io vi darò il punteggio:
da 0 a 4: non hai mai ascoltato La Bohème
da 4 a 8: conosci abbastanza La Bohème, ma puoi approfondire con qualche libro o ascolto del blog
da 9 a 12: complimenti! Sei pronto per Tosca!

3 commenti:

virginia volfi ha detto...

GRAZIE!!!

Anonimo ha detto...

Il mese prossimo due quarte di scuola primaria del circolo nel quale insegno, andranno a vedere la Boheme a teatro.
Questo lavoro che hai voluto condividere sarà una preziosissima risorsa.
GRAZIE!!!

M Beatrice Giovannini ha detto...

splendido! !! un bellissimo progetto per avvivinare i bambini alla opera .