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sabato 27 dicembre 2014

LABORATORIO: Musica, Museo!


Giacomo e Antonio all'ingresso del Museo Etnografico
La musica è entrata ieri nel meraviglioso Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo, grazie al Maestro Carlo de Battista e a Stefania Zardini Lacedelli (coordinatrice) e Gioia de Bigontina (educatrice museale), instancabili organizzatrici di eventi museali e museal-musicali per bambini, ricordate Histoire du soldat?

Antonio e Giacomo davanti a un mezzo da neve antico...

Come sempre, la musica si fa veicolo di cultura anche "altra" da sè. In questa occasione, attraverso un percorso musicale ideato da Carlo de Battista (ascolta la sua musica: Piano Solo) che ha improvvisato alla tastiera, insieme a Stefania e Gioia (che hanno steso la parte didattica relativa agli oggetti del Museo), abbiamo scoperto alcuni oggetti di artigianato ampezzano, oltre ad aver avuto l'occasione di visitare l'intero Museo Etnografico di Cortina d'Ampezzo, che è uno di quei luoghi che sprigionano un fascino tutto particolare. Questo piccolo viaggio musicale è il reportage del nostro pomeriggio di musica... al museo!

Carlo de Battista

Narrazione musicale dei Servizi educativi dei Musei delle Regole
in collaborazione con Piccoli Viaggi Musicali

Venerdí 26 dicembre 2014, ore 17.00, Museo Etnografico Regole d’Ampezzo
Educatrice museale: Gioia de Bigontina, con la partecipazione del Maestro Carlo de Battista al pianoforte.

Prima che iniziasse lo spettacolo musical-museale, abbiamo fatto un giro nel Museo e abbiamo ammirato tutti gli attrezzi esposti, che sono la testimonianza della vita di Cortina di una volta e di come questo paese abbia una storia ricca da raccontare. Rendiamo giustizia alla Cortina "che conta" e che... si racconta!

Attrezzi da lavoro

La "carrozza-slitta" di San Nicolò
I bambini seguono Gioia verso la sala laboratorio del Museo

TESTO DELLA NARRAZIONE E RACCONTO DELLO SPETTACOLO

Bambini, oggi ci è venuto a trovare un personaggio molto speciale… Spesso si intrufola nelle sale del Museo ma non si fa vedere sempre… Vediamo un po’ se oggi siamo fortunati.... Maestro Ludwig!?

Tutti i bambini lo chiamano in coro...

Ludwig di Botestagno esce timidamente da una porta segreta e tutti i bambini si voltano per guardarlo... ha un cappello colorato e una parrucca gialla, ma molti bambini lo riconoscono: assomiglia molto al loro maestro di pianoforte...

Il fatto che Ludwig provenga da Botestagno, ci consente di conoscere questo luogo, un'antica rocca di cui oggi restano pochi ruderi, che si trova sulla strada tra Cortina e Dobbiaco ma nel comune di Cortina d'Ampezzo. Nel Museo viene narrata tutta la storia del castello e a Giacomo è piaciuto molto il plastico che ricostruisce l'antica rocca.

Il Castello di Botestagno da cui viene Ludwig


Un antico laudo

Ludwig: Buon pomeriggio bambini! io sono Ludwig di Botestagno, per servirvi!  Beh lo vedete no? Sono un cantastorie! E cosa fanno i cantastorie?

 
Ludwig entra da una porta segreta

Ludwig: Bravissimi! Raccontano storie accompagnandosi con la musica. Dovete sapere però che io non sono un cantastorie qualunque… invece di girare di castello in castello, di corte in corte… giro di Museo in Museo... perchè i Musei sono luoghi pieni di meraviglia! E la mia musica è speciale, ha un potere segreto...  può fare parlare gli oggetti! E anche voi! Non ci credete?

Ludwig si siede al pianoforte, il suo strumento per raccontare storie... e chiama vicino a sè alcuni bambini per farli parlare grazie alla sua musica...


Ludwig al pianoforte e Gioia con un "Tremui" in mano

Ludwig: Però sapete le melodie non sono tutte uguali…La musica è come una chiave che apre le porte del cuore… ma bisogna avere la chiave giusta! Ogni cuore è diverso e si apre a modo suo… Per esempio tu, Peter! Vieni qui vicino al pianoforte.....secondo me ami le musiche dolci e rilassanti…

video

Ludwig: No?? Accidenti proviamo di nuovo…Tu? …Ami il rock come quello di Jerry Lee Lewis e Elvis Presley? boogie woogie 

Ludwig: Eppure con gli oggetti funziona! Ora ve lo dimostrerò. Vediamo un po’…che chiave potremmo usare per questo strano piccolissimo oggetto? Una melodia dolce e delicata….
Introduzione alla filigrana: Claude Debussy, Preludi, Dino Ciani

Abbiamo scelto l'esecuzione dei preludi di Dino Ciani, perchè il pianista fiumano era molto legato a Cortina e proprio a Cortina riposa e ogni anno c'è un Festival a lui dedicato. Abbiamo arricchito il nostro reportage con una serie di link esterni, per ascoltare brani d'autore al pianoforte e arricchire così l'esperienza sonora.

Tremùi

TREMUI: Ciao a tutti bambini e grazie Maestro Ludwig per avermi svegliato, ero proprio stufo di starmene lì a dormire nella teca… che sbadato... non mi sono presentato! Io sono un Tremùi, sapete che cos’è bimbi? No? Allora ve lo racconto…

Sono un delicatissimo quanto preziosissimo gioiello in argento nato dalle abili mani di un artigiano di Cortina tanti anni fa. Questo artigiano, come altri, si era specializzato nella tecnica della filigrana, ovvero la lavorazione di sottili fili di argento per ottenere gioielli come me… Badate bene bambini che questo tipo di lavorazione è molto difficile e lunga; infatti tutti gli oggetti in filigrana sono il risultato di ore, giorni o mesi si lavorazione. Ognuno di loro ha una storia che inizia proprio dal filo da cui è composto.

Libro sull'arte della filigrana

Prima di tutto l’artigiano, quanto vuole dare vita a qualcosa di bello, deve sciogliere l’argento, farlo diventare da solido a liquido per dargli poi la forma di un bastoncino irregolare da tirare fino ad ottenere il filo sottile che, pensate un po’, è fino quanto uno dei vostri capelli! Dopodiché attorciglia due fili,  per ottenere un effetto treccia, che poi vengono appiattiti.

Fatto questo si passa alla creazione dell’oggetto vero e proprio… bisogna scegliere la forma da dare ai fili e per farlo l’artigiano usa delle piccole pinzette per posizione con estrema precisione la disposizione di ogni filo. Quando si sono assemblati tutti i pezzi bisogna saldarli e questo, sapete bambini, è uno dei momenti più delicati perché bisogna creare un equilibrio nella distribuzione della polvere usata per legare le parti.  Fatto ciò non resta che lucidare l’opera finita. Interessante vero?

Ludwig: Sì però caro gioiello non hai ancora spiegato ai bambini a cosa serve un Tremùi!!

Uso del Tremui
TREMUI: Oh che sbadato è vero! Vi ho raccontato come sono stato creato, ma non perché ho questo strano nome… rimedio subito! Un Tremùi è un particolare gioiello che viene usato dalle donne per decorarsi i capelli quando indossano il tipico costume ampezzano; un Tremùi, di solito, ha come soggetto i tipici fiori di montagna e ha questo curioso nome perché trema sempre… io infatti non sto mai fermo quando vengo indossato, ondeggio di qua e di là senza sosta!

Il banco da lavoro del filigranista
Ludwig: Bene caro Tremùi è arrivato il momento di tornare a riposare nella tua teca e lasciare che anche gli altri oggetti del Museo raccontino la loro storia a questi bimbi! Buona notte!

Introduzione al Tar-kashi, melodia orientaleggiante: Rimsky-Korsakov, Shèhèrazade, pianoforte a 4 mani

Tar-Kashi

TAR-KASHI: Oh quanti bambini vedo… buonasera miei cari è un piacere avervi qui nel museo, dovete sapere che questo...

Ludwig: portagioie, basta con i convenevoli! I bambini conoscono già il museo, sono qui per ascoltare la tua di storia, forza non perdere tempo e racconta!

video

TAR-KASHI: Va bene va bene, che impazienza… sapete a me piace tanto chiacchierare e posso farlo così di rado… ma veniamo a noi, sennò il Maestro Ludwig mi rimprovera di nuovo!
Allora mi presento: io sono un piccolo portagioie realizzato con una tecnica particolare che ha origini esotiche: il Tar-kashi. 
Si racconta che questa particolare tecnica di lavorazione sia nata in India e poi portata in Italia da Marco Polo di ritorno dal suo viaggio in oriente. Essa si distingue dagli altri tipi di lavorazione perché è caratterizzata da arabeschi, disegni molto complessi, fatti usando lamelle di vari metalli come ottone, zinco, rame, argento o con scaglie di madreperla, frammenti di avorio o altro.

Libro sul Tar-kashi
Di solito quando si vuole creare un oggetto con la tecnica del tar-kashi si sceglie come legno il palissandro o il ciliegio, legni che sono scuri e malleabili, su cui viene fissato il disegno da riprodurre; con piccoli scalpelli vengono fatti dei tagli profondi nel disegno dentro cui vengono battuti i fili d’ottone o le altre decorazioni… sapete è un lavoro molto lungo e ci vuole grande precisione perché anche il più piccolo errore può rovinare tutta l’opera!
Quando il disegno è finito viene chiuso con della colla per evitare che i vari pezzi si stacchino e, infine, lucidato.

Ludwig: Perciò caro portagioie si può dire che tu sei la sintesi tra arte antica e moderna, cultura orientale e occidentale...


Una bimba ascolta con attenzione...
TAR-KASHI: Proprio così! Tutti i metalli che mi compongono servono per dare rilievo all’arabesco, la madreperla viene trasformata in figure geometriche per dare vita a stelle e foglie, mentre pezzetti di legni diversi vengono intagliati e immersi in sabbia rovente per creare particolari sfumature. E tutto questo, pensate un po’, dall’India è arrivato fino qui a Cortina!!
Spero cari bambini che la mia storia vi sia piaciuta… è arrivato per me il momento di tornare dai miei compagni. 

Ludwig: Mm... è stato più  veloce di quanto immaginassi, di solito quando lo risveglio per fare due chiacchere poi è davvero difficile farlo smettere… Ma veniamo ora all’ultimo oggetto che voglio farvi conoscere..

Introduzione al ferro battuto: musica "picchiettante": Salterello di Carlo Boccadoro, 2014

Abbiamo scelto una composizione del Maestro Carlo Boccadoro, che qui a Cortina ha tenuto una serie di incontri musicali di grande interesse, proprio all'interno dei Musei delle Regole.


Candeliere in ferro battuto del F.lli Demenego

FERRO BATTUTO: Uh finalmente un po’ di aria, si sta un po’ strettini in quelle vetrine, siamo in troppi! Grazie Maestro Ludwig per avermi liberato!

Ludwig: Non c’è di ché, ma l’ho fatto perché qui ci sono dei bambini che non vedono l’ora di conoscere la tua storia. Infatti hanno appena sentito quelle del Tremùi in filigrana e del portagioie in tar-kashi.. non manchi che tu!

Il libro dedicato al Ferro battuto con la salamandra ben in vista

FERRO BATTUTO: Con molto piacere, ciao a tutti bambini! Io sono un candeliere realizzato in ferro battuto dalla più famosa famiglia di fabbri di Cortina: i Demenego.
Sono nato tanti anni fa nella loro fucina dove tutto il giorno si sentiva il suono del martello che a contatto con l’incudine produceva una musica e un ritmo particolari; solo il mastro fabbro riusciva a produrre questa particolare melodia, se uno qualsiasi dei garzoni ci provava non ci riusciva... ci volevano anni e anni di pratica! Ma grazie a questo ogni opera uscita dalla fucina contiene in sé il calore del fuoco e dell’artigiano che l’ha creata.
Sapete si stava proprio bene nella fucina del fabbro… c’era sempre un bel calduccio è più di una volta al giorno si veniva immersi nell’acqua per un bagnetto tonificante! Dopodiché, prima di essere consegnati ai committenti, ogni oggetto in ferro battuto veniva lucidato per benino fino a splendere!

Ludwig: Ma spiega un po’ ai bimbi perché su di voi ci sono raffigurate tante salamandre…


Un'altra opera in Ferro battuto esposta al Museo...

FERRO BATTUTO: Ah sì è facile! Vedete bambini la salamandra veniva riprodotta molto spesso perché rappresentava una creatura tutelare, cioè una specie di figura custode di questo tipo di arte. Infatti essa vive nell’elemento del fuoco per infondergli vita e protezione che vengono poi trasmesse dal fabbro alle opere che crea. In ognuno degli oggetti presenti qui c’è un po’ di questo spirito, anche in me! 

Ludwig: Ora è tutto chiaro… ecco perché tra tutti gli oggetti del museo voi in ferro battuto siete quelli più movimentati, avete ancora una piccola fiammella del fuoco dell’arte che arde in voi!

FERRO BATTUTO: Proprio così! Ora però devo assolutamente tornare dai miei compagni per tenerli sotto controllo, a volte si divertono a fare dispetti ai Tremùi e alle scatole Tar-kashi… Arrivederci bambini!

Ludwig: Vai pure candeliere! Forse per aiutarlo a calmare i suoi amici posso provare a suonare qualcosina di rilassante…

E qui abbiamo scelto un brano che abbiamo già incontrato nei nostri viaggi musicali e vi ripropongo il link per andare a riascoltarlo: Ninna Nanna di Johannes Brahms


I bambini durante il laboratorio didattico

 Lo spettacolo è terminato, ma non il pomeriggio al Museo. I bambini sono stati coinvolti in un "laboratorio" per consolidare le informazioni apprese durante lo spettacolo. Hanno ricevuto delle schede da compilare come questa:

Scheda didattica

E hanno poi inventato una storia personale che avesse come protagonista uno degli oggetti presentati dalla musica del Maestro Ludwig, che poi hanno raccontato a tutti, accompagnati dal pianoforte:

Un bambino legge la sua storia accompagnato dalla musica
E così si è concluso un pomeriggio non solo musicale, ma anche culturale, tutto a misura di bambino. I partecipanti erano divertiti dallo spettacolo, felici di stare insieme tra amici e incredibilmente impegnati nella fase creativa del laboratorio. La musica è stata capace di rendere questa esperienza ancor più viva e sicuramente di dare una voce caratterizzante ai tre oggetti di artigianato che ci ha presentato Gioia. E ancora una volta, i bambini hanno capito che con la musica non ci si annoia mai!

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