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lunedì 5 gennaio 2015

Rigoletto (2) - Libro per bambini francese, tradotto

Copertina del libro
Come per La Bohème di Puccini, anche per Rigoletto di Verdi farò un lavoro di traduzione dal francese del bellissimo libro con CD Audio per bambini, "Rigoletto", illustrato da Alessandra Toni per Calligram (18,50 euro) "Collection Musigram". 

Il Duca di Mantova corteggia la Contessa di Ceprano
Nella magnifica città italiana di Mantova, questa sera, il Duca dà un gran ballo per i suoi amici. Dame e Cavalieri vanno e vengono nelle sale illunminate del Palazzo Ducale. Tutti sanno che il Duca apprezza le belle donne e si vanta delle sue conquiste.

- Ogni giorno vedo in chiesa una giovane sconosciuta così bella e misteriosa... io giuro che in meno di 10 giorni ella cadrà tra le mie braccia...

Nello stesso momento, la bellissima Contessa di Ceprano entra nella sala:

- Guardate! esclama il Duca. La sua bellezza spicca su tutte le altre. 

Si avvicina a lei e le propone:
- Mi fareste l'onore di danzare con me?
Senza aspettare la di lei risposta, afferra la mano della Contessa e la trascina in un minuetto. Poco importa se dietro di lui, il Conte di Ceprano, marito della Contessa, esplode di rabbia. Dopo tutto, egli è il Duca di Mantova! E Rigoletto, il buffone di corte, non si trattiene dal ridicolizzare il Conte di Ceprano...
- Siete di cattivo umore amico mio? ironizza.

ASCOLTO: Questa o quella per me pari sono, vedi Post precedente

Rigoletto, il gobbo buffone

Tutti i giorni Rigoletto, il gobbo, divertiva così tanto il Duca che è diventato il suo buffone preferito. Sentendosi protetto dal Duca, Rigoletto non perde occasione di prendere in giro conti e marchesi che, pur essendo esasperati, nulla possono contro di lui. Con occhio sadico Rigoletto osserva il Conte di Ceprano, divorato dalla rabbia e dalla gelosia...
- Che colpo perfetto! commenta Rigoletto.
Il Conte reprime con difficoltà la collera e giura segretamente che presto o tardi si vendicherà del maledetto gobbo. 

Dall'altra parte della sala da ballo, Marullo, un giovane aristocratico, discute a voce bassa con alcuni amici; sembra molto agitato:
- Una bella giovane ragazza abita nella casa di Rigoletto. Certamente è la sua amante. E' incredibile!
Il Conte di Ceprano ha sentito. Che sia forse questo il modo per vendicarsi del buffone? Senza esitare egli riunisce alcuni uomini che ce l'hanno con Rigoletto e propone un piano:
- Troviamoci domani sera armati di spade e rapiremo l'amante del buffone!

Monterone lancia la sua maledizione
In quel momento la voce del Conte di Monterone rimbomba nella sala da ballo. La sua voce è come un temporale:
- Duca di Mantova, siete uno sfrontato! Vi proibisco di girare attorno a mia figlia! E se mi ucciderete, il mio fantasma vi perseguiterà di notte!

La maggior parte degli invitati, pur avendo compreso la collera di Monterone, non osano prendere le sue difese. Sono tutti troppo impressionati dall'autorità e dal potere del Duca di Mantova.
- Quest'uomo è pazzo, dice Rigoletto con un tono falsamente oltraggiato.
Egli ordina alle guardie di accompagnare fuori l'indesiderato ospite, che non è stato nemmeno invitato, e aggiunge rincarando:
- E' vostra figlia che ha sedotto il Duca! Come avete l'audacia di accusarlo? Dovreste caso mai sorvegliare meglio la vostra piccola svergognata!
Oltraggiato da tali accuse false, Monterone rovescia le sedie che gli stavano intorno e, davanti a tutti gli invitati, maledice il Duca e il suo buffone.

Quindi il Duca di Mantova ordina di gettarlo in prigione. 

Prima di lasciare il palazzo, Monterone dice a Rigoletto:
- E tu, velenosa serpe, che ridi del dolore di un padre, sii maledetto! Un giorno tu soffrirai come ho sofferto io!

Rigoletto pensa alla maledizione
Rigoletto incassa lo sguardo di Monterone come un colpo di pugnale e resta immobile. Poi, nell'oscurità della notte, rientra a casa tra i sobborghi della città. E' là, lontano dal Duca di Mantova, che tiene segregata la sua bella figlia, Gilda. Questa sera lo detesta, questo Duca sì brutale e crudele. Quanto ancora dovrà lusingarlo? Rigoletto pensa alle parole di Monterone e trema di paura. 
- Quell'uomo mi ha maledetto. Come è ingiusta la vita! Sono brutto e gobbo e non posso che fare il buffone... Il mio padrone è giovane, bello e solo la cattiveria lo diverte. Se sono un infame è per colpa sua.

(Tornando a casa, incontra Sparafucile, un personaggio che diventerà centrale nell'ultimo atto. E' un incontro "anticipatore"...)

ASCOLTO: Quel vecchio maledivami (RIGOLETTO):
Quel vecchio maledivami!...
O uomini!... o natura!...
Vil scellerato mi faceste voi...!
Oh rabbia!... esser difforme!... esser buffone!...
Non dover, non poter altro che ridere!...
Il retaggio d'ogni uom m'è tolto... il pianto!...
Questo padrone mio,
Giovin, giocondo, sì possente, bello,
Sonnecchiando mi dice:
Fa ch'io rida, buffone...
Forzarmi deggio, e farlo!... Oh, dannazione!...
Odio a voi, cortigiani schernitori!...
Quanta in mordervi ho gioia!..
Se iniquo son, per cagion vostra è solo...
Ma in altr'uom qui mi cangio!...
Quel vecchio maledivami!... tal pensiero
Perché conturba ognor la mente mia!.,.
Mi coglierà sventura?... Ah no, è follia.



Rigoletto prende le chiavi dalla sua tasca e apre la porta del giardino. Gilda si precipita tra le sue braccia per abbracciarlo:
- Padre! E' così bello rivedervi a casa!
Rigoletto abbraccia forte sua figlia: dopo la morte di sua moglie, Gilda è il suo unico tesoro.
- Cosa hai fatto oggi mio angelo?
- Sono andata in chiesa, risponde Gilda.
Rigoletto è inquieto. Angoscitato dall'idea che possano rapire sua figlia, si fa promettere di non lasciare mai più la sua casa, nemmeno per andare in chiesa.
A Palazzo, il buffone è cattivo, ma a casa egli è un padre meraviglioso.

L'indomani mattina, quando Rigoletto lascia la casa per andare a Palazzo dice alla cameriera:
- Giovanna, veglia bene sulla mia Gilda! Verifica che porte e finestre siano ben serrate in modo che nessuno possa entrare.
Non appena suo padre si allontana, Gilda confessa a Giovanna:
- Giovanna, ho un rimorso... non ho detto a mio padre che un giovane mi ha seguita fino in chiesa, cercando di approcciarsi a me con ogni mezzo. E' così bello che ho lasciato perdere le raccomandazioni di mio padre e gli ho parlato!
Giovanna tenta di rassicurare Gilda:
- Non inquietarti, è un giovane studente... non ha intenzioni malvage. Non vale la pena che tu ne parli con tuo padre, si preoccuperebbe per niente.
Ma Giovanna non sapeva che il giovane studente è in realtà il Duca di Mantova. Non solo si è avvicinato a Gilda, ma l'ha seguita per scoprire dove abita...

Ascolto: Ah veglia o donna questo fiore che a te puro confidai (Rigoletto, Gilda a Giovanna):
Veglia, o donna, questo fiore
(a Giovanna)
Che a te puro confidai
Veglia attenta, e non sia mai
Che s'offuschi il suo candor.
Tu dei venti dal furore
Ch 'altri fiori hanno piegato
Lo difendi, e immacolato
Lo ridona al genitor
GILDA:
Quanto affetto!... quali cure!
Che temete, padre mio?
Lassù in cielo, presso Dio
Veglia un angiol protettor.
Da noi stoglie le sventure
Di mia madre il priego Santo;
Non fia mai divelto o infranto
Questo a voi diletto fior.


A notte fonda il Duca, vestito da studente, appare alla porta. Dolcemente chiama:
- Gilda! Gilda!...
Noncurante delle raccomandazioni del suo padrone, Giovanna si precipita alla terrazza.
- Volete entrare? Il mio padrone mi ha chiesto di non fare entrare nessuno.
Perfidamente, il Duca le allunga una borsa piena di monete d'oro...
- Prendete! E' un piccolo dono...
Il dono è così allettante che Giovanna non può resistere e scende ad aprire la porta al Duca...

Il Duca di MAntova e Gilda amoreggiano
Nel giardino interno, Gilda fa il passo successivo... Sente la voice di Giovanna. Intrigata la raggiunge e riconosce l'uomo che l'aveva seguita e che le aveva fatto battere il cuore in chiesa.
- Come vi siete permesso di venire a casa mia? chiede ella sconvolta.
- Se sono un angelo o il diavolo poco importa, risponde il Duca, io ti amo! Il mio nome è Gualtiero Maldè. sono solo un povero studente e posso solo offrirti il mio grande amore.
Scossa da queste parole, l'innocente giovane risponde immediatamente:
- Poco mi importa la ricchezza! Se tu m'ami veramente, io a mia volta ti amerò...

ASCOLTO: E il sol dell'anima, la vita è amore:
È il sol dell'anima, la vita è amore,
sua voce è il palpito del nostro core.
E fama e gloria, potenza e trono,
umane, fragili qui cose sono
Una pur avvene - sola, divina,
È amor che agli angeli - più ne avvicina!
Adunque amiamoci, - donna celeste,
D'invidia agli uomini - sarò per te.

Ah, de' miei vergini - sogni son queste
Le voci tenere - sì care a me!


Improvvisamente, Gilda sente dei rumori provenienti dalla strada. Misericordia! Sicuramente è mio padre!
- Esci dalla porta sul retro! dice al suo amante.
- Addio, dice il Duca, il mio amore per te non finirà giammai.
Gilda guarda la porta che si chiude:
- Maldé... questo nome resterà sempre nel mio cuore.
Tutta immersa nei suoi sogni d'amore, Gilda s'aspetta di vedere entrare in casa suo padre... ma la poveretta si sbaglia: dalla strada il Conte di Ceprano e i suoi amici si preparano a rapire la giovane fanciulla, che credono essere l'amante del buffone.

I cortigiani rapiscono Gilda

Nella penombra, due uomini mascherati le si parano davanti. Gilda urla dal terrore:
- Chi siete? Che fate?
La giovane fanciulla non fa a tempo a finire la frase che si ritrova imbavagliata e trascinata giù dalle scale.

Attirata dalle grida, Giovanna si precipita in suo soccorso. Ma quando ella scopre gli uomini mascherati, le sue gambe tremano, si bloccano e sviene.

Poco dopo aver lasciato Gilda, il Duca di Mantova ha un presentimento e torna sui suoi passi. Si sente pieno d'amore e vuole assolutamente rivedere il suo amato angelo. Ma la porta è aperta e la casa deserta. Furioso, batte i pugni sul tavolo:
- Chi ha avuto il coraggio di rapire la mia Gilda? Ma perchè non sono tornato più in fretta per proteggerla? Darei la mia vita per ritrovarla!
Rientrato a Palazzo, il Duca realizza che è veramente innamorato.

Quando, nel mezzo della notte, Rigoletto rientra, la casa gli pare tranquilla:
- Gilda! Sono tornato!
Ma sua figlia non si precipita tra le sue braccia per farsi abbracciare come al solito... Rigoletto si inquieta e fa il giro della casa chiamando:
- Gilda! Giovanna! Dove siete?
Improvvisamente, scorge la cameriera ancora svenuta e si dispera.
- Mio Dio! la maledizione di Monterone si è realizzata!

Poco lontano, il Conte di Cepèrano e i suopi amici entrano nel cortile del Palazzo. Festeggiano il colpo riuscito e raccontano al Duca:
- Noi ti vogliamo presentare una meravigliosa fanciulla. Abbiamo organizzato una burla a Rigoletto e gli abbiamo sottratto la sua amante!
- Ma dove si trova questa povera ragazza? domanda il Duca, persuaso che si tratti di Gilda.
- Nella vostra camera, ella vi aspetta!
Il Duca sussulta:
"Ah, sia lodato il cielo!"

Di primo mattino, il povero Rigoletto arriva a Palazzo, malcelando la sua disperazione.
- Dov'è il Duca? domanda come se niente fosse.
- Dorme ancora e non vuole vedere nessuno, risponde Marullo.
Rigoletto è sempre più convinto che sua figlia si trovi a Palazzo. Non può più contenere la rabbia.
- Sono sicuro che è qui! Con il Duca!
- Ma di chi parli? domanda Marullo, falsamente sorpreso.
- Della mia giovane figlia che mi avete rapito!
- Ah, la tua amante?
- MIA FIGLIA! urla Rigoletto.
Il Conte di Ceprano, Marullo e Borsa non ci potevano credere. Non avevano mai pensato nemmeno per un solo istante che quella bella fanciulla potesse essere la figlia di Rigoletto.
Il povero buffone emette un grido di dolore e si dirige verso gli appartamenti del Duca, ma i cortigiani gli bloccano il passaggio.
Allora egli esplode:
- Cortigiani, vil razza dannata! Come avete potuto sottrarmi mia figlia! Nessun tesoro vale di più per me! Rendetemi mia figlia o il vostro sangue finirà per colare...
Ancora una volta Rigoletto cerca di forzare la porta della stanza del Duca ma gli uomini lo spingono indietro.
Rigoletto li supplica:
- Gilda è tutta la mia vita, non ho altro al mondo, pietà, rendetemi mia figlia!
Una terza volta Rigoletto va verso le stanze del Duca e questa volta la porta si apre ed esce Gilda, seguita dal Duca.

Ascolti: Povero Rigoletto!...Cortigiani vil razza dannata e Miei signori... perdono... pietate (vedi Post seguente).

Gilda esce dalla stanza del Duca in sua compagnia

- Padre! Ma cosa ci fate voi qui? domanda Gilda sorpresa.
Da parte sua, il Duca resta di sasso nello scoprire che Gilda è la figlia di Rigoletto. Rigoletto prende la mano di Gilda e chiede di essere lasciato solo con lei.

Affranta per il dolore di suo padre, Gilda confessa in lacrime:
- Vi prego di perdonarmi, padre. Da tre mesi incontravo un giovane uomo in chiesa. Ieri, egli si è presentato a casa mia dichiarandomi il suo amore. Dopo che se n'è andato, mi hanno rapito a forza e portata a Palazzo, ma io non potevo immaginare che quel giovane fosse il Duca di Mantova.
Credo che l'amore che dichiara di provare per me sia sincero e io lo amo  mia volta.
Rigoletto stringe al cuore sua figlia, disperato.
- Mio Dio, implora guardando il cielo, che scherzo mi avete giocato? So di essermi comportato male, punitemi pure, ma vi prego, risparmiete mia figlia! E in più fate che il Duca riceva il trattamento che si merita!
Sulla porta, vede Monterone che viene spostato di prigione. Il vecchio Conte arretra dinanzi ad un ritratto del Duca di Mantova ed esclama:
- Non ti hanno ucciso nè la spada nè il fulmine, Duca di Mantova...
- Non piangere più, Monterone, dice Rigoletto, voi avrete la vostra vendetta. Una terribile vendetta è la sola che posso sperare!

Rigoletto e Gilda verso la locanda di Sparafucile

Tornando a casa, Rigoletto sogna la sua vendetta. Impossibile, però, consolare Gilda. Da padre, cerca di raccontarle la storia del Duca di Mantova e le sue avventure, ma ella rifiuta di crederci. Ella ama il Duca e pensa che un giorno potrà ritrovarlo...
In una notte burrascosa, Rigoletto conduce sua figlia a una locanda, di proprietà di Sparafucile, un uomo che accetta ricompense per uccidere rivali... un assassino a pagamento...
- Tu l'ami ancora? chiede Rigoletto a Gilda.
- Lo amo! risponde lei.
- Io credo che con il tempo, sospira Rigoletto, tu sarai vendicata, mia Gilda!
Rigoletto chiede a Sparafucile di uccidere il Duca di Mantova in cambio di 20 denari. Poi, chiede a Gilda:
- Tu lo amerai ancora se io ti mostrassi che tipo è veramente?
- Credo che lo amerò per sempre, il mio amore è vero, risponde Gilda.
Allora Rigoletto, ormai convinto di non potere lui solo con le sue parole far cambiare idea alla figlia, spinge Gilda verso la finestra della locanda in modo da farle vedere cosa fa il Duca, di notte, in quella taverna.
- Eccolo lì luomo che tu ami! Guarda come rispetta le donne!

ASCOLTO: La donna è mobile... (vedi post successivi)

Nella taverna, il Duca di Mantova domanda del vino. Sparafucile gli porta una bella bottiglia e gliene versa un bicchiere colmo. Poi entra Maddalena, la sorella di Sparafucile, e il Duca la abbraccia e non la lascia più andare.
- Come sei bella! Una tua parola soltanto può sollevarmi dalle mie pene. Vieni, tocca il mio cuore, senti come batte forte? le dice il Duca.
Tanto innocente quanto Gilda, Maddalena si diverte con il Duca.
- Tutti i giorni le stesse adulazioni, giovane dissoluto! commenta Rigoletto, vorrei contare a quante donne ha fatto lo stesso discorso, compresa te, mia Gilda.
Maddalena si siede sulle ginocchia del Duca e beve il vino dal suo bicchiere.

Gli occhi di Gilda sono pieni di lacrime ed ella singhiozza:
- Il Duca ha detto a me le stesse parole...e io gli ho creduto. Perchè mi sono innamorata di un uomo come lui?
Rigoletto tenta di confortarla rispondendo:
- Tu hai ora compreso la vera natura di quell'uomo. Come speri di poter essere felice con lui?Ascoltami, torna a casa subito. Vestiti da uomo, prendi dell'argento, un cavallo e scappa a Verona. Ti raggiungerò domani.
Poi Rigoletto fa un cenno a Sparafucile e gli consegna 10 scudi...
- Quando avrai compiuto il tuo compito ti darò gli altri 10. Ma sono io che getterò il suo corpo nel fiume.

Sparafucile rientra nella taverna e propone al Duca:
- Sta arrivando una tempesta, fatemi il piacere di passare qui la notte, vi offrirò una camera.
Un po' ubriaco, il Duca sale le scale e Sparafucile si avvicina a sua sorella Maddalena. I due restano un po' senza dire una parola.
- Fratello mio, dice Maddalena, risparmiate il Duca, è un uomo affascinante e io lo amo. Non uccidetelo!
- Ah, sta zitta! Ci guadagno 20 scudi!
Ma Maddalena insiste e Sparafucile ha una idea:
- Ucciderò il primo uomo che entrerà nella locanda, da ora. Morirà al posto del Duca.

Di fuori Gilda ha sentito tutto. Non poteva abbandonare il Duca ed è tornata alla taverna vestita da uomo come le aveva detto di fare suo padre.
"Maddalena ha voluto salvare il Duca, pensa ella, che don a gentile! E io cosa posso fare? Mi ha tradita con lei e io donerò la ia vita a lei!"
Allora, mentre la tempesta si alza, Gilda bussa alla porta della locanda. Stupiti, Sparafucile e Maddalena si domandano chi può entrare alla locanda ad un'ora così tarda.
- Vado ad aprire, dice Maddalena, e tu fai quello che devi fare...
Mentre Maddalena va ad aprire, Sparafucile si nasconde dietro alla porta, con un pugnale in mano.
"Padre mio, sospira Gilda, perdonatemi! E tu, Duca di Mantova, sii felice!".
La porta si apre e nell'oscurità totale, l'orribile avvenimento si avvera.

Sparafucile uccide Gilda
 A mezzanotte, Rigoletto giunge a ritirare la sua vittima e a pagare gli altri 10 scudi. Segretamente, esulta dalla gioia. La sua vendetta! Era da un mese che la aspettava!
"Che notte trementda, pensa, una tempesta in cielo e un morto sulla terra!"
Allora Rigoletto bussa alla porta e saluta Sparafucile. L'assassino gli indica un sacco:
- Il vostro uomo è lì, morto.
- Accendete la luce, che io possa vederlo.
- Perchè la luce? Tu vuoi che tutti sappiano che hai ucciso un uomo? gli dice Sparafucile. Dammi piuttosto i 10 scudi che mi spettano e lo butterò nel fiume.
- No! risponde Rigoletto, mi arrangerò da solo!
Poi, sollevato e felice, lascia la taverna con il sacco.

Sparafucile consegna a Rigoletto il sacco con il corpo dell'assassinato


Mentre trascina il sacco verso il fiume, trasale: gli sembra di sentire la voce del Duca che canta... rassicura se stesso:
- Sarà certamente un'allucinazione.
Rigoletto affretta il passo, ha premura di sbarazzarsi del sacco.
Sente ancora la voce del Duca... no, non è possibile... ma allora chi c'è dentro al sacco?
Si ferma e decide di aprire il sacco: 
- Oh Gilda! Mia Gilda! urla dalla disperazione, rispondimi!
Con una flebile voce, Gilda risponde:
- Padre mio, perdonatemi, vi ho ingannato. Sono la sola colpevole. Lo amo troppo e muoio per lui.

Mentre Gilda diviene sempre più debole, Rigoletto geme:
- Oh Dio tremendo, perchè la vendetta è ricaduta su di lei?
Mio angelo, mio tesoro, guardami, parlami...
Gilda solleva la testa e mormora con un filo di voce:
- Lassù nel cielo mia madre mi aspetta e pregherò per voi per l'eternità. 
Rigoletto prende sua figlia tra le braccia e singhiozza:
- Ah la MALEDIZIONE! si è realizzata.

Cala il sipario...

Rigoletto disperato con Gilda morente

Così finisce questo bel racconto e ben illustrato del Rigoletto di Verdi. Come per La Bohème, anche questo libro contiene un pieghevole con un Quiz sull'opera che qui vi propongo... vediamo se avete studiato bene!
QUIZZOPERA:

1. La storia di Rigoletto si svolge:
a) in Francia b) in Spagna c) in Italia

2. Rigoletto è:
a) un buffone b) un artista c) un musicista

3. Rigoletto tiene nascosto:
a) un assassino b) un artista c) sua figlia

4. Il Duca di MAntova ama:
a) gli animali b) le donne c) la musiva

5. La figlia di Rigoletto si chiama:
a) Giuseppa b) Giovanna c) Gilda

6. Rigoletto ha:
a) una gobba b) una crapa pelata c) una gamba di legno

7. Rigoletto è un padre:
a) cattivo b) avaro c) meraviglioso

8. Con i cortigiani Rigoletto è:
a) gentile b) divertente c) servizievole

9. Rigoletto ha paura che cada su di lui:
a) un fulmine b) il tetto c) la maledizione

10. Gilda ama il Duca di Mantova:
a) per niente b) un pochino c) appassionatamente

11. Verdi è un compositore della provicia di:
a) Roma b) Milano c) Parma

12. Rigoletto è:
a) un'opera lirica b) una favola c) un balletto

Metti le tue risposte nei commenti e io ti dirò a che punto è la tua conoscenza di Rigoletto:
da 1 a 4 punti: non hai ancora assimilato l'opera... prosegui nella lettura dei Post e riprova a rispondere tra qualche giorno.
da 5 a 8 punti: non c'è male, ma puoi approfondire l'opera ancora di più.
da 9 a 12 punti: bravissimo! Scrivimi a erica.dalmartello@gmail.com le tue idee su Rigoletto e le pubblicherò nel blog.



Per mamma e papà: IL MAESTRO MUTI "LEGGE" RIGOLETTO, Università Bocconi di Milano, 1994, II parte: II Parte

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