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lunedì 2 marzo 2015

PVM alla Casa della Musica: Clown in libertà

Giacomo davanti alla locandina della rassegna
Ieri era una bellissima domenica di sole. Dopo aver finito i compiti di scuola, siamo andati in Cittadella a cercare amici con cui giocare a pallone. Li abbiamo trovati. Spendo due parole per esprimere quanto io creda nel gioco libero tra bambini all'aria aperta. Antonio adora il calcio, ma i corsi di calcio che propongono ai bambini sono un impegno troppo grande per chi, come lui, è già impegnato su altri fronti. Così da quest'anno niente corsi, ma tantissimi pomeriggi e sabati e domeniche a giocare a pallone al parco o in oratorio. Anche Giacomo. Si divertono come matti, fanno tante amicizie e giocano e si muovono liberi su un prato.  

Un amichetto e Giacomo giocano a pallone
Dopo una mattina di sport, è ideale un pomeriggio dedicato al teatro e alla musica. E, in questa occasione, dedicato a una fusione particolare di arti: musica, mimo, teatro, arti circensi (giocolieri, acrobati, clown)... lo spettacolo si intitola "Clown in libertà" e fa parte della rassegna di spettacoli per bambini "Children's corner, Musica in gioco", organizzata dalla Casa della Musica di Parma.

I protagonisti sono un trio, Teatro Necessario:
Leonardo Adorni, bombardino.
Jacopo Maria Bianchini, percussioni.
Alessandro Mori, clarinetto.

La folla di genitori che salutano i figli
Una parentesi: cos'è il bombardino?
Il bombardino è uno strumento a fiato della famiglia degli ottoni, e in particolare dei flicorni, chiamato anche Eufonio. Per chi se ne intende, è in Si bemolle.

Bombardino
Avevamo appuntamento con un'amica, Valeria, alla Casa della Musica, ma ahimè i biglietti erano esauriti e lei non è riuscita ad entrare in sala. Sarà per la prossima volta. Il fatto che il teatro fosse pieno è comunque un bel segnale di vitalità per il mondo culturale.

Teatro pieno a inizio spettacolo
Il meccanismo della rassegna lo conoscete: bambini da soli in teatro al primo piano, genitori stipati davanti ad uno schermo TV in sala conferenze al piano terra.

Antonio e Giacomo si fanno strada e si mettono, mi hanno detto, in sesta fila. Io li ho salutati sotto la scalinata, quindi non ho potuto vederli mentre aspettavano i tre musicisti.

Sono andata in saletta a seguire lo spettacolo. La musica è il filo che unisce le varie arti. Accompagna i gesti, scandisce i vari momenti dello spettacolo, sostituisce la parola, diventa respiro, passo, salto, pugno... soprattutto il clarinetto di Alessandro Mori, è "voce narrante" di un grovioglio di situazioni inanellate tra loro. Così come inanellati e aggrovigliati sono i corpi dei tre "clown", che si annodano e snodano, si arrotolano in capriole acrobatiche, si impilano in torri originalissime, si incontrano e si scontrano in finte lotte ora indiavolate ora a rallentatore (bellissima la scena del duello rallentato).  

Tutto questo unito a numeri classici circensi, dallo scambio di cappelli ai giocolieri con palline e birilli, ma sempre riproposti con originalità e con la musica protagonista.

I tre in un numero di equilibrio
"La musica è la vera colonna portante dell’azione e dello sviluppo narrativo; accompagna, scandisce e ritma ogni segmento ed ogni azione. L’intero spettacolo risulta così come un grande, unico e continuo viaggio musicale che non si interrompe ‘quasi’ mai, nemmeno durante le acrobazie più impensabili."
(dal sito degli artisti)

Altro numero di equilibrio
Momento circense
Il clou dello spettacolo, almeno per i bambini in sala, è stato quando i tre musicisti-clown hanno coinvolto i bambini in modo diretto: hanno fatto salire sul palco una serie di bimbi scelti tra chi alzava la mano e li hanno "usati" per nuovi numeri di equilibrio o musicali, dando loro da suonare (questo per il gran finale) strumenti semplici come maracas e campanellini:

I tre piccoli musicisti sul palco con i tre clown (foto da TV...)
Al rientro, Antonio e Giacomo mi hanno riproposto un momento dello spettacolo:

Antonio e Giacomo clown in libertà...
Nel video che segue, potete vedere spezzoni dello show del Trio Necessario. Bellissima esperienza e per noi primo contatto con l'arte circense. Il teatro pieno significa che quando le iniziative culturali sono ben organizzate e ben pubblicizzate, il pubblico risponde. Un bel segnale di speranza. Ne abbiamo bisogno!

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