Translate

lunedì 16 marzo 2015

Tristano e Isotta (1): Libro di lettura, la leggenda

Copertina del libro
XXI Piccolo Viaggio Musicale: Adina legge un libro ai contadini della fattoria... Nemorino la ascolta e sogna. Cosa legge Adina nell'Elisir d'amore? Ricordate? Legge la storia di Tristano e Isotta. Proprio qualche giorno fa sono andata alla Biblioteca Guanda/Biblioteca Internazionale Ilaria Alpi di Parma a prendere qualche libro in inglese. In piedi su un tavolino c'era questo meraviglioso libro edito da Donzelli, "Tristano e Isotta", di Béatrice Fontanel e Aurélia Fronty, 24 euro. L'ho chiesto immediatamente in prestito e lo abbiamo letto insieme. Ci è piaciuto molto, sia la storia (che, essendo una leggenda, ha tante diverse versioni con piccole e grandi differenze da scoprire...), sia le illustrazioni originalissime. Occasione per introdurre i bambini in un mondo immenso: quello dei miti nordici e della musica di Richard Wagner. Ambizioso? Certo, ma come sempre, ci sono diversi livelli di lettura e di approfondimento. Non facciamo una tesi sul tristano di Wagner, nè un'accurata analisi musicale... ci concentriamo piuttosto sulla storia e introduciamo bambini e ragazzi alla magia delle musica di Wagner, lasciando che siano loro ad ascoltare con i loro mezzi e la loro fantasia.

Il mito è nato nel Medioevo ed è di origine celtica. 

Tristano

Così comincia il racconto e questo è il retro di copertina
Tristano nacque tanto tempo fa; suo padre morì in guerra e sua madre morì di dolore. Infatti Tristano significa "il triste". Nonostante tutto Tristano crebbe e diventò un giovane valoroso, addestrato alle armi e musicista.


A 15 anni fu accolto alla corte dello zio Marco, re di Cornovaglia.

Il gigante Moroldo in lotta con Tristano
Giacomo ha subito disegnato il Moroldo...
Come ogni anno, un gigante, il Moroldo, venne a reclamare per conto del re d'Irlanda un tributo di bambini da condurre in schiavitù. I genitori piangevano disperati e Tristano, mosso da quelle lacrime, decise di uccidere il Moroldo. E così fece. Con un sol colpo gli spaccò la testa (un frammento della spada resta conficcato nel cranio del Moroldo), ma il gigante lo ferì e la sua arma era avvelenata quindi Tristano è condannato. Ma il Moroldo gli dice che esiste una donna, una sola al mondo, che può guarirlo: è Isotta, figlia del re d'Irlanda.

tristano si imbarca
Le ferite di Tristano si fecero tutte nere. Tristano chiese di imbarcarsi e lasciarsi andare nelle mani di Dio. La sua nave approdò sulle rive d'Irlanda, ove temeva di essere riconosciuto come uccidore di Moroldo, per cui si fece chiamare Tantriso. 

Isotta cura Tristano

Trovò Isotta che gli curò le ferite avvelenate. 
Trascorso qualche tempo, Tristano dovette tornare in Cornovaglia alla corte dello zio Marco, che, non avendo figli, lo voleva come successore. Ma alcuni malvagi baroni fecero in modo che il re zio Marco prendesse moglie: una rondine arrivò con un capello d'oro nel becco. Il re dichiarò che avrebbe sposato la donna a cui apparteneva quel capello. Tristano si fece avanti: "Io conosco quella donna"... è Isotta!, ovviamente... " e posso cercarla per voi...".

Zio Marco e rondine
Appena sbarcato, Tristano dovette affrontare una terribile tempesta e un drago sputafuoco e veleno. 

Tristano e il drago, il drago e un siniscalco
Tristano lo uccise, gli mozzò la lingua e se la mise in tasca. Ma la lingua era avvelenata e Tristano cominciò a sentirsi male. Svenuto, fu portato al castello e curato una seconda volta da Isotta.

Nel frattempo un siniscalco tagliò la testa del drago e si spacciò come uccisore del drago (un po' come Papageno...) e chiese in cambio della sua impresa la mano di Isotta. Tristano, sapendo che mentiva, si offrì di sfidarlo a duello.

Isotta scopre la spada scheggiata di Tristano
Mentre Tristano era in un bagno d'erbe mediche, Isotta scoprì che la sua spada era scheggiata e che il pezzettino mancante somigliava a quello ritrovato nel cranio di suo zio Moroldo. Infatti il frammento combaciava perfettamente con la spada. Folle di rabbiam Isotta si precipitò da Tristano con la spada, ma lui riuscì a fermarla. Isotta lasciò cadere la spada a terra. 

Tristano le confessò d'essere tornato per chiederle la mano per conto di suo zio Marco. Il padre di Isotta, lusingato da quella proposta, accettò per lei. 

Tristano e Isotta si innamorano dopo aver bevuto il filtro
Prima della partenza, la madre di Isotta consegnò alla serva Brangien un filtro d'amore in una bottiglietta, affinchè tra Isotta e il re Marco potesse nascere vero amore. Ma durante la traversata ci fu un'improvviso calore, insopportabile. tristano e Isotta erano stravolti dalla sete e il paggio diede loro da bere il filtro d'amore (inconsapevolmente). I due si innamorarono all'istante. 

Isotta non voleva più andare da re Marco e chiese a Brangien di prendere il suo posto durante la notte, per potersi vedere con Tristano, di nascosto.

Il balzo di Tristano
Da quel giorno Tristano e Isotta si incontravano di nascosto. 
Ma il nano Frocin li scoprì e decise di tender loro un tranello. Prese della farina e la sparse tra il letto del re e quello di Tristano... ma Tristano si accorse del tranello e spiccò un salto per non posare i piedi sulla farina. Tuttavia, saltando, una antica ferita a una gamba si aprì e uscì del sangue che macchiò la farina...

Tristano si lancia nel vuoto
Il re si infuriò e i due amanti finirono in catene e si innalzò un rogo per bruciarli. Ma Tristano chiese di poter dire un'ultima preghiera prima di morire in una cappella in cima a una collina. Dalla finestra della cappella si lanciò nel vuoto. Il vento gonfiò i suoi abiti e si salvò. 

Isotta catturata dai lebbrosi
Per Isotta un'altra pena: finire in sposa ad un re di lebbrosi. Ma Tristano saltò fuori da una siepe e la salvò. I due amanti sparirono nella foresta.

Tristano, Isotta e il cane Husdent
Tristano e Isotta vissero in una capanna di frasche. Si nutrivano di bacche e ghiande. Per fortuna il cane di Tristano, Husdent, li raggiunse. Tristano gli insegnò a cacciare in silenzio. Grazie a lui mangiarono a sazietà. 

Tristano e Isotta e la spada del re

Tre anni dopo, all'indomani di San Giovanni, nel giorno del solstizio d'estate (... lo stesso della Notte sul Monte Calvo di Mussorgsky, ricordate?),  la magia del filtro svanì, ma Tristano e Isotta continuarono ad amarsi. Una notte furono scoperti dal re Marco, che però non li uccise ma mise la sua spada fra loro in modo che capissero di essere ormai stati trovati e smascherati. Tristano allora decise di riportare Isotta a corte. Prima le donò il cane Husdent e lei a lui diede un anello. Il patto fu questo: se un giorno si fosse presentato a lei un messaggero con quell'anello, lei avrebbe lasciato tutto per seguirlo. 

Tristano sposa l'altra Isotta
Tristano allora sbarcò in Bretagna. Lì sposò un'altra Isotta (dalle bianche mani). La sera delle nozze, però, l'anello che portava al dito, quello di Isotta la bionda, gli cadde a terra e decise di non appartenere a nessun'altra se non a lei. 

Tristano parte in battaglia
Il giorno dopo partì per spedizioni armate ardite. Rimase gravemente ferito e invocò Isotta la bionda, l'unica in grado di guarirlo. 

La fece cercare aldilà dei mari e chiese che fosse issata bandiera bianca se avesse accettato di andare a curarlo, bandiera nera in caso contrario.

Bandiera bianca ma...
Isotta dalle bianche mani, gelosa, gli disse che stava arrivando una nave con bandiera nera. Tristano morì dal dolore.

Isotta arrivò al suo capezzale e si lasciò morire a sua volta.

Le tombe di Tristano e Isotta con gli alberi intrecciati
Furono sepolti in due tombe separate, ma dopo un po' di tempo da quelle tombe crebbero due alberi che intrecciarono i loro rami inestricabilmente.

Questa versione NON corrisponde, se non a tratti, alla trama dell'opera di Wagner.

Raccontate questa storia ai vostri bambini, ascoltando il Preludio dal Tristano e Isotta di Richard Wagner: 

Nessun commento: