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venerdì 20 marzo 2015

Tristano e Isotta (4) - ... e il filtro d'amore che li unì

Copertina del libro
Altro libro di lettura con disegni meravigliosi, trovato Nel catalogo della Biblioteca Alice di Parma, che ringrazio per il prestito: "Tristano e Isotta e il filtro d'amore che li unì" di Alessandra Cimatoribus (www.alessandracimatoribus.com), edito da Arka (2008), collana "Perle damore" (16 euro), con i disegni della stessa autrice. Il testo è rielaborato sulla base di manosscritti dei secoli XII e XIII. 

"C'era un posto in Cornovaglia, soffiato dal vento, lavato dal mare, dove le anime di due innamorati sfidarono il tempo senza fine. Lui si chiamava Tristano, lei Isotta. Racchiusa tra queste pagine  è la loro struggente storia d'amore"

La storia è vicina a quella che abbiamo letto nel primo libro (vedi:Tristano e Isotta (1)).

Il piccolo Tristano appena nato
Tristano nacque già senza padre, morto in guerra. E la sua mamma, Biancofiore, morì di dolore dopo averlo dato alla luce. tristano crebbe in Cornovaglia alla corte del re Marco, suo amato zio. Aveva 18 anni quando avvennero i fatti narrati in questa leggenda.

Tristano affronta il gigante Moroldo
Un cielo gonfio di pioggia incombeva sulla Cornovaglia...
Il gigante Moroldo era appena giunto al Castello. (Giacomo ha detto che questo Moroldo non è così spaventoso...). Era arrivato per prelevare 600 giovani da portare come schiavi alla corte del suo re, il re d'Irlanda. Tristano sguainò la spada contro di lui.

Giacomo davanti al duello
Dopo un duello feroce, Tristano vinse: Moroldo morì, ma un frammento della spada di Tristano restò nella sua testa e il veleno di cui erano coperte le armi del gigante cominciò a fare del male a Tristano.

Tutti provarono a curarlo, ma nessuno ci riuscì. Tristano chiese di essere abbandonato su di una barca nelle mani del destino. Il mare lo condusse lontano, nel regno d'Irlanda, ove fu guarito da Isotta (la bionda), principessa bionda che conosceva i segreti delle erbe.

Tristano una volta guarito fuggì, per paura di essere riconosciuto.

Alla corte di re Marco c'erano 4 baroni malvagi che convinsero il re Marco a prendere moglie per evitare che Tristano diventasse erede al trono.

L'arrivo della rondine
A primavera, una rondine entrò nella stanza del re Marco con un capello biondo nel becco. Il re dichiarò di voler sposare la donna alla quale apparteneva quel capello. "Io so dove trovarla", disse Tristano e partì. 

Il terribile drago
Ma appena giunto in Irlanda dovette affrontare un tremendo drago e, pur abbattendolo, restò nuovamente ferito a morte da veleno. Ancora una volta fu Isotta a guarirlo, ma questa volta scoprì l'identità dell'eroe: alla sua spada, infatti, mancava un frammento: proprio quello che era restato conficcato nella testa di suo zio Moroldo. Isotta era furiosa e voleva uccidere Tristano, ma egli riuscì a fermarla... con uno sguardo. 

La spada con il frammento mancante
Tristano poi le disse che la attendeva in Cornovaglia il re Marco, per sposarla. Isotta accettò di partire. Il re d'Irlanda proclamò la pace tra i due paesi. 

La madre di Isotta, la regina, diede a Brangania, l'ancella, un'ampolla contenente un filtro d'amore. Avrebbe dovuto farlo bere a Isotta e a re Marco il giorno delle nozze in modo da garantire loro amore eterno. Ma non andò così.

Tristano e Isotta bevono il filtro
Durante la traversata, la nave si fermò per una sosta e a bordo rimasero solo Tristano, Isotta e una ancella. Tristano chiese da bere e l'ancella gli portò, ignara, il filtro d'amore. Ne bevve anche Isotta e i due furono legati per sempre da un fortissimo sentimento d'amore. 

Matrimonio di Isotta e re Marco
Isotta sposò re Marco, che era felice, ma lei amava Tristano e il loro amore non poteva funzionare.

Il re sull'albero
I baroni malvagi capirono che Tristano amava segretamente Isotta. L'inquietudine entrò nel cuore del re. Il nano Frocin, capace di leggere le stelle, indicò al re l'albero su cui nascondersi per sorprendere gli amanti. Ma Tristano vide l'immagine del re riflessa nell'acqua del lago e così Isotta dichiarò di amare "colui che per primo la strinse tra le braccia" e il re pensò di essere lui. 

Ma i baroni continuarono a fargli venire dei dubbi. Il nano Frocin escogitò uno stratagemma per smascherarli: mise della farina in terra perchè Tristano, muovendosi di notte per raggiungere Isotta, lasciasse le sue impronte. E così fu. 

Tristano e Isotta in prigione
I due amanti furono rinchiusi in prigione, condannati a morire sul rogo. 

Isotta e il rogo
Il rogo era pronto. La gente chiedeva pietà per Isotta. 

Tristano si getta nel vuoto
Tristano chiese di pregare Dio per un ultima volta in una chiesa che si ergeva a picco sul mare. Da lì si gettò nel vuoto e si salvò e liberò Isotta.

Tristano e Isotta nella foresta
I due amanti fuggirono nella foresta e vissero per due anni mangiando bacche e selvaggina. 

Un giorno un boscaiolo disse al re di sapere dove i due amanti si rifugiavano. 

Re Marco risparmia gli amanti
Il re li sorprese mentre dormivano in una capanna, ma non li uccise. Mise la sua spada tra i loro corpi per far capire loro che li aveva risparmiati. 

Isotta torna con il re Marco
Tristano decise di rendere Isotta a re Marco e così fece. Tristano se ne andò con un anello di Isotta sul dito. 

Isotta regge il ferro ardente
I baroni cattivi però vogliono che Isotta sia sottoposta ad una prova: deve giurare davanti a Dio e tenere in mano un ferro rovente senza bruciarsi. Ma prima andò un messaggio a Tristano: vieni cammuffato da pellegrino nella terra che segna il confine con il regno di Re Artù. 

Quel giorno ad accogliere Isotta c'erano tutti, anche re Artù quale testimone.
"come farò a raggiungere la riva senza bagnarmi le vesti? Dite a quel pellegrino di venirmi a prendere" e così Tristano prese Isotta tra le braccia e la condusse a riva. Isotta gli chiese di fingere debolezza e lasciarsi cadere a terra, così si ritrovarono abbracciati. Isotta giurò: "Nessun uomo mi ha mai abbracciata se non re Marco e questo pellegrino". Isotta poi resse il ferro ardente e le sue mani restarono intatte. 

Tristano parte
L'estate se ne andò, Isotta era risalita sul trono. Tristano lasciò per sempre la Cornovaglia, come aveva promesso, colmo di dolore. Malato d'amore andò errando di terra in terra finché si fermò nella terra di Bretagna.

Tristano sposa Isotta dalle bianche mani
Qui prese in moglie Isotta dalle bianche mani, della quale si innamorò solo per il nome che portava, ma il suo cuore era tutto per Isotta la bionda. 

Tristano era amico di Caerdino, figlio del re del luogo. Egli scoprì il suo tormento. 

Isotta dalle bianche mani sente tutto...
Tristano si lanciò in una sanguinosa battaglia: preferiva morire piuttosto che vivere senza Isotta la bionda. Tristano rimase gravemente ferito e si lasciava morire. Quando sentì che stava per morire, chiamò l'amico, prese l'anello di Isotta e parlò con lui. Gli disse che solo Isotta la bionda avrebbe potuto salvarlo. Gli chiese di andare da lei e portarle quell'anello: segno del bisogno che lui aveva di lei. Poi gli chiese di prendere due vele una bianca, se Isotta avesse accettato di venire, nera, se avesse rifiutato. 

Ma Isotta dalle bianche mani ascoltò tutto e per vendetta, al momento dell'arrivo della nave, che aveva bandiera bianca, disse a Tristano che la bandiera era nera. 

Tristano morì di dolore.

L'ultimo eterno abbraccio
"Sono qui, amico mio, sono qui accanto a te. Se fossi giunta prima ti avrei parlato, dolcemente ti avrei detto del nostro amore, di tutta la gioia e della pena che per causa sua abbiamo provato. Ti avrei sorriso e tu avresti vissuto. Ora nulla per me ha più senso. La mia vita finisce qui, dove è finita la tua. Perchè la mia, e la tua, non sono state che un'unica grande storia. E se un giorno qualcuno vorrà raccontarla e ne vorrà imparare sulle pagine di un libroallora io e te continueremo a vivere. Per sempre".


E allora... facciamo vivere Tristano e Isotta! Leggiamo e rileggiamo questa bellissima storia... e ascoltiamo ancora la musica di Richard Wagner, che su questa storia, modificandola con la sua poesia, ha composto un'opera di più di 4 ore di musica. Ma qui vi propongo una trascrizione per pianoforte del brano che ho inserito nel Post precedente. L'autore è Franz Liszt, che già conoscete. Il pianista, Aldo Ciccolini (1925-2015), è scomparso di recente. In questo video aveva 85 anni.








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