Translate

martedì 21 aprile 2015

Chi era Leoš Janáček (1854 - 1928) e la sua SINFONIETTA

Manoscritto della fanfara
Dopo aver ascoltato e guardato La Volpe astuta di Leoš Janáček, è giusto inquadrare il personaggio nella Storia della musica e andare ad ascoltare qualcosa d'altro da lui composto per completare il nostro XXII piccolo viaggio musicale. 

Leoš Janáček con la moglie nel 1881
Leoš Janáček è originario della Moravia, ove nacque nel 1854. Il suo papà era un maestro della scuola elementare, ma anche violinista e organista ed è stato lui ad iniziarlo alla musica. La sua formazione musicale non fu una passeggiata, pensate che in casa non aveva un pianoforte e fu costretto ad esercitarsi su una finta tastiera disegnata sopra un cartone!!. La formazione musicale di Janáček dunque, avvenne sostanzialmente da autodidatta. Studiò prima a Brno e poi a Praga ove conobbe molti esponenti della cultura del suo paese tra i quali soprattutto Antonín Dvorák che rimase suo amico negli anni e fu il musicista che più lo influenzò. Era molto legato all'identità nazionale del suo paese, contro l'influenza della cultura austriaca. 

Da un punto di vista musicale, egli studia per superare la rigidità di certe regole che sottendono all'armonia. E' molto molto studioso. A Vienna perfeziona gli studi di composizione. 

 Nel 1897 scrisse Amarus (cantata per soli, coro e orchestra) la cui trama è indicativa del suo animo tormentato e non precisamente "allegro": la prima delle quali racconta la storia di un giovane monaco che, rinchiuso fin da piccolo in un convento, osservando due innamorati in un giorno di primavera, scopre il senso dell'amore, della natura e della vita che gli è negata e, disperato, s'uccide sulla tomba della madre.

Nel 1903 scrisse Jenufa, un'altra opera che oggi è fissa in repertorio, ma che allora non ebbe un grande successo. Con essa Janáček supera il romanticismo. 

Si dedica in modo particolare all'etnomusicologia. 

"Nel dopoguerra la visione del mondo, umanamente pessimista, di Janáček trovò la sua massima manifestazione in quattro opere teatrali che contengono, in maniera diversa, una forte carica di protesta: Kát'a Kabanová (1921), La volpe astuta (1924), L'affare Makropulos (1926) e Da una casa di morti (1930). L'immedesimazione del compositore con il materiale narrativo delle sue opere è sempre molto forte: durante la composizione di Una casa di morti, tratta da un lavoro di Dostoevskij nel quale il letterato russo rievoca le tragiche esperienze dell'esilio siberiano, egli confessa ad un amico: «mi sembra di scendere, gradino per gradino, sempre più in basso, e di camminare nei bassifondi più miserabili degli esseri umani. Ed è un cammino molto penoso.»" (da Wiki)... come potete constatare è un tormentato. 

Il tormento e la sofferenza caratterizzano anche la sua vita privata: un matrimonio sbagliato, la morte prematura dei figli, il tentativo di suicidio della moglie, un amore senile per una giovane... 


Uno dei suoi lavori più conosciuti è la Sinfonietta, composta nel 1926 e della quale vi propongo l'ascolto: Sinfonietta, Janáček 

La Sinfonietta è più volte citata nel romanzo 1Q84 di Haruki Murakami:

"Nel Taxi la radio trasmetteva un programma di musica classica in FM. Il brano era la Sinfonietta di Leoš Janáček. Non esattamente la musica più adatta da sentire in un taxi bloccato nel traffico. E del resto nemmeno l'autista sembrava ascoltarla con troppa attenzione. L'uomo, di mezza età, era impegnato a guardare in silenzio la fila interminabile di auto che aveva davanti, come un pescatore che poveretto, ritto a prua, scruta un minaccioso gorgo di correnti. 
Aomame, sprofondata nel sedile posteriore, gli occhi leggermente socchiousi, ascoltava la musica.
Quante persone ci saranno al mondo che, sentendo l'attacco della Sinfonietta di Janáček, possono dire con sicurezza che si tratta proprio della Sinfonietta di Janáček? La risposta potrebbe variare tra i pochissimi e quasi nessuno. Eppure, per qualche ragione, Aomame era in grado di riconoscerla."  

... e da oggi, aggiungo io, sarete anche voi lettori tra quei "pochissimi" o "quasi nessuno" ... meraviglioso no?

"Janáček aveva composto quella piccola sinfonia nel 1926. Il tema iniziale era stato scritto come fanfara per una grande manifestazione sportiva."  Interessante. Ecco la mia prossima lettura "musicale"!

Leoš Janáček morì a 74 anni.
Secondo i suoi desideri, al funerale fu eseguita la scena del Guardiacaccia che conclude La volpe astuta.

La Volpe astuta ebbe la sua prima italiana al Teatro alla Scala nel 1958.  

Sulla Sinfonietta è basata questa canzone Rock Progressivo del gruppo Emerson, Lake and Palmer, che cita anche Bach al min 3.20: Knife Edge, 1970

Nessun commento: