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sabato 25 aprile 2015

Le Variazioni Goldberg di Pietro De Maria

Pietro De Maria alla Casa della Musica
La Cappella Sistina della Musica: le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach. Al pianoforte uno dei pianisti più noti, attivi e apprezzati del panorama internazionale: Pietro De Maria www.pietrodemaria.com 


Ora, a caldo, le impressioni della serata alla Casa della Musica di Parma, giovedí 23 aprile 2015. La sala aveva qualche posto vuoto. Più di 150 persone ma meno di 200, il che è deprimente se pensiamo a chi c'è al pianoforte e a cosa suona. Età media del pubblico... di sicuro io (39 anni) contribuivo ad abbassarla e non ad alzarla, ma c'era qualcuno pià giovane di me... magra consolazione, ma importante. Però tutti e 170 sono stati immobili, in religioso silenzio, assorti, attenti per l'intera durata delle Variazioni Goldberg (circa 80 minuti). Nessun colpo di tosse, starnuto, caramella, sacchetto, soffiata di naso... sembra una considerazione banale, ma invece è densa di significato. Le sale da concerto sono spesso piene di gente che non si sa bene per quale ragione sia lì: signore che manovrano di continuo la borsetta, altri che non smettono di mandare messaggi con il cellulare in modalità silenzioso (e non sempre...), altri ancora che consultano l'orologio di continuo. Ieri sera poche persone, ma di certo unite dalla medesima grande passione e consapevoli di essere lì a condividere un'esperienza irripetibile. C'era anche chi seguiva la musica portata da casa.



Era la mia prima volta delle Goldberg dal vivo e la prima volta che ascoltavo De Maria. Non ho le competenze per fare una critica musicale dal punto di vista tecnico pianistico, ma ho sufficiente cuore ed esperienza "in sala"per farne una emotiva. 

Ho gurdato le sue mani, volare sulla tastiera, accarezzarla, sprofondare nei tasti; ho chiuso gli occhi, spesso. Credo che riuscire a suonare le Goldberg sia un punto d'arrivo, ma anche un nuovo inizio di maturità per un pianista. Non posso nemmeno immaginare cosa si possa provare. Di certo la differenza tra De Maria e me è maggiore di quella che passa tra me e un organismo unicellulare. Il senso di profonda meraviglia è il primo sentimento che provo di fronte ad un musicista. Il secondo è ammirazione, perchè so quanto ci sia dietro ad un'ora e venti di musica fatta così. Quanta dedizione, studio, determinazione, sacrificio, passione, attenzione. Ogni nota è stata pensata, provata, analizzata. Ogni dito ha un suo peso, che dà ad ogni nota un diverso suono. Anche le note di un accordo hanno pesi diversi per fare emergere particolarità che un modo di suonare meccanico non farebbe notare. Scelte personali, ma nel caso di De Maria mai estreme, nel senso che mai si sente lo spirito di Bach snaturato, nemmeno quando egli sfrutta al massimo le potenzialità del pianoforte. Il terzo sentimento è la gratitudine. Perchè grazie a musicisti del calibro di De Maria anche i non musicisti ma amanti della musica come me possono almeno sfiorare l'assoluto o, come scrisse Toscanini in una delle sue lettere appassionate, il "troppo d'assoluto".

"Le opere per tastiera di Bach esigono che le 10 dita siano indipendenti l'una dall'altra. E se lo sono, possono essere ricongiunte per creare un'unità". (Daniel Barenboim)

Bach c'è. In tutta la sua imponenza e oserei dire arditezza, in un'opera che va a trovare dei suoni incredibilmente moderni, oltre a costringere l'esecutore a far sfoggio di una tecnica che lascia senza parole. E con Bach c'è sempre anche un senso di profonda religiosità. Ascoltando Bach e soprattutto dal vivo è il momento della vita in cui più percepisco la possibilità dell'esistenza del divino. C'è Dio, con Bach. E ci si arriva vicini. Più che con una preghiera.

Le Goldberg hanno il potere di coinvolgere nel loro vortice ininterrotto persone di ogni età e livello culturale. Antonio le ascolta spesso e spesso al pianoforte ricrea quello che ricorda, anche lui trasportato in un mondo per lui "magico". Ad un bambino mancano sicuramente delle grandi fette di "vissuto". Certe sofferenze, la sensualità, i ricordi lontani... ma nonostante tutto anche il bambino riesce a far sua la musica sia nell'ascolto che nell'esecuzione, con i suoi mezzi, ovviamente. E questo è magnifico. E' la forza della musica. Ma per ascoltare occorre impegno, raccoglimento, calma, concentrazione... e tutto questo, purtroppo manca nel mondo di oggi, fatto di momenti piccoli, che sfuggono senza lasciare tracce, di immagini vuote, di suoni che non sono musica.

De Maria ha regalato come bis al pubblico un'esecuzione molto particolare e suggestiva del Preludio in do maggiore dal Clavicembalo ben temperato. 


Spesso un atteggiamento troppo chiuso da parte dei musicisti contribuisce ad allontanare dalla musica chi musicista non è. Ma la serata di ieri è la testimonianza di quanto questo sia un errore. In sala c'erano tanti musicisti e intenditori, ma anche tanti non musicisti e così deve essere. La musica è di tutti.

«È una musica che non conosce né inizio né fine, una musica senza un vero punto culminante e senza una vera risoluzione. Essa ha quindi un’unità che le viene dalla percezione intuitiva, un'unità che nasce dal mestiere e dalla rigorosità, che è ammorbidita dalla sicurezza di una maestria consumata e che qui si rivela a noi, come avviene tanto raramente in arte, nella visione di un disegno inconscio che esulta su una vetta di potenza creatrice». (Glenn Gould)


Ascolta le Variazioni Goldberg: Glenn Gould, Variazioni Goldberg

« In cattiva salute, il Conte (Hermann Carl von Keyserling) soffriva sovente d'insonnia, e Goldberg che viveva in casa sua, doveva distrarlo, in simili occasioni, durante le ore notturne, suonando per lui in una stanza attigua alla sua. Una volta il Conte disse a Bach che gli sarebbe molto piaciuto avere da lui alcuni pezzi da far suonare al suo Goldberg, che fossero insieme delicati e spiritosi, così da poter distrarre le sue notti insonni.
Bach concluse che il miglior modo per accontentare questo desiderio fosse scrivere delle Variazioni, un genere che fino allora non aveva considerato con molto favore per via dell'armonia di base, sempre uguale. Sotto le sue mani, anche queste Variazioni divennero modelli assoluti dell'arte, come tutte le sue opere di quest'epoca. Il Conte prese a chiamarle, da allora, le "sue" Variazioni. Non si stancò mai di ascoltarle e, per lungo tempo, quando gli capitava una notte insonne, chiamava: "Caro Goldberg, suonami un po' le mie Variazioni". Mai Bach fu ricompensato tanto per un'opera come in questo caso: il Conte gli diede in dono un calice pieno di 100 Luigi d'oro. Ma tale opera d'arte non sarebbe stata pagata adeguatamente nemmeno se il premio fosse stato mille volte più grande » (J. N. Forkel)

Consulta la voce Variazioni Goldberg su Wiki, che è molto approfondita: Variazioni Goldberg

"Il ritorno all'aria aggiunge simmetria all'opera, probabilmente persino suggerendo una natura ciclica della stessa - un viaggio di andata e ritorno." (Wiki) 

Guida all'ascolto delle Variazioni Goldberg

Presentazione delle Goldberg di De Maria su Musica Progetto 

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