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giovedì 9 aprile 2015

Libro di lettura: Fai il Musicista? Ma qual è il Tuo Vero Lavoro?


Snoopy al Sax
"Termino qui con un ultimo grazie a chi fa musica…un grazie a chi l’ascolta… un grazie alla musica..." 

Così termina l'introduzione e comincia il "preludio" di questo prezioso libro, in formato e-book, di Diego Mascherpa, che si intitola "Fai il Musicista? Ma qual è il Tuo Vero Lavoro?" (10 euro, per scaricarlo vai alla fine del Post e clicca il link). 


Il titolo mi ha subito incuriosito, perchè è la classica domanda che si sente fare il mio compagno da quarant'anni ed è anche simile alla domanda che fanno alcune mie amiche o conoscenti quando vengono a sapere che mio figlio Antonio studia pianoforte... "Sì, ma non farà mica il musicista da grande?" o cose simili...

Sono venuta a conoscenza del "manuale" grazie a Face Book, che se ben utilizzato è un ottimo strumento per tenersi informati e aggiornati su tutto ciò che accade in campo musicale (ovviamente anche in tutti gli altri campi, ma selezionare un settore è sempre meglio, per non venir sommersi di informazioni). 

"Il contenuto di questo libro è per tutti. Si rivolge a chi ama, segue o semplicemente ascolta musica e chiaramente, in modo particolare, a chi intende farla diventare un mestiere appagante e soddisfacente [...] "


L'autore ha raccolto, da musicista e non da scrittore, una serie di considerazioni sul mestiere del musicista che paiono forse ovvie a chi fa il musicista, ma non lo sono affatto per chi musicista non è, a partire dall'effetto positivo del fare musica sul cervello umano, che evidentemente molti ignorano, data la scarsa considerazione che ha la musica nel nostro sistema scolastico:

"E’ scientificamente dimostrato che l’atto del suonare e del cantare coinvolge entrambi i due emisferi cerebrali dell’individuo e contribuisce ad aumentare la capacità di usare in modo più completo le facoltà mentali ed intellettive: sia la parte sinistra del cervello, deputata alla razionalità, al calcolo, al linguaggio ed alla deduzione che quella destra, nella quale risiedono la creatività, l’intuizione e la sensibilità, l’immaginazione e la fantasia, vengono entrambe attivate e stimolate durante un’esecuzione musicale."

Spesso la professione del musicista non viene considerata un vero lavoro (da cui il titolo), per due atteggiamenti tra loro opposti: da un lato la totale ignoranza della materia di cui si parla e il luogo comune per cui il lavoro non può coincidere con un divertimento o con una passione. Chi lavora, insomma, dovrebbe farlo come "sacrificio" umano e basta, mentre suonare uno strumento dovrebbe essere "solo" un hobby relegato ai rari momenti di tempo libero...  il lavoro dovrebbe essere un qualcosa di socialmente utile, mentre la musica (ahimè) nel pensare comune non ha nulla di socialmente utile e tutto di superfluo (che errore! e che orrore!). Ne consegue che quando c'è da tagliare, la politica taglia laddove vede del "superfluo" cioè musica, arte, teatro....

" [...] dietro ad una eccellente esecuzione di un’ora e mezza, normalmente ci sono mesi di intenso lavoro, dedizione e sacrificio. O forse sarebbe anche più corretto dire anni… E’ abbastanza per considerarlo un vero lavoro onesto, degno e legittimo?"

In questo Video Diego Mascherpa al sax soprano in  "Oblivion" di Astor Piazzolla: 
 

Dall'altro lato, sta il pensiero di chi crede, erroneamente, che il lavorare nel mondo dello spettacolo sia una strada corta, facile e in discesa (pensiero creato dalla TV e, aggiungo io, dai talent show dilaganti), per cui basta buttarsi per diventare delle star (nulla di più falso... lo sanno i veri musicisti!).

"Il successo, quello vero e naturale che dura ed è confermato nel tempo, è direttamente proporzionale all’impegno investito per ottenerlo e se arriva, è solo grazie al vero talento e al  conseguente sudore della fronte, quindi ai sacrifici ed ai giusti prezzi pagati in tal senso da chi lo ha ottenuto e quindi guadagnato meritatamente. La vera riuscita di una persona e la solida realizzazione artistica sono vette che comprendono e presuppongono un percorso in salita, sul quale oltre al talento, sono la fatica, la costanza, la rinuncia, l’umiltà e la disciplina che si rivelano attrezzi indispensabili per la scalata."

Il Sax di Diego Mascherpa
La MUSICA "è anche una buona e sana scuola per la vita, perché nel tempo insegna all’individuo a essere ripagato in base all’impegno e i sacrifici che ha profuso in una direzione da lui stesso scelta liberamente": questo sarebbe utile PER TUTTO IL GENERE UMANO! visto che ormai impegno, sacrificio, dedizione sono concetti così rari in qualsiasi professione. 

L'autore arricchisce le sue riflessioni con famose citazioni di Grandi musicisti:

Arthur Rubinstein
Arthur Rubistein (pianista): “Se prima di un’esibizione non studio per un giorno, me ne accorgo solo io. Se non studio per due o tre giorni, se ne accorgono anche gli altri pianisti e il pubblico più attento e preparato. Se invece non studio per una o due settimane, è un vero disastro, perché se ne accorgerà sicuramente anche il resto del pubblico che viene ad ascoltare i miei concerti!”

Salvatore Accardo (violinista): “suonare è un'arte che da sempre mi rende tanto felice quanto mi mette a dura prova. La musica è molto permalosa e non perdona gli abbandoni, le mancanze d’impegno e disciplina. Ad esempio, se non suono il mio violino per un po’ di tempo, lui si offende e se la prende con me! E così, se lo lascio per una settimana, prima di permettermi di riprenderne il controllo, mi costringe a ristudiarlo per il doppio del tempo: due settimane!”

Alla domanda quanto bisogna studiare per riuscire a cantare, Beniamino Gigli (tenore) rispose: “Tanto e sempre senza smettere mai… Io ad esempio ho appena finito adesso di studiare e ricomincerò domani!”

I problemi dei finanziamenti alla cultura in Italia sono enormi, negli altri paesi le cose vanno diversamente, ma spesso è anche vero che ci si trova di fronte ad un'ingiustificata esterofilia, per cui tutto ciò che viene da "fuori" è meglio di quello che abbiamo in casa e quindi viene anche strapagato (e questo non accade solo nella musica, aggiungo io, se pensate anche agli sport o ai prodotti di qualsiasi genere...).

Nel II capitolo, Mascherpa cerca di rispondere a una delle più classiche domande: Perchè suoni?

"Inutile cercare di nasconderlo: un vero musicista sente il bisogno assoluto di suonare per sé, ma in qualche modo desidera anche di farlo fronte agli altri. Chi non sente tale esigenza nell'anima, significa semplicemente che non è un vero musicista."

A volte (troppo spesso...) i musicisti accettano di esibirsi o di insegnare a condizioni davvero pessime, che qualsiasi altro lavoratore non accetterebbe mai. 

Si passa poi ad alcune importanti considerazioni sulle leggi del mercato e le case discografiche e di quanto l'industria che sta dietro alla musica faccia di tutto per influenzare le masse. 

Poi ancora sul SUCCESSO e sul legame che esso ha con le "protezioni" e le "spinte" dei potenti sia in presenza di talento che non.

Altre citazioni (che sono sempre assai gradite e interessanti), ne riporto alcune, ma nel lavoro di Mascherpa ne troverete molte altre: 

Igor Stravinsky: “Bastano dodici note per ogni ottava e la varietà del ritmo, per offrire infinite possibilità che tutto il genio umano non esaurirà mai”.

William Shakespeare: “L’uomo che non ha musica dentro di sé e non è commosso da suoni e accordi, è incline ai tradimenti, agli stratagemmi e ai biechi profitti”.... e infatti, aggiungo io, non sono molti i politici che ascoltano musica!  

Martin Lutero: “[...] Bisognerebbe insegnare di più la musica nelle scuole e non si dovrebbero più dare ruoli politici e posti di potere a chi prima non sia stato ben educato ed esercitato alla musica”.

QUESTA SAREBBE DA METTERE IN PRIMA PAGINA DI TUTTI I GIORNALI A LETTERE CUBITALI, visto l'interesse che c'è per l'educazione musicale in Italia...

Il III capitolo è dedicato alle quattro possibilità di studio che si hanno per imparare a suonare uno strumento:
1. Lezioni private
2. Banda di paese
3. Conservcatorio
4. Scuole private
Qui l'autore fa sue riflessioni personali cui ognuno di noi con esperienza potrebbe aggiungere le sue.  Per ogni "paragrafo" vengono analizzati pro e contro di tipo concreto (anche economico), umano, di risultato, motivazione... L'autore rivela il suo amore per il JAZZ criticando la scarsa attenzione che questo tipo di musica ha nei conservatori. Credo che in effetti questo stia lentamente cambiando e che  il Jazz stia entrando nei templi musicali "classici" (lo testimoniano i recenti concerti di Stefano Bollani alla Scala o al Festival Dino Ciani e l'apertura di insegnamenti Jazz in molti conservatori, almeno a Parma c'è un "reparto" Jazz molto attivo). D'altra parte un musicista Jazz non può del tutto   prescindere da studi classici (anche se l'autore elenca una serie di illustri eccezioni), lo stesso vale per per la danza, la pittura e le altre arti. Difficile partire dal "dripping" di Pollock saltando i corsi di arte figurativa... ma sono idee sulle quali è giusto il dibattito ed è ottimo il confronto. Ben vengano le riflessioni di Mascherpa che ci inducono a nostra volta a fare le nostre, da lettori.

L'autore passa poi a considerare il ruolo del COMPUTER nel comporre musica. Una vera rivoluzione con i nuovi programmi che ci sono!

Il capitolo successivo è dedicato alla MUSICA DA BALLO che ha ancora un buon successo nel nostro paese, in tutte le piccole realtà ma anche nelle fiere delle grandi città, nelle ricorrenze festive e non solo.
I musicisti che si dedicano a tale genere vuoi per "arrotondare" vuoi per passione, spesso sono denigrati o loro stessi si considerano di poco valore e questo è un errore perchè ogni musica se ben eseguita ha una sua dignità in qualsiasi contesto.
"Il liscio è una musica tradizionale e folclorica che fondamentalmente ha una struttura armonica e melodica molto semplice ed essenziale, anche se qualcuno la potrebbe erroneamente considerare banale ed elementare" ed è un genere nato nella Romagna del 1800. 
L'autore prosegue con un'interessante storia del "LISCIO", che sicuramente pochi di voi conosceranno (io non la conoscevo): 

Carlo Brighi a 59 anni nel 1912
"Sembra che il capostipite del genere fu Carlo Brighi detto “Zaclén”, soprannome che sembra essere derivato dalla sua grande passione per la caccia alle anatre, chiamate zaquàl in dialetto romagnolo, da cui Zaclén, che vuol dire anatroccolo…), un violinista romagnolo nato il 14 ottobre del 1853 in una famiglia contadina a Fiumicino, una frazione del Comune di Savignano sul Rubicone."
ANCOR OGGI SI ESEGUE LA SUA MUSICA:



 Ai problemi e ai vantaggi delle incisioni discografiche è dedicato il capitolo successivo.

"Allora qual è la grande sfida? Una è quella di riuscire a registrare con il massimo impegno e ardore, come se si fosse di fronte ad un pubblico che è li per ascoltare. L’altra è quella arrivare preparati il più possibile imparando a gestire la propria paura del giudizio e della critica".

Capitolo successivo: quanto ne sa il PUBBLICO... e qui si apre davvero un mondo di considerazioni!
L'autore parla anche a lungo della prassi diffusa di utilizzare "basi" musicali e fingere di suonare dal vivo, cosa che non accade nei grandi teatri, ma è assai comune in luoghi diversi. E spesso il pubblico non se ne accorge.
[...] E’ diventato famoso l’esperimento che Sting, la celeberrima rock star inglese, ha fatto per gioco qualche anno fa nella metropolitana di Londra: si è travestito in modo da non essere facilmente riconosciuto e ha cominciato a suonare e cantare sul metrò, per scoprire se la gente si fermasse ad ascoltare riconoscendo la grandezza di un artista famoso in tutto il mondo. Risultato? In pratica nessuno gli ha prestato attenzione..." Questo è un esempio che fa riflettere. A me è capitato di ascoltare in strada un ragazzo flautista bravissimo che si è messo a chiedere offerte come un ambulante in strada, ma era uno studente di conservatorio vicino al diploma e suonava magnificamente... non ha attirato l'attenzione di nessuno se non la mia (che sono una mancata flautista e conosco le difficoltà reali dello strumento...).

A questo punto tocca al tasto dolente: L'EDUCAZIONE MUSICALE A SCUOLA! Stendiamo un pietoso velo... leggete le considerazioni di Mascherpa e... che dire? Non ci sono parole. La musica in Italia è considerata un "di più" e spesso anche "noioso" e "inutile". 

Il mio blog è partito proprio da questa considerazione e dopo quasi un anno di attività sono arrivata alle medesime conclusioni da cui ero partita: mi seguono in pochi, quasi tutti già musicisti o comunque persone che hanno in qualche modo studiato musica o che sono a contatto con chi ha studiato musica. Gli altri, la massa, segue i Blog di smalti per unghie, vestiti, cucina.... ma io continuo perchè è un "lavoro" che mi piace tantissimo! 

Gli ultimi capitoli sono dedicati ai musicisti di professione e sono un "mea culpa" che come tutto il resto del libro induce ad amare riflessioni. Scarsa collaborazione tra musicisti, scarsa voglia di cambiare l'esistente (forse per aver provato a farlo mille volte senza ottenere alcun risultato), rassegnazione. 

"Si bagna e si coltiva il “proprio orticello” e avendone l’occasione, si buttano le “cartacce” in quello del vicino. E’ davvero abbastanza comune che si critichi negativamente un altro artista che fa una musica diversa dalla propria." 

Niente di più vero, ahimè... spesso oggi ci sono artisti che vivono criticando colleghi... è triste. Personalmente amo chi non ha bisogno di criticare. I veri Grandi non criticano... sono Grandi e basta! 

A conclusione, una serie di consigli DA MUSICISTA A MUSICISTA che non vi rivelo, ma che potrete leggere a p. 159 dell'e-book di Diego Mascherpa. 

Per ascoltare Diego Mascherpa al Sax clicca qui: Kyra Project "Cerchio"

Per quanto mi riguarda è stata una lettura interessante, che mi ha portato in due mondi da me poco conosciuti (Jazze e Liscio), che ha confermato molte mie autonome riflessioni, che dovrebbero fare tutti i politici invece di impegnarsi a più non posso per trovare sempre nuovi modi per "rubare" le nostre risorse, la nostra creatività, i nostri sogni, le nostre anime e toglierci LA NOSTRA MUSICA che è un diritto e un bisogno primario per tutti. 


Per acquistare il libro E-BOOK a 10 euro clicca qui:


http://www.lulu.com/shop/diego-mascherpa/fai-il-musicista-ma-qual-%C3%A8-il-tuo-vero-lavoro/ebook/product-22115010.html



Chi è Diego Mascherpa:
Diego Mascherpa (Chieri, 18. 07. 1964) è un musicista professionista freelance (saxofonista, clarinettista, arrangiatore e compositore) Ha studiato nei Conservatori di Torino e Alessandria e durante la sua carriera trentennale ha ottenuto importanti riconoscimenti in Concorsi Musicali Nazionali e Internazionali....


1 commento:

Diego Mascherpa ha detto...

Grazie di cuore per questa tua bella recensione carissima Erica.
E' la prima che ricevo a pochi giorni dalla pubblicazione dell'Ebook "Fai il Musicista? Ma qual è il Tuo Vero Lavoro?" e quindi avrà un ricordo particolare per me.
Saluti cari e in bocca al lupo affinché il tuo Blog possa avere tutto il successo che merita!!! Diego Mascherpa