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martedì 7 aprile 2015

Libro di lettura: Il violino del Signor Stradivari

Copertina del libro
Questo è un libro prezioso. Fa parte della serie "I Gusci, libri che raccontano musica", dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. L'autrice è Paola Pacetti, curatrice dell'intera collana, i disegni sono di Elena Marelli (14, 90 EURO). Il libro l'ho trovato alla Biblioteca Alice di Parma (che è all'interno del Parco Ducale). Anche questa volta, come vedrete, abbiamo tratto spunto dal testo e dalle illustrazioni per fare qualcosa di creativo tutto inventato da noi.

La narratrice
"Prendete due fratelli, due tipi svegli di 8 e 10 anni, buttateli in un'avventura niente male sulle tracce di un violino scomparso. Non si tratta di un violino qualunque ma di un famoso Stradivari, misteriosamente sparito da un'asta. Per risolvere l'enigma ci vuole l'aiuto di qualcuno che ne sappia di più, per esempio una zia un po' mattacchiona e il suo amico violinista. Un tranquillo week-end di sorprese..." (dar retro di copertina). Consigliato dagli 8 anni in su.

Giovanni (10 anni)

La storia comincia a fine estate tra la II e la III elementare della bamnbina che racconta. Durante l'estate aveva giocato tantissimo con un gatto, Nino, di cui conserva nel cuore un meraviglioso ricordo:

Il gatto Nino
Un giorno, i due bambini dovettero andare a trascorrere un week end dalla zia Bianca, che era una violinista dell'orchestra. I bambini adoravano andare dalla zia, perchè li viziava e faceva loro vivere sempre emozionanti avventure. E così fu anche quella volta, anzi di più! "Non sai mai dove ti può portare una due-giorni-da..."

Zia Bianca
La zia passò a prenderli in auto alla mattina. Giovanni, durante il tragitto, restò colpito da un articolo di giornale in cui si parlava dell'asta dei beni di una ricca signora da poco deceduta, tra i quali un preziosissimo Stradivari. "Che cos'è uno Stradivari?", chiese alla zia. E da qui tutto ebbe inizio.

Il signor Celestini
La zia decise di far conoscere qualcosa di più sui violini, e in particolare gli Stradivari, ai nipoti. Chiamò un suo caro amico, il signor Celestini, che spesso aveva suonato lo stradivari della ricca signora e che di violini se ne intendeva parecchio. Da cinquant'anni si esercitava ogni giorno e quando i bambini e la zia arrivarono a casa sua stava proprio studiando!

La zia aveva anticipato loro che Stradivari è il nome di un liutaio (= costruttore di strumenti ad arco), vissuto tanto tempo fa (tre secoli fa, alla fine del 1600), che era così bravo a costruire violini che i suoi strumenti sono i più preziosi e ricercati (e costosi!) del mondo anche oggi! I suoi violini sono proprio speciali, perchè costruiti con materiali eccezionali e con una cura e maestria tali da produrre un suono "unico". (Ascolta un brano che già conosci, suonato con uno Stradivari: Edoardo Zosi suona Ave Maria di Gounod, Stradivari 1714)

Il signor Celestini condusse i bambini nel suo studio, stracolmo di libri e partiture impilati in ogni modo. Trovò una scatola di legno e la prese, Al suo interno solo un'etichetta in pergamena: "Antonius Stradivarius Cremonensis faciebat anno 1717". La carta d'identità dei violini! 

L'orsetto Tippi e il violino del signor Celestini
Poi, il signor Celestini mostrò loro il suo violino, che era un violino realizzato a Cremona da Andrea Amati, antecedente a Stradivari (Ascolta il suono di questo violino in questo video: Violino Andrea Amati Carlo IX 1556). Cremona è da allora famosa in tutto il mondo per i violini... un nostro piccolo viaggio musicale reale sarà a breve dedicato alla visita del Museo del violino! (Sito: http://www.museodelviolino.org/

Fu il re di Francia Carlo IX a richiedee per la sua orchestra di corte 38 strumenti Amati.

Immagine di uno Stradivari
Il signor Celestini spiega anche come è fatto un violino, paragonandolo ad un corpo: la schiena si chiama FONDO;  il lungo collo si chiama MANICO; la testa è il RICCIO; la pancia del violino, che trasmette il suono, si chiama TAVOLA ARMONICA; il suono viene aiutato ad uscire dalle due EFFE, due fori ai lati della tavola armonica.

Il legno utilizzato per la costruzione del violino non è tutto uguale: ci sono legni più "duri" e più "morbidi". L'ABETE è il legno più adatto per la tavola armonica. L'abete è l'albero con cui si fa l'albero di Natale, da non confondere con il pino, come spesso in molti fanno:

Guardate questo video in cui il grande violinista Uto Ughi spiega la particolarità degli abeti di Val di Fiemme e dei violini Stradivari.


I violini arrivano a noi attraverso i secoli passando di mano in mano da uno strumentista ad un altro. E si portano dietro anche l'anima di chi li ha suonati e della musica che hanno suonato... è un po' una magia!

Il violino per vivere ha bisogno di essere suonato.

Tornimo alla storia del libro. Il giorno dell'asta era arrivato. Insieme al violino erano in vendita una serie di altri oggetti, dai candelabri d'argento ai vasi cinesi, alle lampade, ai servizi da tè. Il violino era esposto in una teca di vetro. 3 milioni di euro il suo valore... ma il signor Celestini notò che il riccio era leggermente più schiacciato... comincia il mistero. Nascosto dietro ad una porta, poi, c'era un losco figuro... una vecchia conoscenza del signor Celestini, un certo signor Aldo Sgorbia, famoso trafficante di strumenti antichi non limpido nei suoi affari...

Il violino fu venduto a dei Giapponesi... ma qualcosa non tornava chiaro. Il signor Celestini andò a parlare con qualcuno chiedendo ai bambini di andare in giardino a giocare. Ma i due fratelli curiosi lo seguono. Sentono il suono di un violino che intona La Primavera di Antonio Vivaldi... la riconoscono, ma sentono che viene suonata male, stonata... come mai?

Zia Bianca acquistò una bella scrivania all'asta. Il mobile arrivò il giorno dopo.
LA zia si mise ad esplorare la sua nuova scrivania aprendo i cassetti e, ad un tratto, rimase a bocca aperta: c'era un doppio fondo nel cassetto e una chiavetta per aprirlo...
... e dentro c'era una lettera della defunta ricca signora, anzi, indirizzata alla vecchia signora ma scritta da una sua amica, una certa Gigliola. 

La lettera parla di un segreto. Solo il signor Celestini poteva saper qualcosa di più. Zia Bianca lo chiamò ancora. "Solo tu sei stata in grado di comprendere. Solo tu hai saputo capire fino in fondo il mio stato d'animo. Solo tu mi sei stata vicina in questo momento". Si apre così la lettera... non è strana la ripetizione per ben tre volte dell'avverbio "solo?"... certo! SOL SOL SOL sono tre note! E l'inizio di ogni parola è una nota! E' un ACROSTICO MUSICALE. Zia Bianca prese il violino e iniziò a suonare le note della lettera: mi sol sol sol fa mi si si la sol sol sol fa mi si... ma è l'inizio della Primavera!

C'è qualcosa sotto... lo stesso brano che avevano sentito il giorno prima dopo l'asta... perchè?

Occoreva raccogliere più informazioni sul momento in cui la ricca signora aveva ereditato il violino... la Biblioteca! Che bello fare ricerca in Biblioteca... si sente l'odore dei libri, il rumore delle pagine... si trovano cose inaspettate. I ragazzi, insieme alla zia e a Celestini passarono in rassegna i giornali degli anni Sessanta e trovarono un interessante trafiletto. In esso si legge che il violino Stradivari fu costruito per una ragazza di talento che era molto povera e non poteva permettersi uno strumento di simile valore. Il costruttore cremonese restò colpito dalla bravura di quella rgazza e le regalò uno dei suoi vilini migliori che fu soprannominato "Primavera" perchè la violinista amava in particolare quel concerto di Vivaldi.

Gigliola
Ora avevano capito che Primavera era il nome del violino ma perchè quelle note andavano suonate?
Quella notte pensarono tutti al mistero. Qualcuno si introdusse in casa di zia Bianca e frugò nella scrivania in cerca di qualcosa. Era ora di parlare con Gigliola un'amica della ricca signora. Gigliola rivelò loro che la lettera era stata un'idea di Ortensia, la ricca signora: voleva fingere di avere ricevuto una lettera da Gigliola per nascondere un messaggio rivolto a Celestini.
Celestini era molto legato ad Ortensia.
Gigliola rivelò anche che Ortensia aveva fatto fare una copia del violino a Sgorbia...
... ed ecco che il mistero comincia a sciogliersi... poi arrivano anche un acquerello, un enigma e un ritrovamento... ma non posso raccontarvi tutta la storia! Correte a cercare il libro in biblioteca e leggetelo tutto d'un fiato! E' una storia davvero avvincente!

E poi, se volete, potete divertirvi a creare i personaggi della storia come abbiamo fatto Giacomo e io in un piovoso pomeriggio di questa... primavera!

LABORATORIO CREATIVO
Durante la lettura di questo bel libro, ci è venuta un'idea ispirandoci alle illustrazioni: costruire la nostra zia Bianca e il nostro signor Celestini.

Le sagome ritagliate
Abbiamo riciclato i cartoni della pizza della sera prima e alcuni vecchi vestiti. Per prima cosa abbiamo disegnato i due personaggi sul cartone, poi abbiamo ritagliato le sagome.

Giacomo al lavoro
Ci siamo divertiti a vestirli utilizzando la stoffa di abiti usati e tanta colla Vinavil e qualche chicco di riso per la collana di zia Bianca.

Zia Bianca e Signor Celestini
Abbiamo rifinito il tutto con i pennarelli. voilà! Un nuovo gioco per Giacomo nato dalla nostra fantasia stimolata dalla lettura de "Il violino del signor Stradivari".

Giacomo con il suo nuovo gioco

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