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mercoledì 20 maggio 2015

Libro di lettura: Calla la voce di Mary

Copertina del libro
Dopo aver parlato tanto della Traviata e prima di affrontare (anticipazione...) la Madama Butterfly, che Piccoli Viaggi Musicali andrà a vedere al Teatro regio di Parma il 14 giugno, mi sembra doveroso introdurre i più giovani al mondo del bel canto e far loro conoscere il mito più grande della musica lirica: Maria Callas.

Ci viene in aiuto lo storico negozio di musica Azzali, che si è da poco trasferito in Piazzale Arrigo Boito, nei pressi del Conservatorio, con queta deliziosa pubblicazione rivolta ai ragazzi: "Calla: la voce di Mary", Azzali editore, storia ideata e scritta da Luciana Dallari con i disegni e la realizzazione grafica di Diego Gradali, 12 euro. Il libro lo potete anche trovare alla Biblioteca di Alice, ma questa volta io l'ho acquistato perchè mi piaceva anche come oggetto. Il formato quadrato e il tema così originale, mi hanno convinto. 

E dopo averlo letto sono cotenta che faccia parte della mia biblioteca musicale. Il libricino è dedicato a Franco Zeffirelli, il grande regista che con Maria Callas ebbe un rapporto speciale professionale e di amicizia. Nella breve premessa, l'autrice spiega come sia nata l'idea di scrivere questa storia e di creare un personaggio fantastico ispirato alla celebre cantante greca: Calla, dal greco Kalòs che significa bello, che è la voce di Mary e che prende le sembianze di un fiore, la calla, appunto: 


"Mi chiamo Mary e sono la voce bellissima della calla. Ma come, un fiore che canta?" così comincia la storia. Calla racconta del suo impronunciabile cognome: Kalogheropoulos. Che era una bimba grassa e piena di brufoli e la sua mamma non la volle tenere in braccio perchè avrebbe voluto un maschio... (che mamma tremenda!). 


La data di nascita di Maria Callas è un mistero e lo racconta anche Calla: chi dice il 2, chi il 3 e chi il 4 dicembre...



Calla non ha avuto una infanzia facile: era brittina, cicciottella, piena di brufoli e con gli occhiali. Purtroppo, si sa, gli amici a volte sono impietosi e prendono in giro chi a loro giudizio non è bello. E sono traumi che segnano profondamente. Si dice, infatti, questo non è nel libro ma lo aggiungo io, che Maria Callas abbia sofferto di disturbi del comportamento alimentare, male di cui ancor oggi molte ragazze e donne soffrono nel silenzio delle loro stanze (io sono stata a mia volta una "malata" di bulimia e anoressia e so perfettamente quanto sia difficile convivere con la malattia e soprattutto venirne fuori). Questo per sottolineare la sofferenza che Maria probabilmente pativa e il desiderio suo continuo di cercare approvazione nell'altro.


Ma torniamo al libro. Fin da piccola Calla cantava. Ascoltava la radio e cantava. Sua sorella maggiore prendeva lezioni di canto e lei origliava dalla porta e ripeteva le canzoni della sorella. In particolare Calla si era fissata con l' Habanera dalla Carmen di Bizet. 

A 4 anni pare che la sua voce abbia bloccato il traffico di New York! Lei cantava dalla finestra e tutti si fermarono attratti dalla sua voce... leggenda? 


Un giorno rischiò la vita: fu investita da un'auto mentre attraversava la strada e rimase in opspedale in coma per 22 giorni! Attenti bambini a non attraversare mai la strada da soli e per di più senza guardare! Soprattutto al giorno d'oggi in cui vi sono auto che sfrecciano a più di 100 all'ora per le vie delle città. Io ritirerei la patente a tutti. 

Calla sogna di diventare una cantante famosa ed è disposta a tutto per realizzare questo sogno. Pensate che determinazione! La mamma la trattò per un po' come una bimba prodigio e la fece esibire ovunque e partecipare a troppi concorsi canori e a uno di essi vinse un orologio molto prezioso.


 Nel libricino Calla gareggia nel canto con gli uccellini e continua a prendere lezioni di musica, ma senza ancora aver trovato la guida giusta. 


La troverà in Elvira de Hidalgo che sarà la sua principale Maestra. Incontriamo a questo punto un altro oggetto personificato, che da qui in avanti sarà un personaggio del racconto: Aristotele, il baule di costumi che segue un artista di teatro in teatro e lo aiuta a trovare il travestimento giusto per calarsi nel personaggio da interpretare. 



Il baule è nato all'epoca di uno dei primi melodrammi, l'Orfeo di Monteverdi del 1607.

Aristotele spiega una cosa importante: "Sapete bambini come in tutte le cose che si desiderano fare bene non basta avere talento bisogna anche studiare con grande impegno e nello stesso tempo incontrare la persona davvero competente", cioè un buon maestro!

Poi ci offre una breve spiegazione tecnica sull'uso della voce: è importante "l'educazione della voce prendendosi cura anche della respirazione e del modo di usare il fiato. il fiato deve fare un giro lunghissimo: non parte dalla gola ma da un muscolo che si chiama diaframma che si trova tra lo stomaco e i polmoni fino ad arrivare a una maschera nascosta."


La maschera, ovviamente, non è quella di carnevale! É un discorso un po' complicato, ma è bene che i bambini sappiano che cantare non è poi così semplice! Almeno... cantare seriamente.

Calla studia seriamente, senza riposarsi mai. É proprio determinata. 

Inizia la sua carriera brillantemente e diventa presto una star. Cambia anche modo di essere e di vestire grazie all'incontro con Coco Chanel, la famosa stilista che le insegna ad essere una donna di classe. Dimagrisce tantissmo e su questa perdita di peso sono state create anche assurde leggende come il verme solitario... in realtà devo dire che avendo avuto problemi con il cibo so quanto sia facile perdere peso velocemente... ma non è raccomandabile. Mi auguro che per Calla non sia stato così, ma nella sua biografia c'è troppa sofferenza per non sospettarlo. 

Tosca, Madama Butterfly, Carmen, Norma, Aida... tutte le eroine del Teatro d'opera diventano sue... o meglio è lei che diventa di volta in volta loro. Con una capacità di immedesimazione e interpretazione che non ha più trovato eguali.

Con il successo arriva anche la presenza fissa sulle pagine dei giornali, anche quelli scandalistici. In questo libricino Clicka è la macchina fotografica che la segue ovunque.

Anche la sua vita privata diventa di dominio pubblico, soprattutto quando lascia il marito per fidanzarsi con Aristotele Onassis, un ricchissimo uomo d'affari greco che la farà soffrire come pochi. Ma all'inizio la corteggia abilmente facendole perfino trovare 473 rose rosse in camerino dopo La Traviata a Parigi!


Ma dentro di lei c'è troppa sofferenza e, in fondo, troppa solitudine. Così Calla, il bellissimo fiore, quella voce meravigliosa, dopo aver lasciato testimonianza anche della sua capacità di attrice in un film, Medea, diretto da Pasolini, piano piano si spegne. 


Maria Callas muore giovane, sola e triste, ma la sua voce resta immortale. 



Per vedere il film di Italo Moscati su Maria Callas cliccate qui: Non solo voce. 
Se lo fate vedere a minorenni fermatevi dieci minuti prima perchè alla fine ci sono scene tratte da film ispirati alla figura della Callas e sono un po' troppo forti.  

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