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sabato 16 maggio 2015

Libro di lettura: La Traviata (5)

Copertina del libro
La Biblioteca di Alice di Parma ci aiuta ancora una volta a scoprire "Piccoli libri musicali": trovate tra gli scaffali della Serra del Parco Ducale di Parma questo gioiello edito da Nuages - Tre Passi, casa editrice raffinata di cui abbiamo già letto insieme La Bohéme e Tristano e Isotta: La Traviata di Mara Cerri, illustrato dalla stessa autrice della riduzione "dall'opera di Giuseppe Verdi ispirata al racconto La dama delle Camelie di Alexandre Dumas figlio" (16 euro).

Violetta accoglie gli invitati
La storia comincia il giorno in cui Violetta Valery, "il fiore più bello e profumato della città", ospita una festa nella sua casa. Sono presenti tutti i suoi più cari amici, Flora, Gastone e il Barone Douphol che accompagna Violetta ovunque vada. Ella è una cortigiana, che fa compagnia a uomini facoltosi in cambio di una vita fatta di lusso e comodità.

Violetta incontra Alfredo
Gastone presenta a Violetta Alfredo, un giovane che la ama segretamente da un anno e ora vuole dichiararle il suo amore. Alfredo accetta di fare un brindisi e cantare una canzone: "Libiamo ne' lieti calici che la bellezza infiora..." un inno all'amore!



Al termine della cena, l'orchestra inizia a suonare un vivace valzer e tutti gli invitati si recano in sala da ballo. Tranne Violetta e Alfredo che si incontrano da soli per la prima volta e Alfredo si dichiara. Ma Violetta ha un momento di mancamento... quasi sviene, si fa pallida in volto: è malata, ma cerca di tirarsi su e dona una camelia ad Alfredo con la preghiera di riportarla a lei una volta appassita... quindi assai presto! Domani! 

Violetta dona una camelia ad Alfredo
Poi Violetta resta sola e riflette sull'incontro e sulla possibilità di cambiare vita. Lasciare la "libertà" per scegliere l'amore, quello vero, che ha sempre rifuggito, forse per paura, forse per la consapevolezza di non avere davanti una vita lunga...

Alla fine sceglie l'amore e all'inizio del II atto Violetta e Alfredo vivono felicemente insieme in una villa di campagna vicino a Parigi.
 
La casa di campagna 





Sono felici, "Violetta si sentiva come una farfalla inebriata dal nettare dell'amore di Alfredo". Ma una crudele realtà incombeva sulla loro felicità: Violetta aveva perso la sua fonte di guadagno abbandonando la sua vita di cortigiana e ora i soldi scarseggiavano. Violetta aveva deciso di vendere tutti i suoi gioielli senza dirlo ad Alfredo. Alfredo lo viene a sapere da Annina, la governante e va su tutte le furie, sentendosi terribilmente in colpa. Decide di andare a Parigi per rimediare. Durante la sua assenza giunge a casa di Violetta il padre di Alfredo, Giorgio Germont, preoccupato per il figlio e, soprattutto, per la reputazione dell'intera famiglia: la relazione di Alfredo con Violetta è "sconveniente".

Violetta e Alfredo felici in campagna
Violetta è costretta ad accettare la richiesta del padre di Alfredo: lasciare Alfredo per sempre, per il suo bene... e quello della sorella: Dite alla giovine... (Callas)  nonostante il suo amore vero per Alfredo.

Giorgio Germont rimprovera Violetta
Violetta decide così di andare a Parigi e tornare alla sua vita di prima e accettare l'invito a una festa da poco ricevuto da parte dell'amica Flora. Comunicherà tutto ad Alfredo via lettera. Ma proprio mentre è intenta a scrivere la lettera ad Alfredo, questi torna da Parigi e le chiede: "A chi stai scrivendo?", Violetta va in confusione e riesce a nascondee la lettera. I due si dichiarano amore. Amami Alfredo! (Callas). Poi Violetta parte... Alfredo ancora non sa che parte per sempre.
Lo scopre poco dopo, quando giunge nuovamente suo padre, che cerca di consolarlo: Di Provenza il mare e il suol (Cappuccilli).


La disperazione di Alfredo
Alfredo si precipita a Parigi per affrontare Violetta di persona. Suo padre lo segue a ruota. Alla festa Violetta è accompagnata dal vecchio compagno, il Barone. Alfredo gioca a carte e vince. I soldi vinti al gioco li getta addosso a Violetta in segno di disprezzo quand'ella gli dirà, mentendo, di amare il Barone.

Alfredo gioca a carte
Passano alcuni mesi e Violetta è sola con Annina, a letto, molto malata. Il dottore, nel visitarla, dice che non le restano che poche ore da vivere... 
Ella è però serena, perchè nel frattempo Alfredo, grazie al pentimento del padre, è venuto a conoscenza della verità e sta arrivando da lei. Troppo tardi. Alfredo arriva, giusto in tempo per un ultimo sogno d'amore insieme, ma Violetta è consapevole della sua cruda sorte: Addio del passato (Callas).

Violetta disperata nel letto
Violetta dona ad Alfredo un medaglione con un suo ritratto per non dimenticarsi mai di lei. Ad un tratto, si sente come rinascere (è la spes phtisica, il momento di benessere che precede il trapasso dei malati di tisi), ma poi si accascia a terra e muore davanti agli occhi di Alfredo e di Giorgio Germont, roso dai rimorsi.

La morte di Violetta
Guarda il finale in questa emozionante messinscena di Zeffirelli nel teatro di Busseto con una fantastica Bonfadelli nel ruolo della protagonista e Bruson come Giorgio Germont), in cui lei cade a terra e muore come un Cristo rovesciato:


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