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venerdì 15 maggio 2015

PVM al Regio: IMPAROLOPERA

Antonio entra al Regio
Iniziativa lodevole del Teatro Regio di Parma: IMPAROLOPERA, avvicinare i bambini delle scuole primarie e secondarie (le elementari e le medie come si chiamavano più semplicemente una volta) al mondo dell'opera con versioni di grandi titoli del melodramma "adattate" per bambini.

Antonio si avvia all'ingresso
Oggi in programma La Traviata di Giuseppe Verdi, di cui stiamo parlando da qualche giorno nel blog. Piccoli Viaggi Musicali ottiene il suo primo "accredito" grazie alla disponibilità dell'Ufficio Stampa del Teatro Regio (che ringraziamo) e va ad assistere allo spettacolo per voi lettori. Essendo uno spettacolo per bambini delle elementari, Antonio sarà il nostro portavoce tra il pubblico, mentre la nostra amica Valeria, che già ci ha accompagnato alla Casa della Musica in occasione di Children's Corner, sarà la nostra voce sul palcoscenico. Valeria, infatti, fa parte del Coro delle Voci Bianche della Corale Verdi, diretto dalla Maestra Beniamina Carretta.

L'adattamento e i testi sono di Bruno Stori, che è anche attore protagonista come voce narrante. 

Impegnati nelle parti principali, gli Allievi della Classe di Canto del Conservatorio di Parma, diretti dalla Prof. Donatella Saccardi. Ottima questa collaborazione tra due "giganti" musicali a Parma, il Teatro Regio e il Conservatorio (cui si aggiunge la Corale Verdi, altra istituzione importante a Parma): credo che la chiave per una rinascita musicale e culturale nella città sia necessariamente la collaborazione tra enti, società, scuole, associazioni culturali, teatri, sale da concerto... e non, come troppo spesso accade, un atteggiamento di chiusura e ostilità reciproca. Lo dico a tutti coloro che si occupano di cultura musicale: insieme! e non uno contro l'altro. Solo così si possono ottenere risultati di qualità. Sembra facile...

Ragazzi occupano i palchetti
Ma veniamo alla nostra esperienza odierna. Lo spettacolo è inserito nel progetto "Il Regio per i più piccoli" che proseguirà con una serie di interessanti appuntamenti durante il Festival Verdi il prossimo ottobre sotto l'etichetta VerdiYoung (Il Regio per i più piccoli  e VerdiYoung). 

Vorrei oggi fornire un'analisi dettagliata dello spettacolo cui ho assistito con Antonio, analizzandone pregi e difetti in modo costruttivo. Sono ormai abbastanza esperta come spettatrice di teatro per bambini e credo di poter offrire validi suggerimenti e spunti di riflessione a chi promuove, organizza e realizza iniziative come questa.

A teatro in bicicletta, come sempre

IL PUBBLICO 
Per Antonio la giornata comincia con il tragitto in bicicletta e, prima, con la lettura del libro La Traviata di Mara Cerri, che presenterò nel mio prossimo Post sul tema. Lettura necessaria, anche se Antonio ha già ascoltato Traviata in più di un'occasione su CD e DVD (mai dal vivo). Necessaria perchè è bene arrivare a Teatro con un'idea ben chiara su che cosa è in scena. Devo constatare che purtroppo in teatro oggi alle 10.30 (II replica) c'erano intere scolaresche che non sapevano nulla di quello che stavano per vedere e ascoltare. Un ragazzo, Pietro, molto carino, ha accettato di rispondere ad alcune mie domande:

- E' la prima volta che vieni a Teatro?
- Sì
- La tua Prof. ti ha spiegato qualcosa sulla Traviata?
- No.
- Sai chi l'ha scritta?
- No.
- Sai se finisce bene o male?
- No.
- Quindi non sai di cosa parla...
- No.
- Hai mai ascoltato musica lirica?
- No.
- Ascolti mai musica classica?
- No.

Antonio aspetta di entrare
Questo è un esempio del livello di preparazione di chi comunque è da lodare per aver scelto come uscita didattica la partecipazione a IMPAROLOPERA. Ma, mi chiedo io, che senso ha andare a teatro senza nulla sapere? Basterebbe poco, una breve lezione di un'ora in cui si spiega ai ragazzi cos'è un'opera lirica, chi ha scritto e quando La Traviata (1853), di cosa parla (tra l'altro tocca temi che sono attualissimi e si potrebbe accostare all'analisi dell'opera la lettura del romanzo di Dumas creando la tanto amata interdisciplinarità!). Pietro non ha colpa, la colpa è di chi non fa nascere in Pietro almeno la curiosità di sapere... al giorno d'oggi la conoscenza di primo livello è alla portata di tutti. Qualcuno ha digitato su Google sul suo Smartphone - di cui quasi tutti i ragazzi delle medie sono già  equipaggiati (!) -  "La Traviata"? A qualche insegnante è venuto in mente di sfruttare l'occasione per toccare anche temi importanti dal punto di vista sociale (il ruolo della donna, l'emancipazione sessuale, la malattia, le convenzioni...)? Qualche insegnante ha parlato agli alunni di Giuseppe Verdi? E di quanto sia importante per Parma anche oggi la figura di Giuseppe Verdi? E di Dumas? Di Frsancesco Maria Piave? Mi illudo di sì. Mi illudo che il povero Pietro sia l'eccezione. Che sia capitato con un'insegnante distratta.

L'ingresso delle scolaresche
Per fortuna in sala la maggioranza dei bambini erano attenti, incuriositi, educati. E sicuramente loro hanno insegnanti che hanno spiegato, fatto ascoltare, letto, stimolato... C'erano ragazzi che hanno applaudito, partecipato e che forse, a casa, chiederanno a mamma e papà di vercare "La Traviata" su you tube... o su google... e chissà che non capitino proprio su Piccoli Viaggi Musicali.


Il Coro di Voci Bianche della Corale Verdi

IL CORO DI VOCI BIANCHE
C'erano anche i bambini e i ragazzi del Coro della Corale Verdi, che hanno cantato un brano dell'opera (il Brindisi del I atto - un po' poco! Li avrei fatti cantare di più! Anche perchè sono bravi!) e hanno partecipato come un coro della Tragedia greca antica, quale "testimone" della vicenda, come a "riflettere" noi del pubblico che assistiamo allo spettacolo, in un gioco di specchi. I bambini sono ben preparati dalla Maestra Carretta ed è una bellissima idea quella di far salire sul palco dei bambini in uno spettacolo per bambini. Infatti, i piccoli spettatori sono sicuramente più attenti nel vedere in scena bambini e ragazzi come loro.

I bimbi del coro in scena (foto: Ricci)
Valeria, la nostra amica, a fine spettacolo ci ha raccontato le sue impressioni e mi ha fatto piacere scoprire che sapeva tutto di Violetta, di Alfredo, di Verdi, dell'opera, del canto... la sua parte preferita, ci ha detto, è questa: Un dì, felice eterea.  Ci ha detto che hanno tagliato lo spettacolo di alcune scene per poterne fare due in un'unica mattina; ci ha detto che per imparare il brano e cantarlo a buon livello hanno fatto prove "estenuanti" e che tra una replica e l'altra avevano solo 15 minuti per riposarsi e mangiare! Valeria e sua sorella sono entusiaste di essere parte di qualcosa di importante. Il bello dell'opera è anche questo: tanti piccoli elementi che si uniscono e collaborano per creare un tutto meraviglioso, quasi una magia. Questi ragazzi del coro, come tutti quelli che studiano musica, hanno una grande fortuna, di cui forse ancora non si rendono conto (ma io credo che siano più consapevoli di quanto si possa pensare). Affrontano un impegno grande, rispetto ai loro coetanei che non lo fanno. A volte costa tempo e fatica, ma i volti sorridenti di questi bambini all'uscita del teatro, soddisfatti e "pieni" di tanta bellezza sono la ricompensa giusta e meritata. Sarebbe bello che a tutti i ragazzi, anche a Pietro, fosse data la possibilità di potersi avvicinare alla musica con maggior serietà e non solo con i girotondi e i flautini di plastica che vanno per la maggiore...

Ascoltiamo i bambini del Coro della Maestra Carretta in questa esibizione recente del Va' Pensiero verdiano: 





BRUNO STORI
Lo spettacolo comincia con l'ingresso in proscenio a sipario chiuso di colui che è il vero protagonista: l'attore Bruno Stori, anche autore del testo e dell'adattamento dell'opera.
É lui che regge con autorevolezza le fila dell'intero spettacolo e fornisce una versione ridotta e spiritosa dell'opera assai godibile per i ragazzi, ma anche per gli adulti. Stori è riuscito a raccontare la drammatica vicenda di Violetta Valery inserendo battute per nulla banali, sempre pertinenti e raffinate, ironizzando con garbo su alcuni aspetti dei personaggi, che chi conosce l'opera coglie anche nella versione "seria": la "stupidità" di Alfredo (che sbaglia direzione nell'andare a Parigi "Parigi è di là!" gli urla Stori facendolo uscire dalla parte opposta del palco!), la "leggerezza" della Violetta-cortigiana (prima della sua trasformazione interiore), una donna "empatica", che "si è divertita", "generosa", l'"inutilità" del dottore che non può nulla di fronte all'incurabilità della malattia e che si presenta in scena con un siringone da cavallo che sdrammatizza il momento dell'imminente morte della protagonista, la "malvagia ottusità" di papà Germont che è un personaggio complesso che suscita immediata antipatia (ascolta: Pura siccome un angelo, Bruson ).

Stori poi con l'abilità del teatrante inserisce piccole scenette comiche che contribuiscono a mantenere viva l'attenzione del giovane pubblico (la parte non china sugli Smartphone). Sempre pronto all'improvvisazione (il fiore sulla testa di Violetta non si staccava nel momento in cui lei avrebbe dovuto darlo ad Alfredo e questo ostacolo è stato abilmente sfruttato da Bruno Stori per strappare più di una risata) e  a mantenere i tempi giusti dello spettacolo.

L'attore Bruno Stori
Complimenti, anche da parte di Antonio che alla fine era soddisfatto, appagato, divertito. Mi ha fatto piacere aver poi scambiato con Bruno Stori qualche parola a fine spettacolo (e lo ringrazio per la disponibilità) ed aver ascoltato le sue giuste considerazioni sul modo di avvicinare i ragazzi al vasto mondo dell'opera lirica. Considerazioni che mi trovano totalmente d'accordo e che sono in parte le stesse che esprimo in questo mio resoconto. La strada è quella giusta, occorrerebbero più mezzi.

LA SCENOGRAFIA
Ho confessato a lui, e  qui lo ripeto, che dal mio punto di vista l'unica cosa che mancava a questo spettacolo era una maggior presenza della musica di Verdi e il livello qualitativo di alcuni particolari. Mi spiego meglio. La parte scenografica era minimalista (troppo per un Teatro come il regio), causa scarsi mezzi messi a disposizione. Per il poco che c'era è stato fatto tutto molto bene e con gusto.


La scena della I parte del II atto, quella "in campagna" era molto suggestiva, con la luce verde di sfondo, i bambini del coro accucciati in gruppo (come un'antica fotografia) sulla sinistra con fiori rossi in mano e un tavolino/scrittoio sulla destra che ben si stagliava sullo sfondo luminose vuoto verde/blu. Antonio ne ha sottolineato la bellezza più volte.

Un'idea della scena
Un'iniziativa del genere merita di più. Deve "catturare" il pubblico di domani e sappiamo quanto i giovani siano sensibili all'aspetto visivo. Non va trascurato. La scenografia, i costumi vanno curati di più.

IL CANTO
Allo stesso modo va curato di più il livello del canto. I ragazzi del Conservatorio sono studenti ed è comprensibile che la loro voce non sia matura. Ma è altrettanto prevedibile che possa per loro essere difficile sostenere ruoli così impegnativi, che sono per un cantante il punto d'arrivo e non la partenza, in un Teatro enorme come il Regio con il solo accompagnamento del pianoforte (ottimo Maestro del Conservatorio) posizionato in buca. Di sicuro per loro era difficile sentirlo, anche a causa del brusio costante del pubblico.
Violetta Valery, soprano.
Il soprano è stato brillante, Alfredo corretto, qualche difficoltà in più per il baritono. Ma ripeto, erano le condizioni a rendere tutto particolarmente difficile. Questi ragazzi sono studenti che si esercitano quotidianamente in aule piccole con il pianoforte accanto... ancora non hanno esperienza di palcoscenico. Forse sarebbe meglio scegliere studenti più avanti nella preparazione? Il Conservatorio pullula di cantanti lirici (specialmente orientali, ma anche italiani per fortuna). É importante che i ragazzi del pubblico rimangano affascinati dalla musica. Loro non conoscono le arie come chi è un navigato melomane, ma non per questo si può tralasciare la cura dell'esecuzione e interpretazione musicale.

Alfredo
L'ORCHESTRA (che sarebbe bello ci fosse)
Sicuramente gli stessi cantanti avrebbero figurato meglio se sostenuti da un'orchestra (anche ridotta). E tutto lo spettacolo sarebbe risultato più coinvolgente (senza nulla togliere alla bravura del pianista). Lo stesso Stori mi ha detto che a Palermo ha fatto lo stesso spettacolo con l'orchestra e il risultato è stato diverso. Possibile che non si riescano a reclutare una ventina di giovani strumentisti disposti a fare da orchestra?

I MOVIMENTI IN SCENA (LA REGIA)
Molto bene invece l'aspetto registico. I cantanti e i bambini in scena (e ovviamente Bruno Stori) si sono mossi con intelligenza occupando al meglio lo spazio, partecipando emotivamente alla vicenda e arricchendola di scenette divertenti e leggere. Tutti gli attori-cantanti hano dimostrato di essersi calati con consapevolezza nei loro personaggi e non c'è stato un gesto fuori posto. I bambini del coro hanno commentato con la loro presenza in scena tutta la storia con piccoli gesti ed espressioni facciali ora di stupore, ora di gioia, ora di tristezza, spavento, paura... ottimo lavoro! Brava Valeria, ti abbiamo visto in più di un'occasione immersa nella Traviata! Per questi bambini è un impegno grosso affrontare il palcoscenico, magari anche per la prima volta. Essere attenti e impegnati per 4 repliche di un'ora ciascuna in sole due mattine. Complimenti! Altra testimonianza di come i bambini, se preparati nel modo giusto e serio, rispondono ad altissimo livello e non deludono mai!

Antonio aspetta Valeria

IL TEATRO
Il Teatro Regio di Parma è un tesoro, per Parma e per tutto il Bel Paese. Gode di una tradizione operistica che ci invidiano in tutto il mondo. Il Teatro merita una stagione come si deve. Merita di attirare pubblico di appassionati da tutto il mondo. Non merita di essere utilizzato per altro, nemmeno se la finalità è di raccogliere denaro... per "altro" c'è il Tardini. A Milano certi concerti li fanno a San Siro, non alla Scala. Questa è la mia personale discutibile opinione. Condivisibile e criticabile, ma mi sento in dovere di esprimerla con franchezza. 

L'uscita del Coro con la Maestra Carretta
CONCLUSIONI
Iniziative come IMPAROLOPERA andrebbero valorizzate con molti più mezzi, andrebbero portate fuori Parma, in tutta Italia. Si potrebbe accostare l'iniziativa alle opere di cartellone per poi invitare i ragazzi ad assistere, dopo aver visto la versione ridotta, alla versione integrale dell'opera con biglietti ridotti o gratuitamente alla prova generale o a una prova d'insieme (per non costringerli alle tre ore di spettacolo). Si potrebbero affiancare a IMPAROLOPERA letture, laboratori, proiezioni, lezioni... tanto si potrebbe fare. Purtroppo la musica è ancora considerata un di più. Ma io continuo a crederci perchè una rinascita del nostro paese non può prescindere dalla tradizione musicale che ci ha reso famosi nel mondo. Ancor oggi l'Italia è Pizza, Spaghetti e Opera Lirica (e molto altro)!

Arrivederci al prossimo Piccolo Viaggio Musicale Reale.

2 commenti:

Laura musica ha detto...

Grazie per le parole spese per il nostro lavoro per il quale ( tramite i purtroppo scarsi mezzi ) abbiamo cercato di dare il meglio puntando all'eccellenza. Canto nel Coro di Voci Bianche della Corale Verdi ed ho 12 anni.
Mi piace molto questo progetto perché sensibilizza i ragazzi all'opera lirica, ormai sempre più additata come noiosa, pesante, antica... E chi dimostra di apprezzarla viene preso in giro dai coetanei, a me capita! E mi piacerebbe invece che grazie a iniziative come questa, che lasciano i bambini con il sorriso e un ricordo molto positivo, le cose non andassero più così.

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie Laura! Che belle parole! I coetanei che prendono in giro chi come te ama le cose belle sono sciocchi, come quelli che fumano sentendosi grandi, che bevono sentendosi "fighi" ecc ecc.... I ragazzi come te devono sforzarsi di essere sempre se stessi senza paura di essere diversi. Complimenti e alla prossima puntata di IMPAROLOPERA! Non mancherò!