Translate

mercoledì 3 giugno 2015

Chi era Robert Schumann (1810-56)

Schumann con il sigaro
Abbiamo parlato di Robert Schumann e delle sue Scene Infantili, che abbiamo ascoltato ieri (le prime 7) eseguite al saggio di classe da Annalisa e Francesca. Ora vediamo chi era Robert Schumann.

Per la breve biografia di Robert Schumann utilizzerò uno dei miei libri musicali per ragazzi preferiti, che già vi ho presentato (e presto vi presenterò il II volume): "Perchè Beethoven lanciò lo stufato e molte altre storie sulla vita dei grandi compositori" di Steven Isserlis, CurciYoung editore, 13,90 euro.


Robert Schumann "non era mai normale: se era felice, parlava a malapena; se era depresso e triste, non parlava proprio. In effetti, per essere precisi, parlare non era il suo forte." Aveva l'abitudine di fumare sigari mentre componeva (pessima abitudine!), ma il fumo gli dava fastidio. "Schumann era su un altro pianeta, o almeno in un altro mondo, per la maggior parte del tempo. Per lui era difficile rendersi conto di cosa accadesse effettivamente nella vita reale, perchè la sua mente era impegnata a occuparsi dei suoi sogni, delle sue fantasie, della sua poesia. Amava i libri tanto quanto la musica; preferiva i racconti con personaggi misteriosi, soggetti che si trasformavano in individui spaventosei, amanti che non volevano essere divisi, nemmeno dalla morte".

"Era quello che noi chiameremmo un artista romantico... suona dunque piuttosto strano che, per certi aspetti, fosse sorprendentemente pratico... teneva dei quaderni con i conti di casa... il padre August era editore, libraio e scrittore" e aveva pubblicato un libro simile alle odierne Pagine Gialle! La mamma di Schumann aveva tendenza alla depressione. Ella voleva che il figlio studiasse legge, ma per fortuna Schumann a 19 anni incontrò il Maestro Friedrich Wieck che cominciò a dargli lezioni di pianoforte. 

La mamma di Schumann
La madre era disperata, anche perchè Wieck era un insegnante piuttosto severo... anche troppo! (quando il figlio studioso mediocre di violino sbagliava, lo afferrava per i capelli e lo gettava a terra!) E Schumann si trasferì a casa sua... e conobbe la di lui figlia, Clara, che poi divenne sua moglie. Clara era un'ottima pianista e anche una fanciulla piuttosto graziosa. 

Clara e Schumann
L'amore tra i due non tardò a sbocciare, nonostante la dura opposizione di papà, che aveva intravisto saggiamente il traballante equilibrio emotivo di Robert. I due alla fine riescono a sposarsi e inizialmente il loro è un matrimonio felice. Ma ben presto Clara diviene insofferente: avrebbe voluto girare il mondo come concertista e invece il marito pretendeva che lei stesse a casa ad accudire famiglia e figli (ne ebbero 7!!). Schumann odiava viaggiare e mentre componeva non poteva volare una mosca (e quindi Clara doveva stare lontana dal pianoforte e passavano anche tre giorni senza che lei potesse suonare!). Per diventare un pianista migliore, Schumann inventò un macchinario per tirare le dita e allungarle... era matto completo! (forse l'autore di Il Pianista invisibile si è ispirato a questa vicenda?...). E tira e tira, Schumann perse l'uso dell'anulare della mano destra e addio pianoforte. Dovette dedicarsi alla composizione e alla critica musicale. Il suo equilibrio mentale, intanto, cominciava a vacillare. Un giorno gettò l'anello del matrimonio nel Reno (e fin qui... matto, ma ancora nei limiti) e subito dopo nel Reno gettò se stesso e fu salvato da un gruppo di pescatori. 

Schumann verso il manicomio
"Schumann salì a bordo di una carrozza trainata da cavalli, e lasciò la sua casa senza neppure salutare Clara, nè i suoi figli, che non avrebbe più rivisto. La clinica era piuttosto lontana da Düsseldorf, in un paesino chiamato Endenich, vicino a Bonn (la città dove era nato Beethoven). Arrivò in clinica in uno stato terribile: convinto che la moglie fosse morta, urlava fino a sgolarsi sicuro di essere vittima di un complotto. Comunque, dopo alcuni mesi, si calmò e migliorò notevolmente. A poco a poco sentì di essere pronto per tornare a casa. Ma, per quanto inizialmente avvesse chiesto lui di essere ricoverato, scoprì ben presto che uscire di lì era una questione ben diversa. Intanto, nonostante il suo stato di salute fosse migliorato, egli non appariva perfettamente "normale" – in effetti non era mai stato "normale". Inoltre soffriva ancora di ricadute in stati confusionali. Così i medici lo rimproveravano ed esaminavano tutto ciò che ogni giorno produceva in bagno per poi consultarsi e decidere che non era ancora nelle condizioni di essere dimesso. Che terribile situazione per tutti!". Clara non poteva fargli visita, sconsigliata dai dottori. Desiderava vederlo tornare a casa guarito...

L'energia del giovane Brahms
Comprensibilmente, Clara viaggiava e si esibiva in concerto, cosa che aveva sempre desiderato e cominciò a guardarsi intorno "i suoi sentimenti erano quantomeno tormentati" ... e iniziò un'intensa amicizia (interpretate voi...) con un altro musicista assai famoso, Johannes Brahms, grande amico di famiglia, che poi restò accanto a Clara nel difficile momento del ricovero in manicomio del marito. Clara aveva avuto anche un'amicizia particolare con Mendelssohn, stimatissimo da Schumann, che poi morì giovanissimo. 

Schumann componeva in clinica fughe ispirate allo stile di Bach per riordinare la mente. Suonava di tanto in tanto il pianoforte, ma con pessimi risultati. Un brutto giorno si arrese: smise di mangiare e i suoi arti iniziarono ad avere spasimi incontrollabili. Clara andò a trovarlo. Era da quasi tre anni che non lo vedeva e stentò a riconoscerlo...

Insomma, il povero Schumann morì solo in una clinica psichiatrica. La sua biografia è triste, ma sappiamo che quando fu felice, lo fu per davvero. Egli scrisse tanta musica che ci racconta i suoi stati d'animo. Non scriveva su commissione ma per se stesso. 

Schumann aveva una personalità complessa e "decise che il modo migliore per affrontare i suoi sbalzi di umore fosse quello di pensare alla sua personalità come a due persone diverse: Florestano ed Eusebio, il primo estroverso e appasionato, il secondo introverso e meditativo. 

Scrisse tanta musica per pianoforte, tra cui l'Album per la gioventù, che studiano tutt'oggi i piccoli pianisti (anche Antonio ha studiato alcuni brani da questo Album) e le Scene Infantili che non sono per bambini, ma "sui" bambini, Carneval e Kreisleriana, di più ampio respiro e di grande complessità e originalità. Ha scritto 140 Lieder, 4 Sinfonie, molta musica da camera e un'opera lirica, Genoveva.

Nessun commento: