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giovedì 11 giugno 2015

Madama Butterfly (3) - Il libro "opera d'arte"

Copertina del libro edito da Rizzoli
In libreria mi sono imbattuta per puro caso in questo magnifico e imponente libro (non è un tascabile), uscito recentemente per Rizzoli: Madame Butterfly di Benjamin Lacombe (30 euro il prezzo, ma vi assicuro che li vale tutti). Esiste una presentazione on-line del libro:



Dal punto di vista del racconto è una "riscrittura" della Madama Butterfly, sottoforma di diario dal punto di vista del "cattivo", Pinkerton, l'americano che seduce, abbandona e provoca il suicidio della bella gheisha giapponese. 

Il testo è concentrato in poche pagine e si presenta così:


Fin qui nulla di eccezionale, anche se il raccontare la storia dal punto di vista del seduttore è comunque un elemento originale e anche io, che conosco piuttosto bene l'opera di Puccini e le sue fonti, sono rimasta "catturata" dal diario di Pinkerton, che comincia così nel Prologo: "Oh Butterfly! Non si dice forse che sfiorando le ali di una farfalla la si condanna a morte? Mi ricordo ancora il nostro primo incontro. Avevo provato la stessa emozione vedendo per la prima volta le coste del Giappone... era consuetudine, per l'emigrante di passaggio, prendere casa e moglie durante il soggiorno. Strana usanza colonialista per questo paese fatto di antiche tradizioni: l'avrei capita più tardi a mie spese!"    


Quello che però colpisce di questo libro sono le illustrazioni e l'impaginazione. Infatti, il libro è concepito come un unico lunghissimo foglio che si dispiega come un ventaglio e sul retro delle pagine scritte e illustrate, c'è un unico disegno dai tenui colori pastello, con scene dalla storia:


Non so se questa foto rende l'idea... ma come potete vedere il libro si apre sia "a libro" sia, appunto, come un lunghissimo pieghevole...  Il testo è concentrato in circa 8 facciate e mai sovrapposto alle illustrazioni, che restano grandi come due facciate creando uno splendido effetto-quadro:


Dopo il Prologo, Pinkerton-narratore racconta i fatti e i suoi sentimenti con la suddivisione in 3 atti dell'opera pucciniana: "Non fu facile raggiungere l'obiettivo. La deliziosa farfalla non si lasciava prendere facilmente... " e si rivolge ad un intermediario: Goro, personaggio subdolo e ambiguo. "... gli confidai il vero oggetto del mio desiderio: la delicata fanciulla del Giardino dei Fiori. Mi disse subito che l'obiettivo era impossibile. La ragazza era una geisha una donna che non può sposarsi. Più tardi avrei scoperto quanto fosse sconveniente la mia richiesta di sposare quella deliziosa fanciulla!... alla fine mi resi conto che, in Giappone come altrove, il denaro la fa da padrone e può comprare ogni cosa... dentro di me sapevo che si trattava solo di un gioco. Presto sarei tornato in America per prendere una "vera" moglie.... Il console Sharpless, mio buon amico, mi fece un discorso molto serio sull'importanza di tutto ciò che mi accingevo a fare.... La ragazza ci crede, eccome!"


Arrivò poi lo zio Bonzo a rimproverare Butterfly per quanto aveva fatto. "Il volto della ragazza sembrava sciogliersi sotto le lacrime salate del disonore".


 "Dopo la cerimonia andammo nella nostra nuova casa... la strinsi a me affascinato da tanta fragilità". Butterfly si è portata con sè alcuni oggetti: stoffe da kimono, uno specchio, una pipa, una cintura, dei fazzoletti, un ventaglio... gli ottokè (bamboline giapponesi), un libro di preghiere,  e poi un astuccio... che conteneva una corta sciabola. Il regalo di un mikado per suo padre. Con quella sciabola si era ucciso con onore. "Su questa nota grave andammo in stanza da letto... tutto era candido, perfetto e ordinato." 



"Il trucco e l'acconciatura, che nascondevano gran parte della sua bellezza, le prendevano ore e ore di lavoro... anche i pasti erano strani... "


"Intanto i miei affari erano stati avviati a dovere e fui richiamato in patria. Aspettavo solo quel segnale per sottrarmi a quell'esistenza monotona... L'annuncio della mia partenza straziò la mia fragile farfalla... soffrivo nel vederla così e per rassicurarla, la mattina della mia partenza, senza nemmeno sapere il perchè, le promisi: Mia piccola Butterfly, tornerò quando ci saranno le rose, nella bella stagione, e quando il pettirosso farà il suo nido". 


 "Mi sarei dovuto mordere la lingua piuttosto che darle quella speranza"...

"Il suo ventre, però, si era velocemente arrotondato dopo la mia partenza. Aveva tenuto nascosto a tutti la gravidanza. Poi un bambino dagli occhi azzurri e dai capelli chiari venne al mondo. Mio figlio."



"Poi ci fu la lettera, quella che mandai a Sharpless, una lettera semplice, che doveva liberare Butterfly da ogni impegno. Gli raccontavo del mio ritorno nel mio paese... del matrimonio con la mia cara Kate, la mia vera moglie, la moglie americana." Pinkerton chiede a Sharpless di dire a Butterfly tutte queste cose. E' un vile, non ce la fa ad affrontarla da solo e prendersi le sue responsabilità (... tipico degli uomini, no?).


Mentre Sharpless cerca di dirle la verità, ma Butterfly interpreta a suo modo le parole della lettera, arriva la nave di Pinkerton. La nave che Butterfly attendeva da tre lunghi anni.
"Improvvisamente la vidi, era in fondo all'ingresso, vestita di bianco, immacolata, identica al giorno delle nostre nozze...." Pinkerton e Kate vogliono prendere il bambino e crescerlo in America, paese libero...

E sapete tutti cosa decide di fare Butterfly e come finisce questa tragedia. Butterfly non ha più vita senza suo figlio. E sceglie la morte. Con onore, come fece suo padre. E come fino a poco tempo fa si faceva in Giappone.


Questo libro è un oggetto meraviglioso da tenere nella vostra biblioteca. É per chi ama la musica, Puccini, l'opera, Madama Butterfly, la pittura, le illustrazioni, i libri.

Il racconto è basato sull'opera di Puccini e su un'altra fonte che è tra le fonti di Madama Butterfly: il romanzo Madame Chrysanthéme di Pierre Loti.

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