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domenica 30 agosto 2015

Papà si soffia il naso in SOL, l'orecchio assoluto e altre "stramberie" (libro per adulti)



Nota: Proprio oggi, 30 agosto 2015 si è spento Oliver Sacks. Avevo iniziato a leggere e scrivere questo Post mentre era ancora in vita. È una coincidenza che io parli di lui proprio oggi.

Una lettura che non può che affascinare tutti gli amanti della musica è "Musicofilia" di Oliver Sacks, editore Adelphi (15 euro). Mi sono addentrata in questo libro grazie alla segnalazione di mio papà, che da tempo cerca di capire il significato di cose per lui incomprensibili rigurdo alla musica, compresa la dote che ha Antonio: l'ORECCHIO ASSOLUTO.  Questo libro è una raccolta di ventinove saggi in cui Sacks esplora il rapporto tra la musica e la mente concentrandosi su casi neurologici che sono in parte nuovi e in parte derivati da libri precedenti come “L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello” e “Un antropologo su Marte”. Il capitolo 9 è dedicato a chi ha l'orecchio assoluto: il titolo è così divertente che l'ho usato per intitolare questo Post: "Papà si soffia il naso in SOL".... e io starnutisco in SOL # potrei aggiungere, dato che Antonio mi ha detto così. Parto da questo capitolo (p.161) perchè ci riguarda più da vicino, ma poi parlerò anche (più brevemente) degli altri temi trattati da Sacks (che per chi non lo ricordasse è l'autore di Risvegli).

"Chi ha l'orecchio assoluto può distinguere all'istante, e senza pensarci, l'altezza esatta di qualsiasi nota, senza bisogno di riflettere né di fare confronti con uno standard esterno" (chi fa confronti ha l'orecchio relativo). 

"La precisione dell'orecchio assoluto varia, ma si stima che la maggior parte di coloro che ne sono dotati possa identificare, nella regione centrale della gamma di frequenze udibili, oltre 70 note, ciascuna delle quali ha per loro una qualità unica e caratteristica che la distingue in modo assoluto da qualsiasi altro suono".

"Per la maggior parte di noi, questa capacità di riconoscere l'altezza esatta di un suono appare misteriosa, quasi che si trattasse di un altro senso: un senso che non possiamo neanche sperare di possedere, qulcosa come la vista a raggi x o infrarossi. D'altra parte, a chi lo possiede dalla nascita, esso sembra perfettamente normale".

"Spesso, chi ha l'orecchio assoluto lo paragona alla percezione del colore: queste persone sentono la qualità di un SOL # in modo istantaneo e automatico, proprio come noi vediamo l'"azzurro"."

"Nonostante possa sembrare un piacevole senso supplementare che consente di cantare o annotare istantaneamente qualsiasi musica collocandola all'altezza corretta, l'orecchio assoluto può anche causare qualche problema. Uno di essi è legato all'accordatura non sempre costante degli strumenti musicali... lo spostamento complessivo verso lalto o verso il basso di tutta l'accordatura di uno strumento passerebbe inosservato a chi fosse privo di orecchio assoluto, ma per coloro che ne sono dotati può essere molto fastidioso o risultare addirittura paralizzante".

"Quando ascolta un pezzo di musica familiare suonato nella tonalità sbagliata chi è dotato di orecchio assoluto dà spesso segni di agitazione e disagio... " e questo posso confermarlo perchè Antonio già a 6 anni sentì un minuetto di Bach, di quelli che studiava lui, suonato al clavicembalo e immediatamente disse: "È sbagliato! È tutto un tono sotto".

"Per capire come può essere, immaginate di andare al mercato e di scoprire [...] che tutte le banane sono arancioni, la lattuga gialla e le mele viola".

Non tutti i musicisti famosi avevano o hanno l'orecchio assoluto: Mozart, Bach, Glenn Gould, Daniel Baremboim sì; Wagner, Schumann e Abbado no.

In generale ho notato che chi non lo ha tende a dire che averlo non solo non sia importante, ma sia addirittura un fastidio (su che basi lo affermino non ho idea, visto che non possono aver provato cosa significhi averlo), chi lo ha generalmente non si esprime in merito a vantaggi o svantaggi di averlo. Lo ha punto e basta. Non concepisce la possibilità di non averlo. Anzi, gli pare assurdo non averlo... come se noi riuscissimo a capire la diversità tra vari colori, ma non riuscissimo a dar loro un nome. Nella mia esperienza (piccola) di educazione musicale per bambini ho notato che i bambini con orecchio assoluto hanno molti vantaggi rispetto ai non dotati di tale dono, in termini di musicalità, facilità di apprendimento, facilità nel canto e, ovviamente nel solfeggio cantato e nei dettati melodici. Questo non significa che chi non lo possiede non abbia le stesse possibilità di chi lo ha. Deve solo fare una fatica in più per "educare" il suo orecchio.

L'orecchio assoluto è piuttosto raro nella popolazione: si stima che sia presente in meno di un individuo su 10.000. 

Di orecchio assoluto Sacks parla anche nel capitolo 12, che si intitola "Duemila opere: i "savants" (= idiota sapiente) musicali", Sacks fa una serie di esempi di individui ritardati o affetti da patologie come l'autismo, dotati di incredibili abilità musicali. In effetti io stessa ho notato che l'orecchio assoluto ha relazione con alcune sindromi, come la Sindrome di Asperger o Autismo ad alto funzionamento.

"... oggi ci rendiamo conto che la maggior parte dei savants è autistica e in effetti si stim che più del 10% delle persone con autismo classico abbia talenti savant".

"La capacità di calcolo ha una qualche somiglianza con l'orecchio assoluto, che può essere parte di una "sindrome" ma può anche comparire in individui di intelligenza normale".

Ma il libro non parla solo di orecchio assoluto. La PRIMA PARTE è dedicata ai "Tormentati dalla musica": c'è Tony Cicoria, che viene letteralmente "folgorato" da una musicofilia improvvisa, per cui dopo una reale scossa elettrica sviluppa una passione per la musica mai avuta prima, in particolare per il pianoforte e impara a suonare "da grande" scoprendosi dotato di un nuovo talento; ci sono persone colpite da crisi epilettiche a causa della musica: singolare il caso del critico musicale Nikonov colpito da crisi epilettica durante una rappresentazione de Il Profeta di Meyerbeer; c'è chi sviluppa una forte immaginazione musicale a tal punto, per esempio, da mettere un disco di una sonata di Mozart, fermarsi quando il lato A è finito, andare al grammofono per girare il disco e rendersi conto che il disco in realtà non era mai partito; ci sono i "tarli musicali", la musica appiccicosa, quei motivi orecchiabili che si infilano nelle nostre teste e non ci abbandonano per giorni diventando ossessioni; ci sono, infine, le allucinazioni musicali (di cui era affetto Schumann).

La SECONDA PARTE  riguarda le "Dimensioni della musicalità" e contiene le analisi su alcune qualità o mancanze musicali come l'orecchio assoluto o la sordità ad un orecchio e la perdita dell'effetto stereo. Si parla del fatto che "le abilità musicali possono essere particolarmente precoci e determinare la vita di un individuo sin dalla più tenera età"... niente di più vero, ma del resto cosa si fa? Non si asseconda un'abilità particolare? "Ascoltando la musica di P., oppure osservandolo mentre suona o compone, ho la sensazione che abbia un cervello speciale, da musicista: molto diverso dal mio. È un cervello che funziona in un altro modo; ha connessioni e interi campi di attività assenti nel mio [...] nei musicisti di professione il corpo calloso - ossia la grande commessura che connette i due emisferi cerebrali - è più sviluppato; e in secondo luogo che il planum temporale (una parte della corteccia uditiva) presenta un aumento dimensionale asimmetrico nei musicisti dotati di orecchio assoluto." Poi si parla di AMUSIA e DISARMONIA: molto interessante il caso dello scrittore Nabokov (Lolita) "... la musica, mi rincresce dirlo, mi sembra soltanto una successione arbitraria di suoni più o meno irritanti... il pianoforte da concerto e tutti gli strumenti a fiato mi tediano a piccole dosi e mi esasperano a dosi maggiori"... e suo figlio Dimitri ha dichiarato che suo padre non era in grado di riconoscere alcuna musica. Sacks affronta poi il tema della perdita di un orecchio (o di un occhio) e questo argomento ci riguarda da vicino un'altra volta perchè mia mamma ha perso un occhio a 36 anni. Nel capitolo 13 si parla di "musica e cecità" e della particolare sensibilità musicale che hanno i non vedenti. Per esempio, si stima che il 10% dei musicisti sia dotato di orecchio assoluto e che tra i musicisti non vedenti o ipovedenti questa percentuale salga a 60.

Interessantissimo il successivo capitolo: "Un suono verde brillante: sinestesia (= fusione di sensi) e musica", che mi ha fatto fare un'interessante scoperta: Antonio e Stefano sono sinesteti, cioè associano colori ai suoni e ad altre cose, come i giorni della settimana. In particolare, Antonio associa un colore ad ogni nota in questo modo: DO=rosso; RE=arancione; MI= giallo; FA=verde; SOL=azzurro; LA=viola; SI=nero. Ogni sinesteta ha una sua personale associazione: se io dico ad Antonio che il SOL è giallo, gli provoco un senso di fastidio. Stefano è più sensibile alle tonalità: per lui RE minore è marrone punto e basta. Se gli dici che è azzurra, guai! Sui giorni della settimana assistiamo a una vera "guerra" in famiglia: Antonio sostiene che la domenica sia nera, mentre per Stefano è bianca; lunedì è bianco per Stefano mentre è rosso per Antonio; martedì è bordeau per Stefano e arancio per Antonio... un bel pasticcio. Aldilà dell'aspetto divertente della cosa e incomprensibile pe me, che vivo in un mondo in bianco e nero da questo punto di vista, anzi, grigio, il fatto è estremamente interessante perchè spiega lo sforzo umano da sempre di associare musica e colore. Chissà se Kandinskij era sinesteta... può darsi, perchè la frequenza di questa "dote" è superiore a quella dell'orecchio assoluto: 1 persona su 2000 è sinesteta per qualche aspetto. Alcuni associano un gusto ai vari suoni e riescono ad accordare un violino basandosi sull'amaro/dolce che percepiscono sulla punta della lingua... incredibile! Ancora Nabokov, insensibile lla musica, era però un sinesteta sulle lettere dell'alfabeto: per lui ogni lettera aveva un colore e rimase deluso quando gli regalarono delle letterine magnetiche con i colori (per lui) tutti "sbagliati"!

La TERZA PARTE raccoglie i saggi sotto il titolo  e "Memoria, movimento musica" e si parla di AMNESIA e memori musicale "... una volta che un pezzo è stato appreso, analizzato, studiato, meditato, fatto oggetto di esercizio e incorporato nel repertorio del musicista, esso potrà essere suonato automaticamente, o si "suonerà da solo" senza che da parte dell'esecutore vi sia alcuno sforzo di riflessione o pensiero cosciente". Si parla poi di MUSICOTERAPIA in vari ambiti, per esempio nell'insegnare il linguaggio ai bambini autistici e anche gli effetti positivi della musica per gli affetti da Sindrome di Asperger per quanto riguarda le loro difficoltà nella socializzazione. Incredibili poi sono gli effetti della musica nel contrastare i TIC della Sindrome di Tourette, ma anche di provocarne di altri.

"Le persone con questa sindrome di Tourette fantasmagorica possono anche presentare una creatività esubernte e quasi irreprimibile [...] si sono chiesti se Mozart, di cui sono famosi gli atti impulsivi, gli scherzi e le oscenità, non potesse essere tourettico..."

In particolare c'è una forte connessione tra tourettismo e percussioni, perchè le percussioni sono terapeutiche. Stefano mi ha raccontato di un musicista che suonava la viola, Tito Riccardi, che soffriva di Tic, ma quando suonava i tic magicamente scomparivano. Sacks racconta di un inglese che ha 40.000 (!!!) tic al giorno, ma quando suona il pianoforte non ne ha nessuno: "Quando suonavo, i tic sembravano quasi scomparire. Era come un miracolo. Tutto il giorno a scuola ero pieno di tic, vortici motori ed esplosioni verbali; tornavo a casa sfinito e correvo al pianoforte e suonavo finché potevo, non solo perchè mi piacvano i suoni che producevo, ma soprttutto perché quando suonavo non avevo più i tic".

Altro tema affrontato è quello delle affinità tra linguaggio parlato (o altri rumori) e musica. Per esempio pare che la musica di Leos Janáček rifletta l'andmento della lingua ceca (a causa di sue ricerche su questo tema). Altro esempio interessante è Pacific 231 di Arthur Honneger, che mette in musica il suono di un treno (il brano comincia al minuto 1.58):


... e si arriva a divertenti eccessi come l'amica dello scrittore che dice che il ronzio del suo frigorifero ha un che di "Haydniano"... 

Sacks affronta poi il tema della musica e suoi effetti sui malati di Parkinson

Paul Wittgenstein
Interessantissimo il capitolo 21: "Dita fantasma: il caso del pianista con un braccio solo" che racconta del caso di Paul Wittgenstein che rimase con una mano sola (per il quale Ravel compose il famoso Concerto per la mano sinistra), ma era ancora in grado di suggerire le diteggiature esatte con il moncherino della destra, avendo una sorta di rappresentazione neurale dell'arto. 

Fondamentale per tutti i musicisti il capitolo 22: "Gli atleti dei piccoli muscoli: la distonia del musicista", in cui si affronta il dramma più grande che può colpire un musicista: LA DISTONIA, appunto, cioè la perdita di funzionalità delle dita (per un pianista o violinista) o dei muscoli della faccia e della bocca per uno strumentista a fiato. Significa compromissione della carriera. Famosa la storia del pianista Leon Fleischer, che aveva colpito anche me in un documentario che ho visto qualche tempo fa. Fleischer ha perso e riacquistato l'uso di una mano e racconta tutto il suo processo di presa di coscienza, cure, lento recupero, crescita interiore... ma per molti musicisti un lieto fine non si realizza. Una cosa simile deve essere accaduta a Schumann, che cercò di guarirsi da solo utilizzando mezzi di fortuna e rovinandosi per sempre una mano. Stefano mi ha raccontato di un suo collega fagottista, Ovidio Danzi, che un giorno all'improvviso, suonando la Sharazade di Rimskij-Korsakov si è bloccato all'improvviso... e mai più ripreso.

La  QUARTA PARTE è dedicata a "Emozione, identità e musica" e parla dei SOGNI MUSICALI: "la musica è l'unica facoltà non alterata dall'ambiente onirico; gli elementi visivi, invece, come pure quelli legati all'azione e al carattere, nonché il linguaggio, possono tutti subire modificazioni o distorsioni nel sogno".

Si parla poi del delicato tema della capacità di trasmettere emozioni suonando e di recepirle ascoltando e quindi del significato della MUSICALITA'. 

In "Lamentazioni: musica, follia e malinconia" Sacks tratta del ruolo della musica nelle depressioni, l'effetto consolatorio della musica di Bach... ; ma anche della possibilità che ha la musica di far vivere una vita quasi normale, almeno mentre suonano, agli schizofrenici. Si parla poi della Sindrome di Williams ed effetti della musica sui pazienti affetti da tale disturbo.

Libro consigliatissimo per chi ama la musica e ama suonarla e anche per chi vive a contatto con un musicista o un musicofilo ... imparerete a capire meglio questa meravigliosa passione! Buona lettura!
 

3 commenti:

nella classe arancio ha detto...

Non conoscevo questo libro di Sacks e sembra una lettura molto interessante. Lo cerco. Grazie del suggerimento.

Mamma di Cico ha detto...

Davvero una lettura formativa! Grazie per la segnalazione.
Nel mio piccolo posso aggiungere che ci sono bambini che dal primo accordo di una colonna sonora sanno dire di che film si tratta.
L'altro aspetto che mi interessa molto è quello energetico: pare che le frequenze di Mozart, Bach e Beethoven siano identiche a quelle del campo elettromagnetico terrestre. Sembra che i bambini con alte frequenze amino molto ascoltare la musica di questi tre compositori in quanto è riequilibratrice della loro energia.

Erica Dalmartello ha detto...

Molto interessante, se hai un link per accedere a quel tipo di studi o i titoli dei libri facci sapere!