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giovedì 22 ottobre 2015

Janáček Intimate Excursion, documentario animato sulla vita e le opere di Janacek (VM 16)

Locandina del Film
Abbiamo parlato un po' di tempo fa di Leos Janáček e della sua Volpe astuta (abbiamo visto questo bellissimo cartone animato prodotto dalla BBC: Parte 1 e Parte 2) e della Sinfonietta (Leggendo qualche pagina di 1Q84 di Haruki Murakami). Come spesso mi capita, cercando altre cose su internet, ho trovato questo interessantissimo e particolare documentario animato (sconsigliato ai bambini perchè è piuttosto inquietante) dei fratelli gemelli Quay, animatori americani anticonvenzionali. "Documentario animato" significa un film di circa una mezzora, che in questo caso utilizza una tecnica di animazione in stop motion, e che racconta qualche cosa. I due gemelli ripercorrono la vita e le opere di Leos Janáček basandosi su una biografia ufficiale. I pupazzi che mettono in scena sono un misto di parti di bambole unite a elementi organici e non organici, spesso non completamente assemblati o parzialmente assemblati. L'atmosfera è cupa, buia, inuietante, come la musica di Janáček.  Janáček in persona compare come pupazzo (ma è una animazione di una sua fotografia) e racconta la sua vita e come sono nate le sue principali opere a partire proprio dalla Sinfonietta (1926). Non è adatto ai bambini. E' un filmato per ragazzi grandi molto interessati all'arte sperimentale e per adulti. Il film è in inglese e il contenuto lo riassumerò in italiano qui di seguito.

I gemelli Quay
Janáček dice di sentirsi come un personaggio di una fiaba, ma al tempo stesso un uomo ordinario, nato in una stanza con due finestre. Da una di esse poteva vedere la chiesa; dall'altra una fabbrica di birra. Racconta che il suo paese è tranquillo, la gente è quieta, ci sono montagne, foreste, natura e un bel castello. In questi luoghi egli ha trovato la pace e l'ispirazione per comporre, anche grazie alla famiglia, che fin da piccolo gli ha fatto ascoltare musica. E' nato in Moravia, ma si definisce un compositore ceco e capace di indagare nelle profondità dell'animo umano. La musica prosegue con estratti da Il viaggio del signor Brouček (1920, in 2 atti) e poi con The Diary of One Who Disappeared (1917-19), ciclo di canzoni per pianoforte, tenore, contralto, tre voci femminili. 

Janáček continua: nessuno può comporre musica teatrale senza aver studiato il linguaggio della vita. Spero che ciò venga capito una volta per tutte. Quando qualcuno mi parla ascolto la modulazione del tono della sua voce più di quello che stanno dicendo: da questo capisco come sono fatti e come si sentono, se stanno mentendo o se stanno semplicemente facendo conversazione. Ho un quaderno di annotazioni di queste melodie di discorso sono la finestra attraverso la quale guardo l'anima. Nelle immagini si vede un locale, di notte e una luna a falce nel cielo. 

A questo punto sentiamo una musica a noi nota: La Volpe astuta (1924), e inizia una rappresentazione surreale di un personaggio che esce dal locale notturno con un boccale di birra e si alza nel cielo, attraversa stelle, montagne e finisce vicino ad alcune ampolle di un alchimista dove c'è un altro personaggio.  Janáček dice che ama descrivere la magia delle montagne, il ghiaccio, i fiori, i versi degli animali, il silenzio, gli insetti... e tutto questo lo ha "catturato" nella volpe astuta, insieme al dolore della sua vecchiaia. 

Si vede un insetto tipo falena alla finestra (kafkiano direi...), mentre il corpo di  Janáček giace al suolo di una stanza dove si vedono un leggio e una scala. L'insetto entra e gli va vicino. Un altro insetto alla finestra, tipo mantide religiosa gli si avvicina a sua volta. Alla finestra due volpi, che poi entrano anche loro. 

Passiamo al II video che si apre con L'affare Makropulos, opera del 1926 in 3 atti. Protagonista una creatura femminile fatta di parti di bambola e piume e altri materiali. Una sorta di donna pavone che canta. Da una casa di morti (1930) e l'atmosfera si fa ancora più inquietante. Pare la raffigurazione dell'inferno. L'ultomo brano è la Messa glagolitica (1926), si vedono un organo e Cristo in croce, un cimitero in un bosco scuro... tutti i personaggi del film tornano.

Se qualche appassionato volesse aggiunger qualcosa gliene sarei grata, perchè non sono ferratissima sulla musica di  Janáček e di sicuro questo Post, come direbbe qualcuno di mia conoscenza che usa spesso questa parole, è piuttosto "divulgativo", il che vale a dire superficiale.


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