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domenica 18 ottobre 2015

PVM alla Scala: Il Flauto magico per bambini

Antonio e Giacomo alla Scala
PVM non può mancare un appuntamento musicale per bambini così imporrtante: il Teatro alla Scala che apre le sue porte ai bambini per il II anno consecutivo. Dopo La Cenerentola per bambini dello scorso anno (che tornerà in scena anche in questa stagione il 31 dicembre 2015 e il 16 aprile 2016), la Scala "è aperta a tutti i bambini, con adattamenti pensati apposta per loro. "Grandi spettacoli per Piccoli" è dedicato proprio a questo pubblico speciale" con Il Flauto magico per bambini (biglietti a 40 euro per l'adulto e 1 euro per il bambino www.teatroallascala.org; 02/72003744; ipiccoliallopera@fondazionelascala.it: repliche: 24/10, 22/11; 6 e 20/12 2015 e 14/02; 12/03 2016. Recite anche per le scuole in altre date, consultate il sito.).

Alla stazione di Fiorenzuola
Il nostro PVM reale parte questa volta dal piacentino: treno da FIORENZUOLA a MILANO con una bella sorpresa: una targa in onore del nostro "Peppino": "da qui era uso partire per i suoi viaggi verso la gloria, per quella gloria che non avrà mai tramonto GIUSEPPE VERDI ritornava dopo trionfi memorabili per aver profuso nel mondo sempre più sublimi armonie, ritirandosi nella vicina Sant'Agata avido solo di silenzio e di solitudine...."; cominciamo alla grande il nostro piccolo viaggio musicale!

Targa commemorativa per Giuseppe Verdi a Fiorenzuola
Un'ora di treno e siamo a Milano, sempre più affollata, ma anche al passo con i tempi. La mia città, che ritrovo con nostalgico piacere, ma anche con la consapevolezza di non aver mai saputo trovare qui la mia identità. Ancora Verdi ritroveremo prima di entrare in Teatro, in via Verdi, in una versione Pop molto suggestiva, dipinto sulla scatola metallica grigia di un contatore di strada:

Verdi Pop all'angolo Via Verdi/Via Manzoni
Oggi si uniscono a PVM due nuovi piccoli amici viaggiatori: Federico e Carlola (9 e 6 anni), alla loro prima esperienza scaligera con mamma e papà. Emozionati ed elegantissimi, si sono preparati per l'opera leggendo tutti i nostri Post dedicati al Singspiel di Wolfgang Amadeus Mozart, BRAVISSIMI E GRAZIE!
Antonio, Giacomo, federico e Carola
Entrare alla Scala è sempre e comunque un'emozione anche per chi ci è stato già tante volte. Ad aspettare di entrare c'erano tantissimi bambini: era già una festa sotto il portico.

La Scala ieri pomeriggio
All'ingresso le maschere ci regalano un programma per mamme e un programma per bambini, con le cartoline dei personaggi da colorare e ritagliare (so già che Giacomo mi terrà inchiodata alla sedia con matite e forbici per tutta la sera!):

Giacomo vi mostra il programma
III ordine, palchi n. 13 e 14, ottima posizione! Federico e Carola sono elettrizzati. Giacomo e Antonio fanno gli habituè... ma alla fine diranno: "Non mi ricordavo che la Scala fosse così bella" e Antonio la metterà al I posto della sua classifica dei teatri. La scena è già visibile (essendo montata in proscenio... dietro sono pronte le scene per L'Elisir d'amore di Donizetti serale, che si alterna al Falstaff verdiano di Gatti-Carsen).

Federico e Carlola ammirano l'interno della Scala e la scena
È bellissimo veder sbucare dai palchi tutte quelle manine che indicano particolari del teatro che a noi adulti sfuggono... e testoline in movimento continuo... e vocine mai stanche di chiacchiere e risate. La Scala in festa, senza i loggionisti, sempre in guerra con tutto e con tutti, pronti a stroncare ancor prima che i cantanti aprano bocca e a trattare il vicino spettatore entusiasta come un incompetente senza speranza (così trattano sempre anche me), senza i fischiatori di professione, senza signore in gran spolvero che poco sanno di musica e d'opera, senza politicanti in cerca di visibilità sociale... un pubblico "speciale" per età, ma soprattutto per la positività, l'allegria, la spontaneità che porta con sè. 

Il giovanissimo pubblico della Scala di ieri
Come prevedibile, l'opera mozartiana è diventata una "PAPAGENEIDE", con Papageno unico e incontrastato protagonista e anche narratore e intrattenitore di alto livello: Giovanni Romeo ha saputo dialogare con i piccoli spettatori e provocare le loro risposte in coro, mantenendo sempre viva l'attenzione e la partecipazione di tutti i bambini. La scena era molto semplice, ma raffinata e ben fatta: giganti libri a fare da quinte, due mimi volta-pagina  vestiti da Papageno e un enorme libro adagiato sul pavimento del proscenio in orizzontale, in modo che i due Papageni-muti potessero voltare le pagine al suono di un battimani, pagine che contenevano diverse scene, come fossero dei libri POP-UP ben conosciuti dai bambini di oggi. Curate e suggestive le luci (con molti giochi di specchi e riflessi) e i libri-quinte che, all'occorrenza, si trasformavano in finestre trasparenti che contenevano personaggi "incorniciati".

Il Maestro Min Chung (figlio del celebre Miun Wung Chung, coreano pianista e direttore d'orchestra, 1953) inizia l'Ouverture, tagliata di parecchie battute, che introduce Papageno, vestito di verde e di piume, con un ombrello anch'esso verde e piumato reso "sonoro" da piccoli campanellini, che si presenta e canta la sua prima Aria, anticipata rispetto all'opera originale, e in Italiano (e in italiano sarà anche cantata tutta l'opera), inizia a raccontare la storia.... i suoi aiutanti aprono il libro "magico":

La prima scena: il bosco
Arriva Tamino, Giovanni Sebastiano Sala, che più principe di così non si può, con tanto di turbante e calzari a punta (ai bambini ricorda Alladin), inseguito dal serpente... leggo un po' di delusione negli occhi di Giacomo, che mi cercano...: non è un serpentone-drago spaventoso, ma è un serpentello di peluche tenuto attorcigliato al collo da una delle Tre Dame della Regina della Notte (J. C. Lee, A. Wakizono, C. Tirotta) che entrano in scena in anticipo... non si può avere tutto...

Il serpente mosso dalla dama e Tamino a destra
Tamino sviene e torna in scena Papageno. Si vanta di aver ucciso lui il serpente e così le tre dame gli portano, al posto dei dolci e del vino, un sasso, dell'acqua e un lucchetto per tappargli quella boccaccia che dice così grosse bugie! I bambini apprezzano molto questa scena e cominciano a stare dalla parte di Papageno. Arriva la Regina della Notte, che con i suoi vocalizzi (complimenti al coraggio alla giovane Yasmin Öznan! La parte della Regina è una sfida per il Soprano) lascia a bocca aperta i bambini in sala. Saranno in molti a volerla incontrare, a fine spettacolo, nel foyer del teatro. La Regina chiede a Tamino di salvare sua figlia Pamina, rapita dal perfido (che perfido non è) Sarastro. Per fare questo, manda loro un flauto magico e dei campanellini magici: la musica può trasformare il male in bene!

La Regina della Notte nella finestra-libro
I due eroi si mettono in viaggio. Purtroppo A. Krampe e U. Peter, i due musicisti che hanno creato la versione ridotta dell'opera (da lodare comunque), hanno totalmente soppresso le partri dei tre fanciulli-guida. Questo non me lo aspettavo, anche perchè per i bambini sarebbe stato bello sentire cantare sul palco tre coetanei... ma mi rendo conto che ai fini del racconto sarebbe stato complesso introdurre anche i tre geni e altrettanto complesso, forse, trovare tre bambini pronti a cantare in recite così distanziate l'una dall'altra nel corso dell'anno. 

Il cambio scena
Cambia scena. Papageno trova Pamina, che è tenuta prigioniera dal terribile Monostato (Francesco Castoro) e suoi due aiutanti... tutti e tre dotati di un bellissimo costume metà bianco e metà nero (politicamente corretto...). Monostato e Papageno si vedono e si spaventano per il loro strano aspetto, reciprocamente.

Papageno-Pamina-Monostatos nella II scena libro
Tamino e Pamina si incontrano per la prima volta, dopo che Tamino ha incantato con il flauto magico tutti gli animali della foresta. Molto simpatici gli animali che entrano in scena con maschere giganti sul capo, dotate di lampadine rosse che si accendono se "toccate" dalle note del flauto magico che suona Tamino. 
Animali si "accendono" al suono del flauto magico
Sarà l'arrivo di Sarastro (Oganes Avakyan) a cambiare le carte in gioco: Tamino passerà dalla sua parte perchè è lui che sta nel bene. Arriva in scena con un costume fatto di piccoli specchi che riflette raggi di luce. Il più bello di tutti! E Antonio cercherà lui nel foyer...

Antonio ottiene l'autografo di Sarastro a fine spettacolo
Sarastro è disposto a benedire l'unione di Tamino e Pamina, se i tre eroi supereranno alcune prove. La prima riguarda Tamino e Papageno: è la prova del silenzio. Papageno non ce la fa proprio a stare zitto. E dialoga persino con un bambino del pubblico! Uno dei momenti più divertenti del pomeriggio. E accolto con grandi risate è stato anche l'arrivo di Papagena (Theresa Zisser) in versione vecchietta e la scena dell'incontro e fidanzamento con Papageno.

Papagena vecchietta si prende cura di Papageno
Ma mancano ancora le prove del fuoco... con una scena colma di luce rossa che ha colpito molto Giacomo e anche altri bambini...

La scena del fuoco

... e la prova dell'acqua.

Tamino e Pamina superano le prove
Tamino e Pamina superano tutte le prove e possono unirsi e coronare il loro amore e la vittoria delle forze del bene sulle forze del male. E Papageno? Poveretto! Si vuole impiccare perchè non trova più la sua Papagena... ma eccola che arriva, non più vecchia ma giovane e bella e pronta a salvarlo in una scena tutta colorata con un fiore al posto dell'albero con il cappio dell'impiccato... e io ne ho rubato un pezzetto per voi... speriamo che non si arrabbino alla Scala!:



Alla fine, tutti ad applaudire fino a farsi del male alle mani! Ovazione per Papageno e poi tutti a caccia di foto e autografi nel foyer!

Il Cast alla fine dell'opera
E la musica di Mozart? Con un organico un po' ridotto, che a volte faticava a farsi sentire (difficile cogliere il cembalo) e tanti tagli (comunque assolutamente necessari per stare nei 75 minuti limite per l'attenzione dei bambini!) è riuscita ugualmente a conquistare i piccoli spettatori, che potranno ora  ascoltare e riascoltare Il Flauto magico innamorandosene sempre più anche dal punto di vista musicale. 

Bilancio positivo per un'iniziativa che dimostra di avere grande successo. Un esempio per tutti gli altri teatri che si pongono l'obiettivo di avvicinare i bambini alla musica classica e all'opera: non serve stravolgere nè inventare più di tanto; ciò che piace ai bambini è già dentro ai grandi capolavori, basta trovare il modo di ridurne la durata mantenendo bellezza e qualità.

Rientro a casa percorrendo Via Manzoni e trovando ancora una volta un po' di Giuseppe Verdi nell'Hotel dove morì il 27 gennaio del 1901, dove c'è un'altra targa in suo onore:

Antonio e Giacomo passano davanti al Grand Hotel
"Questa casa fece ne' secoli memoranda GIUSEPPE VERDI, che vi fu ospite ambito e vi spirò il dì 27 gennaio del 1901. Nel primo anniversario di tanta morte pose il comune per consenso unanime di popolo a perpetuo onore del sommo che avvivò nei petti italici con celestiali armonie il desiderio e la speranza di una patria" 

La targa commemorativa in Via Manzoni
E a casa? Lo sapevate già! Giacomo non mi ha risparmiato! Avanti con matite colorate e forbici...

Giacomo colora colora e colora

Il restro delle cartoline col nome del personaggio e sua definizione

Anche io coloro coloro e coloro
 ... e anche legnetti e nastro adesivo per creare il nostro Cast di figurine e mettere in scena un'altra volta, ascoltando il CD de Il Flauto Magico quasi tutta l'opera!

Giacomo con i personaggi... abbiamo aggiunto il drago!

e creato anche Monostato e Sarastro

Un saluto speciale a Federico e Carola! Aspettiamo i loro personaggi colorati e ritagliati!

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