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venerdì 19 febbraio 2016

PVM al Teatro Regio di Parma: L'Occasione fa il ladro

Antonio e Giacomo davanti al cartellone dell'opera

Dopo aver rappresentato L'Occasione fa il ladro (1812) con i Playmobil, non potevamo mancare alla prima dell'opera di Rossini, al Teatro Regio di Parma. In una bellissima serata che sa già di primavera, con un'aria frizzantina e meno umida, ci rechiamo a Teatro con l'entusiasmo di sempre e qualche piccolo ospite in borsa...

La bellezza del Regio di notte
Occupiamo i posti in palco, proprio sopra l'orchestra, come piace a noi. Peccato ch tra il Conservatorio e il Teatro Regio ci sia scarsa comunicazione sui biglietti a prezzo di favore per i propri studenti. La comunicazione di tale vantaggiosa opportunità è arrivata in ritardo e io avevo già provveduto all'acquisto degli ingressi. Inoltre, pare che comunque non sarebbe stata valida per la prima rappresentazione (nella mail inviatami non vi fosse alcuna precisazione in merito). Peccato, perchè se avessero aperto le porte ai compagni di corso dei cantanti in scena, e dei musicisti e docenti in orchestra, forse il teatro sarebbe stato pieno e il pubblico più caloroso nel supportare questi giovani ragazzi che meritano incoraggiamento e fiducia. A ciò aggiungo che al Municipale di Piacenza i bambini entrano con 8 euro!...

Giacomo e Antonio aspettano l'inizio
Il momento dell'esplorazione degli orchestrali... molti volti noti!
A parte questo piccolo inconveniente spiacevole, siamo felici di esserci, perchè è comunque un'opportunità. Abbiamo organizzato una nostra sorpresa da condividere con i nostri lettori affezionati: il cast al completo della nostra messinscena con i playmobil è a teatro con noi!

Il nostro Cast schierato in Teatro!
Proiettata su un telone come fosse un cinema, l'immagine del Teatro Regio e, mentre la sinfonia d'apertura inizia, scorrono immagini di Parma e dei protagonisti, con valigie, che la percorrono in bicicletta. Una bella idea, realizzata in modo elegante, arricchita da qualche quadro con la frase pronunciata da uno o l'altro personaggio, come i film muti di una volta. Apprezzabilissima trovata!



Per la trama dell'opera, consiglio la lettura della nostra messinscena a questo link: L'occasione fa il ladro con Playmobil

Nel complesso, la produzione va a mio avviso promossa a pieni voti per l'impegno del team che ha realizzato lo spettacolo. Ottima la regia di Andrea Cigni, le scene di Dario Gessati e divertenti i costumi di Simona Morresi, che con davvero NIENTE riescono a rendere la scena frizzante, varia, originale, ricca di trovate divertenti e giocose, a cominciare dall'enorme valigia che fa da scatola scenica: una valigia che ha delle aperture, che si apre a sua volta, dotata di botole e finestrelle... insomma, un meccanismo da vero teatro da commedia di una volta.
«Sono molto felice – dice il soprano giapponese Nao Yokomae che interpreta Berenice e che già due anni fa era stata Fanny ne La cambiale di matrimonio – di tornare al Teatro Regio. Facendo le prove, questo luogo mi dà l'ispirazione e mi viene quasi da piangere tanto mi sento fortunata. Sono contentissima perché provando mi sono accorta di tutto l'amore che provo per l'opera lirica. Quest'opera è estremamente difficile, ma mi piace tanto».

La valigia gigante a inizio spettacolo

Una finestra nella valigia

La valigia si apre

La valigia si trasforma
Ad aprire, chiudere, modificare la valigia e portare arredi scenici sul palco, due MIMI d'azzurro vestiti che fanno tutto "a vista" creando a loro volta particolari che catturano l'attenzione e strappano qualche sorriso.
«Quest'opera – aggiunge il tenore Lorenzo Caltagirone, il Conte Alberto, anche lui già impegnato due anni fa al Regio con l'opera rossiniana – è molto più difficile rispetto alla Cambiale, almeno per quel che riguarda il mio ruolo, ma è molto bella. Cantare al Regio è sempre bellissimo e mi regala sempre nuove emozioni. E' anche un modo per crescere vocalmente e artisticamente. Tutto diventa facile quando c'è una buona unione con il resto del cast, come è avvenuto in questo caso».

Duetto "rubato":


Devo fare i miei più vivi complimenti, oltre che al tenore Caltagirone, al ragazzo che interpretava il servo Martino e a Ernestina: hanno dimostrato maturità vocale e interpretativa. E l'applauso finale li ha premiati.
«Il mio ruolo – racconta il basso Nicolò Donini, Martino – è molto bello, non è un ruolo da protagonista però è una figura onnipresente per tutta la durata dell'opera ed è fondamentale. All'apparenza agli altri personaggi sembra un servo stupido, ma in realtà è il più intelligente: questa bipolarità non è facile da rendere al pubblico. È un grande onore esibirmi in questo bellissimo teatro dove canto per la prima volta».
«Se un giorno mi avessero detto che avrei debuttato di nuovo con Rossini – scherza il mezzo-soprano Marta Di Stefano, Ernestina – avrei pensato che sarebbe stato impossibile perché per me è sempre stato un musicista molto lontano da quello che io mi sento. Fortunatamente ho sempre apprezzato le sfide. E' la mia prima volta al Regio e credo che sia il sogno di tanti cantanti e di tante persone che studiano in questa città. Questo progetto è servito anche come crescita umana perché mi ha unito a persone che fino a poco tempo fa salutavo e basta in conservatorio: si è creata una famiglia. Il mio ruolo mi ha fatto accettare anche il mio fisico, non strettamente aderente ai canoni del 2016».

Il bravo "Martino" con valigia

I divertenti costumi in uno dei "travestimenti"
L'orchestra è composta da allievi e docenti del Conservatorio, un'ottima occasione per chi studia di fare esperienza "sul campo" prima di intraprendere la carriera professionale. Il momento più apprezzato da Giacomo è stato quello in cui è comparsa sulla scena un'enorme testa di volpe:

Una volpe sulla scena
Sulla volpe si sono arrampicati o ad essa si sono avvicinati, a turno, i personaggi:



Personalmente, dal punto di vista scenico, ho apprezzato in modo particolare il duello tra i due Alberti (in realtà don Parmenione e conte Alberto), armati di mestoli:


Caratteristico anche il personaggio dello zio in sedia a rotelle antica:
«È la mia prima esperienza – conclude il tenore Alessandro Vannucci, Don Eusebio – in un abito così importante e sono molto grato di avere avuto questa opportunità. Sono molto soddisfatto di come il regista abbia pensato il mio personaggio, anche se è un ruolo minore: mi piace molto la caratterizzazione che ne ha dato rendendolo un'ottima spalla comica». 

Zio Eusebio tra i due Mimi
 Dal punto di vista musicale, ho già espresso le mie lodi ai due ragazzi che si sono a mio avviso particolarmente distinti. Gli altri hanno comunuque ben figurato anche se la complessità di certi passaggi d'insieme rossiniani li ha messi a dura prova. A ciò si aggiunga che molti di loro sono stranieri e devono affrontare anche la difficoltà dell'italiano antico e la velocità di pronuncia richiesta da Rossini. 
«Sono arrivato in Italia – spiega il baritono coreano Jaehong Jung, Don Parmenione – soltanto otto mesi fa e mi sento molto fortunato per essere stato scelto ed avere avuto questa possibilità. Don Parmenione è un personaggio furbo, ma anche di grande cuore. La parte è molto difficile, soprattutto per chi non è italiano. Sarò sempre grato all'Italia e al Conservatorio».
Complimenti al Conservatorio, ma il Teatro Regio dovrebbe inserire un'opera come questa all'interno di un cartellone ben più ricco e degno della tradizione di Parma. Dovrebbe essere un appuntamento fisso e a prezzi ridotti, in modo da avere un teatro pieno, soprattutto di giovani. Non, come invece è, uno dei tre unici e principali titoli del cartellone e L'UNICO nuovo allestimento di Parma e L'UNICA produzione di Parma. Sappiamo che Parma eredita una situazione finanziaria drammatica dalle gestioni precedenti. Sappiamo che il momento non è dei migliori per i teatri, ma basterebbe prendere esempio dalla vicina Piacenza, da Modena, da Reggio Emilia, che presentano quest'anno stagioni ben più accattivanti, offerte ben più differenziate come prezzi, pur sempre importando parecchi spettacoli. Dispiace. Speriamo in un riscatto con Lucia di Lammermoor, che però è anch'essa una vecchia produzione e una produzione "importata". Ci auguriamo che qualcosa cambi e che il sindaco rivolga la sua attenzione alla musica con la stessa precisione e autorità con cui gestisce la raccolta differenziata dei rifiuti in città. 

Troppe poltrone vuote per una prima!
Noi in ogni caso continuiamo ad esserci, anche senza sfruttare le riduzioni che ci spetterebbero, anche se il livello degli spettacoli non ci sembra degno di una città che è stata fulcro della lirica del paese, ma anche di quella oltreconfine. E con questo non voglio criticare lo spettacolo dei ragazzi del Conservatorio, che hanno dato il meglio di sè e che hanno comunicato speranza per un domani. Non è colpa loro se si ritrovano ad essere uno dei titoli centrali della stagione! Sono certa che il teatro li sosterrebbe ancor di più, se accanto alla loro prova vi fossero altri 5 titoli importanti, con nomi importanti, direttori importanti, cantanti importanti... affinché un domani questi "importanti" possano essere davvero i ragazzi del Conservatorio di Parma, che se lo meritano.



Antonio e Giacomo si sono divertiti, hanno ascoltato un'ora e mezza di Rossini e respirato l'aria del teatro. Fino agli applausi finali, ai quali hanno contribuito con forza.

Doppie nozze, scena finale

(Le interviste ai protagonisti sono della Gazzetta di Parma). 

Musica di
GIOACHINO ROSSINI

Interpreti
Allievi del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma

Personaggi Interpreti
Don Eusebio, zio di Berenice ALESSANDRO VANNUCCI
Berenice, promessa sposa del Conte Alberto NAO YOKOMAE
Conte Alberto   LORENZO CALTAGIRONE
Don Parmenione JAEHONG JUNG
Ernestina MARTA di STEFANO 
Martino, servo NICOLÒ DONINI 
                                                                   
                           
       
 
   
   
 



Maestro concertatore e direttore
ALESSANDRO D'AGOSTINI
Regia
ANDREA CIGNI
Scene                                                 
DARIO GESSATI              
Costumi
SIMONA MORRESI
Luci
FIAMMETTA BALDISERRI
Maestro al fortepiano
RICCARDO MASCIA

ORCHESTRA DEL CONSERVATORIO DI MUSICA “ARRIGO BOITO” DI PARMA

Nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma


Guarda l'opera in un'altra edizione: https://youtu.be/DVwpdVml5-0

 
Divertente proiezione finale

2 commenti:

Marta Di Stefano ha detto...

Grazie per le belle parole da lei elencate .
Ne approfitto per dirle che vi è un errore, l'Ernestina da lei citata , presente anche nei video postati , non si chiama Federica Cacciatore, ma Marta Di Stefano.

grazie ancora.

Marta Di Stefano

Erica Dalmartello ha detto...

Grazie ... L errore era frutto del copia incolla dal teatro regio, all'interno dell'articolo per fortuna il nome è corretto !! Ora correggo l'altro e rinnovo i complimenti!