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sabato 26 marzo 2016

Paolo Poli in GENOVEFFA DI BRABANTE di Erik Satie





Questo piccolo libriccino della Gallucci, che trovate in libreria o on line (http://www.galluccieditore.com/) a 19,50 euro con CD allegato è una vera rarità. La musica è di Erik Satie (1866-1925), compositore francese "personaggio dalle pose originali e dai comportamenti bizzarri, spesso sottolineati dai cronisti del tempo. Visse in un appartamento chiamato da lui "l'Armadio", composto da due stanze, di cui solo una utilizzata pienamente, mentre l'altra era chiusa a chiave; il contenuto di questa venne scoperto solo alla morte dell'artista: conteneva una collezione di ombrelli di vari generi a cui lui teneva così tanto che non li usava. Satie era inoltre fissato con l'abbigliamento, in particolar modo per i completi in velluto: ne possedeva tantissimi (tutti uguali)". (da Wiki); il testo di Lord Cheminot (tradotto da Ornella Volta) e i disegni in stile "ombre", bellissimi, di Corallina De Maria.


Un'operetta per canto, pianoforte e voce recitante, non certo semplice per i bambini, ma la storia è semplice: Genoveffa, moglie fedele di Sifredo di Brabante, è desiderata da Golo ma lei lo respinge. Golo con uno stratagemma la fa rapire e portare nel bosco ove lei, legata ad un albero, viene allattata e salvata da una cerva. Ovviamente il marito la salva e il perfidissimo Golo viene giustiziato.


"Pare che lo spartito di questa micro-opera pensata per le marionette (un quarto d'ora in tutto, comprese le parti recitate dal Narratore, ma la musica dura assai meno) Geneviève de Brabant sia stato ritrovato dietro il pianoforte di Satie dopo la sua morte, e la prima esecuzione postuma ebbe luogo nel 1926. La composizione risale agli ultimi anni dell'Ottocento, e Patrice Contamine de Latour firmò il libretto con lo pseudonimo di Lord Cheminot. E' la storia, ovviamente in chiave surreale e dissacratoria, di Santa Genoveffa di Brabante, della cui figura si sono appropriati nei secoli precedenti cantastorie, teatranti, la musica colta, e successivamente a Satie anche il cinema... mezzi poverissimi: poche voci e un pianoforte per prendere in giro l'opera lirica con sottile umorismo, con tanto di preludietto, coro e arie.... Mattatore in questo disco (che è del 1996) è ovviamente Paolo Poli nelle vesti affabulatorie e sulfuree del Narratore, con tutti i suoi vezzi di straordinario e argutissimo dicitore, doti che gli sono unanimemente riconosciute da coloro (e io sono fra questi) che l'hanno ammirato tante volte a teatro". (Fabio Bardelli - Operaclik)

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