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martedì 1 marzo 2016

PVM all'Opera di Firenze: Pescatori di perle

L'Opera di Firenze
Questa volta sono andata in viaggio da sola, ma spero che accettiate ugualmente le mie impressioni, anche se sono adulta... ho conservato uno spirito fanciullo, mi si perdonerà. Toccata e fuga a Firenze, in occasione di una ripresa di un'opera che avevo già visto a Parma, qualche anno fa, nello stesso allestimento di Fabio Sparvoli e a tal punto l'avevo apprezzata, da decidere di regalarmi questo Piccolo Viaggio Musicale. Inoltre, non ero mai stata all'Opera di Firenze (http://www.operadifirenze.it/it/) nuova... occasione per entrare nel moderno tempio della lirica toscana: una bella impressione, da tutti i punti di vista. L'inaugurazione è avvenuta il 21 dicembre 2011. Davanti all'ingresso, i magnifici cavalli rossi dello scenografo Pierluigi Pizzi, che danno un tocco di originalità e colore alla geometrica struttura dell'edificio.

Ingresso del Teatro
I cavalli di Pizzi il giorno dell'inaugurazione
Il teatro ha 1800 posti. Acquistando i biglietti via Internet si può accedere alla sala esibendo la stampata del cartaceo, dotata di codice a barre, evitando di dover passare dalle casse a sostituire il foglio con un biglietto, come avviene in quasi tutti gli altri teatri. All'ingresso, infatti, le maschere scannerizzano il codice a barre con l'apposita pistola (quella dei supermercati). Già questo sistema dimostra che Firenze è "avanti" rispetto alle altre città italiane. 

L'altro blocco del Teatro
Si attende ancora l'apertura della sala concerti, adiacente al teatro d'opera, di 1200 posti e il parcheggio sotterraneo che sarebbe utile anche per ovviare al difetto principale del teatro: la viabilità intorno, con un'uscita dall'ingresso principale carrabile direttamente sul vialone a scorrimento veloce. Pessimo per i tanti pullman che arrivano da tutto il mondo:

Pullman di... Grandi Viaggi Musicali da Monaco
Per la verità io ho il biglietto per lo spettacolo pomeridiano del giorno successivo e ne approfitto per un meravighlioso giro nella Firenze notturna con aperitivo con vista dall'alto:

L'Arno dall'alto

L'Arno dall'alto (altro lato)


 E, la mattina, non posso non fare un salto in centro:


Il Duomo

 Piazza Signoria
E un brunch in un posto piuttosto alla moda, frequentato da giovani e giovanissimi:


In questo modo le 15.30 arrivano in fretta! E sono già in teatro: devo ammettere che la sera fa tutto un altro effetto la nuova struttura a cubo:

Il Teatro dell'Opera
Con l'Opening Gala del 10 maggio 2014 la struttura è stata definitivamente aperta al pubblico insieme alla piazza antistante, intitolata a Vittorio Gui, fondatore della Stabile Orchestrale Fiorentina.
Entro nel teatro... non si può fare il pragone con i teatri antichi, con gli ordini di palchi, gli ori e i velluti... in un'ottica moderna il teatro non è brutto. Ampi corridoi lo percorrono intorno alla sala:




E un ampio spazio è dedicato al BAR, con la trovata di poter fare lo scontrino per l'intervallo prima di entrare in sala, in modo da non fare fila.

La zona Bar
Vetrate luminose si aprono verso l'esterno; le toilettes sono moderne, numerose e pulite (aspetto non irrilevante come può sembrare). L'interno è indubbiamente spettacolare ed evita il tipico "effetto cinema" che si ha in questi teatri moderni:

Interno del teatro dall'alto (foto non mia)
La platea è completata da due anelli ellittici (andremo su di sopra la prossima volta per Rossini!).



La sala è piena, pochissime le poltrone vuote e questo è un ottimo segnale... sveglia, Parma! Forse che qui i biglietti sono più a buon mercato? Direi di sì, avendo io pagato una poltrona 45 euro contro gli 80 di Parma! Conquisto il mio posto e mi ritrovo a fianco del delizioso Signor Riccardo, alla sua 110a opera a Firenze. Mi racconta che I Pescatori di perle manca da 46 anni e per lui è, dunque, una prima volta. Conosce tutti il signor Riccardo e, gentile come pochi, mi offre ben due cioccolatini agli intervalli. Piacevole sentirsi raccontare della sua collezione di autografi (Baremboim, Muti, Meta... e tantissimi cantanti). Per ovviare alla mancanza dei fiori per il soprano (non ci stanno nel badget del teatro!...), è lui che provvede ai fiori per le primedonne. L'Opera di Firenze dovrebbe come minimo regalare un abbonamento al Signor Riccardo! 

L'Opera inizia e come sempre la trovo meravigliosa e ingiustamente considerata inferiore a Carmen. Il duetto tenore/baritono del I atto è qualcosa di sublime e dico che non può non piacere. L’affettività che lega Nadir a Zurga è decisamente più marcata del solito, tanto da costituire un nodo drammatico più importante del legame amoroso tra Léïla e Nadir. «Oui, c’est elle», una melodia «soave» che s’ode nel duetto fra i due uomini e che accompagna tutto lo sviluppo drammatico fino alle pagine conclusive. 
Nonostante il successo di pubblico della prima rappresentazione (Bizet giovanissimo), la critica – con la ben nota eccezione di Berlioz – fu impietosa nei confronti di quest’opera, tanto che sparì dalla circolazione e non fu più ripresa mentre Bizet era ancora in vita.



" Oui, c’est elle, c’est la déesse,
Plus charmante et plus belle;
Oui, c’est elle! c’est la déesse,
Qui descend parmi nous!
Son voile se soulève
             Et la foule est à genoux!"

"Oui, c’est elle! C’est la déese”... questa melodia, nota appunto come motivo della “déesse”,  compare ben altre otto volte, in varie tonalità e accompagnamenti, nel corso dell’opera
Il cast di questa edizione vede Jesus Garcia nell'impervio ruolo di Nadir, forse una voce un po' immatura per tanta parte. Luca Grassi è un solido Zurga, Nicolas Testé un autorevole Nourabad e Ekaterina Sadovnikova una splendida Leïla. Sul podio il giovane Maestro Ryan McAdams già assistente di Zubin Metha.

Qui Luca Grassi in L'Orage s'est calmé:


La regia, molto raffinata nche se un poco statica (balletti a parte), è di Fabio Sparvoli, con le scene di Giorgio Ricchelli, i costumi di Alessandra Torella (bellissime scelte cromatiche) e la coreografia dei numerosi balli in scena di Annarita Pasculli. Qualche perdonabile incoerenza, come la scena della collana del III atto: Leila affida la sua collana da donare alla madre a Zurga anzichè ad un pescatore, pur avendo poco prima maledetto lo stesso Zurga. Tuttavia, è ovvio che tale scelta evita di dover provvedere ad una comparsa per la figura del pescatore... di questi tempi si debbono fare anche i conti... Forse il regista avrebbe potuto approfondire di più i conflitti interiori dei personaggi, anche se in effetti il libretto, molto debole, non aiuta da questo punto di vista.
Molto suggestive le luci di Vinicio Cheli. L'opera arriva al Maggio Fiorentino con un allestimento del Teatro Verdi di Trieste.



 
Meritati applausi, opera sempre bellissima. Valeva il viaggio. Alcune foto della messinscena, prese dal Sito del Teatro (foto Roberto Ricci):


Scarica il PDF del programma di sala della Fenice di Venezia sui Pescatori di Perle del 2004: http://www.teatrolafenice.it/media/libretti/12_7862pecheurs_gb.pdf


1 commento:

pasquale ha detto...

Molto bello