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venerdì 25 marzo 2016

PVM a FIRENZE: L'Italiana in Algeri

Davanti alla locandina
Prima volta di Antonio a Firenze e al Nuovo Teatro dell'Opera. L'Italiana in Algeri di Gioachino Rossini, opera buffa scritta in 27 giorni nel 1813 a soli 21 anni con la moda "alla turca" che andava per la maggiore in quel periodo (vedi anche Il Turco in Italia) e anche poco prima (si veda Mozart). Il libretto, che racconta una storia intricatissima, è di Angelo Anelli, ispirato ad una vicenda realmente accaduta ad una signora milanese rapita dai corsari a inizio secolo. Stendhal la apprezzò e la definì la "perfezione del genere buffo". 

Ad Antonio (ed anche a me) il moderno Teatro tanto criticato dai fiorentini, abituati al vecchio comunale, piace. Soprattutto la sera, arrivare a teatro è emozionante: le luci, il cubo che si staglia nel cielo con o senza luna, i cavalli rossi di Pierluigi Pizzi:

Il lungo viale d'accesso al teatro

Piazzale d'ingresso

Scalinata laterale

Due dei Cavalli rossi di Pizzi

ATTO I
Elvira (S) si lamenta perchè il marito Mustafà (Bar) è freddo con lei. Infatti, il Bey di Algeri è stufo della moglie e vorrebbe una nuova donna: un'italiana! Perchè le italiane han fama d'essere le migliori... Comunica ad Haly (Bar) la sua decisione di liberarsi della moglie dandola in sposa a Lindoro (T), suo schiavo. Questi è giunto da poco in Algeri, lasciando nella terra d'origine (che poi si apprenderà essere Livorno) la sua bella e ne sente la mancanza. 

Una nave naufraga in Algeri. La nave è piena di schiavi e bottino. I corsari arraffano tutto e notano la bella Isabella (Ms) ideale per Mustafà. La catturano, e con lei imprigionano anche Taddeo (buffo), suo spasimante che si spaccia per zio. 

Lindoro ed Elvira, intanto, non vogliono unirsi. Mustafà offre a Lindoro la possibilità di andarsene da Algeri, ma a patto che si porti con sè Elvira. Lindoro, pur di riconquistare la possibilità di vedere la sua amata, accetta. 

Foto mia fatta di nascosto...

Avviene l'incontro Mustafà/Isabella e il Bey si innamora dell'italiana a prima vista, ma lei no! Avviene contemporaneamente l'agnizione tra Isabella e Lindoro: è lei l'amata che Lindoro aveva lasciato in Italia! 


A questo punto non ha più senso partire? Come fare? ci pensa Isabella che dice a Mustafà che il costume di ripudiare una moglie è pessimo e lei gli farà cambiare abitudini: Elvira deve rimanere ad Algeri e Lindoro deve diventare suo personale schiavo!
Guarda nell'edizione firmata da Ponnelle, il Finale dell'atto I:

ATTO II
Isabella e Lindoro organizzano la loro fuga. Taddeo viene fatto luogotenente in qualità di zio di Isabella, suo compito sarà di aiutarlo a conquistare Isabella... Isabella, intanto si abbiglia con cura (fingendo) per piacere a Mustafà. Inizia la burla nei suoi confronti: gli dicono che Isabella ha deciso di nominarlo PAPPATACI (finto titolo che allude ai fastidiosi insetti). Il titolo viene dato a chi sa amare insancabilmente le donne. Ha come compito unico quello di mangiare, bere e tacere. Mai aprire bocca. Viene organizzato un banchetto e Mustafà deve mangiare bere e tacere... così Lindoro e Isabella gli scappano da sotto il naso! Mustafà alla fine torna con Elvira e rinuncia per sempre alle italiane!

Cliccando qui, vedi l'edizione a Palermo 2000 con scene di Lele Luzzatihttps://youtu.be/CyXFLer2mFY

CAST
Direttore
Bruno Campanella
Regia
Joan Font
Scene e costumi
Joan Guillén
Luci
Albert Faura
Coreografia
Xevi Dorca
Maestro del Coro
Lorenzo Fratini
Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino 
Isabella
Marianna Pizzolato
Mustafà
Pietro Spagnoli
Lindoro
Boyd Owen
Taddeo
Omar Montanari
Elvira
Damiana Mizzi
Zulma
Lamia Beuque
Haly
Sergio Vitale
Tigre
Alfonso Cayetano

Ci ha convinto, come sempre, Pietro Spagnoli (io sono sua fan) (http://www.pietrospagnoli.net/) e ci è piaciuta moltissimo Marianna Pizzolato (http://www.mariannapizzolato.it/), bravissima e dalla voce importante. Meno convincente il tenorino. Nel complesso un'opera di alto livello, ancora una volta conferma del fatto che se si vuole si può! Ma perchè a Parma no??

L'interno del teatro a noi piace... non si può paragonare agli antichi teatri all'italiana, ma nell'ambito teatri moderni, questo è bello:

Interno del teatro
 Anche il foyer dei palchi ha una sua geometrica bellezza:

Foyer dei palchi
L'allestimento coloratissimo di Joan Font, del Maggio Musicale Fiorentino, in coproduzione con Madrid, Bordeaux e Houston (Parma... impara!) a me è piaciuto. Aveva il giusto taglio ironico che si addice al Rossini buffo senza nulla togliere o aggiungere. Visivamente accattivante e adatta alla "follia organizzata" e ai nonsense rossiniani.
"...brillante allestimento da prendere ad esempio di moderno teatro d’opera, capace di divertire con gusto ed intelligente ironia, uniti ad una sostanziale semplicità che, in tempi di austerità forzata, non guasta affatto... Joan Font, leader della compagnia catalana Els Comediants, concepisce uno spazio apparentemente molto scarno, eppure fiabesco, dove si muovono personaggi stilizzati (mai ridotti a macchiette, tuttavia), avvolti nei deliziosi costumi colorati di Joan Guillén, diretti sulla scena con vivace eleganza e assistiti da idee sceniche realizzate con sano artigianato, il tutto a sottolineare la carica ironica ancora posseduta da una vicenda che, presa alla lettera, è quanto di più improbabile e lontano"(Fabrizio Moschini - Operaclick)

"La carica ironica e buffonesca dell’opera di Rossini è resa nelle scene, tra l’altro, da un enorme fiasco di vino chianti, mentre la consacrazione di Taddeo in Kaimakan avviene tramite una gustosa trasformazione del personaggio in un pupazzo gigante; Mustafà, elevato all’immaginaria dignità di Pappataci è innalzato su un seggiolone." (l'Ape musicale)

(Foto del fotografo ufficiale)

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