Translate

venerdì 4 marzo 2016

TURANDOT: L'opuscolo didattico di Operadomani

Copertina del quaderno Operaeducation
Sono molto curiosa di andare a vedere lo spettacolo TURANDOT Principessa falena, produzione 2016 di AsLiCo nell'ambito del progetto Opera Education (http://operaeducation.org/)  
che compie quest'anno 20 anni. Il progetto è nato, infatti, nel 1996, da un'idea di Carlo Delfrati.

Leggo dal sito e mi pongo qualche domanda; PVM non vuole essere un sito promotore, ma un luogo "libero" in cui esprimere anche perplessità, porre domande, trovare, chissà, soluzioni migliori per il perseguimento dello stesso fine: avvicinare alla musica "colta" i ragazzi italiani (all'estero, infatti, la musica ha ben altra considerazione nella formazione culturale dell'essere umano). Operaeducation ha alle spalle un team consolidato, 20 anni di attività e un ufficio marketing che fa bene il suo lavoro. Insomma, ha i mezzi che mancano ad altre realtà, come IMPAROLOPERA di Parma (che quest'anno purtroppo si ferma a causa di problemi di salute del grande Bruno Stori, che è egli stesso anima e corpo del progetto) o le Opere messe in scene con i Maxi Burattini di ZAZI'LAB con gli studenti del Conservatorio...

"Con Opera education, AsLiCo intende riunire i propri progetti di educazione musicale rivolti al giovane pubblico. Dopo l’esperienza decennale di Opera domani ed il  successo di Opera kids, nel 2011 sono stati inaugurati anche Opera it, dedicato esclusivamente ai ragazzi del liceo [la mia domanda è: al liceo occorre avvicinarsi all'opera attraverso "riduzioni e adattamenti o si è già pronti per assistere a un "vero" spettacolo, magari giustamente preparati a scuola? Io ricordo che al liceo si leggevano i Promessi Sposi, non un adattamento... c'era un dettagliato apparato esplicativo in nota, ma nessun taglio] e Orchestra in gioco [la mia domanda è: è sempre necessario associare la musica ad un aspetto ludico? é vero che in tedesco e in inglese si usa il verbo "giocare" al posto di "suonare", ma suonare non è esattamente un gioco, non solo giocare è piacevole], per la diffusione della musica sinfonica. Il pubblico che frequenta il teatro lirico è formato ormai quasi esclusivamente di adulti. L’opera lirica di fatto non rientra tra i generi musicali presi in considerazione dai giovani, ed è anche uno dei repertori meno presenti nelle pratiche formative della nostra scuola. Opera education vuole proporre una chiave di lettura interessante [l'opera lirica non è forse già di per sè interessante?] e attuale [è sempre necessaria l'attualizzazione?] per accostarsi all’immenso patrimonio culturale dell’opera. Lo scopo è quello di mettere in moto l’interesse e la curiosità dei bambini e dei ragazzi nei confronti della lirica, e di abbattere il forte pregiudizio che la circonda da anni. [Dopo aver messo in moto questo interesse, perchè non portarli a vedere l'opera "vera"? Magari con delle convenzioni per chi ha preso parte al progetto? O non si può recare un guadagno ad un altro ente, magari in un'altra regione?]. Opera education vuole anche favorire l’azione didattica degli insegnanti, sensibilizzandoli all’importanza di un’educazione degli alunni al teatro musicale e fornendo loro adeguati strumenti per poter operare in classe in vista di tale obiettivo [Gli insegnanti l'hanno mai vista l'opera integralmente? Sono mai andati loro stessi all'opera? Sarebbe utile una risposta positiva a tale domanda]. 

Turandot, principessa falena è l'opera proposta per OPERADOMANI: http://operadomani.org/

L'intento è sicuramente molto lodevole e l'idea di differenziare il "prodotto" per le diverse fasce d'età con Opera Baby (0-3 anni), Opera Kids (scuola dell'infanzia), Opera Domani (elementari e medie), Opera it (liceo) e aggiungere uno spazio alla musica strumentale con Orchestra in gioco (musica sinfonica per le scuole dell'obbligo). Ho assistito già quest'anno allo spettacolo del 2015 di Opera Domani, Il viaggio di Milo e Maya 
e avevo espresso le mie perplessità sulla qualità dell'opera. Mi ero anche detta, però, che la mia perplessità era forse più per la "novità" dell'opera in sè, cioè per la qualità della composizione e soprattutto per la parte drammaturgica che mi è parsa debole, e per la parte spettacolare che avevo trovato insufficiente (ma a Parma era andata in scena in forma ridotta per lo spazio di un foyer).  Con molte più speranze mi accosto ad un'opera di repertorio, come Turandot, perchè sono convinta che per avvicinare i giovani e i giovanissimi al mondo della lirica occorra l'eccellenza dei grandi capolavori. Le opere "nuove" andrebbero messe in scena in un ulteriore diverso filone, che potrebbe essere "Nuova Opera" o "Modern Opera" qualcosa del genere. Milo e Maya era più vicino a un musical che a un'opera lirica. 

Lodevole è anche l'idea di formare gli insegnanti delle classi che aderiscono al progetto, in modo che siano essi stessi gli educatori... ma forse sarebbe meglio mandare degli educatori formati come supporto perchè non sempre gli insegnanti hanno idea di cosa sia un'opera e mi sembra abbastanza utopistico che apprendano un "format" formativo in 3 giorni di corso (a pagamento). Certo, possono utilizzare i materiali che mette a disposizione il progetto: on line si trovano molte informazioni utili per introdurre opera e autore ai ragazzi e viene poi fornito, a tutti gli studenti e gli insegnanti, un libricino di lavoro e studio per prepararsi all'opera. Ho la fortuna di averne ricevuto uno in dono e l'ho letto, guardato e studiato con attenzione. Questo mio Post è essenzialmente dedicato all'analisi di questo prodotto: il libretto dell'Opera che serve ad arrivare "pronti" a teatro e godersi di più lo spettacolo: strategia condivisa da PVM che fa sempre un riassunto, una messinscena, seleziona libri e cartoon per avvicinare i piccoli spettatori all'opera (spesso vera) che andiamo a vedere.

Ma sfogliamo insieme la guida all'opera che viene fornita ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie che aderiscono al progetto. 

Operino
"Operino" è l'immagine di una nota musicale umanizzata, con occhi e bocca, che parla: quando è verde segnala le attività adatte alla scuola primaria (elementari) e quando è blu quelle della scuola secondaria di I grado (medie). 

Il volume contiene:


1. TRAMA E NOTE DI REGIA: la trama è riassunta in modo essenziale e semplice. Unica osservazione che mi sento di fare: non avrei incluso i riferimenti agli insetti che sono propri dello spettacolo. Una trama originale di Turandot, così come è nell'opera di Puccini va raccontata ai ragazzi, onde evitare che si facciano l'idea che Turandot sia ambientata in un mondo di insetti. Il finale resta aperto, perchè si propone agli studenti di scrivere il loro finale e mandarlo a operadomani. Sul sito, saranno pubblicati i finali inventati dai ragazzi. Questo è un "gioco" tipico da scuola primaria, dove si suddividono in continuazione racconti in sequenze, si riordinano, si cambiano i finali ecc... forse ha un senso. Stimola l'immaginazione o la fantasia, che spesso questi ragazzi moderni hanno perduto... 


Il box in cui inserire il proprio finale
La Regista Silvia Paoli, (guarda uno spezzone del suo spettacolo Livia, scritto e interpretato da lei, 2007 e un video dalla sua Cenerentola di Tenerife: Aria Alindoro) assistente anche del chiacchieratissimo ma anche osannato Damiano Michieletto oltre che di Paolo Rossi, M. Schmidt, I. Konyaev, studente con Peter Stein, spiega come mai ha deciso di trasformare Turandot in una falena, Ping Pong e Pang in tre buffi scarafaggi, l'Imperatore in una libellula e il Mandarino in una specie di coleottero con il gong incorporato nel guscio... complimenti per la fantasia! Aspetto di vedere l'effetto in teatro, resto un po' perplessa perchè mi pare che questa chiave di lettura entomologa abbia preso un po' troppo il sopravvento... non vorrei che i ragazzi, alla fine del progetto, pensassero che Puccini abbia scritto un'opera sul mondo degli insetti o che Puccini abbia subito un influsso kafkiano (per la verità pure plausibile dato che Le Metamorfosi risalgono al 1915 e Turandot andò in scena per la prima volta nel 1926). La regista ha trasferito nell'opera una sua personale passione per gli insetti. Spesso al giorno d'oggi i registi utilizzano il linguaggio teatrale operistico per esprimere se stessi. Il dibattito è aperto, non me la sento di prendere posizione... dipende sempre da come si realizza lo spettacolo. Quanta coerenza c'è... generalmente non amo le regie che vogliono aggiungere significati a quelli che l'opera porta già in sè. I capolavori assoluti come Turandot non hanno bisogno di significati nuovi, essendo di per sè ricchissimi di situazioni, sentimenti, messaggi. Caso mai, hanno bisogno di qualcuno che renda questi messaggi più accessibili al pubblico dei giovanissimi... senza confonderli, però! Ma lo spettacolo non l'ho ancora visto, pertanto questi giudizi sono solo "pre-giudizi". 

I personaggi insetti
I personaggi che restano umani
Segue, la PRESENTAZIONE DEI PERSONAGGI, con i costumi che indosseranno nello spettacolo. Nella presentazione, si spiega anche come mai 6 personaggi siano stati tramutati in insetti. Ovviamente si insiste sul concetto di "disumanizzazione" che evidentemente è piaciuto alla regista tanto da farne la sua chiave di lettra dell'opera.

Turandot non falena, disegno di Zuppelli (vedi sotto)

Viene abolito il personaggio del boia, che dovrebbe essere un mimo, e che forse è stato ritenuto troppo "forte" per un pubblico di bambini. Questo discorso sulla necessità di edulcorare le scene violente per i bambini l'ho già affrontato i più di un'occasione. Per esperienza personale, ho capito che i bambini, invece, più sngue scorre e più  sono coinvolti. Del resto le fiabe antiche sono piene di situazioni tremende (pensate ad Hansel e Gretel... ) per ottenere l'effetto catartico che sta anche alla base della tragedia greca antica e, quindi, anche dell'opera che crea nel pubbico quell'effetto di identificazione e susseguente purificazione al termine dello spettacolo. Io avrei lasciato il boia, i teschi e le teste rotolanti... ma è chiaro che mi sarei presa le critiche sconvolte dei genitori benpensati, quindi, comprendo e condivido la scelta di sopprimere il boia e le scene cruente.

2. LIBRETTO POETICO (RIDUZIONE) con in verde le parti da cantare in modalità KARAOKE durante lo spettacolo (vedi sezione successsiva). Siamo tutti d'accordo che l'attenzione massima che può avere un bambino di 6/10 anni è pari all'ora. È dunque corretto ridurre libretto e partitura, anche se ovviamente questo comporta tagli importanti soprattutto dal punto di vista musicale. Ma è per lo stesso motivo che io a volte porto i miei figli all'opera e usciamo dopo uno o due atti. Non si può pretendere tre ore di attenzione (anche se Rigoletto lo hanno visto tutto in religioso silenzio... ma insomma... è bene non esagerare). La riduzione è fatta molto bene. Restano tutti i momenti salienti e "Operino" spiega il libretto ai ragazzi rendendolo più comprensibile.

Una delle pagine contenute nella sezione "spartiti"
3. SPARTITI delle parti da cantare durante l'opera (da studiare durante l'anno). Il progetto ha sicuramente il pregio di coinvolgere attivamente i ragazzi nello spettacolo con questo sistema del karaoke di alcune pagine e con l'utilizzo di una serie di oggetti da preparare e portare con sè il giorno dello spettacolo, che sono anche occasione di "lavoretti creativi" in classe. Molto ben pensati, in questo caso, le lanterne/lucciole (perchè compaiono delle lanterne nel libretto, in mano a Ping Pong e Pang quindi c'è attinenza; lucciole per l'insettificazione che ha subito tutta l'opera per volere della regista); e i fazzolettini da sventolare a fine opera con scritto il nome che i ragazzi avrebbero voluto avere (forse questa idea è un po' "troppo", avrebbero potuto semplicemente mettere il loro nome, ma sembra sempre necessario stimolare la loro fantasia). Il risultato, guardando il video promo, pare molto suggestivo, sono davvero curiosa di vedere che effetto farà al Teatro Regio!




4. FUMETTO: questa parte la trovo un po' "tirata via", perchè non si tratta di un vero e proprio fumetto che racconta la storia, come avrebbero potuto fare, (già esistono opere a fumetti e le abbiamo recensite, altre arriveranno senz'altro), ma sono 4 pagine di disegni di Marco Zuppelli, anche molto belli, ma che meritavano, forse, uno spazio maggiore proprio perchè ben fatti e poetici...

Una delle tavole di Zuppelli
5. ATTIVITA' DIDATTICHE: qui purtroppo devo esprimere più di una perplessità. Si tratta di una sezione dedicata ad una serie di attività da svolgere in classe sulla Turandot.

a) DILLO CON UNO SMILE. Questa è sicuramente la più riuscita. I bambini devono ritagliare delle faccine messe tutte in fila in una pagina e incollarle accanto a diverse situazioni o personaggi per decifrare i loro stati d'animo... unica pecca: non ci sono faccine propriamente adatte... mancano alcuni stati d'animo e ce ne sono alcuni non presenti nell'opera. Ho fatto il gioco proprio oggi con Giacomo e abbiamo avuto non poche difficoltà, ma comunque l'attività ha avuto successo: si è letto il libretto con attenzione e si è anche fatto un esame dei sentimenti dei vari personaggi.

Giacomo impegnato nel taglio faccine
Una delle nostre pagine con faccine incollate
b) INDOVINA INDOVINELLO... qui occorre accoppiare gli enigmi alla loro soluzione e inventare un indovinello da fare ai compagni. Anche questa attività ci sembra utile e divertente e soprattutto "a tema" con Turandot.

c) CHI POSE TANTA FORZA NEL TUO CUORE (=amore!) è la frase con cui la Principessa chiede a Liù da dove ella trovi la forza di resistere al dolore e alla paura. La risposta è "amore", perchè Liù ama Calaf. Qui non capisco perchè si debba paragonare Liù ad un'ape operaia che si sacrifica pungendo il nemico (e morendo) o alle formiche etiopi che sacrificano una di loro per salvare la "comunità"... Non mi pare proprio la stessa cosa. Liù si sacrifica per amore di Calaf, non per salvare la specie umana... Poi si chiede di scrivere altre storie in cui qualcuno si sacrifica per difendere qualcosa di veramente importante... potremmo dire Gesù Cristo. Ma questa attività mi sembra già che si allontani dall'approfondimento di Turandot.

d) DIAMO I NUMERI... ecco qui diamo i numeri per davvero! Leggete anche voi: Si chiede ai ragazzi di dire quanti insetti conoscono, ritagliare i disegnini degli insetti a fine libro e incollarli nel loro habitat... ma non si parlava di Turandot e di Puccini? Vero che la regista ha reso i personaggi degli insetti, ma le attività sugli insetti francamente allontanano i ragazzi dal senso dell'opera di Puccini e dalla MUSICA...



e) CACCIA ALLA FORMICA, ENTOMOLOGI PER UN GIORNO e CURIOSITA' DAL MONDO... qui la metamorfosi kafkiana prende il sopravvento definiticamente. Bisogna cercare le formiche sparse per il libretto di Turandot con una lente d'ingrandimento per vincere il titolo di Entomologo Maximus.... ora, sono sicura che i ragazzi si divertiranno come pazzi, ma dov'è il senso di questa attività? E di quella che propone di andare al parco a trovare gli insetti più strani e disegnarli su un taccuino per poi inviarli a Operadomani? E le informazioni sugli insetti nel mondo, la storia dei parassiti messi al bando dalla chiesa, gli uomini ape (che sono cinesi come l'ambientazione di Turandot, ma con Turandot cosa hanno a che fare?) e l'indovinello su di loro?

f) IL MIO NOME NESSUN SAPRA': questa è la pagina sulla consapevolezza di sè: chi siamo, siamo ciò che siamo o ciò che gli altri vedono? Quale insetto vorresti essere? Di nuovo: benissimo, ottima attività di indagine su se stessi, con possibilità di affrontare il tema del bullismo, così attuale... ma con Puccini e Turandot, ancora, cosa c'entra? Alla pagina successiva si deve compilare la Carta d'Identità dell'insetto scelto per la trasformazione... ma perchè? Non si potevano inventare dei giochi sui ruoli vocali dell'Opera? Oppure dare qualche notizia sul povero e dimenticato Carlo Gozzi, importantissimo scrittore italiano dalla cui fiaba teatrale è stata tratta l'opera? Nella fiaba di Gozzi compaiono buffi personaggi da Commedia dell'Arte come Truffaldino, Pantalone, Tartaglia... non poteva essere questo un tema più inerente all'opera pucciniana? Oppure esplorare di più la cultura cinese, la MUSICA cinese...

g) DIMMI CHE VERSO FAI E TI DIRO' CHI SEI: non contenti delle pagine precedenti dedicate agli insetti, eccone altre due, questa volta almeno un po' più "musicali": esplorazione dei suoni che producono gli insetti... ancora, ma in Turandot ci sono insetti? Puccini riproduce suoni di insetti? Davvero in classe è stata svolta questa attività?

h) GLI STRUMENTI MUSICALI: finalmente una pagina dedicata alla musica. Gli strumenti di un'orchestra e loro disposizione... per sezioni. Forse si poteva fare uno sforzo in più e dare un nome a TUTTI gli strumenti musicali. Credo che i bambini delle elementari e delle medie debbano conoscere perfettmente tutti gli strumenti sia visivamente si attraverso il suono. Tanti potrebbero essere i giochi per conoscerli e andrebbero conosciuti anche i ruoli vocali.

i) MUSICA MAESTRO! e si torna agli insetti! Costruiamo un'orchestra di insetti... scusatemi, ma io non posso valutare positivamente queste idee. Mi rendo conto che il progetto ha 20 anni di esperienza alle spalle, un successo europeo, migliaia di ragazzi che riempiono i teatri... ma queste pagine di attività didattica non sono al livello che mi sarei aspettata da un progetto che gode di patrocini così importanti, finanziamenti, sponsor... non si riesce davvero a fare nulla di meglio? E i lettori di PVM sanno che non sono mai ipercritica, cerco sempre il lato positivo delle iniziative che hanno come fine l'avvicinamento dei giovanissimi alla musica classica. Ma di fronte a queste attività didattiche sugli insetti mi trovo in difficoltà.

l) A SCUOLA DI DIREZIONE... anche qui insetti. L'unico "box" utile è quello centrale, che invita i ragazzi ad andare su youtube e ascoltare lo stesso brano diretto da Maestri diversi per capire come ogni direttore d'orchestra possa fare scelte diverse e lasciare la sua impronta interpretativa. Poi si propone di provare a dirigere... come se il direttore dovesse solo indicare il piano e il forte della musica... troppo spesso mi capita di incontrare giovani e meno giovani che non hanno alcuna idea sull'utilità del direttore d'orchestra... questo è piuttopsto grave e di certo non si colma la lacuna sminuendo il lavoro del direttore d'orchestra ad una rotellina per il volume.

m) A RITMO DI GONG... ancora insetti! zanzara per dire veloce, bruco è lento, farfalla è piano e scarafaggio è forte... tutto da suonare con il proprio gong... un'attività che può andar bene in un girotondo musicale della scuola dell'infanzia al primo anno.

n) PER SAPERNE DI PIU' ci dà qualche utile informazione sul gong. Questa pagina ci piace.

Guarda questo video sul GONG e come si suona!

Il nostro lavoro a metà... dell'opera
o) COSA PORTARE A TEATRO: tre oggetti fai da te da portare a teatro per partecipare attivamente alla messinscena. Bene le lanterne (passi che sono lucciole... ma c'è anche il detto...), bene il fazzoletto col nome (proprio meglio che desiderato), non inerente la coroncina da insetto, ma perdonabile, vista la regia. Perdoniamo gli oggetti insettosi, ma non tutte le attività didttiche insettose! Bastavano gli oggetti, sinceramente. Abbiamo anche noi fatto i nostri, Giacomo ovviamente si è divertito, ma non sto mettendo in dubbio l'efficacia del divertimento, quanto l'utilità ai fini della cultura musicale e in particolare operistica...

Per concludere: una bella idea (un quaderno didattico per prepararsi a Turandot), che, dati i mezzi posseduti da Operaeducation, non me ne vogliano, potrebbe essere realizzata molto meglio!

Canzoni da preparare per lo spettacolo:

1. "Là sui monti dell'Est" coro di ragazzini che invocano Turandot qui eseguito da un Kinderchor tedesco...


Questa canzone ha origine da una canzone popolare cinese (Ascolta Celin Dion: MO LI HUA) "Fiori di gelsomino", ecco che avrei preferito, tra gli oggetti da portare da casa, un gelsomino costruito con la carta crespa... se fossi capace ne confezionerei uno, da fare oscillare durante la canzone. Forse i ragazzi così si ricorderebbero che Puccini aveva il gusto per le musiche popolari del mondo (in Butterfly il giappone, ne La Fanciulla del West l'america, in Turandot la cina...). uesto aspetto ho visto che viene messo in risalto dal progetto Opera Baby, mentre passa in secondo piano in questa OperaKids. 

2. "La fossa già scaviam per te" coro della folla che si rivolge a Calaf che ha scelto di mettersi alla prova con gli enigmi per conquistare Turandot. Ascolta la traccia dal Sito della didattica di Operadomani: LA-FOSSA-GIA-SCAVIAM-PER-TE-

3. "Ai tuoi piedi ci prostriam" coro finale atto II  : Ai tuoi piedi ci prostriam


5. da Nessun Dorma, "Il nome suo nessun saprà" (vedi video sopra).

6. "O sole vita eternità" (?) Ascolta il Finale di Alfano

Il bacio finale (Zuppelli)

1 commento:

Erica Dalmartello ha detto...

Per trama: http://www.musicaprogetto.org/2014/06/turandot-la-trama.html?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+musicaprogetto%2FPNrK+%28MusicaProgetto%29