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giovedì 17 novembre 2016

PVM al Concerto di Philip Glass

Locandina del Concerto
Curiosità. Questa è la ragione per cui ho accettato l'invito al Concerto, inserito nel Barezzi Festival, in cui Philip Glass (http://philipglass.com/), uno degli uomini più stimati dal popolo degli intellettuali, presentava i suoi 20 Studi per Pianoforte insieme a tre giovani pianisti (un russo, un italiano e una giapponese). Ammetto di non essere tra le sue seguaci, ma appunto per questa mia "ignoranza", mi sono recata a teatro libera da ogni pregiudizio in positivo e in negativo.
 
Philip Glass al pianoforte
Il Teatro Regio era abbastanza pieno, sicuramente più pieno che per il ciclo di pianisti veri dello scorso anno (Sokolov a parte che aveva fatto il pienone, e forse Zimermann, ma già per il vincitore del Concorso Chopin erano più le poltrone vuote che quelle piene... e il concerto di Sollima è stato annullato perchè sono stati venduti solo 70 biglietti...). E questo è il primo dato curioso che devo constatare e non posso esimermi dal commentare. Tutti questi intellettuali che ascoltavano con aria assorta e rapita i ripetitivi studi di Grass eseguiti da lui stesso così e così (molto meglio dagli altri), perchè stanno a casa quando c'è un pianista eccezionale (o un musicista eccezionale) che propone un repertorio di assoluti giganti della Storia della Musica? 



Per me è un mistero. Due ore di studi pianistici sono state a dir poco pesanti, rese sopportabili solo dall'alternanza dei pianisti e dai discorsi introduttivi di Glass che è sicuramente molto simpatico.


Resta il mio stupore per il rapimento del pubblico, per un tipo di musica che va benissimo in ufficio mentre si lavora o come sottofondo in un centro benessere. Rilassante per la su ripetitività e, appunto, per il suo minimalismo. Per me è alienante e anche scarsamente evovativa... mi suscita solo malinconia, tristezza e vuoto interiore. Mancano totalmente le altre migliaia e migliaia di sfumature che l'animo umano può provare.

La pianista giapponese
Ascoltate: 
Mad Rush

The Hours (Soundtrack)

Forse adatto come colonna sonora, in effetti. Ma un concerto... ci vuole impegno.

Probabilmente non sono abbastanza istruita e colta per capire. Mi sento anche in imbarazzo a dover ammettere che il Concerto NON mi è piaciuto... Glass è nella top 10 degli uomini più intelligenti al mondo. Non fa per me.

Musicalmente ha contatti con David Bowie e Brian Eno... e così si comprende maggiormente il suo "stile":
Subterraneans

Stupisce la totale assenza di voci fuori dal coro nel giudicare la sua musica. Unanime consenso.

Mi riprometto di approfondire e rivedere il mio giudizio dopo attento studio della sua personalità e della sua musica, magari anche leggendo la sua autobiografia.


Applausi finali


Il banco con i CD e i libri di Glass di Azzali, Parma

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