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mercoledì 16 novembre 2016

PVM a Oberschützen: Takacspianocompetition 2016



Obershützen
Un concorso internazionale di altissimo livello che ci ha regalato emozioni uniche. Antonio ha suonato molto bene, senza alcuna esitazione, e con la sua consueta umiltà. Gli altri ragazzini erano ad un livello decisamente superiore (almeno quelli che si sono classificati ai primi tre posti) sia perchè più grandi, sia perchè oggettivamente più avanti sia dal punto di vista tecnico sia da quello della maturità espressiva ed interpretativa. In più alla giuria non è piaciuto il programma. Forse non sarebbe cambiato il risultato con un programma diverso, per l'altissimo livello dei partecipanti, appunto, ma sentire dai 7 giurati i complimenti per l'esecuzione delle Variazioni in do maggiore di Haydn, i complimenti per i due brani di Takacs e la stroncatura dei pezzi di Busoni e Milhaud è stata una sorpresa, e ci porta a fare alcune riflessioni sul percorso che è stato intrapreso da Antonio, che forse andrebbe rivisto, a partire dal docente che è stato apertamente criticato. 

Antonio al Bösendorfer
Busoni e Milhaud, secondo la giuria, avrebbero la stessa "texture", sarebbero troppo simili, e dal programma presentato non sarebbe stato loro possibile cogliere la natura pianistica dell'esecutore. Ecco i brani che non sono piaciuti:
Milhaud, Primtemps op. 25

Il programma, hanno detto, è importante. Saperlo "confezionare" correttamente è un'arte. Bisogna scegliere pezzi che mettano in luce tutte le proprie qualità e non solo una di esse. "Se farai altri concorsi tieni conto di questo"... come dire... occhio a chi ti sceglie i pezzi... 

Antonio nella sala studio
Certamente i suggerimenti della Giuria vanno presi come un nuovo stimolo per migliorarsi e andare avanti nello studio con ancor più entusiasmo. Così è stato per noi e deve essere per tutti quei ragazzi che partecipano ai concorsi: a volte si vince, a volte no. Ed è un bene questo "a volte no", perchè nella vita saper perdere, sbagliare, riconoscere la bravura degli altri, chiarire i propri pregi ma anche i propri limiti, le caratteristiche da migliorare... insomma, è più utile che sempre gioire senza mai riflettere su se stessi. Da questa esperienza abbiamo anche capito che per i musicisti italiani la strada è ancora più in salita per la mancanza di un percorso di studi chiaro, strutturato, personalizzato, come avviene all'estero. I Conservatori non hanno ancora una riforma definita. Le scuole ad indirizzo musicale offrono una formazione troppo ludica. Occorre rivedere il percorso di studi per chi intende fare della musica la propria professione. Occorre il riconoscimento dei talenti e la loro valorizzazione, non la ghettizzazione in scuole private ad alto costo o la confusione di normative non conosciute, scarsamente applicate, poco chiare.

Il paesino di Oberschützen



Faremo le nostre valutazioni... prenderemo le nostre decisioni, facendo tesoro di questa esperienza.


La sede del concorso e della scuola

Antonio sul balcone della camera

Il nostro Hotel a Bad Tatzmanndorf

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