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domenica 4 dicembre 2016

PVM alla Scala: Maria João Pires

Davanti alla locandina

Per il 225° anniversario dalla morte di Wolfgang Amadeus Mozart, il Teatro alla Scala di Milano ospita la settantenne (molto ben portati!) pianista portoghese Maria João Pires... e PVM non perde l'occasione!


"Sottile ed elegante, con l’aria schiva di chi non impazzisce per le luci della ribalta (non a caso nelle rare interviste che rilascia, immancabilmente, dichiara di non essersi mai abituata all’idea di essere al centro dell'attenzione): a dispetto di quest’apparenza quasi dimessa, la portoghese Maria João Pires è però una delle più grandi pianiste del nostro tempo, interprete di un pianismo squisito e intimo, intenso ed eloquente, al di là delle difficoltà tecniche sempre totalmente connesso con la dimensione espressiva della musica. Maria João Pires torna al Teatro alla Scala a poco più di un anno dal suo ultimo concerto nel nome di Mozart e di Schubert per una serata (sabato 3 dicembre) pensata per celebrare il 225° anniversario della morte del Salisburghese. ires affronta in sequenza la ricchezza musicale, il tecnicismo brillante e la fantasia melodica della Sonata n. 12 in fa maggiore KV 332 di Mozart, pagina dalla grazia morbida e galante la cui atmosfera amabile è poi sostituita dalla pacata malinconia della Sonata n. 13 in si bemolle maggiore KV 333 caratterizzata da una sorprendente ricchezza di invenzioni melodiche e tematiche. Nella seconda parte spazio allo Schubert estremo della Sonata in si bemolle maggiore D 960, l’ultima delle sonate pianistiche del Viennese, illuminata da un gioco timbrico lieve e magistrale e da un’espressività in bilico fra malinconia e giocosità" (Daniela Zacconi)


Teatro pieno, parecchi giovani in galleria, nonostante La Scala non abbia NESSUN TIPO DI RIDUZIONE per giovani. Organizza, è vero una "prima" per i giovani Under 30 (che è poi una prova antegenerale...) e una stagione di "Grandi Steppacoli per piccoli", ma io trovo che si debba anche offrire ai giovani SEMPRE la possibilità di accedere agli spettacoli del normale cartellone a prezzi agevolati, come accade in quasi tutti gli altri teatri del mondo...


Pubblico inesperto, rispetto a quello dei teatri "di provincia" (Parma, Piacenza, Modena...), che applaude dopo il primo movimento e della Sonata di Schubert (ma finché di applausi si tratta, si perdonano). Alcuni tristemente attaccati al cellulare anche durante l'esecuzione (dall'alto si vedeva qualche schermo acceso), un atteggiamento da ignoranti totali, (non perdonabile) e altri colti da tosse improvvisa e incontrollabile durante i ff che a parer loro autorizzavano all'espettorazione catarrale. 
Una Pires forse non in una delle sue migliori serate e non aiutata dall'acustica della sala scaligera, inadatta al solo pianoforte, come inadatta è l'ampiezza di un teatro nato per diverse sonorità. Nell'insieme, un concerto piacevole ma non memorabile. Un programma che non poteva non piacere, ma che forse meritava una personalità più decisa dal punto di vista interpretativo. Non abbiamo sentiro i contrasti di colore che ci aspettavamo e soprattutto mancava in certi momenti un po' più di coraggio nel mettere in luce la veemenza di certi fortissimo mozartiani. Meglio in Schubert, dove è parsa più libera, ma anche qui qualcosa è mancato. Tuttavia, la Pires ci piace come donna di classe, di un'eleganza raffinata, e come musicista per il suo modo di fare musica dimesso e intimo, non alla ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi (e la scelta del programma era in linea con questa visione). Dimessa la sua figura e non per questo meno affascinante di chi si presenta sul palco in minigonna e tacchi a spillo. La musica, in effetti, basta da sola per trasmettere bellezza. 

Nell'unico bis, la Bagatella op. 126 n. 5di Beethoven. 



Programma:

Wolfgang Amadeus Mozart

Sonata n. 12 in F major KV 332K332

Sonata n. 13 in B sharp major KV 333
Franz Schubert Sonata n. 21 in B flat major D 960

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