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lunedì 5 dicembre 2016

PVM nella bella Milano (1a tappa)

In Piazza del Duomo
Era da 20 anni che non facevo un giro nella "mia" Milano, la città dove sono nata e cresciuta ma nella quale ho scelto di non fare crescere i miei figli, preferendo ad essa Parma, con la sua dimensione più umana e le sue tradizioni più vive.


La prima scoperta che ho fatto è che per entrare in Duomo occorre il biglietto. Da un lato ne sono felice, perchè per mantenere le bellezze artistiche è giusto far pagare il turista. All'estero è così dappertutto. Dall'altro mi è dispiaciuto non poter far vedere l'interno del Duomo ai miei figli, perchè la coda era proibitiva...




Mi è piaciuto, rivedere le mie strade, che percorrevo quotidianamente per andare a scuola e in Università... Via Festa del Perdono, Via Larga... Piazza Missori, dove viveva la mia cara nonna Jucci. Più o meno i luoghi qui sono gli stessi, anche se i negozi e i locali sono completamente cambiati.

L'Università degli Studi
Cara Università, ricordo le lezioni, le ore di studio su Dante, Boccaccio, Petrarca, Manzoni, l'Eneide, Shakespeare, Pirandello, Brecht, Molière, Gozzi... Estetica, Filologia Romanza, Storia della Chiesa e dei movimenti ereticali, Storia moderna, Letteratura, Arte... Lettere... una facoltà che non esiste più.

Antonio all'interno dell'Università

Piazza Fontana
Piazza Fontana, luogo famoso per la strage del 12 dicembre 1969, Torre Velasca, moderna allora, antica oggi.

Torre Velasca
C.so vittorio Emanuele
In Galleria praticamente è come essere sulla Rambla di Barcellona... impossibile camminare! Occorre farsi largo tra la folla.
Galleria
Curata, sì, ma niente più negozi culturali, nemmeno Ricordi... solo moda e qualche libreria perchè quelle non mancano mai, anche se la gente non legge più. Milano si rivela, ad ogni passo, per quella che è diventata: la città dell'apparire. Che nasconde quelle zone degradate ai margini, ormai ghettizzate a quartieri stranieri, arabi, marocchini, cinesi, indiani... Il resto in grande spolvero: luci e lustrini, high tech, slow food (ma dove? che non 'è nemmeno un albero!), Eataly occupa il teatro Smeraldo, Piazza Gae Aulenti riqualifica una zona popolare, il quartiere Isola che sorge lì accanto... negozi, negozi, negozi... architetti con grandi nomi firmano strutture avvenieristiche e presto arriverà un parco, lì in mezzo, per dare ai milanesi l'illusione di avere anche la natura, di bastare definitivamente a se stessi. Il bosco in casa, non la casa nel bosco... l'onnipotenza dell'uomo.

La cupola della Galleria illuminata a festa
Via Fiori Chiari
La Chiesa di San Marco

Liceo Parini
La mia Scuola, medie e liceo. Un istituto "mitico" da cui partì il '68 milanese con la Zanzara e tutto il movimento studentesco.

Giacomo verso San Simpliciano
San Simpliciano, il mio asilo dalla suore. Un asilo antico, con i grembiulini arancioni, la merenda di pane e mela, pane e marmellata, pane e cioccolata, tutti in cerchio sulle panche di legno... le preghiere, le tartarughe nel chiostro, le regole da rispettare, le lacrime di nostalgia. Non esiste più nemmeno quello. 


Interno di San Simpliciano
La Chiesa "doppia" Santa Maria Incoronata
Una delle chiese più belle di Milano, che ormai sparisce trovandosi alle porte del nuovo moderno quartiere che parte da Piazza XXV Aprile...

Interno di Santa Maria Incoronata
Porta Nuova
Eataly occupa lo storico Teatro Smeraldo.

L'ex Teatro Smeraldo diventato... Eataly
La Milano da Bere... Corso Como, verso la nuova Piazza sopraelevata.
Giacomo e Antonio in C.so Como
Il famoso e "trandy" Corso Como 10
 Verso Piazza Gae Aulenti:
Nuovo Skyline di Milano

Il gioco della voce
Prima di entrare in piazza, ecco l’opera acustico-visiva di Alberto Garutti, composta da 23 tubi in metallo cromato che somigliano a dei grandi megafoni di vecchi giradischi. Un’opera dedicata alle voci e ai suoni della città.
Vista dal "buco" delle gallerie
Piazza Gae Aulenti, vera e propria opera d’arte, di César Pelli: 3 fontane a sfioro sono punteggiate di luci colorate e attraversate da vialetti che congiungono le diverse parti della piazza, attorniata da due edifici in vetro e dalla Torre Unicredit, che si innalza nel cielo di Milano per ben 105 metri creando uno specchio che ne riflette colori e luci.
La Torre Unicredit

L'altra torre in vetro

L' architetto Michele De Lucchi è l'autore del seme che ospita eventi culturali: scheletro fatto interamente in legno che ricopre un involucro di vetro.
La struttura a "fagiolo" che ospita eventi culturali
Il Bosco verticale
Il Bosco Verticale sono due condomini con annessi alberi sui terrazzini, insignito da una giuria internazionale del premio International Highrise Award per essere l’edificio più bello e innovativo del mondo. Il complesso del Bosco Verticale, ideato da Stefano Boeri, è formato da due torri costruite con dei terrazzamenti che ospitano ben ottocento alberi alti fra i 3 e i 9 metri, nonché un’infinità di arbusti, tappezzamenti e altre piante, per un totale di oltre 100 specie differenti. A quanto pare, se si prendessero tutti i terrazzamenti e li si mettesse uno a fianco all’altro, la superficie totale occupata sarebbe di 20’000 metri quadri di bosco e sottobosco.

Dall'altro lato, verso Melchiorre Gioia, due moderni grattacieli neri con balconate a vetro opaco: sono la Torre Solaria e la Torre Aria e ospitano le residenze più in di Milano.

Torre Solaria e Torre Aria

Il futuro nuovo Parco


La casa "disegnata a mosaico"

La linea 5
Bello vero? Sì... una bella illusione. Un mondo dei sogni in cui sembra tutto nuovo, tecnologico ecologico... il bosco, il parco, Eataly e lo Slow food district... gente che fa jogging a tutte le ore, nuovi locali dove si mangia vegan, gluten free, km 0 (a Milano???). E tra poco anche il vostro gatto potrà mangiare gluten free. No grazie. Ci faccio un giro, volentieri, e rimango anche incantata da tutta questa modernità. Ma poi io sì vado a comprare quello che mangio dal contadino, nelle botteghe che ancora ci sono nella provincia. Io sì mangio il pane "fatto in casa" e la torta "della nonna". Il pollo ruspante e le uova una diversa dall'altra, che a volte la confezione da 6 non si chiude... E spendo un terzo. Perchè non pago il "marchio" Milano. Quando sei dentro, ti fai divorare da quello che ti costruiscono intorno. Quando esci da lì, ti accorgi che i valori di una volta non hanno un packeging... e un albero che ti impedisce di mettere l'auto dritta nel parcheggio è la vera felicità.

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