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lunedì 23 gennaio 2017

PVM a Fiorenzuola: Bahrami suona Bach!

Antonio ascolta Bahrami
Occasione unica per una serata nl nome di Bach e per entrare nel piccolo ma bellissimo teatro Verdi di Fiorenzuola. Avevamo già ascoltato Ramin Bahrami a Piacenza e ci aveva soddisfatto. Ma lì si trattava di un concerto Jazz con Danilo Rea. Questa sera il programma prevede tre delle 6 Partite di Bach (1,2 e 6) e alcuni Preludi e Fuga dal Clavicembalo Ben Temperato. L'aspettativa è alta. E purtroppo non siamo usciti dal teatro entusiasti.

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Il teatro dall'esterno di giorno
Antonio con Giuseppe Verdi all'ingresso del teatro
Siamo in un palchetto con un signore di Fiorenzuola di piacevole compagnia, che ci dice che il teatro è eccezionalmente quasi esaurito, fatto ahimè non frequente nella piccola ma vivace cittadina della Val d'Arda. 

Programma della serata
Bahrami arriva sul palco con il suo consueto modo buffo di muoversi che desta subito simpatia. Purtroppo però, fin dalle prime battute non ci convince. Un uso esagerato e fuori luogo del pedale ed alcune libertà ardite nell'interpretazione di capolavori assoluti della letteratura per strumento a tastiera. Il risultato è un suono un po' confuso, parecchi pasticci qua e là e solo qualche spiraglio di luce laddove Bahrami ha lasciato perdere il pedale per utilizzare al meglio uno staccato che nei dischi dimostra di avere nitido e brillante. 

Interno del teatro
Forse Bahrami ha voluto suonare liberamente, davanti ad un pubblico esiguo e sicuramente da lui giudicato incompetente. Forse ha suonato un po' così, come fanno spesso i "big" nelle piccole piazze... o forse davvero si tratta di un artista sopravvalutato. Fino ad ora mi ero sempre opposta a tale giudizio perchè i suoi dischi sono di sicuro valore, soprattutto le Suites Francesi. Chissà... il mondo del pianoforte riserva continue sorprese e le valutazioni sono sempre soggettive e diverse da serata a serata.

Il palcoscenico
Bahrami ha poi concluso il concerto con due bis: due sue trascrizioni, la prima il Valzer Triste di Sibelius e la seconda, la musica che accompagna Charlie Chaplin, uno dei personaggi dello spettacolo da lui più amati. E infine, la lettura della Lettera di Bach all'umanità. Un tentativo di Bahrami di immaginare con quali quali parole Bach si rivolgerebbe al mondo di oggi. Una lettera condivisa in ogni sua parte. Che denuncia il trionfo del brutto sul bello, la schiavitù dei piccoli e grandi schermi, l'ignoranza musicale della maggioranza della popolazione, in Italia soprattutto, aggiungerei...

Il soffitto
Parole che ci hanno fatto riflettere. Pazienza, non è stato un concerto memorabile ma è sempre meglio andare ai concerti che restare a casa a chattare sul cellulare o leggere angoscianti o inutili notizie di politica o cronaca sul web (spesso anche false!).

Antonio aspetta Bahrami

Edizione Urtext delle Partite

Bahrami al pianoforte

Immagine correlata
Interno della sala


Bach, Bahrami Giga Partita n. 1





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