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giovedì 27 aprile 2017

PVM a Piacenza per Guercino

Antonio aspetta di salire alla cupola
Dopo Correggio a Parma non potevamo farci sfuggire l'occasione di vedere da vicino gli affreschi del Guercino nel Duomo di Piacenza e la mostra a lui dedicata a Palazzo Farnese. Abbiamo acquistato i biglietti on line e così prenotato l'ascesa alla cupola (mostra+duomo=12 euro intero e 10 euro ridotto). 

Videowall
Il percorso dura circa un'ora. Si parte in gruppi di 25 persone e si comincia da una sala multimediale nelle sagrestie superiori: sul perimetro circolare della stanza è posizionato un videowall di grandi dimensioni che ci ha proiettato direttamente all'interno del racconto che ripercorre le fasi di realizzazione della cupola. L'animazione ci ha condotto virtualmente sui ponteggi con gli occhi del Guercino! Davvero suggestivo. 

Le strette scale della salita
Si prosegue cominciando la salita: scale strette in pietra come quelle che abbiamo già affrontato per salire al Palazzo di Volterra e alla Torre del Mangia... ma sempre emozionante. Si parte dalla navata sinistra e si discende a destra. Attraverso strette scale si raggiunge la base del campanile per continuare nel sottotetto del transetto e della navata centrale. Altre proiezioni arricchiscono la visita.



Dalla galleria del tamburo ci si affaccia pe godere di una vista mozzafiato sugli affreschi, illuminati dalla nuova illuminazione di Davide Groppi. 

Panorama di Piacenza

Panorama di Piacenza

Antonio si affaccia su Piacenza
Dall'alto si può anche godere del panorama di Piacenza! 

Scorcio dal basso


https://guercinopiacenza.com/

Facciata del Duomo
Sito della Cattedrale di Piacenza: http://www.duomopiacenza.it/

Danis Mahon racconta Guercino

Articolo sull'esperienza della visita alla cupola

Ingresso alla mostra
Alla mostra abbiamo potuto ammirare le seguenti opere: Sposalizio mistico di Santa Caterina alla presenza di san Carlo Borromeo (1611 - Cento, Cassa di Risparmio); Un miracolo di san Carlo Borromeo (1612-13 - Renazzo di Cento, chiesa di San Sebastiano); San Carlo Borromeo in preghiera (1614 - Cento, Chiesa di San Biagio); La Madonna con il bambino in gloria, San Pancrazio e una santa monaca (1615 - Renazzo di Cento, Chiesa di San Sebastiano); Concerto Campestre (1617 - Firenze, Uffizi); San Bernardino da Siena e San Francesco d'Assisi in preghiera davanti alla Madonna di Loreto (1618 - Cento, Pinacoteca); La Trinità (1617 - Bologna, Unicredit); Et in Arcadia Ego (1618 - Roma, Palazzo Barberini); Sibilla (1620 - Cento, Cassa di Risparmio); Apollo e MArsia (1620 - Modena, Collezione BPER); San MAtteo e l'Angelo (1622 - Roma, Musei Capitolini); Madonna col bambino e San Lorenzo (1624 - Finale Emilia, Seminario Vescovile); Studi per dipinti Cattedrale (Genova); Cristo risorto appare alla madre (1628 - Cento, Pinacoteca); San Romualdo (1640 - Ravenna, MAR); Angelo custode (1641 - Fano, Curia); La morte di Cleopatra (1648 - Genova, Musei Palazzo Rosso); Susanna e i vecchioni (1649 - Parma, Galleria Nazionale); Sibilla Samia (1651 - Bologna, Cassa di Risparmio); Sant'Agnese (1652 - Cesena, Galleria Cassa Rispartmio); Ortolana (1655 - privata); Immacolata Concezione (1656 - Ancona, Pinacoteca); Vergine assunta (1657 - Modena, Museo civico); Doppio ritratto con Guercino e Manzini (1660 - Cento, Pinacoteca); San Francesco riceve le stimmate (1632-34 - Piacenza, Chiesa di San Benedetto e Santa Rita ). 

"Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, uno degli artisti più rappresentativi della fase matura del barocco, nasce a Cento, in provincia di Ferrara, nel 1591.
La sua pittura inizialmente votata a un naturalismo spontaneo e popolare subì un importante influsso dall’incontro con i Carracci, in particolare con Ludovico, che allargò i suoi orizzonto verso la più aggiornata cultura pittorica del tempo. A Ferrara nel 1616 attraverso lo Scarsellino ebbe un primo contatto con i modi pittorici veneziani, che ebbe poi occasione di sviluppare durante il suo soggiorno a Venezia nel 1618, con lo studio dei grandi maestri veneziani del XVI secolo.
Le opere del primo periodo (1615-20), ma soprattutto quelle posteriori al soggiorno veneziano, come Susanna, ora al Museo del Prado di Madrid e La vestizione di S. Guglielmo d'Aquitania del 1620, conservata alla Pinacoteca di Bologna, sono tra i capolavori della sua produzione e sono caratterizzati da un colorito caldo e intenso, e da effetti di luce e ombra.
Chiamato a Roma nel 1621 da papa Gregorio XV, decorò una sala del Casino Ludovisi con L’aurora, che si contraddistingue per la libertà della composizione e l'efficacia cromatica e luministica. Sempre a Roma, dipinse, tra il 1622 e il 1623, il Seppellimento di Santa Petronilla, in cui accanto al naturalismo quasi caravaggesco di alcune figure, appare una nuova tendenza idealizzante.
Nel 1623, Guercino torna a Cento e vi resta fino al 1642. Nella cittadina ferrarese realizza Cristo che appare alla Maddalena (1630), che già tradisce la prossima crisi dell'artista. L'influenza di Guido Reni, alla cui morte avvenuta nel 1642, ereditò a Bologna il ruolo di caposcuola, si fa sempre più netta. La sua arte si volge a modi accademici, sia nella composizione, sia nel colorito, sia nella fattura, sia infine nei temi e nei motivi.
Nel 1626, Guercino è a Piacenza dove completa gli affreschi per la cupola della Cattedrale, lasciati incompiuti dal Morazzone alla sua scomparsa" (dal Sito della Mostra)


Le immagini di Davide e Isaia sono di Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, che chiamato a dipingere i Profeti nel 1625, morì ultimati i primi due spicchi notevoli per cromia e impianto. Nel 1626 gli subentrò il Guercino, che completò entro il 1627 gli altri sei scomparti della cupola (i profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia), le lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù (Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto) a otto affascinanti Sibille e il fregio del tamburo, per la parte a grisaille affidato ad aiuti.




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