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martedì 18 aprile 2017

PVM sulle tracce del Correggio a Parma


Cupola del Correggio a San Giovanni Parma

"E Correggio?!?! Meraviglioso e seducente pittore! Tanto bello, semplice, naturale, che quando lo vedo, m'immagino non nabbia mai avuto Maestri! Grandioso talvolta come Michelangelo, colla differenza che i Profeti e gli Apostoli di Correggio li amo, quelli di Michelangelo mi fanno paura!" 

(Giuseppe Verdi, ad Arrigo Boito, 3 dicembre 1894)

Dopo tanto turismo fuoriporta, abbiamo deciso di valorizzare anche la nostra città. Meno turistica di Siena o di San Gimignano, di Venezia o di Firenze, ma altrettanto ricca di arte e bellezza. Dedicheremo alla nostra città varie tappe a tema. E oggi cominciamo da Antonio Allegri, detto il Correggio. Correggio è l’artista meno documentato e numerose sono le leggende, affermatesi nei secoli, sulla sua biografia. Tuttavia, resta importante la testimonianza di Giorgio Vasari, primo biografo del pittore, circa la morte dello stesso, che sarebbe avvenuta successivamente ad un estenuante viaggio a piedi da Parma.
Monumento al Correggio in Piazza Garibaldi

CONSIGLIATISSIMO!!! Vedi lo spettacolo di Dario Fo dedicato al Correggio a Parma: Correggio a Parma (... pensare che oggi ci propinano Patty Smith... che caduta!).

Correggio spiegato da DaverioCorreggio secondo Daverio

Documentario su Correggio

Correggio e Parma documentario RAI 

La maggior parte dei capolavori di Correggio sono sparsi in tutto il mondo. Poche sono le opere rimaste da noi. E di queste la maggior parte sono a Parma! In particolare, sono tre i luoghi da non perdere, e noi oggi li abbiamo visitati. 

Correggio rimase affascinato dal Cristo Morto del Mantegna che è a Milano a Brera. E altre opere del Mantegna. Anche Raffaello fu uno dei suoi punti di riferimento. A 27 anni saltò sulla giostra dei Benedettini a Parma. I Benedettini (vedi Monastero di Bobbio!) furono fondamentali per la cultura.

Facciata della Chiesa di San Giovanni
San Giovanni (ingresso gratuito)
1) In San Giovanni Correggio eseguì cinque imprese ad affresco. La prima è in genere considerata la lunetta con il San Giovanni e l'aquila (1520 circa, alla cui data di realizzazione aveva già forse in mente tutto il complesso decorativo), che si trova sopra la porta della sagrestia.

San Giovanni e l'Aquila

2) Il capolavoro è la cupola in cui si trovano l'Ascensione di Cristo corredata dalla decorazione del tamburo e dei quattro pennacchi. Gesù/sole scende dal cono luminoso del cielo tra le nuvole squarciate, a prendere il vecchio San Giovanni morente. Sopra San Giovanni ci sono San Bartolomeo e Matteo; Paolo e Pietro (con le chiavi in mano); Filippo e Taddeo; Giacomo il minore cui si rivolge Tommaso; Andrea e Giacomo il maggiore; infine, isolato, Simone. Correggio introduce il moto verticale, che è una delle massime novità rinascimentali, e una nuova libertà di atteggiamenti, che è sempre soave e grata. Distrugge il limite fisico delle pareti attraverso l'illusionismo. Vedi: http://www.fondazioneilcorreggio.it/
Correggio ruppe la consuetudine per cui era sempre necessaria un’architettura in scorcio per giustificare la presenza delle figure negli affreschi delle volte e delle cupole. Adesso santi, profeti, evangelisti, il Cristo e la Vergine, potevano liberamente librarsi nell’aria in un vortice continuo di luce e di colori. In questo modo Correggio pose le premesse perché le volte degli edifici sacri e profani si aprissero allo splendore dei cieli barocchi.
(M. Bussagli)

La cupola altissima del Correggio
Serie di opere tanto azzardate anche sul piano tecnico. La Cappella Sistina fu affrescata 15 anni dopo! Prima dell'Allegri nessuno aveva affrescato una cupola così alta! Peccato che Parma non sappia valorizzare questi gioielli! Oggi era tutto buoio, difficile apprezzarne la bellezza... ma perchè??

Il critico d’arte Vittorio Sgarbi è convinto che nulla potrà eguagliare l’emozione di salire veramente al cielo, entro la cupola di San Giovanni Evangelista, concepita come uno spazio mentale per l’elaborazione del pensiero creativo di Correggio […] Il percorso della decorazione pittorica irradia da un punto eccentrico nel transetto di sinistra con la lunetta che va dalla chiesa al monastero, raffigurante san Giovanni. Egli è il testimone, il narratore cui sono affidati il racconto e la visione di quanto si apre, d’improvviso, sopra la testa di chi entra nella chiesa: il cielo della cupola con la “Visione di san Giovanni Evangelista” […]. La sua visione celeste diventa un’ipnosi collettiva: in Emilia come a Roma, tutti i pittori del Seicento guardano a Parma; un vero contrappasso: il viaggio a Roma, che Correggio non fece, si tramuta, per gli artisti attivi a Roma, in un “indispensabile” viaggio a Parma, capitale del Rinascimento da cui si genera il Barocco. E sarà dunque Bernini, da Roma, a guardare Correggio e a tentare di riprodurne in pietra la sensualità, l’odore della carne (V. Sgarbi, “Nel nome del figlio”, Bompiani, Milano 2012).

I fregi furono disegnati dal Correggio ma eseguiti poi da altri. Si ripete un motivo monocromo e ai lati si trovano profeti e sibille. Il tema è il sacrificio dell'Agnello. I pennacchi e le figure di sott'arco sono anch'esse opera del Correggio: San Marco e Gregorio; Sansone che svelle la porta di Gaza e Giona uscente dalla balena; San Matteo e San Girolamo; Mosè davanti al roseto ardente e Aronne con la verga fiorita; San Giovanni e Sant'Agostino; Elia che sale al cielo sul carro di fuoco e Henoch rapito in cielo; S. Luca e S. Ambrogio; Abele ucciso da Caino (Parmigianino); Isacco sacrificato dal padre.

3) La terza impresa riguardava la decorazione della volta e il catino dell'abside della Cappella Maggiore, della quale resta oggi il grosso frammento centrale dell'Incoronazione della Vergine alla Galleria Nazionale di Parma. 

4) La quarta riguardò le pareti del coro, completamente distrutte con l'ampliamento. La quinta il fregio pittorico che corre lungo tutto il perimetro interno, ancora in situ
Cappella del Bono con le copie dei capolavori del Correggio
5) Infine a San Giovanni Correggio lasciò  due tele nella Cappella del Bono, oggi alla Galleria Nazionale: il Compianto sul Cristo morto e il Martirio di quattro santi.

Il Duomo (ingresso gratuito, audioguida fissa a 2 euro)

Cupola del Duomo
Cupola del Duomo
Ed ecco il Correggio, che ha affrescato la Cupola nel 1524 circa. "Assunzione della Vergine". La Vergine è assunta in cielo, sospinta da un vortice di angeli. Vortici di corpi in volo e illusionismo libero proivo di riferimenti architettonici. Maria in rosso e blu e apostoli intorno. La luce gialla al centro è simbolo di Dio. Festanti: scena in cui i Santi stanno spaparanzati su nubi... altri santi suonano tamburelli e viole. Ogni ninfa o dea ha sembianze diverse. 

In questi anni Correggio sposa Girolama, incontrata per caso a Correggio, luogo natale. Se la porta a Parma e le fa vedere le sue opere. Girolama restò sconvolta da quell'enorme cantiere di figure di Santi.

Anche gli affreschi dei Pennacchi sono opera del Correggio. 


Antonio e Giacomo verso Correggio
Camera di San Paolo (visitabile con biglietto di 4 euro)
La volta
Lunette fitte con 16 lunette con bambini putti che giocano fra loro tenendo cani e animali, incorniciati da ghirlande vegetali. Allegoria della caccia di cui Diana era la protettrice (Diana è raffigurata sopra al camino, sulla cappa, che conduce il cocchio; il volto di Diana è il ritratto della Badessa!). Nei Semitondi come piatti di portata. Miti cultura greco romana. Satiri che suonano conchiglie, Amore che offre passioni, Purezza che solleva la gonna, armonia, la donna è fulcro... pensare che la Badessa Giovanna da Piacenza doveva operare per la castità! Monastero era frequentato da gente colta. Poi l'accesso di estranei al convento fu proibito e i beni della Badessa furono confiscati dalla Curia...

Camera di San Paolo

 
Cupola
Ex Monastero delle Benedettine. La Badessa fa affrescare due stanze, una all'Araldi e una al Correggio.
Diana e il suo cocchio

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