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domenica 16 aprile 2017

PVM a Volterra: sulle tracce degli Etruschi

Le rovine etrusche di Volterra
Volterra è una cittadina in provincia di Pisa, famosa per essere una delle uniche che testimoniano la presenza degli Etruschi nel nostro paese. Velàthri (il nome etrusco di Volterra, Βελάθρη in greco antico) faceva parte della confederazione etrusca, detta dodecapoli etrusca o lucumonie. Il re (e gran sacerdote) era detto luchmon (lucumone). Il nome della città etrusca è ben leggibile nella serie di monete conservate al Museo Guarnacci. Il colle su cui sorge Volterra era abitato già durante la prima età del ferro, come confermano le grandi necropoli Villanoviane delle Ripaie e della Guerruccia, situate sui versanti che guardano a ovest e a nord.

Vedi Documentario su Volterra

Ho trovato in biblioteca questo volume che mi ricorda la mia infanzia... come era bella questa serie sui popoli antichi! E allora leggetelo anche voi, prima di andare a visitare Volterra.

Porta dell'Arco
La Porta dell'Arco (o all'Arco), fa parte della cinta della città, edificata originariamente dagli Etruschi e poi modificata successivamente nel Medioevo. Si tratta del principale accesso alla città dal lato sud, opposta quindi all'altra porta etrusca di Volterra, Porta Diana, a nord.

Vista da Volterra appena fuori le mura
Le mura, ancora oggi per gran parte visibili, vennero costruite alla fine del IV sec. a. C. ed avevano un'estensione di 7300 metri. Oltre all'accresciuto centro urbano proteggevano anche le fonti, i campi ed i pascoli necessari per far sopravvivere le greggi degli abitanti dei dintorni che si rifugiavano all'interno per salvarsi dai saccheggi che spesso i Galli e i Liguri effettuavano in queste zone.

Volterra fuori le mura
Siamo arrivati a Volterra dopo un viaggio piuttosto impegnativo e abbiamo parcheggiato a caso, ma con fortuna, in una via nei pressi di Porta San Francesco facendo un pic nic rigenerante sotto un meraviglioso albero in fiore.

Giacomo e Antonio per le vie di Volterra
Abbiamo raggiunto gli altri camminando per Via San Lino e Via dei Sarti, Piazza San Michele e Piazza XX Settembre fino alla Sede del Museo Guarnacci, che era l'obiettivo primario della nostra gita, insieme alle rovine etrusche e romane... come rendere tangibili gli studi fatti a scuola da Antonio e Nausicaa quest'anno, da Amos qualche anno fa e quelli che farà Giacomo tra qualche anno.
Sito del Museo Guarnacci

A tutti i musei di Volterra si accede con un biglietto famiglia cumulativo di 22 euro. Si comincia con un piccolo spazio dedicato alla civiltà Villanoviana, che sta all'origine di quella etrusca e ci riguarda molto da vicino dato che occupava anche in parte l'Emilia Romagna (IX secolo a. C.)

La tomba del Guerriero Villanoviano

Resti villanoviani
 Le prime testimonianze della civiltà etrusca compaiono nel 700 a. C. La civiltà etrusca era organizzata in città stato ognuna governata da un re detto LUCUMONE. 12 città stato formarono la dodecapoli, di cui Volterra. Altre città etrusche importanti: Cerveteri, Veio, Vetulonia, Chiusi, Fiesole, Arezzo, Tarquinia, Vulci, Volsinii e Perugia, Marzabotto vicino a Bologna.

Viaggio agli inferi in altorilievo

Amos e Giacomo contemplano un sarcofago etrusco
 La maggior parte delle informazioni sulla civiltà etrusca sono state ricavate dalle tombe: gli etruschi avevano infatti un profondo senso dei morti che prima seppellivano cremati in urne, poi in seguito senza cremarli in sarcofagi dai coperchi sempre molto elaborati. Nel museo di Volterra la quantità di queste urne in ALABASTRO perfettamente conservate è impressionante.

Stele del Guerriero
L'alabastro è un tipo di pietra gessosa (è un solfato) molto duttile, più morbida del marmo che era la ricchezza di Volterra in epoca etrusca ma anche successivamente dopo il Medioevo. Oggi l'attività è in declino anche se ci sono ancora delle piccole botteghe sparse per la città.

Artigiano dell'alabastro

Sarcofago degli sposi
 Gli etruschi amavano molto la buona tavola e le donne partecipavano ai banchetti. Apparecchiavano le mense con estrema accuratezza. Lepri, cinghiali, caprioli, cerbiatti e anatre e quaglie tra la selvaggina da loro apprezzata; tonni tra i pesci; pecorino e caseus lunensis (di Luni) che poteva pesare fino a 300 kg! tra i formaggi. Vino in abbondanza e al posto del pane il puls, una pappa al farro. Olio di oliva come condimento. Gli Etruschi mangiavano semisdraiati sui clinii.

L'Ombra della sera, scultura in bronzo
Affascinante la scultura bronzea chiamata L'Ombra della sera che è scolpita con proporzioni "perfette". Gli Etruschi lavoravano anche il bronzo e altri metalli e anche l'oro. Ovviamente l'argilla, semplice o in forma di Bucchero (argilla più carbone) nero.

Oggetti in bronzo

Urne e vasi

Piatti e vasellame in Bucchero
I lavorati in bucchero sono sottilissimi e hanno superfici così levigate da sembrare di metallo. Fabbricavano su modello greco Idre = vasi per acqua decorati con ficure mitologiche.

Vasi in bucchero

Interessantissime le creazioni in miniatura: piccoli animaletti, figurini, dadi, gioielli, specchi, manici di vasi, fermacapelli, pettini ... tutti magnificamente conservati, che testimoniano la cura del dettaglio che aveva questo popolo così avanzato.

Amos e Giacomo osservano i piccoli animali in bronzo... soprammobili o giocattoli?

Una ginnasta etrusca??
Dal Museo alle rovine della città etrusca... lungo la Fortezza che oggi è un carcere, una passeggiata bellissima tra mura e natura.

CAmminando a fianco della Fortezza/Carcere

Si arriva ai resti etruschi, dove ancora sono attivi gli scavi. Amos ci spiega come era organizzata la città antica e Giacomo legge le informazioni sul pannello esplicativo. Vedi foto all'inizio del Post. A Murlo, vicino a Siena, è stata trovata una casa etrusca in buone condizioni... prossimamente si potrà andare anche lì!

Alle rovine etrusche
E qui Alessandro sfodera l'asso nella manica: andiamo a cercare la CISTERNA, che gli antichi Romani utilizzavano per la raccolta dell'acqua piovana. C'è una scala a chiocciola (un'altra dopo quella slovena!) che questa volta scende di 8 m nelle profondità antiche 2000 anni!

La scala a chiocciola della Cisterna

Dentro la Cisterna

Ma qualcuno è rimasto su!
Dopo la Cisterna, ci dirigiamo verso la città. Il Duomo, o Cattedrale di Santa Maria Assunta, è del XII secolo.

Il Duomo

Soffitto a cassettoni del Duomo
L'interno è una simulazione di granito rosa ed è un rifacimento ottocentesco mentre interessante il cinquecentesco soffitto a cassettoni. Il gruppo ligneo della Deposizione è l'opera d'arte più antica che si conservi ancora all'interno del Duomo (1228).
Deposizione del 1400
Il Battistero di San Giovanni è della II metà del 1200. E' a pianta ottogonale. l lato prospiciente il Duomo, caratterizzato da un rivestimento a fasce marmoree bianche e verdi, è ornato da un portale romanico attribuibile a maestranze dipendenti da Nicola Pisano.

Il Battistero di Volterra
Nella PINACOTECA abbiamo potuto ammirare la Deposizione di Rosso Fiorentino (1521- Leggi), che colpisce per la sua modernità. Una meraviglia. D'Annunzio la rese celebre nel suo Forse che sì, forse che no, tanto da diventare agli occhi di turisti italiani e stranieri uno dei motivi per visitare la città. Mai rappresentato prima e non descritto dai vangeli è il fatto del corpo di Cristo che sembra essere sul punto di scivolare dalle mani dei suoi soccorritori, che si affannano concitatamente per evitarne la caduta. L'esplosione emotiva di questo episodio è combinata, nella parte inferiore, con una forte spiritualità scaturita dalla ricca gamma di pose ed espressioni degli astanti, tra i quali spiccano la Madonna ferita dal dolore, la Maddalena inginocchiata e protesa verso di essa, san Giovanni piegato dal dolore.
Proseguiamo e arriviamo alla Piazza principale di Volterra PIAZZA DEI PRIORI, con il PALAZZO DEI PRIORI sulla cui torre siamo saliti grazie ad un'altra "winding stair"... e sono tre!
Palazzo dei Priori
Il Palazzo dei Priori fu edificato nel 1246. E' il più antico palazzo comunale toscano.  Il palazzo è costruito interamente in pietra e la facciata è ingentilita da cornici marcapiano ed è coronata da merli a semicerchio realizzati probabilmente nel XVI sec. La facciata, poi, è decorata con targhe di terracotta smaltate che rappresentano stemmi di famiglie fiorentine. La struttura è sormontata da una torre pentagonale a due ripiani merlati, costruita intorno nel XVI secolo e in seguito ricostruita nell'Ottocento. 
Torre del Porcellino
Dall'alto della Torre 1

Dall'alto della Torre 2

Continuando il nostro giro, siamo arrivati ai resti romani... incredibile! Resti etruschi e romani nella stessa città! Quanta storia antica. Il Teatro Romano venne riportato in luce negli anni '50 da scavi condotti nella località di Vallebuona da Enrico Fiumi, storico volterrano: furono utilizzati come operai alcuni ricoverati dell'Ospedale psichiatrico di Volterra, come ricordato da una targa posta all'ingresso dell'edificio. La capienza del teatro doveva aggirarsi sui 3500 spettatori viste le sue dimensioni.

Teatro e terme romane
E così si è conclusa la nostra prima giornata turirtica in Toscana. Una giornata intensa, divertente, ricca e senza telefonini!! Ci godiamo il tramonto toscano nel nostro agriturismo. E domani... Siena!


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