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domenica 7 maggio 2017

PVM a Baggio: We love Chopin di Alessandro Deljavan

Alessandro Deljavan
L'integrale degli studi di Chopin sono uno dei traguardi per un pianista. E Alessandro Deljavan li ha eseguiti tutti e 27 (op. 10, op. 25 e i tre opera postuma) nella Chiesa Vecchia di Baggio (MI) per "I love Chopin" rassegna nella rassegna "Primavera di Baggio" http://www.primaveradibaggio.it/stagione/, la piccola (ma grande per gli artisti che ospita) stagione della periferia milanese voluta e organizzata dalla coppia di pianisti Davide Cabassi e Tatiana Larinova. Già il luogo ha un qualcosa di speciale, per me che sono milanese, perchè qui si ritrova un po' di quella Milano che ricordo io e che ora non esiste più. Si sente forte l'accento milanese tra il pubblico, dal fornaio, al bar. 

La Chiesa Vecchia di Baggio
La chiesa piano piano si riempie e tra il pubblico si mescolano una serie di volti noti a chi frequenta ambienti musicali (veri): oltre a Davide Cabassi e Tatiana Larinova, arrivano Luca Buratto e Emanuele Delucchi, che di recente si sono esibiti a Parma, Alberto Chines e Andrea Cassano (volto noto a Parma) e altri più giovani promettenti pianisti tra cui Federico Pulina, il nostro Antonio e Sebastiano. Ma non solo pianisti! Ci sono anche Stefano Alessandri (III corno alla Scala) e il Maestro Carlo Goldstein, ormai affermato Direttore d'Orchestra che arriva a Baggio direttamente da Seoul! 



Tutti per lui, uno dei pianisti veri del nostro tempo, Alessndro Deljavan (nato il 1° febbraio - come me!!! ho qualcosa in comune con lui! wow!!), trentanni, un passato costellato di vittorie ma anche di critiche non favorevoli perchè quando si ha qualcosa in più, si sa, non tutti apprezzano... è capitato a tutti i grandi e il fatto che sia capitato anche a lui è solo una conferma della sua superiorità. 


Quando suona, sembra immerso in un universo tutto suo e con la musica crea un mondo di raffinatissime sfumature sonore e la tecnica perfetta è solo un mezzo per esprimere emozioni, non è il fine da mostrare al pubblico. 

"Concerto memorabile, nella mia personale top three della vita.
Artista superiore. Punto"
(Davide Cabassi

Queste parole dicono tutto. Non posso io fare una analisi tecnica e interpretativa degli Studi eseguiti da Alessandro Deljavan (non ne sono capace), ma questo è uno di quei casi in cui l'emozione è certamente arrivata a tutti. E dopo il concerto, con la semplicità di un ragazzo di trentanni, è tornato nella nostra banale realtà con la naturalezza di chi sa che una delle doti fondamentali di un grande artista è l'umiltà. 

"Un viaggio chopiniano indimenticabile, beato chi c'era!" (Emanuele Delucchi)

"Sontuosa esecuzione. Molto personale e passionale. Un musicista che impreziosisce il carnet di espressioni talentuoso della manifestazione organizzata a Baggio. La cultura e la musica possono fare molto per migliorare il gusto e i comportamenti delle persone... andate avanti cosi'' . (Raffaele Milanese)

"un grande grazie per la musica che hai dato a questo luogo Sacro" (Pietro Ballicu)

Grazie, felici di esserci stati!

L'ORGANO DI BAGGIO che oggi c'è



LA STORIA DELL'ORGANO DI BAGGIO. 
E' famoso il detto milanese "MA VA' a BAGG a SONA' L'ORGHEN!" =ma vai a Baggio a suonare l'organo... che nella chiesa vecchia vecchia (quella di adesso è restaurata) era solo dipinto perchè non c'erano i soldi per comprarne uno vero!... e quindi il detto significa vai a quel paese più o meno...


= L'origine della leggenda che racconta del famoso "detto" nasce nell'antica chiesa di Sant'Apollinare e Sant'Antonino che fu per secoli una cappella privata della famiglia longobarda "da Baggio". Alcuni documenti riferiscono che nel 1601 l'edificio fu ampliato in occasione dell'elezione a papa di Anselmo da Baggio (Alessandro II). Come tutte le storie, anche quella dell'organo di Baggio si è arricchita nel tempo favorita da interpretazioni e motivazioni diverse. Difficile indicarne l'originale, le cinque ceramiche che seguono raccontano le 5 più popolari versioni. 

1. EL PITTOR, LA FAMM e L'ORGHEN (= il pittore, la fame e l'organo")


= la nostra chiesetta è povera, tutti noi, che non possiamo mica permetterci nemmeno uno straccio d'organino, almeno adesso lo avremo pitturato sul muro.

2. GHE VOREVA ANCA LA GUERRA (=ci voleva anche la guerra)


= in un paio di giorni la nostra chiesetta si è trasformata in un deposito militare. I francesi avevano fatto man bassa di tutto e anche, ed è stata la più grossa, delle canne dell'organo. 

3. EL TINO, EL TOR, E L'ORGHEN (=Il Tino, il Toro e l'organo)

"Appoggia la testa all'organo dipinto sul muro, chiude gli occhi. Tira un sospirone come quando era davanti al toro e poi, poi si mette a piangere, non finisce più, e proprio in quel momento l'organo si mette a suonare."

4. GAETAN EL DAZZI E L'ORGHEN (Gaetano, il dazio e l'organo)

"Gaetano, era proprio necessario andare a suonare l'organo fino là a Baggio, che sembra fuori dal mondo?" A continuare a fare avanti e indietro dal dazio, il Gaetano è conosciuto da tutti i dazieri: "Eccolo lì quello che va a Baggio a suonare l'organo!"

5. EL REAL CONSERVATORI DE MILAN (=il reale conservatorio di Milano)


"Prima della lezione, finiamo subito i compiti della settimana sull'organo di Baggio. Tu, Nearco, in piedi! Non ci sei mai... E allora vai a Baggio a suonare l'organo!"

(Traduzione dal Milanese di Marco Torricelli)

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