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mercoledì 14 giugno 2017

A Piacenza per INCO_NTEMPORANEA

Giacomo Putorti
Musica contemporanea a Piacenza, che si dimostra ancora una volta città attiva da un punto di vista culturale e in particolar modo musicale. I cinque incontri di MAGAZZINOMUSICA a Milano, con altrettanti compositori contemporanei e pianisti che hanno interpretato davanti a loro, dialogando con loro, le recenti composizioni pianistiche, si sono trasformati in un concerto a 10 mani. Cinque giovani e bravi pianisti hanno riproposto i brani studiati per la rassegna INCO_NTEMPORANEA, organizzata dal gruppo di studenti COLLETTIVO 21, che portano al pubblico la musica contemporanea, spesso così chiusa in nicchie poco frequentate. 

La sala Consigliare di Piacenza
Certo, non è facile all'ascolto. Spesso troppo cerebrale e volutamente difficile, che fatica a smuovere le corde che così magicamente fanno vibrare certe melodie più "popolari". Gioca alla citazione colta, al ribaltamento di regole compositive, all'esplorazione di sonorità dissonanti, ad esplorare ritmi e contrasti inaspettati. Ma alla fine, crea dibattito, confronto, discussione... tra il pubblico, tra artisti e pubblico, tra compositori e artisti, tra pubblico e compositori. Nessuno discute più sull'assoluta bellezza di un brano di Schumann o di Chopin... caso mai se ne discute l'interpretazione. In questi contesti, invece, si discute sul brano più ancora che sull'interpretazione (nonostante fosse davvero notevole quella dei cinque pianisti) perchè non si hanno termini di paragone e nessuno conosce la pagina scritta, anche se alcuni brani sono già stati pubblicati e/o eseguiti in pubblico più volte.  


Carlo Boccadoro, Federico Gardella, Carlo Galante, Nicola Campogrande e Silvia Pepe, questi i compositori. Federico Pulina, Giacomo Putorti, Giovanni Pisanu, Yegeni Galanov e Olga Karmyzava i pianisti. Tutti studenti al Conservatorio Nicolini di Piacenza nella classe del Maestro Davide Cabassi, che con Primavera di Baggio è tra i sostenitori del Festival di Musica Contemporanea piacentino. 

Esperienza che fa crescere. 


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