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martedì 29 agosto 2017

In Gita a Pieve di Cadore: Tiziano, MARC, Museo degli occhiali e Monte Ricco

La casa natale di Tiziano
LA CASA NATALE DI TIZIANO (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 27 agosto 1576)

Quest'estate è stata ricca di viaggi, musicali e non, tutti interessanti e degni di far parte di questo spazio in continua evoluzione, che forse si è trasformato in un album personale di ricordi che solo i pochi continuano a seguire. Il primo viaggio che voglio raccontarvi è quello che abbiamo fatto a Pieve di Cadore, paese in provincia di Belluno famosa per essere stata la residenza dei primi anni di vita di Tiziano Vecellio e per aver sviluppato, nel secolo scorso, l'industria dell'occhiale. 

Antonio osserva i colori di Tiziano

"Al pianterreno l’ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore.
Salita la ripida scala in legno, si accede al piano superiore, nei cinque suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l’infanzia e, successivamente - dopo il suo trasferimento a Venezia - ogni volta che faceva ritorno in patria.
In questi ambienti arcaici aleggia ancora lo spirito dell’Artista: lo si percepisce nella cucina con il grande foghér (focolare) e cappa – era l’unica riscaldata della casa -, con annesso locale di servizio; lo si respira ancora nelle due camere ma, soprattutto nell’intimo della stùa, foderata di legno e con il rustico soffitto a cassettoni. L’emozione di calcare quelle assi del pavimento malferme dal tempo o le pietre levigate della cucina che avevano visto venire alla luce il Genio dell’arte pittorica del Rinascimento, è un’esperienza straordinaria."Dal Sito di Pieve, vedi

LA FAMIGLIA DI TIZIANO momentaneamente in Casa Tiziano per restauri nella Chiesa
Non chiare le date di nascita di tutti i personaggi: forse intorno al 1476 Francesco; nell’arco cronologico tra 1477 e 1490 Tiziano; poco ancora si sa, riguardo alle tre sorelle.

La paletta vecelliana “Madonna col bambino tra i santi Tiziano e Andrea”, meglio conosciuta come “La famiglia di Tiziano”, che abitualmente è esposta nella chiesa arcidiaconale di Santa Maria Nascente, dove in questi giorni sono in corso importanti lavori per il restauro dell’edificio e della pulizia delle sue pareti. E' proprio come se tornasse Tiziano, perché nel dipinto la prima figura in alto a sinistra, con la barba, è unanimemente considerata come l’autoritratto del pittore. Anzi, è considerato uno dei migliori.

Antonio e Giacomo salgono al piano di sopra in casa Tiziano

dal 24 maggio al 15 ottobre:             10:00-12:30 15:30-18:30 aperto tutti i giorni
(dal 15 luglio al 27 agosto aperto tutti i giorni con orario continuato dalle 10:00 alle 19:00)

 dal 15 ottobre al 31 dicembre solo su prenotazione o richiesta presso il Museo Archeologico.

Il piano delle stanze

Il Fogher

Dal balcone esterno della casa

La fontana nella piazza adiacente

Monumento a Tiziano
 IL MUSEO ARCHEOLOGICO CADORINO (MARC)

Situato al II piano dello storico Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore, spone reperti preromani e romani rinvenuti nell'area del Cadore. In particolare di Lagóle, uno dei principali luoghi di culto dello scenario alpino per l'epoca venetica e romana. Lamine in bronzo, vasche, manici, mestoli bronzei....

LA PIAZZA DI PIEVE DI CADORE con ingresso museo
Oggetti di epoca preromana e romana

Vasi e ampolle

Statuine votive

Mosaico all'ingresso
IL MUSEO DELL'OCCHIALE

Questo museo è stato davvero interessante. La storia degli occhiali in Cadore è importante e ha retto per decenni l'economia dei paesi.

Nel 1990 si tenne l’inaugurazione del Museo dell’Occhiale a Tai di Cadore e nel 1996 venne istituita la Fondazione Museo dell’Occhiale riconosciuta come ONLUS. La volontà di dare una collocazione più adeguata a questo ricco patrimonio oggettuale e documentario portò, nell’agosto 2007, all’apertura del nuovo Museo dell’occhiale nel palazzo denominato COS.MO (Centro Operativo Servizi Museo dell’Occhiale) a Pieve di Cadore.

Ingresso al museo

Santa Lucia
Si tratta di 1600 pezzi tra occhiali, lenti, astucci, binocoli, insegne, cannocchiali, ventagli, statuette e volumi d’epoca, provenienti soprattutto dalla Francia. L’arco temporale rappresentato dagli oggetti è compreso tra il XVI secolo e gli anni Cinquanta del ‘900. Successivamente il patrimonio venne incrementato 
Primi occhiali

Cosa sta guardando Giacomo?

Cannocchiali
Articolato su due piani, il percorso di visita presenta oggi, al piano terra, la narrazione dell’evoluzione delle forme, dei materiali e dell’uso sociale degli occhiali e degli altri strumenti basati sull’impiego delle lenti (cannocchiali, binocoli, lanterne magiche, ecc.). Il tema si sviluppa, nelle sale successive, legandosi a quello degli occhiali e al loro sviluppo nell’ambito della scienza e della tecnica. Ampio spazio è stato dedicato anche all’astuccio come testimoniano gli eleganti astucci in madreperla, in argento inciso o in avorio traforato. Accompagna gli oggetti, contestualizzandoli, un ricco apparato iconografico costituito da riproduzioni fotografi che e stampe d’epoca.
Al secondo piano trova spazio la storia del territorio. Si deve ad Angelo Frescura, venditore ambulante, e a Giovanni Lozza, arrotino e meccanico, l’apertura nel 1878 della prima fabbrica di occhiali a Calalzo di Cadore. L’esposizione segue un itinerario cronologico dove fotografi e storiche, documenti d’archivio, vecchi macchinari, filmati, occhiali, lenti e astucci narrano il lavoro dell’occhialeria in questa valle e, successivamente, in altre zone della provincia di Belluno. Un’ampia sala accoglie attrezzature e strumenti, risalenti gli anni ’50 del ‘900, dove sono illustrate le tecniche di fabbricazione degli occhiali in metallo e in celluloide.

LANTERNA MAGICA
 http://www.museodellocchiale.it/

Storia della Safilo

IL FORTE DI MONTE RICCO

Ultima tappa della giornata, breve gita al Forte di Monte Ricco. Testimonianza di quanto la guerra sia stata presente in valle. 

Documenti del tredicesimo secolo raccontano di un primo Castello di Pieve, qui sorto durante la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia.
A metà del quindicesimo secolo, passato il Cadore alla Serenissima, il Castello fu ricostruito, e diventò la residenza del Capitano veneziano.
Esso venne ricostruito ancora tra il 1882 e il 1895, insieme alla altre fortificazioni del campo trincerato cadorino, un’articolato sistema difensivo eretto a difesa del territorio contro l’Impero Austro-Ungarico.
Gli austrici se ne impossessarono nel 1917, e lo fecero saltare un anno dopo, alla fine della Guerra, quando, a seguito del contrattacco italiano, lo abbandonarono.
Nel ’40, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il Forte era ancora sulla linea di fronte, parte del Vallo Alpino. Ma il potenziamento del sistema difensivo cadorino non fu mai attuato, e ancora il Forte fu abbandonato.


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