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mercoledì 22 novembre 2017

A Cremona: CARMEN!

Giacomo e Antonio davanti al Teatro Ponchielli
Per i due UNDER 12 aumenta la lista dei Teatri d'opera frequentati: Teatro Regio di Parma, Teatro Municipale di Piacenza, Teatro Pavarotti di Modena, Teatro Valli di Reggio Emilia, Teatro Verdi di Busseto, Teatro Goldoni di Livorno, Teatro dell'Opera di Firenze, Teatro Verdi di Fiorenzuola, Teatro alla Scala di Milano, Opera di Vienna, Teatro de Liceu di Barcellona e ora anche Teatro Ponchielli di Cremona... spettatori da medaglia, che ormai hanno anche un certo allenamento fisico e mentale: Giacomo ha resistito I e II atto, mentre Antonio ha ascoltato in religioso silenzio senza cali di attenzione l'intera opera (e Carmen non è cosa da nulla con i suoi 4 atti e 3 ore e mezza di musica!). Il Maestro Carlo Goldstein, energico quarantenne intellettualmente preparatissimo, ha diretto a memoria: ai tempi di Arturo Toscanini si sarebbe gridato al miracolo, al prodigio, ma ormai passano inosservate anche le più evidenti eccellenze. Tra i giovani direttori meriterebbe senz'altro maggiore visibilità e qualche porta aperta in più, ma lui appare totalmente appagato (e pagato...) dalla musica. E non solo prodigiosa è la sua memoria, ma anche l'accuratezza con cui ha diretto la sua Carmen, mai sopra le righe, sempre misurato con intelligenza e attento a fare emergere le raffinatezze della scrittura di Georges Bizet. 

La platea del Ponchielli
 Carmen è un'opera meravigliosa, che abbiamo sviscerato in ogni suo aspetto, attraverso libri, cortometraggi, messinscena casalinghe: https://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/search/label/Carmen
Entriamo nel palco
A volte mi chiedo come si possa vivere senza ascoltare musica. Per fortuna il teatro era pieno e non solo di anziani. I prezzi del Ponchielli sono assolutamente abbordabili (20 euro la Galleria e 55 la platea e 12 per gli studenti) e ancora una volta mi trovo a dover sottolineare che un concerto di musica leggera costa certamente di più e di più costa andare allo stadio o in discoteca. E' solo pigrizia intellettuale e mancanza di basi che consentano di apprezzare il Teatro d'opera. In questo la scuola è colpevole. Anzichè fare righe di "stanghette e palline" forse sarebbe meglio studiare Storia della Musica come si studia Storia dell'Arte... solo così viene voglia di studiare poi uno strumento... non certo partendo dai battimani su canzonette o dal flauto di plastica o dalla tastiera a una mano.

Pronti...
La musica, l'opera sono fabbriche di bellezza e di emozioni. Non ha senso privarsene per pregiudizio, pigrizia, ignoranza. Speriamo...

Il M° Goldstein

Intervallo a passeggio per la città

Applausi finali


Saluti in camerino

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