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sabato 24 febbraio 2018

All'Abbazia di Valserena, la "Certosa di Parma" di Stendhal: Ettore Sottsass

L'abbazia di Valserena o San Martino dei Bocci
Non siamo spariti... solo qualche malumore per tanto lavoro per nulla. Ma ora che Parma è Capitale della Cultura 2020, anche se qualcuno ha già detto che essere "Capitale di..." non significa nulla, Piccoli Viaggi Musicali (e non solo) torna e vi porta alla scoperta di nuovi luoghi ed eventi di interesse culturale (e musicale). Oggi abbiamo trascorso il sabato mattina nella splendida Abbazia cistercense di Paradigna, sconsacrata, conosciuta anche come Abbazia di Valserena o come San Martino dei Bocci o, ancora, come Certosa di Parma (anche se di certosini non si trattava bensì di cistercensi) grazie al celebre romanzo di Stendhal (Marie-Henri Beyle, 1783-1842) La Chartreuse de Parme
L'Abbazia
Il Monastero fu edificato a partire dal 1298 e rappresenta uno dei più qualificati esempi di architettura cistercense, insieme a quella da noi già visitata di Chiaravalle della Colomba, presso Alseno (PC) (Vedi: Visita all'Abbazia di Chiaravalle di Alseno PC) ed ivi confluirono alcuni monaci provenienti proprio da Chiaravalle. Nel cortile d'ingresso sono permanenti alcune sculture moderne di grande pregio, a partire da quella di Gio' pomodoro collocata esternamente come ad accogliere il visitatore in questo affascinante percorso misto tra antico e moderno che caratterizza tutto il percorso.

Scultura bronzea di Gio' Pomodoro
Ecco alcune immagini delle sculture che potete ammirare nel cortile (SCULPTURE COURT), prima di entrare nell'Abbazia a pianta a Croce latina, tre navate con volta a crociera: Virginio Ferrari, pinuccio Sciola, Pietro Cascella, Giuseppe spagnulo, Lorenzo Guerrini, Piero Consagra.

Giacomo legge cosa rappresentano le sculture: "La grande trappola"

"La Forza"



"Adamo ed Eva"



Anto e Giaco provano a capire...

Il Cortile delle sculture"

Proseguiamo all'interno il nostro viaggio e capitiamo nella mostra "ETTORE SOTTSASS, OLTRE IL DESIGN" aperta il 18 novembre 2017 e "on" fino al 20 maggio 2018... davvero da NON perdere!(Biglietti interi 10 euro, ridotto - anche carta Feltrinelli - euro 8, bambini gratis). http://www.csacparma.it/

Cominciamo dalla SALA IPOGEA, che ancora non fa parte della mostra, in cui vecchio e nuovo creano un suggestivo spazio in cui cercare e trovare intrecci: Fausto Melotti, Camillian Demetrescu, Arturo Carmassi, Alik Cavaliere, Agenore Fabbri, Igor Mitoraj.

La Sala Ipogea

"Il Personaggio Spaziale" di Agenore Fabbri

"Basta" di Arturo Camassi

Capitello della Cripta

"Wrapped Face" di Igor Mitoraj
Si entra nella mostra dedicata a Ettore Sottsass attraversndo un corridoio ligneo costruito lungo le mura del fianco della chiesa, e su alcuni pannelli si può leggere la storia della costruzione dell'Abbazia e apprendere che alcune sue parti, come la facciata, sono rifacimenti settecenteschi. 

L'altro lato dell'Abbazia

San Benedetto porge la Regola a Tebaldo
L'allestimento della mostra di Sottsass procede per ordine cronologico ma anche per "argomenti": La formazione: il disegno e i linguaggi. Il progetto degli interni: dalla scuola francese alle avanguardie. Colore e superficie: progetto grafico e disegni per tessuti; strutture e luce: dai plastici all'architettura agli oggetti. Architettura e contesto. Interni: scena, spazio privato, racconti di oggetti; Linguaggi: nuovi simboli; Linguaggi: gesto, materia, colore; Pensare oggetti: il rapporto con la produzione; Oggetti e ambiente; Corpo e ambiente: lo spazio del lavoro; spazio antropologico; Land art e pensiero utopico. Mostra come autobiografia; Libro come autobiografia. 

La mostra comincia con Lucio Fontana e non sarà il solo "altro" artista che si incontra in mezzo ai pannelli dedicati a Sottsass, il tutto ambientato nell'Abbazia. 

 
Scultura di Lucio Fontana "Il Fiocinatore" (1933), dietro: Mario Sironi, Cartone per mosaico dell’Italia Corporativa, Milano, Palazzo dei Giorali, 1936 "La Giovinezza"

Il suggestivo ingresso alla mostra

Ettore Sottsass (Innsbruk 1917 - Milano 2007) è stato un grande architetto e designer, sposato con Fernanda Pivano, della quale conservo gelosamente una dedica autografa perché ebbi occasione di cenare al suo tavolo, in un periodo in cui leggevo la letteratura della beat generation americana... 

Dedica personale a me di Fernanda Pivano
Fece parte del MAC, lavorò per la Olivetti, fondatore della rivista Terrazzo. Gli furono dedicate e continuano a essergli dedicate mostre in tutto il mondo: New York, Parigi, Berlino, Milano, Osaka, Colonia, Rovereto, Amsterdam, Gerusalemme, Stoccolma... Oggi il Centro studi e archivio della comunicazione di Parma conserva un fondo dedicato a Sottsass, composto da 13.858 materiali progettuali (9.918 schizzi e disegni, 3.940 disegni esecutivi, di cui 2917 lucidi e 1023 copie eliografiche), 5 scatole di disegni esecutivi, 24 sculture. Questo fondo è pubblico e liberamente consultabile. Vinse 4 volte il Compasso d'Oro e molti altri premi. La sua ricerca artistica, etica ed esistenziale, l'ha portato a contatto col Razionalismo, il Movimento Arte Concreta, lo Spazialismo, la cultura Pop. Alcune immagini della mostra:


Musica, anche qui

La stanza della musica

"Per me, il design è un modo di discutere la vita. È un modo di discutere la società, la politica, l'erotismo, il cibo e persino il design. Infine, è un modo di costruire, una possibile utopia figurativa o di costruire una metafora della vita"

(Ettore Sottsass)


 "Volevo che la casa diventasse un ambiente unico, dice Sottsass, e non diverse stanze come momenti diversi dell'esistenza"
(Ettore Sottsass)
Giacomo tra Disegni per ceramiche
Tutti interessatissimi

Oggetti d'arredo





“Un giorno Fernanda mi ha telefonato dicendo che voleva vedermi a Roma, e abbiamo combinato. Ci siamo incontrati a Piazza di Spagna. Era inverno e Fernanda aveva un grosso cappotto di peli ed era molto cambiata; sembrava appena uscita da un bagno gelato, dopo un sogno sconvolgente. Mi ha detto che stava divorziando e che sarebbe tornata a casa a Torino e se avevo ancora voglia di stare con lei. Le ho detto che mi sarebbe piaciuto molto, e dopo qualche mese è stato così”. Era il 1949. Molti anni dopo, nel 2004, Fernanda, divorziata per volontà di Ettore, lo incontra a Genova all’Acquario. Siede con altri al ristorante vicino alla vasca degli squali: “Sottsass, il mio ex marito, era due tavoli più in là. Credo non mi abbia riconosciuta perché non mi ha nemmeno salutata. Povera me” (da http://www.doppiozero.com)

Colonna

Affresci Cinquecenteschi (?)

Affreschi

Affreschi

Ancora il moderno nell'antico. Il moderno che sfrutta l'antico per sprigionare suggestioni più profonde. Questa scultura della "Spirata" avrebbe senz'altro meno "appeal" se non fosse in una cappella dell'Abbazia cistercense circondata da affreschi. Ovviamente questa è stata la preferita di Giacomo... si sa, i bambini sono attratti dalle cose più macabre o misteriose.




E continuando a deambulare per l'immensa navata dell'Abbazia ci si imbatte ancora in opere che catturano la nostra attenzione: 
Antonio ammira Arnaldo Pomodoro "La Porta" 1963-65

Il retro de "La Porta"

"Donne al mare"

Scultura lignea di  "La Cina"
 Altra "preferita" da Giacomo, questa scultura, l'Uovo... e in effetti l'uovo affascina.
Joe Tilson "Egg" 1972
Mentre forse questa, Sottsass a parte, è stata la mia preferita, di Enrico Baj, "Nixon e Kissinger alla parata del Columbus Day", che è piaciuto anche ad Antonio, con l'utilizzo di tecniche e materiali diversi, collage, pittura, ironia. Inserito poi in questo contesto, rende ancora di più.




 Altre opere in mostra:





Effetto specchio con The Violet hitch-hiker (1970) di Michelangelo Pistoletto

Concludiamo la nostra visita alla Sala delle Colonne, che ospita alcuni progetti di Sottsass per abitazioni, riprodotti in miniatura.



 

Altre opere di Pomodoro.


E, per finire, l'effetto ottico di questa scatola magica:


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