VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
Concerto memorabile, nello splendido Teatro Comunale di Modena, pieno ma non pienissimo, ma pieno di giovani e questa è il particolare più confortante da rilevare. Che stia cambiando qualcosa? Del resto il panorama della musica leggera ultimamente offre davvero poco, e chi è dotato di sensibilità musicale torna alla musica classica.
Krystian Zimerman è uno dei pianisti più apprezzati, forse nella top 5 del pianismo mondiale... forse nella top 3... non è bello fare classifiche, ma a volte occorrono per rendere l'idea delle "dimensioni" di un suo concerto. Pare che Zimerman non si conceda troppo spesso al pubblico (una cinquantina di concerti all'anno contro le centinaia dei suoi colleghi...) quindi quando passa vicino a casa non bisogna farselo scappare. eravamo stati a Parma e ieri sera ci siamo avventurati fino a Modena... non lontano ma per essere infrasettimanale sempre un discreto "viaggio". Ma si sa, se il viaggio è "musicale" noi lo facciamo più che volentieri e la serata ci ha ripagato.
Concerto memorabile, nello splendido Teatro Comunale di Modena, pieno ma non pienissimo, ma pieno di giovani e questa è il particolare più confortante da rilevare. Che stia cambiando qualcosa? Del resto il panorama della musica leggera ultimamente offre davvero poco, e chi è dotato di sensibilità musicale torna alla musica classica.
Krystian Zimerman è uno dei pianisti più apprezzati, forse nella top 5 del pianismo mondiale... forse nella top 3... non è bello fare classifiche, ma a volte occorrono per rendere l'idea delle "dimensioni" di un suo concerto. Pare che Zimerman non si conceda troppo spesso al pubblico (una cinquantina di concerti all'anno contro le centinaia dei suoi colleghi...) quindi quando passa vicino a casa non bisogna farselo scappare. eravamo stati a Parma e ieri sera ci siamo avventurati fino a Modena... non lontano ma per essere infrasettimanale sempre un discreto "viaggio". Ma si sa, se il viaggio è "musicale" noi lo facciamo più che volentieri e la serata ci ha ripagato.
Questo cartoon è del 1937 e vede una carrellata di esibizioni amatoriali di tipo musicale, una pratica assai di moda oggi con i vari x-Factor, Italia's got talent ecc... programmi che lanciano sul palcoscenico degli artisti nati dal nulla, giudicati talentuosi. Eccoli qui! Già nel 1937!
Questo cartoon è del 1937 e vede una carrellata di esibizioni amatoriali di tipo musicale, una pratica assai di moda oggi con i vari x-Factor, Italia's got talent ecc... programmi che lanciano sul palcoscenico degli artisti nati dal nulla, giudicati talentuosi. Eccoli qui! Già nel 1937!
Ancora animazione ungherese, un misto di collage, citazioni, il cui significato dovete cercarlo voi, ma RICONOSCERETE la Marcia Turca di Mozart in mezzo a musica popolare ungherese, The Beatles, lirica, Jingle Bells...un po' di tutto. Chi volesse fornire un'analisi del filmato... grazie!
L'autore è ancora una volta Reisenbüchler Sándor, animatore ungherese e grafico.
Ancora
animazione ungherese, un misto di collage, citazioni, il cui
significato dovete cercarlo voi, ma RICONOSCERETE la Marcia Turca di
Mozart in mezzo a musica popolare ungherese, The Beatles, lirica, Jingle Bells...un
po' di tutto. Chi volesse fornire un'analisi del filmato... grazie!
L'autore è ancora una volta Reisenbüchler Sándor, animatore ungherese e grafico.
Il gatto rincorre le foglie secche sul marciapiede. Le contende (vive le crede) alla scopa che le raccoglie. Quelle che da rami alti scendono rosse e gialle sono certo farfalle che sfidano i suoi salti. La lenta morte dell’anno non è per lui che un bel gioco, e per gli uomini che ne fanno al tramonto un lieto fuoco. GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
Il gatto rincorre le foglie
secche sul marciapiede.
Le contende (vive le crede)
alla scopa che le raccoglie.
Quelle che da rami alti
scendono rosse e gialle
sono certo farfalle
che sfidano i suoi salti.
La lenta morte dell’anno
non è per lui che un bel gioco,
e per gli uomini che ne fanno
al tramonto un lieto fuoco.
GIANNI RODARI
Viale autunnale
Tornimo per un momento alle Quattro Stagioni di Vivaldi, che già abbiamo avuto modo di conoscere attraverso libri e filmati, per riascoltare l'Autunno in questa versione poetica dell'animatore e grafico polacco Wiesław Bober (n. 1957).
Curiosità. Questa è la ragione per cui ho accettato l'invito al Concerto, inserito nel Barezzi Festival, in cui Philip Glass (http://philipglass.com/), uno degli uomini più stimati dal popolo degli intellettuali, presentava i suoi 20 Studi per Pianoforte insieme a tre giovani pianisti (un russo, un italiano e una giapponese). Ammetto di non essere tra le sue seguaci, ma appunto per questa mia "ignoranza", mi sono recata a teatro libera da ogni pregiudizio in positivo e in negativo.
Philip Glass al pianoforte
Il Teatro Regio era abbastanza pieno, sicuramente più pieno che per il ciclo di pianisti veri dello scorso anno (Sokolov a parte che aveva fatto il pienone, e forse Zimermann, ma già per il vincitore del Concorso Chopin erano più le poltrone vuote che quelle piene... e il concerto di Sollima è stato annullato perchè sono stati venduti solo 70 biglietti...). E questo è il primo dato curioso che devo constatare e non posso esimermi dal commentare. Tutti questi intellettuali che ascoltavano con aria assorta e rapita i ripetitivi studi di Grass eseguiti da lui stesso così e così (molto meglio dagli altri), perchè stanno a casa quando c'è un pianista eccezionale (o un musicista eccezionale) che propone un repertorio di assoluti giganti della Storia della Musica?
Per me è un mistero. Due ore di studi pianistici sono state a dir poco pesanti, rese sopportabili solo dall'alternanza dei pianisti e dai discorsi introduttivi di Glass che è sicuramente molto simpatico.
Resta il mio stupore per il rapimento del pubblico, per un tipo di musica che va benissimo in ufficio mentre si lavora o come sottofondo in un centro benessere. Rilassante per la su ripetitività e, appunto, per il suo minimalismo. Per me è alienante e anche scarsamente evovativa... mi suscita solo malinconia, tristezza e vuoto interiore. Mancano totalmente le altre migliaia e migliaia di sfumature che l'animo umano può provare.
Forse adatto come colonna sonora, in effetti. Ma un concerto... ci vuole impegno.
Probabilmente non sono abbastanza istruita e colta per capire. Mi sento anche in imbarazzo a dover ammettere che il Concerto NON mi è piaciuto... Glass è nella top 10 degli uomini più intelligenti al mondo. Non fa per me.
Musicalmente ha contatti con David Bowie e Brian Eno... e così si comprende maggiormente il suo "stile": Subterraneans
Stupisce la totale assenza di voci fuori dal coro nel giudicare la sua musica. Unanime consenso.
Mi riprometto di approfondire e rivedere il mio giudizio dopo attento studio della sua personalità e della sua musica, magari anche leggendo la sua autobiografia.
Applausi finali
Il banco con i CD e i libri di Glass di Azzali, Parma
Curiosità. Questa è la ragione per cui ho accettato l'invito al Concerto, inserito nel Barezzi Festival, in cui Philip Glass (http://philipglass.com/), uno degli uomini più stimati dal popolo degli intellettuali, presentava i suoi 20 Studi per Pianoforte insieme a tre giovani pianisti (un russo, un italiano e una giapponese). Ammetto di non essere tra le sue seguaci, ma appunto per questa mia "ignoranza", mi sono recata a teatro libera da ogni pregiudizio in positivo e in negativo.
Philip Glass al pianoforte
Il Teatro Regio era abbastanza pieno, sicuramente più pieno che per il ciclo di pianisti veri dello scorso anno (Sokolov a parte che aveva fatto il pienone, e forse Zimermann, ma già per il vincitore del Concorso Chopin erano più le poltrone vuote che quelle piene... e il concerto di Sollima è stato annullato perchè sono stati venduti solo 70 biglietti...). E questo è il primo dato curioso che devo constatare e non posso esimermi dal commentare. Tutti questi intellettuali che ascoltavano con aria assorta e rapita i ripetitivi studi di Grass eseguiti da lui stesso così e così (molto meglio dagli altri), perchè stanno a casa quando c'è un pianista eccezionale (o un musicista eccezionale) che propone un repertorio di assoluti giganti della Storia della Musica?
Per me è un mistero. Due ore di studi pianistici sono state a dir poco pesanti, rese sopportabili solo dall'alternanza dei pianisti e dai discorsi introduttivi di Glass che è sicuramente molto simpatico.
Resta il mio stupore per il rapimento del pubblico, per un tipo di musica che va benissimo in ufficio mentre si lavora o come sottofondo in un centro benessere. Rilassante per la su ripetitività e, appunto, per il suo minimalismo. Per me è alienante e anche scarsamente evovativa... mi suscita solo malinconia, tristezza e vuoto interiore. Mancano totalmente le altre migliaia e migliaia di sfumature che l'animo umano può provare.
Forse adatto come colonna sonora, in effetti. Ma un concerto... ci vuole impegno.
Probabilmente non sono abbastanza istruita e colta per capire. Mi sento anche in imbarazzo a dover ammettere che il Concerto NON mi è piaciuto... Glass è nella top 10 degli uomini più intelligenti al mondo. Non fa per me.
Musicalmente ha contatti con David Bowie e Brian Eno... e così si comprende maggiormente il suo "stile": Subterraneans
Stupisce la totale assenza di voci fuori dal coro nel giudicare la sua musica. Unanime consenso.
Mi riprometto di approfondire e rivedere il mio giudizio dopo attento studio della sua personalità e della sua musica, magari anche leggendo la sua autobiografia.
Applausi finali
Il banco con i CD e i libri di Glass di Azzali, Parma