VIAGGI NEL MONDO DELLA MUSICA CLASSICA E DELLA CULTURA: CARTONI ANIMATI, LIBRI DI LETTURA, SPETTACOLI TEATRALI, CONCERTI, INIZIATIVE CULTURALI, TURISMO MUSICALE E ARTISTICO, PER TUTTE LE ETA'.
A furia di ascoltare il Volo del Calabrone, sicuramente ora i calabroni saranno vostri "amici". Così ho pensato di suggerirvi un libro di lettura adatto ai vostri bambini (3-12 anni, direi...) in cui un Calabrone è il protagonista di una divertente avventura. Potreste leggerlo pensando che quando vola, anzichè bzzzzzzz "suona" la musica di Rimskij-Korsakov!
Il libro, edito da Gallucci, si intitola "Il calabrone che ci vedeva poco", l'autore si chiama Franco Lucentini e contiene una divertente postilla di Carlo Fruttero, scrittore torinese (1926-2012) che è stato anche amico di Italo Calvino. Il libro costa 13 euro ma si trova scontato a 4,99.
La storia, molto ben illustrata, racconta di un'invasione di calabroni in una tranquilla casa di campagna, d'estate. Uno di questi calabroni è un poco orbo e si va ad "inzuccare" ripetutamente contro un vetro. Una bambina capirà che, in fondo, il calabrone che ci vede poco è d'animo buono e sarà lei a tirarlo fuori dai pasticci in cui si caccia.
Il mio Giacomo ha voluto leggere e rileggere questa storia molte volte perchè gli piaceva molto il punto in cui il calabrone va a sbattere contro il vetro della finestra (si sa... i bambini sono un po' sadici).
Un'illustrazione del libro di Lucentini
Un calabrone con occhiali appeso al muro...
Dopo l'ascolto del brano di Rimskij-Korsakov mi sembra il giusto finale per coronare il nostro piccolo itinerario in compagnia dell'amico ronzante.
Prima di iniziare il nostro VII viaggio, la breve biografia dell'autore e ancora un Post di "pausa", che vi consiglio di non perdere perchè conterrà un cartone animato dedicato al violino, lo strumento che abbiamo approfondito in questo viaggio.
A furia di ascoltare il Volo del Calabrone, sicuramente ora i calabroni saranno vostri "amici". Così ho pensato di suggerirvi un libro di lettura adatto ai vostri bambini (3-12 anni, direi...) in cui un Calabrone è il protagonista di una divertente avventura. Potreste leggerlo pensando che quando vola, anzichè bzzzzzzz "suona" la musica di Rimskij-Korsakov!
Il libro, edito da Gallucci, si intitola "Il calabrone che ci vedeva poco", l'autore si chiama Franco Lucentini e contiene una divertente postilla di Carlo Fruttero, scrittore torinese (1926-2012) che è stato anche amico di Italo Calvino. Il libro costa 13 euro ma si trova scontato a 4,99.
La storia, molto ben illustrata, racconta di un'invasione di calabroni in una tranquilla casa di campagna, d'estate. Uno di questi calabroni è un poco orbo e si va ad "inzuccare" ripetutamente contro un vetro. Una bambina capirà che, in fondo, il calabrone che ci vede poco è d'animo buono e sarà lei a tirarlo fuori dai pasticci in cui si caccia.
Il mio Giacomo ha voluto leggere e rileggere questa storia molte volte perchè gli piaceva molto il punto in cui il calabrone va a sbattere contro il vetro della finestra (si sa... i bambini sono un po' sadici).
Un'illustrazione del libro di Lucentini
Un calabrone con occhiali appeso al muro...
Dopo l'ascolto del brano di Rimskij-Korsakov mi sembra il giusto finale per coronare il nostro piccolo itinerario in compagnia dell'amico ronzante.
Prima di iniziare il nostro VII viaggio, la breve biografia dell'autore e ancora un Post di "pausa", che vi consiglio di non perdere perchè conterrà un cartone animato dedicato al violino, lo strumento che abbiamo approfondito in questo viaggio.
Nell'opera e nella suite tratta dall'opera dello Zar Saltan ci sono altri brani, oltre al Volo del calabrone, che godono di una certa popolarità. In particolare questa marcia, che è stata utilizzata anche in un episodio dei Baby Einstein (I miei amici animali), sempre insieme al Volo del calabrone (li sentirete all'inizio e alla fine del video che inserisco sotto), serie di cui abbiamo parlato già in occsione di Mozart (vedi Post a lui dedicati).
Nell'opera e nella suite tratta dall'opera dello Zar Saltan ci sono altri brani, oltre al Volo del calabrone, che godono di una certa popolarità. In particolare questa marcia, che è stata utilizzata anche in un episodio dei Baby Einstein (I miei amici animali), sempre insieme al Volo del calabrone (li sentirete all'inizio e alla fine del video che inserisco sotto), serie di cui abbiamo parlato già in occsione di Mozart (vedi Post a lui dedicati).
Sono felice di aver scelto Il volo del Calabrone, perchè mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo che non conoscevo: i cartoni animati russi!
Vi propongo e consiglio molto caldamente il cartone animato russo di Ivan Ivanov-Vano (1900 -1987), ci sono i sottotitoli in inglese, basta selezionarli in basso a destra. La musica di questo meraviglioso cartone animato - di cui Giacomo si è appassionato a tal punto da richiedermelo ogni sera insistentemente, così come mi chiede di leggergli la fiaba di Puskin (abbiamo il libro che vi ho consigliato nello scorso Post) - non è quella originale di Rimskij-Korsakov, ma vi sono più di una citazione dalle sue musiche e riconoscerete senz'altro Il volo del calabrone in ben tre punti (le tre trasformazioni in insetto del Principe Guidone).
Per più approfondite informazioni su questo e altri cartoni animati russi, vi suggerisco il sito www.animator.ru e vi si aprirà un mondo nuovo, immenso, tutto da esplorare. Per quanto riguarda la musica originale di Rimskij-Korsakov, l'opera e la suite tratta dall'opera contengono un altro brano piuttosto famoso, con cui proseguiremo, nel prossimo post, il nostro piccolo viaggio musicale N° 6 che sta per volgere al termine... purtroppo, ma torneremo ancora a trovare Rimskij-Korsakov, che ormai ci sta molto simpatico.
Sono felice di aver scelto Il volo del Calabrone, perchè mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo che non conoscevo: i cartoni animati russi!
Vi propongo e consiglio molto caldamente il cartone animato russo di Ivan Ivanov-Vano (1900 -1987), ci sono i sottotitoli in inglese, basta selezionarli in basso a destra. La musica di questo meraviglioso cartone animato - di cui Giacomo si è appassionato a tal punto da richiedermelo ogni sera insistentemente, così come mi chiede di leggergli la fiaba di Puskin (abbiamo il libro che vi ho consigliato nello scorso Post) - non è quella originale di Rimskij-Korsakov, ma vi sono più di una citazione dalle sue musiche e riconoscerete senz'altro Il volo del calabrone in ben tre punti (le tre trasformazioni in insetto del Principe Guidone).
Per più approfondite informazioni su questo e altri cartoni animati russi, vi suggerisco il sito www.animator.ru e vi si aprirà un mondo nuovo, immenso, tutto da esplorare. Per quanto riguarda la musica originale di Rimskij-Korsakov, l'opera e la suite tratta dall'opera contengono un altro brano piuttosto famoso, con cui proseguiremo, nel prossimo post, il nostro piccolo viaggio musicale N° 6 che sta per volgere al termine... purtroppo, ma torneremo ancora a trovare Rimskij-Korsakov, che ormai ci sta molto simpatico.
Copertina del libro consigliato agli appassionati di Fiabe russe
Il volo del calabrone, come già accennato, fa parte di un'opera che si intitola Lo Zar Saltan, che Rimskij-Korsakov ha scritto nel 1900.
Per gli appassionati di fiabe russe, ne faccio un brevissimo (e semplificatissimo) riassunto e vi consiglio un libro per leggere la versione integrale della fiaba ai vostri figli, un'ottima attività in vacanza, al mare, all'ombra (il libro è anche leggero da portarsi in borsa). Il libro è intitolato "Fiaba dello Zar Saltan, di suo figlio Il Principe Guidon e della bella Principessa Cigno". La fiaba è scritta da Aleksandr Sergeevic Puskin, nella traduzione di Ettore Gatto. Edizioni Lindau(16,50 euro).
Sul retro si legge: "Dedicato a chi ama le grandi storie, le grandi avventure e le magiche trasformazioni. A chi desidera volare lontano. A chi crede nei prodigi e nei doni gratuiti. Ai padri e ai figli che si cercano. A chi vuole fermarsi un momento e leggere, raccontare, provare a recitare una fiaba al proprio bambino. A chi vuole fermarsi un momento e ascoltare una fiaba bella come una poesia."
Meraviglioso, no?
RIASSUNTO DELLA FIABA (se non ti interessa scorri sotto al filmato di Minnie per una nuova versione de Il volo del calabrone):
In una bella casetta, tanto tempo fa, vivevano tre sorelle. Un giorno filavano (cioè lavoravano ai ferri... spiegatelo voi ai vostri figli perchè ormai è raro vedere qualcuno che fila!) e chiacchieravano del più e del meno fantasticando.
Una di loro disse: "Se un giorno fossi zarina (=Regina in Russia), cucinerei un ricco pranzo per tutti".
La seconda disse: "Se un giorno fossi zarina, tesserei un meraviglioso vestito per ogni abitante del mio regno."
La terza disse: "Se un giorno fossi zarina, regalerei allo Zar (cioè al Re suo marito) un bimbo che sarà un eroe."
Proprio in quel momento, un bel giovane entrò nella casa perchè aveva sentito i loro discorsi e disse: "Sono lo Zar Saltan e vorrei prendere in sposa la terza sorella (quella che vuole generare un eroe...). Poi vorrei la prima come cuoca e la seconda come tessitrice di corte (... magra consolazione per le due sorelle!...)
Immediatamente vengono celebrate le nozze con una gran festa a palazzo, ma le altre due sorelle, rose dall'invidia non riescono a darsi pace (qualche analogia con Cenerentola?!...).
Dopo poco tempo, lo Zar Saltan deve partire per la guerra e la Zarina resta sola a palazzo con le due sorelle invidiose. La Zarina dopo 9 mesi partorisce un bellissimo bambino e, non essendoci telefoni e internet ecc., viene mandato un messaggero per dare allo Zar la bella notizia. Ma le due sorelle, aiutate da una vecchia stregaccia di nome Barbarica, fermano per strada il messaggero, stracciano il messaggio insdirizzato allo Zar e gli infilano in borsa un messaggio diverso (e falso) in cui si legge: "La Zarina ha dato alla luce non un bambino ma un essere mostruoso che non si è mai visto prima sulla faccia della terra, cosa dobbiamo fare?"
Lo Zar, che è un uomo buono, ordina che si aspetti il suo ritorno, ma di nuovo le due sorelle e la stregaccia catturano il messaggero e cambiano il messaggio (questi messaggeri non sono molto affidabili...) e scrivono: "Lo Zar ordina che si uccidano il bambino e la madre, gettandoli in mare chiusi in una botte" (che perfidia!).
La Zarina e il figlio nella botte in mare...
L'ordine orrendo, nonostante alcune perplessità, viene eseguito.
All'interno della botte, sbattuta qua e là dalle onde, il principino cresce (non si sa come visto che non ha cibo nè acqua... ma nelle fiabe avvengono cose inverosimili) e prega le onde di portarli a riva. Il suo desiderio viene esaudito e madre e figlio approdano a riva e riescono ad uscire dalla botte. Il bambino, divenuto ormai ragazzo, si costruisce subito un arco con le frecce, utilizzando i rami di una quercia, e va a caccia.
Improvvisamente, sente un lamento: un bellissimo cigno attaccato da un uccello cattivo. Il Principe colpisce a morte l'uccellaccio che cade in mare grondando sangue e salva così il cigno, che gli si avvicina e gli dice (il cigno parla!): "Grazie di avermi salvata, io non sono un cigno, ma una ragazza vittima di un incantesimo e quel nibbio cattivo era lo stregone che mi teneva prigioniera! Grazie, per questo sarai ricompensato, esaudirò ogni tuo desiderio."
Il Principe torna dalla madre, le racconta l'accaduto e poi i due si addormentano. La mattina scoprono che sull'isola che il giorno prima era deserta è sorta una bellissima città. Madre e figlio entrano in città e il Principe viene proclamato Re con il nome di Principe Guidone (fa un po' ridere come nome non trovate?).
Mentre tutti festeggiavano il nuovo sovrano, a riva attracca una nave. Sono dei mercanti provenienti dalla terra dello Zar Saltan (il padre del Principe Guidone). Il Principe diventa improvvisamente triste... vorrebbe tanto riabbracciare suo padre. Il cigno (quello a cui lui aveva salvato la vita) lo vede triste e vuole aiutarlo. Per poter seguire in volo la nave dei mercanti fino al paese del padre lo trasforma in insetto (zanzara).
Il Principe zanzara vola fino dal padre. I marinai raccontano allo Zar Saltan il prodigio della città sorta sull'isola deserta e gli portano i saluti del Principe Guidone, regnante in quella terra. Lo Zar si incuriosisce ed esprime il desiderio di recarsi in quella nuova città. Una delle sorelle, per cercare di dissuadere lo Zar dall'idea di recarsi nella terra del Principe Guidone, racconta che in un altro luogo c'è uno scioiattolo che sgranocchia noci d'oro e di smeraldo. Lo Zar, incuriosito da questa storia, quasi dimentica il paese del Principe Guidone. Allora il Principe zanzara punge la cognata cattiva in un occhio. Poi se ne torna a casa e ritorna Principe uomo.
Il principe è di nuovo triste... dopo aver sentito la storia dello scoiattolo che sgranocchia noci d'oro non riesce a darsi pace! Vuole quello scoiattolo! Detto fatto! il cigno magico esaudisce anche questo suo desiderio e il Principe si ritrova lo scoiattolino e le noci d'oro nel giardino di casa. E' così felice! Costruisce una casetta per lo scoiattolo, con un'altalena e una vaschetta per il bagno (si sa... anche i Principi non crescono mai!) e persino una spazzola per pettinarsi la coda.
Ma il Principe ha ancora nostalgia della terra del padre e per una seconda volta viene trasformato in insetto (moscone) dal cigno. Anche questa volta va a casa del padre, sente una storia narrata dalla cognata a proposito di un paese dove ci sono guerrieri valorosi. Il Principe torna a casa col desiderio di avere per sè quei valorosi combattenti per difendere la sua città. Il cigno esaudisce anche questo desiderio.
Per la terza volta il Principe vuole tornare a casa del padre e questa volta il cigno lo trasforma CALABRONE!! (ECCO IL VOLO DEL CALABRONE! Adesso sapete da dove viene!) Il Principe calabrone arriva vicino al padre. I marinai raccontano ancora allo Zar Saltan del paese meraviglioso ove regna il Principe Guidone, ma la cognata cerca di distogliere lo Zar dall'idea di andare in quella terra, raccontando che esiste un paese ancora più bello ove c'è una principessa magnifica che ha una grazia tale che qualndo cammina sembra un cigno che nuota sulle acque. Il Principe calabrone punge sul naso la cognata cattiva e se ne torna a casa col desiderio di avere quella principessa.
La Principessa cigno
Il cigno di nuovo va da lui per aiutarlo a non essere triste: indovinate come va a finire? Ovviamente è lui la bella principessa di cui si raccontava e così i due si sposano con l'approvazione della madre e alla fine lo Zar Saltan riesce ad arrivare nella terra del figlio, si riconoscono, si abbracciano e vivono tutti felici e contenti. (Le sorelle cattive vengono perdonate, non fanno nemmeno loro una brutta fine).
Aiuto! che storia complicata! Ma affascinante. E il libro che vi ho suggerito contiene le illustrazioni di J. Bilibin (1876-1942), grafico, illustratore di libri per l'infanzia, scenografo e costumista tra i più famosi in Russia. Nell'opera di Rimskij-Korsakov la trama viene seguita in modo piuttosto fedele, ma i tre viaggi del principe sono ridotti a uno solo, quello da "calabrone" ovviamente!
Il calabrone: lavoretto della Scuola Materna San Giuseppe (PR)
Per "alleggerire" il Post così impegnativo un suggerimento creativo direttamente dalle aule della Scuola Materna San Giuseppe di Parma: un calabrone realizzato con: panno di feltro colorato (giallo, viola, azzurro, verde, rosa scuro e rosa chiaro) cartoncino su cui incollare il panno, bottoni, colla e... tanta pazienza! (Brava Maestra Susy!) Sembra proprio il Principe Guidone trasformato in Calabrone, vero?!
E per finire un filmato della serie "Maestro Minnie" (1999), in cui Minnie fa il Direttore d'Orchestra (promozione del direttore donna!) e qui dirige proprio Il volo del Calabrone, che ormai riuscirete a canticchiare nota per nota immagino (e se non ci riuscite subito indietro a ripassare i Post precedenti!):
Copertina del libro consigliato agli appassionati di Fiabe russe
Il volo del calabrone, come già accennato, fa parte di un'opera che si intitola Lo Zar Saltan, che Rimskij-Korsakov ha scritto nel 1900.
Per gli appassionati di fiabe russe, ne faccio un brevissimo (e semplificatissimo) riassunto e vi consiglio un libro per leggere la versione integrale della fiaba ai vostri figli, un'ottima attività in vacanza, al mare, all'ombra (il libro è anche leggero da portarsi in borsa). Il libro è intitolato "Fiaba dello Zar Saltan, di suo figlio Il Principe Guidon e della bella Principessa Cigno". La fiaba è scritta da Aleksandr Sergeevic Puskin, nella traduzione di Ettore Gatto. Edizioni Lindau(16,50 euro).
Sul retro si legge: "Dedicato a chi ama le grandi storie, le grandi avventure e le magiche trasformazioni. A chi desidera volare lontano. A chi crede nei prodigi e nei doni gratuiti. Ai padri e ai figli che si cercano. A chi vuole fermarsi un momento e leggere, raccontare, provare a recitare una fiaba al proprio bambino. A chi vuole fermarsi un momento e ascoltare una fiaba bella come una poesia."
Meraviglioso, no?
RIASSUNTO DELLA FIABA (se non ti interessa scorri sotto al filmato di Minnie per una nuova versione de Il volo del calabrone):
In una bella casetta, tanto tempo fa, vivevano tre sorelle. Un giorno filavano (cioè lavoravano ai ferri... spiegatelo voi ai vostri figli perchè ormai è raro vedere qualcuno che fila!) e chiacchieravano del più e del meno fantasticando.
Una di loro disse: "Se un giorno fossi zarina (=Regina in Russia), cucinerei un ricco pranzo per tutti".
La seconda disse: "Se un giorno fossi zarina, tesserei un meraviglioso vestito per ogni abitante del mio regno."
La terza disse: "Se un giorno fossi zarina, regalerei allo Zar (cioè al Re suo marito) un bimbo che sarà un eroe."
Proprio in quel momento, un bel giovane entrò nella casa perchè aveva sentito i loro discorsi e disse: "Sono lo Zar Saltan e vorrei prendere in sposa la terza sorella (quella che vuole generare un eroe...). Poi vorrei la prima come cuoca e la seconda come tessitrice di corte (... magra consolazione per le due sorelle!...)
Immediatamente vengono celebrate le nozze con una gran festa a palazzo, ma le altre due sorelle, rose dall'invidia non riescono a darsi pace (qualche analogia con Cenerentola?!...).
Dopo poco tempo, lo Zar Saltan deve partire per la guerra e la Zarina resta sola a palazzo con le due sorelle invidiose. La Zarina dopo 9 mesi partorisce un bellissimo bambino e, non essendoci telefoni e internet ecc., viene mandato un messaggero per dare allo Zar la bella notizia. Ma le due sorelle, aiutate da una vecchia stregaccia di nome Barbarica, fermano per strada il messaggero, stracciano il messaggio insdirizzato allo Zar e gli infilano in borsa un messaggio diverso (e falso) in cui si legge: "La Zarina ha dato alla luce non un bambino ma un essere mostruoso che non si è mai visto prima sulla faccia della terra, cosa dobbiamo fare?"
Lo Zar, che è un uomo buono, ordina
che si aspetti il suo ritorno, ma di nuovo le due sorelle e la
stregaccia catturano il messaggero e cambiano il messaggio (questi
messaggeri non sono molto affidabili...) e scrivono: "Lo Zar ordina che
si uccidano il bambino e la madre, gettandoli in mare chiusi in una
botte" (che perfidia!).
La Zarina e il figlio nella botte in mare...
L'ordine orrendo, nonostante alcune perplessità, viene eseguito.
All'interno della botte, sbattuta qua e là dalle onde, il principino cresce (non si sa come visto che non ha cibo nè acqua... ma nelle fiabe avvengono cose inverosimili) e prega le onde di portarli a riva. Il suo desiderio viene esaudito e madre e figlio approdano a riva e riescono ad uscire dalla botte. Il bambino, divenuto ormai ragazzo, si costruisce subito un arco con le frecce, utilizzando i rami di una quercia, e va a caccia.
Improvvisamente, sente un lamento: un bellissimo cigno attaccato da un uccello cattivo. Il Principe colpisce a morte l'uccellaccio che cade in mare grondando sangue e salva così il cigno, che gli si avvicina e gli dice (il cigno parla!): "Grazie di avermi salvata, io non sono un cigno, ma una ragazza vittima di un incantesimo e quel nibbio cattivo era lo stregone che mi teneva prigioniera! Grazie, per questo sarai ricompensato, esaudirò ogni tuo desiderio."
Il Principe torna dalla madre, le racconta l'accaduto e poi i due si addormentano. La mattina scoprono che sull'isola che il giorno prima era deserta è sorta una bellissima città. Madre e figlio entrano in città e il Principe viene proclamato Re con il nome di Principe Guidone (fa un po' ridere come nome non trovate?).
Mentre tutti festeggiavano il nuovo sovrano, a riva attracca una nave. Sono dei mercanti provenienti dalla terra dello Zar Saltan (il padre del Principe Guidone). Il Principe diventa improvvisamente triste... vorrebbe tanto riabbracciare suo padre. Il cigno (quello a cui lui aveva salvato la vita) lo vede triste e vuole aiutarlo. Per poter seguire in volo la nave dei mercanti fino al paese del padre lo trasforma in insetto (zanzara).
Il Principe zanzara vola fino dal padre. I marinai raccontano allo Zar Saltan il prodigio della città sorta sull'isola deserta e gli portano i saluti del Principe Guidone, regnante in quella terra. Lo Zar si incuriosisce ed esprime il desiderio di recarsi in quella nuova città. Una delle sorelle, per cercare di dissuadere lo Zar dall'idea di recarsi nella terra del Principe Guidone, racconta che in un altro luogo c'è uno scioiattolo che sgranocchia noci d'oro e di smeraldo. Lo Zar, incuriosito da questa storia, quasi dimentica il paese del Principe Guidone. Allora il Principe zanzara punge la cognata cattiva in un occhio. Poi se ne torna a casa e ritorna Principe uomo.
Il principe è di nuovo triste... dopo aver sentito la storia dello scoiattolo che sgranocchia noci d'oro non riesce a darsi pace! Vuole quello scoiattolo! Detto fatto! il cigno magico esaudisce anche questo suo desiderio e il Principe si ritrova lo scoiattolino e le noci d'oro nel giardino di casa. E' così felice! Costruisce una casetta per lo scoiattolo, con un'altalena e una vaschetta per il bagno (si sa... anche i Principi non crescono mai!) e persino una spazzola per pettinarsi la coda.
Ma il Principe ha ancora nostalgia della terra del padre e per una seconda volta viene trasformato in insetto (moscone) dal cigno. Anche questa volta va a casa del padre, sente una storia narrata dalla cognata a proposito di un paese dove ci sono guerrieri valorosi. Il Principe torna a casa col desiderio di avere per sè quei valorosi combattenti per difendere la sua città. Il cigno esaudisce anche questo desiderio.
Per la terza volta il Principe vuole tornare a casa del padre e questa volta il cigno lo trasforma CALABRONE!! (ECCO IL VOLO DEL CALABRONE! Adesso sapete da dove viene!) Il Principe calabrone arriva vicino al padre. I marinai raccontano ancora allo Zar Saltan del paese meraviglioso ove regna il Principe Guidone, ma la cognata cerca di distogliere lo Zar dall'idea di andare in quella terra, raccontando che esiste un paese ancora più bello ove c'è una principessa magnifica che ha una grazia tale che qualndo cammina sembra un cigno che nuota sulle acque. Il Principe calabrone punge sul naso la cognata cattiva e se ne torna a casa col desiderio di avere quella principessa.
La Principessa cigno
Il cigno di nuovo va da lui per aiutarlo a non essere triste: indovinate come va a finire? Ovviamente è lui la bella principessa di cui si raccontava e così i due si sposano con l'approvazione della madre e alla fine lo Zar Saltan riesce ad arrivare nella terra del figlio, si riconoscono, si abbracciano e vivono tutti felici e contenti. (Le sorelle cattive vengono perdonate, non fanno nemmeno loro una brutta fine).
Aiuto! che storia complicata! Ma affascinante. E il libro che vi ho suggerito contiene le illustrazioni di J. Bilibin (1876-1942), grafico, illustratore di libri per l'infanzia, scenografo e costumista tra i più famosi in Russia. Nell'opera di Rimskij-Korsakov la trama viene seguita in modo piuttosto fedele, ma i tre viaggi del principe sono ridotti a uno solo, quello da "calabrone" ovviamente!
Il calabrone: lavoretto della Scuola Materna San Giuseppe (PR)
Per "alleggerire" il Post così impegnativo un suggerimento creativo direttamente dalle aule della Scuola Materna San Giuseppe di Parma: un calabrone realizzato con: panno di feltro colorato (giallo, viola, azzurro, verde, rosa scuro e rosa chiaro) cartoncino su cui incollare il panno, bottoni, colla e... tanta pazienza! (Brava Maestra Susy!) Sembra proprio il Principe Guidone trasformato in Calabrone, vero?!
E per finire un filmato della serie "Maestro Minnie" (1999), in cui Minnie fa il Direttore d'Orchestra (promozione del direttore donna!) e qui dirige proprio Il volo del Calabrone, che ormai riuscirete a canticchiare nota per nota immagino (e se non ci riuscite subito indietro a ripassare i Post precedenti!):
Questo cartone animato della Disney del 1948 è uno di quei piccoli capolavori che uniscono la musica all'animazione, che è il miglior modo per avvicinare i più piccoli alla musica e far loro entrare in testa e nelle orecchie tutta una serie di brani che meritano di far parte dell'educazione di ciascuno di noi.
La musica è una versione Boogie Woogie del brano di Rimskij-Korsakov, che piacerà ai ragazzi, scritta da Freddie Martin per la sua band. Freddie Martin è stato un grandissimo sassofonista americano.
PARAGRAFO PER GENITORI:
E' giusto che anche i genitori possano avere qualche spunto da questo blog! E anche i ragazzi più grandi possono senz'altro apprezzare il film che sto per presentarvi, in cui c'è una bellissima scena in cui il protagonosta suona proprio Il Volo del Calabrone. Il film è Shine, di qualche anno fa, e per presentarvelo al meglio ho chiesto il contributo a una mia cara amica, esperta-studiosa-critica di cinema, Cecilia Voi e riporto di seguito le sue parole (grazie Cecilia!):
"Shine di Scott Hicks, oltre a essere stato il film che lanciò nell'Olimpo delle star l'australiano Geoffrey Rush, è una storia sul talento. Su come alimentarlo e su come distruggerlo, su come esso sia del tutto fuori dalle attese, su come sopravviva, immortale, perfino alla distorsione più crudele, quella della mente. Non a caso il titolo riecheggia quello ben più famoso di un film di Kubrick, Shining, termine che in inglese significa sia “risplendere”, sia “essere dotato di preveggenza, di visione soprannaturale”. E, in tutti e due i film, a essere naturalmente dotato è il bambino. E' essenziale infatti osservare come la parabola di David Helfgott, il protagonista di Shine, cominci dall'infanzia. Il suo talento per la musica è immediato, esiste, senza alcuna spiegazione. La facilità con il quale il piccolo David esegue i primi pezzi al pianoforte è anzi direttamente proporzionale alla sua fantasia, all'immaginazione con la quale affascina la sorellina nei pomeriggi passati insieme nel povero cortile dietro casa. Le racconta infatti che un giorno sarà un celebre pianista e riscatterà la famiglia dalla misera esistenza che conduce. David è e resterà, anche da adulto, eternamente bambino, libero nello slancio musicale, intonato e armonico dentro di sé, seppur prigioniero di un corpo e di una mente distonici. Al mondo puro del protagonista fanno da contraltare gli altri, specialmente il padre, che pensa di poter incanalare il talento del ragazzo in un percorso prestabilito e se possibile vincente. La severità e il rigore paterni, la dedizione, le ore passate a provare e riprovare i pezzi per i concerti e le audizioni sono intese non come sforzo virtuoso verso il successo – tipica situazione delle commedie americane, si pensi ai film sulla danza, per esempio – ma piuttosto come coercizione, dominio, smodata ambizione. Intorno a suo figlio questo padre erige un muro di filo spinato che rispecchia quello reale di cui circonda la casa, memore dei giorni neri della Shoà. Da questo laccio David non riuscirà mai più a liberarsi, anche quando andrà lontano dopo aver vinto una borsa di studio. In Accademia, infatti, lo strenuo sforzo per preparare il difficile concerto n. 3 di Rachmaninoff, che il padre già gli imponeva a otto anni, piegherà definitivamente la sua mente messa a dura prova. Eppure, la scintilla del talento continuerà a brillare, più forte della malattia, consentendogli di avere una seconda occasione per tornare, appunto, a “risplendere”. Questa seconda parte della vita di Helfgott è infatti intessuta di sovrannaturale, di magico – la moglie Gillian è astrologa – di inspiegato. Il film è complesso, molto amaro, specialmente perché racconta una vicenda realmente accaduta, ma sottile nel mettere in luce i rapporti di forza e le aspettative che si creano intorno a un promettente genio musicale; con una colonna sonora eseguita a regola d'arte da brillanti performer e diretta dal Maestro Murray Perahia. E' anche un monito a lasciare che figli siano quel che veramente sono. Il paragone più centrato con il talento musicale lo faceva il piccolo Billy Elliot nell'omonimo film, rispondendo a chi gli chiedeva come si sentisse ballando: “Io sono elettricità”. Lo stesso vale per il talento di David Helfgott: non si può misurare, ma si può assistere al suo straordinario dispiegarsi sullo schermo." (Cecilia Voi)
... e a questo punto caccia al film, che non è più in produzione quindi diventa anche una ricerca impegnativa!
Questo cartone animato della Disney del 1948 è uno di quei piccoli capolavori che uniscono la musica all'animazione, che è il miglior modo per avvicinare i più piccoli alla musica e far loro entrare in testa e nelle orecchie tutta una serie di brani che meritano di far parte dell'educazione di ciascuno di noi.
La musica è una versione Boogie Woogie del brano di Rimskij-Korsakov, che piacerà ai ragazzi, scritta da Freddie Martin per la sua band. Freddie Martin è stato un grandissimo sassofonista americano.
PARAGRAFO PER GENITORI:
E' giusto che anche i genitori possano avere qualche spunto da questo blog! E anche i ragazzi più grandi possono senz'altro apprezzare il film che sto per presentarvi, in cui c'è una bellissima scena in cui il protagonosta suona proprio Il Volo del Calabrone. Il film è Shine, di qualche anno fa, e per presentarvelo al meglio ho chiesto il contributo a una mia cara amica, esperta-studiosa-critica di cinema, Cecilia Voi e riporto di seguito le sue parole (grazie Cecilia!):
"Shine
di Scott Hicks, oltre a essere stato il film che lanciò nell'Olimpo
delle star l'australiano Geoffrey Rush, è una storia sul talento. Su
come alimentarlo e su come distruggerlo, su come esso sia del tutto
fuori dalle attese, su come sopravviva, immortale, perfino alla
distorsione più crudele, quella della mente. Non a caso il titolo
riecheggia quello ben più famoso di un film di Kubrick, Shining,
termine che in inglese significa sia “risplendere”, sia “essere
dotato di preveggenza, di visione soprannaturale”. E, in tutti e
due i film, a essere naturalmente dotato è il bambino. E' essenziale
infatti osservare come la parabola di David Helfgott, il protagonista
di Shine, cominci dall'infanzia. Il suo talento per la musica
è immediato, esiste, senza alcuna spiegazione. La facilità con il
quale il piccolo David esegue i primi pezzi al pianoforte è anzi
direttamente proporzionale alla sua fantasia, all'immaginazione con
la quale affascina la sorellina nei pomeriggi passati insieme nel
povero cortile dietro casa. Le racconta infatti che un giorno sarà
un celebre pianista e riscatterà la famiglia dalla misera esistenza
che conduce. David è e resterà, anche da adulto, eternamente
bambino, libero nello slancio musicale, intonato e armonico dentro di
sé, seppur prigioniero di un corpo e di una mente distonici. Al
mondo puro del protagonista fanno da contraltare gli altri,
specialmente il padre, che pensa di poter incanalare il talento del
ragazzo in un percorso prestabilito e se possibile vincente. La
severità e il rigore paterni, la dedizione, le ore passate a provare
e riprovare i pezzi per i concerti e le audizioni sono intese non
come sforzo virtuoso verso il successo – tipica situazione delle
commedie americane, si pensi ai film sulla danza, per esempio – ma
piuttosto come coercizione, dominio, smodata ambizione. Intorno a suo
figlio questo padre erige un muro di filo spinato che rispecchia
quello reale di cui circonda la casa, memore dei giorni neri della
Shoà. Da questo laccio David non riuscirà mai più a liberarsi,
anche quando andrà lontano dopo aver vinto una borsa di studio. In
Accademia, infatti, lo strenuo sforzo per preparare il difficile
concerto n. 3 di Rachmaninoff, che il padre già gli imponeva a otto
anni, piegherà definitivamente la sua mente messa a dura prova.
Eppure, la scintilla del talento continuerà a brillare, più forte
della malattia, consentendogli di avere una seconda occasione per
tornare, appunto, a “risplendere”. Questa seconda parte della
vita di Helfgott è infatti intessuta di sovrannaturale, di magico –
la moglie Gillian è astrologa – di inspiegato. Il film è
complesso, molto amaro, specialmente perché racconta una vicenda
realmente accaduta, ma sottile nel mettere in luce i rapporti di
forza e le aspettative che si creano intorno a un promettente genio
musicale; con una colonna sonora eseguita a regola d'arte da
brillanti performer e diretta dal Maestro Murray Perahia. E' anche un
monito a lasciare che figli siano quel che veramente sono. Il
paragone più centrato con il talento musicale lo faceva il piccolo
Billy Elliot nell'omonimo film, rispondendo a chi gli chiedeva come
si sentisse ballando: “Io sono elettricità”. Lo stesso vale per
il talento di David Helfgott: non si può misurare, ma si può
assistere al suo straordinario dispiegarsi sullo schermo." (Cecilia Voi)
... e a questo punto caccia al film, che non è più in produzione quindi diventa anche una ricerca impegnativa!
Il Volo del calabrone è diventato terreno di sfida per tutti gli strumenti, non solo per il violino. In questo Post (che cade proprio il giorno dell'anniversario di morte di Rimskij-Korsakov) vi propongo due grandissimi interpreti (flauto e pianoforte) alle prese con le agilità che il brano richiede. Il sondaggio questa volta sarà: qual è la vostra versione preferita? In rete trovate anche un'esecuzione con la tromba, il clarinetto, la chitarra e il violoncello....
Intanto sbizzarritevi a creare calabroni disegnati, scolpiti, dipinti, modellati... Giacomo ha preso gli acquerelli e ha colorato così un brutto calabrone disegnato da me...
Da flautista dilettante, non posso che cominciare dal Signor Flauto... James Galway, che suona un flauto d'oro, come molti suoi illustri colleghi. Ovviamente parliamo di Flauto Traverso (e non del flautino dritto di plastica blu che si usa alle medie...).
In questo video è accompagnato dal pianoforte. Da notare la sua abilità nel produrre il "ronzio" con una particolare tecnica di emissione dell'aria e quindi del suono.
FLAUTO TRAVERSO (James Galway)
Ora ascoltate questa talentuosa (bella e famosa) pianista cinese, Huija Wang, che esegue il pezzo ad una velocità sorprendente:
Il Volo del calabrone è diventato terreno di sfida per tutti gli strumenti, non solo per il violino. In questo Post (che cade proprio il giorno dell'anniversario di morte di Rimskij-Korsakov) vi propongo due grandissimi interpreti (flauto e pianoforte) alle prese con le agilità che il brano richiede. Il sondaggio questa volta sarà: qual è la vostra versione preferita? In rete trovate anche un'esecuzione con la tromba, il clarinetto, la chitarra e il violoncello....
Intanto sbizzarritevi a creare calabroni disegnati, scolpiti, dipinti, modellati... Giacomo ha preso gli acquerelli e ha colorato così un brutto calabrone disegnato da me...
Da flautista dilettante, non posso che cominciare dal Signor Flauto... James Galway, che suona un flauto d'oro, come molti suoi illustri colleghi. Ovviamente parliamo di Flauto Traverso (e non del flautino dritto di plastica blu che si usa alle medie...).
In questo video è accompagnato dal pianoforte. Da notare la sua abilità nel produrre il "ronzio" con una particolare tecnica di emissione dell'aria e quindi del suono.
FLAUTO TRAVERSO (James Galway)
Ora ascoltate questa talentuosa (bella e famosa) pianista cinese, Huija Wang, che esegue il pezzo ad una velocità sorprendente:
Vi avevo consigliato il libro con CD della CurciYoung sul Pianoforte e ora vi consiglio quello sul Violino. Anche in questo volume c'è una storia raccontata ai bambini e il violino fa da commento sonoro presentando una serie di sue possibilità espressive: il legato, il vibrato, il tremolo, le doppie corde, il pizzicato, il balzato...
Il Ratto cattivo
Potete prendere in prestito questo libro alla Biblioteca di Alice di Parma, quella interna al Parco Ducale, che ha una vastissima sezione per bambini e ragazzi. La storia è di Leigh Sauerwein, mentrele illustrazioni sono di Christine Destours e di Aurélia fronty. Nel CD la storia è raccontata da Marco Golinelli.
La storia ha per protagonista il Signor Riccio che sa cantare in modo meraviglioso, ma un giorno scompare. Il Signor Riccio ha molti amici nella foresta e non vedendolo più si preoccupano: la Topina, la Talpa, il Tasso, la Volpe... il Gufo...
Illustrazione del Signor Riccio
Il Gufo ha visto tutto: stato il ratto, che abita in riva al fiume. Ha rapito il Signor Riccio e lo tiene prigioniero. Lo costringe a cantare solo per lui.
Il saggio Gufo
Il canto del riccio è triste e nel CD potete ascoltare il suono del violino "triste" che dà voce alla disperazione del riccio.
La Topina
Topina e gli altri amici si dannoda fare per trovare il modo di liberarlo e con ingegno ci riescono! Ma non vi dico come per non rovinarvi la sorpresa!
Il Riccio imprigionato
Alla fine della storia, nella II parte del libro, scopriamo come è fatto un violino, mentre nel CD sono raccolti alcuni brani celebri per violino di Bach, Mozart, Vivaldi, Paganini e Franck.
CAPITOLI del breve manualetto: 1. La nascita del violino. Quando? (XVI sec.) Dove? Come? 2. Come è fatto un violino. 3. Come si suona il violino. 4. Il violino, uno strumento protagonista. 5. La musica da camera.
Al mio Giacomo (e anche ad Antonio) questo libro piace molto e lo ascoltiamo spesso in auto durante i viaggi. Ascoltare i CD è sicuramente meglio che guardare dei DVD o giocare ai giochini, soprattutto per chi soffre l'auto.
A volte lo abbiamo ascoltato anche prima di andare a dormire.
Torniamo al nostro calabrone...
Il brano di Rimskij-Korsakov è stato adattato per violino solo ed è diventato un pezzo virtuosistico.
Addirittura è nata una sfida di velocità tra alcuni virtuosi di violino con tanto di partecipazione a quelle tristi trasmissioni TV sui Record. Tutt'altro che triste, comunque, è il detentore di tale record, David Garret, violinista tedesco-americano bello e bravo, famoso per le sue discutibili ma apprezzate contaminazioni tra classica e rock. Garret suona uno Stradivari.
Sicuramente i bambini possono trovare divertente sentire questo video a tutta velocità del... "calabrone impazzito":
Vi avevo consigliato il libro con CD della CurciYoung sul Pianoforte e ora vi consiglio quello sul Violino. Anche in questo volume c'è una storia raccontata ai bambini e il violino fa da commento sonoro presentando una serie di sue possibilità espressive: il legato, il vibrato, il tremolo, le doppie corde, il pizzicato, il balzato...
Il Ratto cattivo
Potete prendere in prestito questo libro alla Biblioteca di Alice di Parma, quella interna al Parco Ducale, che ha una vastissima sezione per bambini e ragazzi. La storia è di Leigh Sauerwein, mentrele illustrazioni sono di Christine Destours e di Aurélia fronty. Nel CD la storia è raccontata da Marco Golinelli.
La storia ha per protagonista il Signor Riccio che sa cantare in modo meraviglioso, ma un giorno scompare. Il Signor Riccio ha molti amici nella foresta e non vedendolo più si preoccupano: la Topina, la Talpa, il Tasso, la Volpe... il Gufo...
Illustrazione del Signor Riccio
Il Gufo ha visto tutto: stato il ratto, che abita in riva al fiume. Ha rapito il Signor Riccio e lo tiene prigioniero. Lo costringe a cantare solo per lui.
Il saggio Gufo
Il canto del riccio è triste e nel CD potete ascoltare il suono del violino "triste" che dà voce alla disperazione del riccio.
La Topina
Topina e gli altri amici si dannoda fare per trovare il modo di liberarlo e con ingegno ci riescono! Ma non vi dico come per non rovinarvi la sorpresa!
Il Riccio imprigionato
Alla fine della storia, nella II parte del libro, scopriamo come è fatto un violino, mentre nel CD sono raccolti alcuni
brani celebri per violino di Bach, Mozart, Vivaldi, Paganini e Franck.
CAPITOLI del breve manualetto:
1. La nascita del violino. Quando? (XVI sec.) Dove? Come?
2. Come è fatto un violino.
3. Come si suona il violino.
4. Il violino, uno strumento protagonista.
5. La musica da camera.
Al mio Giacomo (e anche ad Antonio) questo libro piace molto e lo ascoltiamo spesso in auto durante i viaggi. Ascoltare i CD è sicuramente meglio che guardare dei DVD o giocare ai giochini, soprattutto per chi soffre l'auto.
A volte lo abbiamo ascoltato anche prima di andare a dormire.
Torniamo al nostro calabrone...
Il brano di Rimskij-Korsakov è stato adattato per violino solo ed è diventato un pezzo virtuosistico.
Addirittura è nata una sfida di velocità tra alcuni virtuosi di violino con tanto di partecipazione a quelle tristi trasmissioni TV sui Record. Tutt'altro che triste, comunque, è il detentore di tale record, David Garret, violinista tedesco-americano bello e bravo, famoso per le sue discutibili ma apprezzate contaminazioni tra classica e rock. Garret suona uno Stradivari.
Sicuramente i bambini possono trovare divertente sentire questo video a tutta velocità del... "calabrone impazzito":
Iluustrazione del Volo del Calabrone nel libricino della Curci
Il Cigno di Saint-Saens lo potevate trovare nel CD della raccolta n.1 di "Ma che Musica!" della CurciYoung, Il volo del calabrone è uno dei brani raccolti nel vol. 2 di questa bella collana di CD dedicati ai bambini, per far scoprire loro diversi modi di fare musica.
L'illustrazione del libricino è accompagnata dalla didascalia: "Il volo del calabrone, su e giù per le scale cromatiche!", che non sono le scale di casa dipinte in multicolor, ma sono le scale musicali con anche i semitoni (i diesis # e i bemolle per intenderci... i tasti neri del pianoforte per super semplificare...), cioè, per esempio, do-do#-re-re#-mi-fa-fa#-sol ecc. Non inorridiscano i musicisti, ma io cerco di spiegare a chi non sa niente niente di musica cose difficilissime con parole semplici.
Il Volo del calabrone utilizza questo tipo di scala.
La copertina del CD della Curci
Il brano di Rimskij-Korsakov è un intermezzo inserito nell'opera "Lo Zar Saltan" e descrive musicalmente il momento in cui il protagonista viene trasformato in calabrone... (sulla trasformazione dell'uomo in insetto si potrebbe fare una settimana di Blog da La metamorfosi di Kafka a La mosca Cronenberg...).
Ma prima di parlare della complicatissima fiaba di Puskin in cui compare il nostro amico calabrone, vi propongo un secondo video del brano, questa volta, animato. La versione è per violino e pianoforte e i disegni rendono bene l'idea che il compositore vuole dare attraverso la musica:
Iluustrazione del Volo del Calabrone nel libricino della Curci
Il Cigno di Saint-Saens lo potevate trovare nel CD della raccolta n.1 di "Ma che Musica!" della CurciYoung, Il volo del calabrone è uno dei brani raccolti nel vol. 2 di questa bella collana di CD dedicati ai bambini, per far scoprire loro diversi modi di fare musica.
L'illustrazione del libricino è accompagnata dalla didascalia: "Il volo del calabrone, su e giù per le scale cromatiche!", che non sono le scale di casa dipinte in multicolor, ma sono le scale musicali con anche i semitoni (i diesis # e i bemolle per intenderci... i tasti neri del pianoforte per super semplificare...), cioè, per esempio, do-do#-re-re#-mi-fa-fa#-sol ecc. Non inorridiscano i musicisti, ma io cerco di spiegare a chi non sa niente niente di musica cose difficilissime con parole semplici.
Il Volo del calabrone utilizza questo tipo di scala.
La copertina del CD della Curci
Il brano di Rimskij-Korsakov è un intermezzo inserito nell'opera "Lo Zar Saltan" e descrive musicalmente il momento in cui il protagonista viene trasformato in calabrone... (sulla trasformazione dell'uomo in insetto si potrebbe fare una settimana di Blog da La metamorfosi di Kafka a La mosca Cronenberg...).
Ma prima di parlare della complicatissima fiaba di Puskin in
cui compare il nostro amico calabrone, vi propongo un secondo video del
brano, questa volta, animato. La versione è per violino e pianoforte e i disegni rendono bene l'idea che il compositore vuole dare attraverso la musica:
Dopo aver raccontato una storia complicata (ma divertente!) è tempo di allentare la concentrazione e rilassarsi per qualche Post.
Per il nostro VI piccolo viaggio musicale ho scelto di esplorare più da vicino alcuni strumenti musicali mettendoli a confronto e in particolare approfondire IL VIOLINO.
Un altro volo del nostro calabrone
Affrontiamo dunque un altro breve brano che si accosta ancora una volta a un animale, o meglio, un insetto molto particolare: IL CALABRONE (in inglese Bumblebee). Il pezzo è noto come "Volo del calabrone" (anche se in realtà non avrebbe alcun titolo) ed è stato scritto nel 1900 da un musicista russo che ha il nome un po' difficile: Nikolaj Rimskij-Korsakov (leggi= Nicolai Rìmski Kòrsakov). Si tratta di un interludio orchestrale inserito in un'opera lirica "Lo zar Saltan", tratta da una fiaba di Puskin di cui parleremo in modo più approfondito più avanti.
Per il momento vorrei solo presentare il brano nella versione per orchestra (quella originale) e proporvi la realizzazione di un simpatico calabrone da far volare a ritmo di musica. Sì, perchè il senso della musica è proprio quello di riprodurre in maniera onomatopeica il ronzio del calabrone. L'insetto sarebbe propriamente un bombo, ma non addentriamoci in questioni di entomologia...
Il riposo del nostro calabrone
La musica descrive il volo del calabrone e lo fa benissimo, in modo travolgente... e se vi procurate dei palloncini, del nastro adesivo, dei pennarelli o colori a tempera potete fabbricare un buffo calabrone come il nostro e lanciarlo in volo... (ehm... non vola benissimo... però dalle foto sembra di sì!). E mentre lavorate, cominciate a familiarizzare con la musica ascoltando il video qui sotto.
Realizzazione del calabrone
Per realizzare il calabrone: gonfiate i palloncini in modo da averne uno molto gonfio per il corpo (meglio se giallo, ma noi lo avevamo arancione e lo abbiamo colorato e forse ol risultato è ancora più bello), uno per la testa (i gialli non li avevamo per cui il nostro calabrone ha la testa blu), due più allungati azzurri per le ali. Attaccateli al corpo con del nastro adesivo trasparente (la testa con un nodo). Fate la faccia col pennarello nero e le righe del corpo gialle e nere con i pennarelli o le tempere (noi abbiamo usato le tempere... aumenta il divertimento).
Ecco fatto! Con grande semplicità avrete un calabrone perfetto interprete del volo di Rimskij-Korsakov!
Il Volo del Calabrone per Orchestra (i Berliner diretti da Zubin Metha):