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lunedì 27 febbraio 2017

PVM a Palazzo Farnese: il FEGATO ETRUSCO

Risultati immagini per fegato etrusco


Il Fegato Etrusco nella teca

Quando si studia a scuola è buona cosa affiancare alla lettura del libro di testo, qualche esperienza diretta, un viaggio, la visita ad un museo, una ulteriore lettura... qualcosa, insomma, che aggiunga valore allo studio nozionistico fatto in classe. Ecco perchè ci siamo recati a Palazzo Farnese, a Piacenza, dove è conservato uno dei reperti etruschi più importanti del mondo: il Fegato Etrusco. Di cosa si tratta? 


Dal Sito del Museo: "Il modello in bronzo riproduce un fegato di pecora ed è stato rinvenuto nel 1877 in provincia di Piacenza.  Esso costituisce una rara testimonianza diretta di pratiche religiose etrusche, legate all’interpretazione del volere divino mediante l’osservazione e il confronto del fegato di un animale sacrificato con il modello in bronzo.
La straordinaria importanza del pezzo sta nella serie di iscrizioni di nomi di divinità che, sulla faccia piana dell’oggetto, sono organizzate in modo da riflettere l’ordinamento del cielo secondo gli Etruschi.
E’ concordemente datato tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C."

Interpretazione delle aree del fegato

 Gli ARUSPICI, speciali sacerdoti Etruschi, avevano il potere di interpretare il futuro confrontando il fegato di un animale sacrificato, in questo caso si tratta di un ovino, con tale modello bronzeo in cui sono incise varie divinità, un'area positiva e una negativa. Essi si dovevano mettere in una particolare posizione, in piedi con un piede appoggiato su di un sasso, come si vede nella proiezione in questa sala del museo:

Un Aruspice
Il fegato bronzeo si presenta suddiviso in sedici regioni marginali (che rappresentano la ripartizione della volta celeste - il templum celeste - secondo il principio etrusco) e ventiquattro regioni interne. Ciascuna regione riporta inciso il nome di una divinità.



STORIA DEGLI ETRUSCHI in due video lezioni:
 

Proiezione del fegato


 Oltre al fegato, a Palazzo Farnese sono conservati alcuni vasi etruschi in bucchero e altri oggetti della vita quotidiana:




 Una gita culturale che consigliamo a tutti! Noi a Palazzo Farnese eravamo già stati per le carrozze, vedi qui: https://piccoliviaggimusicali.blogspot.it/2015/01/piccolo-viaggio-musicale-reale-al.html


domenica 26 febbraio 2017

PVM alla Sala dei Teatini: Davide Cabassi e Beethoven

Davide Cabassi al pianoforte
Una gita a Piacenza importante per più di un motivo. Sicuramente per aver avuto l'occasione di ascoltare dal vivo uno dei nostri pianisti preferiti, Davide Cabassi, che ha offerto alla città, nell'ambito della rassegna "Allegro con Brio" 2017 (in collaborazione con il Conservatorio Giuseppe Nicolini di Piacenza) un recital interamente dedicato a Beethoven (come il suo progetto Beethoven per la DECCA che è giunto al secondo CD).




La cornice della Sala dei Teatini ha aggiunto bellezza a bellezza: musica e interpretazione sublimi, per un pubblico numerosissimo, nonostante fossero le 17 di un sabato pomeriggio primaverile. Segnale importante della città, che ha accolto Davide Cabassi con il meritato entusiasmo. 

L'interno della Sala





Programma strepitoso: Sonata in do maggiore o. 53 "Waldstein", Sonata in fa maggiore op. 54 e Sonata in fa minore op. 57 "Appassionata", e due graditissimi bis, il celebre Adagio "Al chiaro di luna", introdotto dalla divertente battuta "forse questo bis non lo conoscete..." e una Sonata di Scarlatti. Wow! 

Davide Cabassi saluta il pubblico


L'ultimo CD


lunedì 20 febbraio 2017

PVM allo Spazio Dante: Maria Grazia Petrali

Maria Grazia Petrali
Una dimensione intima, "cameristica", quella del concerto di ieri sera allo Spazio Dante di Parma della pianista Maria Grazia Petrali, docente di Pianoforte Principale al Conservatorio di Piacenza che vanta una carriera di tutto rispetto sia come solista sia in formazioni cameristiche. 



E infatti ci ha deliziato con un concerto all'insegna dei due Franz della musica: Schubert e Liszt, nella splendida cornice dello Spazio Dante in Borgo Antini 8, in cui erano anche esposte le opere di Luca Compiani, nella personale "Nuove Solitudini".


4 Improvvisi op. 142 di Franz Schubert.

Ständchen (=Serenata), una trascrizione di Liszt di una serenata di Schubert.

Après une lecture du Dante, Fantasia quasi sonata da "Anni di pellegrinaggio" di Liszt.




Lodevole iniziativa, questa dello Spazio Dante, siamo felici di averlo scoperto e speriamo di avere molte altre occasioni di condividere in questo luogo con altri appassionati arte, musica, cultura di alto livello. 

Poco prima eravamo stati a fare una passeggiata nella nostra città, e siamo entrati nella splendida chiesa di Santa Maria della Steccata:

Antonio e Giacomo nella chiesa




E al Museo di Maria Luigia, dove abbiamo visto oggetti interessantissimi della vita di tutti i giorni di Maria Luigia, le sue scatole per i ricami, gli acquerelli, la pesca... ne avevano di tempo libero senza telefonini e computer!

Giacomo si aggira per il museo




martedì 14 febbraio 2017

PVM alla Casa della Musica: Maurizio Baglini e Silvia Chiesa

Maurizio Baglini, Silvia Chiesa, Sandro Cappelletto
Interessantissimo appuntamento con Schumann alla Casa della Musica di Parma. Al pianoforte Maurizio Baglini, tra i più interessanti e già apprezzati pianisti della mia generazione (classe 1975) e al violoncello Silvia Chiesa. Voce recitante, Sandro Cappelletto, che legge con grande capacità di coinvolgimento emotivo, alcune pagine dal Diario di Robert e Clara e altri scritti di Robert Schumann.

Antonio davanti alla lcandina e a Ercole e Anteo
Un concerto molto particolare, che oltre ad alcune pagine cameristiche per Pianoforte e Violoncello (ma in origine o anche per altri strumenti come il nostro amato Corno) presenta le 13 Kinderszenen di Schumann, per pianoforte, scritte con l'intento di addentrarsi nella semplicità (apparente) del mondo dell'infanzia. Libro di lettura sulle Scene infantili di Schumann


Ingresso alla Casa della Musica
Una serata di musica e cultura, piacevole e di altissimo livello. Antonio ha anche potuto stringere la mano a Maurizio Baglini al termine del concerto. Un'emozione in più!




Un video "rubato" da qualcuno qualche tempo fa a Parigi:

giovedì 9 febbraio 2017

PVM al Conservatorio con Schubert

Giampaolo Nuti durante la Guida all'ascolto
Interessantissimo appuntamento con la comprensione dei grandi capolavori in questo caso pianistici: La Sonata D960 di Franz Schubert, che abbiamo avuto modo di ascoltare eseguita da Sokolov, Zimermann, Buchbinder e quest'anno dalla Pires alla Scala. 

Sarà presto eseguita anche da Giampaolo Nuti in Auditorium e oggi ce ne ha dato un meraviglioso assaggio, spiegandone anche in modo semplice ma profondo, i significati più o meno nascosti, la struttura, la sua collocazione all'interno del corpus schubertiano e non solo. 

Il pieghevole dell'evento
Un'ora di musica e cultura, come dovrebbe essere fatta a scuola! Altro che flautini e battimani e danze corporee... 

Così si spiega la musica e si fa avvicinare ad essa anche chi non ha avuto la fortuna di studiarla nella vita.

Complimenti al Maestro e non mancheremo di applaudirlo quando eseguirà questo capolavoro integralmente. Ci è già piaciuto molto in questa "prefazione" esplicativa.


lunedì 6 febbraio 2017

PVM a Parma per Martha Argerich

Martha Argerich
Ci mancava proprio Lei, la Divina, la Pianista per eccellenza, Martha Argerich, riconosciuta all'unanimità la più grande pianista di sempre. Un'emozione essere riusciti ad averla proprio nella nostra Parma, che alla faccia di tutti i criticoni offre anche quest'anno una stagione musicale di altissimo livello.
Antonio aspetta Martha
Ieri sera ci ha incantato con questo difficilissimo III Concerto di Prokof'ev, che in questo video suonava ben 40 anni fa, ma è ancora lei. Stessa grinta, stessa naturlezza, stessa impressionante facilità. Vola sulla tastiera, è dentro la musica, dirige l'orchestra lei stessa...



Antonio era entusiasta, anche del concerto, che gli è piaciuto tantissimo. Io faccio più fatica con la musica russa... ma è questione di ignoranza e zero natura musicale. Inutile pretendere da se stessi ciò che oggettivamente non si può ottenere. Spesso sorrido quando si improvvisano grandi intenditori persone che non sanno nemmeno leggere un pentagramma.  Purtroppo la musica a scuola non si insegna più, a parte le canzoncine da zecchino d'oro e i concerti con legnetti, maracas, bonghi e movimenti del corpo. Peccato. Del resto non si insegna più nemmeno l'italiano...