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martedì 31 gennaio 2017

BOLOGNA: Piotr Anderszewski


Anton e Piotr

Leós Janáček
Sul sentiero di rovi (Secondo libro)
Johann Sebastian Bach
Suite inglese n. 6 in re minore BWV 811
Il "Viaggiatore Inquieto"(vedi articolo) fa i compiti in treno
Fryderyk Chopin
Tre Mazurche op. 56
Tre Mazurche op. 59
Polonaise-Fantasie in la bemolle maggiore op. 61

Piazza Maggiore by night
 Una gita lampo, in treno, per assistere ad un concerto che aspettavamo da 4 anni, da quando a Cortina lo abbiamo ascoltato e scoperto al Festival Dino Ciani ed è nata la nostra passione per lui. Abbiamo quasi tutti i suoi CD e il bellissimo documentario che ha girato su di lui Bruno Monsaingeon "Viaggiatore inquieto" nel 2009. Antonio ha praticamente iniziato a suonare il pianoforte in quel periodo e anche per questo siamo legati a lui in modo particolare. Inoltre, il suo dondolare la testa mentre suona è lo stesso movimento che fa Antonio... per ora in comune c'è solo quello, ma perchè non sognare?

"Nato a Varsavia il 4 aprile 1969, Piotr Anderszewski inizia a studiare il pianoforte all’età di sei anni, per poi trasferirsi a Los Angeles, perfezionandosi presso la University of Southern California. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi internazionali, fra cui il prestigioso “Gilmore Prize” nel 2002, attribuito ogni quattro anni, che lo ha lanciato nell’olimpo dei grandi artisti internazionali. Universalmente riconosciuto per l’originalità delle sue interpretazioni, è considerato uno dei più interessanti pianisti della sua generazione. Viene invitato regolarmene a suonare nelle più importanti sale da concerto, fra cui: Barbican Centre e Royal Festival Hall di Londra, Wiener Konzerthaus, Carnegie Hall di New York, Mariinskij di San Pietroburgo, e con le più prestigiose orchestre, dai Berliner Philharmoniker alla Chicago e alla London Symphony Orchestra, dalla Philadelphia Orchestra alla Royal Concertgebouw Orkest. Ha inoltre interpretato numerosi concerti come solista e direttore con la Scottish Chamber Orchestra e con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema." 

Antonio davanti alla locandina

Il bellissimo Stanway pronto per Anderszewski
 Il Teatro Manzoni è davvero bellissimo e ha una acustica ideale per i concerti pianistici.

Il Teatro Manzoni dalla Platea
Anderszewski si è presentato con la consueta classe, nella sua eleganza non ingessata, ma "casual chic", e ha suonato divinamente tutto il programma, trasmettendo emozione pura. Adoro quando il pianismo non è solo virtuosismo circense, ma profonda musica in ogni nota e in ogni accordo. Il virtuosismo risulta dato per scontato quando c'è dell'altro. Per me questa è la differenza tra i pianisti di serie A e quelli di serie B. E qui siamo in serie A+++! E pensare che lui non è mai soddisfatto delle sue performance, perchè tende al perfezionismo estremo (quello che ha lui in testa s'intende...) e infatti è solito eseguire come primo bis una parte del programma come per dire a se stesso, ora suono ancora meglio. E così ha fatto ieri sera, riproponendo la Sarabanda della VI Suites Inglese di Bach. 

Piotr Anderszewski prende i meritatissimi applausi

E al termine del concerto... l'autografo! 



BOLOGNA: Piotr Anderszewski


Anton e Piotr

Leós Janáček
Sul sentiero di rovi (Secondo libro)
Johann Sebastian Bach
Suite inglese n. 6 in re minore BWV 811
Il "Viaggiatore Inquieto"(vedi articolo) fa i compiti in treno
Fryderyk Chopin
Tre Mazurche op. 56
Tre Mazurche op. 59
Polonaise-Fantasie in la bemolle maggiore op. 61

Piazza Maggiore by night
 Una gita lampo, in treno, per assistere ad un concerto che aspettavamo da 4 anni, da quando a Cortina lo abbiamo ascoltato e scoperto al Festival Dino Ciani ed è nata la nostra passione per lui. Abbiamo quasi tutti i suoi CD e il bellissimo documentario che ha girato su di lui Bruno Monsaingeon "Viaggiatore inquieto" nel 2009. Antonio ha praticamente iniziato a suonare il pianoforte in quel periodo e anche per questo siamo legati a lui in modo particolare. Inoltre, il suo dondolare la testa mentre suona è lo stesso movimento che fa Antonio... per ora in comune c'è solo quello, ma perchè non sognare?

"Nato a Varsavia il 4 aprile 1969, Piotr Anderszewski inizia a studiare il pianoforte all’età di sei anni, per poi trasferirsi a Los Angeles, perfezionandosi presso la University of Southern California. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi internazionali, fra cui il prestigioso “Gilmore Prize” nel 2002, attribuito ogni quattro anni, che lo ha lanciato nell’olimpo dei grandi artisti internazionali. Universalmente riconosciuto per l’originalità delle sue interpretazioni, è considerato uno dei più interessanti pianisti della sua generazione. Viene invitato regolarmene a suonare nelle più importanti sale da concerto, fra cui: Barbican Centre e Royal Festival Hall di Londra, Wiener Konzerthaus, Carnegie Hall di New York, Mariinskij di San Pietroburgo, e con le più prestigiose orchestre, dai Berliner Philharmoniker alla Chicago e alla London Symphony Orchestra, dalla Philadelphia Orchestra alla Royal Concertgebouw Orkest. Ha inoltre interpretato numerosi concerti come solista e direttore con la Scottish Chamber Orchestra e con la Deutsche Kammerphilharmonie di Brema." 

Antonio davanti alla locandina

Il bellissimo Stanway pronto per Anderszewski
 Il Teatro Manzoni è davvero bellissimo e ha una acustica ideale per i concerti pianistici.

Il Teatro Manzoni dalla Platea
Anderszewski si è presentato con la consueta classe, nella sua eleganza non ingessata, ma "casual chic", e ha suonato divinamente tutto il programma, trasmettendo emozione pura. Adoro quando il pianismo non è solo virtuosismo circense, ma profonda musica in ogni nota e in ogni accordo. Il virtuosismo risulta dato per scontato quando c'è dell'altro. Per me questa è la differenza tra i pianisti di serie A e quelli di serie B. E qui siamo in serie A+++! E pensare che lui non è mai soddisfatto delle sue performance, perchè tende al perfezionismo estremo (quello che ha lui in testa s'intende...) e infatti è solito eseguire come primo bis una parte del programma come per dire a se stesso, ora suono ancora meglio. E così ha fatto ieri sera, riproponendo la Sarabanda della VI Suites Inglese di Bach. 

Piotr Anderszewski prende i meritatissimi applausi

E al termine del concerto... l'autografo! 



domenica 29 gennaio 2017

PVM a Parma: Maurizio Pollini al Regio

Maurizio Pollini
Da 23 anni mancava da Parma. Il Teatro Regio lo accoglie giustamente con un tutto esaurito. La città risponde agli eventi musicali di valore, c'è ancora voglia di cultura, di musica. Presente tra il pubblico, tutto il "gotha" musicale di Parma e dintorni, docenti e allievi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, del Conservatorio Nicolini di Piacenza e dell'Istituto Peri di Reggio Emilia e non solo... un bel segnale positivo. I giovani, di sabato sera, non sono tutti a bere cocktail in Via Farini o in discoteca e non camminano tutti chattando con lo smartphone a capo chino. 

Piazza Garibaldi di notte
Maurizio Pollini è la storia del pianoforte. E quando suona si dimentica i suoi 75 anni e noi gli perdoniamo qualche imprecisione. Quando c'è musica, quando c'è quella naturalezza,  si perdona tutto. E non vale nemmeno la pena di star lì ad analizzare ogni singolo passaggio... Maurizio Pollini ha già dimostrato a tutto il mondo chi è. Non ha bisogno di confermare nulla. Questi concerti di quest'anno sono una gioia, un'occasione per chi è giovane, di ascoltarlo dal vivo. 

Antonio nei pressi della Steccata
Il programma non segue un banale ordine cronologico, ma inizia da Arnold  Schönberg (1874/1951), con i Drei Klevierstücke op. 11 https://www.youtube.com/watch?v=6w2ubNYvMeU, piuttosto complessi all'ascolto, e i meno ostici Sechs kleine Klavierstücke op. 19 https://www.youtube.com/watch?v=_cmWgll8T4c. Qualcuno si lascia andare ad un sospiro di sollievo quando attacca con la "Patetica" di Beethoven...: https://youtu.be/OVDCMaTzgUA

Il pianoforte è pronto... la sala si riempie...
Gli applausi sono scroscianti e partecipi. La seconda parte del concerto è tutta dedicata a Chopin: Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1 https://youtu.be/lSm6ugjEpdY, Notturno in re bemolle maggiore op. 27 n. 2 https://www.youtube.com/watch?v=lSm6ugjEpdY e la complessissima Sonata n. 3 in Si minore op 58: https://youtu.be/4IUM-ropDro 
Nei due bis: I Ballata https://www.youtube.com/watch?v=au9E6TYMrgw e Preludio n. 24 https://www.youtube.com/watch?v=EHvDKalsdsY
Antonio in loggione
Aspettando Pollini
Un programma che ripercorre le fondamentali tappe della carriera pianistica di Pollini.


Pollini riceve la standing ovation del pubblico

PVM a Parma: Maurizio Pollini al Regio

Maurizio Pollini
Da 23 anni mancava da Parma. Il Teatro Regio lo accoglie giustamente con un tutto esaurito. La città risponde agli eventi musicali di valore, c'è ancora voglia di cultura, di musica. Presente tra il pubblico, tutto il "gotha" musicale di Parma e dintorni, docenti e allievi del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, del Conservatorio Nicolini di Piacenza e dell'Istituto Peri di Reggio Emilia e non solo... un bel segnale positivo. I giovani, di sabato sera, non sono tutti a bere cocktail in Via Farini o in discoteca e non camminano tutti chattando con lo smartphone a capo chino. 

Piazza Garibaldi di notte
Maurizio Pollini è la storia del pianoforte. E quando suona si dimentica i suoi 75 anni e noi gli perdoniamo qualche imprecisione. Quando c'è musica, quando c'è quella naturalezza,  si perdona tutto. E non vale nemmeno la pena di star lì ad analizzare ogni singolo passaggio... Maurizio Pollini ha già dimostrato a tutto il mondo chi è. Non ha bisogno di confermare nulla. Questi concerti di quest'anno sono una gioia, un'occasione per chi è giovane, di ascoltarlo dal vivo. 

Antonio nei pressi della Steccata
Il programma non segue un banale ordine cronologico, ma inizia da Arnold  Schönberg (1874/1951), con i Drei Klevierstücke op. 11 https://www.youtube.com/watch?v=6w2ubNYvMeU, piuttosto complessi all'ascolto, e i meno ostici Sechs kleine Klavierstücke op. 19 https://www.youtube.com/watch?v=_cmWgll8T4c. Qualcuno si lascia andare ad un sospiro di sollievo quando attacca con la "Patetica" di Beethoven...: https://youtu.be/OVDCMaTzgUA

Il pianoforte è pronto... la sala si riempie...
Gli applausi sono scroscianti e partecipi. La seconda parte del concerto è tutta dedicata a Chopin: Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1 https://youtu.be/lSm6ugjEpdY, Notturno in re bemolle maggiore op. 27 n. 2 https://www.youtube.com/watch?v=lSm6ugjEpdY e la complessissima Sonata n. 3 in Si minore op 58: https://youtu.be/4IUM-ropDro 
Nei due bis: I Ballata https://www.youtube.com/watch?v=au9E6TYMrgw e Preludio n. 24 https://www.youtube.com/watch?v=EHvDKalsdsY
Antonio in loggione
Aspettando Pollini
Un programma che ripercorre le fondamentali tappe della carriera pianistica di Pollini.


Pollini riceve la standing ovation del pubblico

lunedì 23 gennaio 2017

Fiorenzuola: Bahrami suona Bach!

Antonio ascolta Bahrami
Occasione unica per una serata nl nome di Bach e per entrare nel piccolo ma bellissimo teatro Verdi di Fiorenzuola. Avevamo già ascoltato Ramin Bahrami a Piacenza e ci aveva soddisfatto. Ma lì si trattava di un concerto Jazz con Danilo Rea. Questa sera il programma prevede tre delle 6 Partite di Bach (1,2 e 6) e alcuni Preludi e Fuga dal Clavicembalo Ben Temperato. L'aspettativa è alta. E purtroppo non siamo usciti dal teatro entusiasti.

Antonio con Giuseppe Verdi all'ingresso del teatro
Siamo in un palchetto con un signore di Fiorenzuola di piacevole compagnia, che ci dice che il teatro è eccezionalmente quasi esaurito, fatto ahimè non frequente nella piccola ma vivace cittadina della Val d'Arda. 

Programma della serata
Bahrami arriva sul palco con il suo consueto modo buffo di muoversi che desta subito simpatia. Purtroppo però, fin dalle prime battute non ci convince. Un uso esagerato e fuori luogo del pedale ed alcune libertà ardite nell'interpretazione di capolavori assoluti della letteratura per strumento a tastiera. Il risultato è un suono un po' confuso, parecchi pasticci qua e là e solo qualche spiraglio di luce laddove Bahrami ha lasciato perdere il pedale per utilizzare al meglio uno staccato che nei dischi dimostra di avere nitido e brillante. 

Interno del teatro


Il palcoscenico
Bahrami ha poi concluso il concerto con due bis: due sue trascrizioni, la prima il Valzer Triste di Sibelius e la seconda, la musica che accompagna Charlie Chaplin, uno dei personaggi dello spettacolo da lui più amati. E infine, la lettura della Lettera di Bach all'umanità. Un tentativo di Bahrami di immaginare con quali quali parole Bach si rivolgerebbe al mondo di oggi. Una lettera condivisa in ogni sua parte. Che denuncia il trionfo del brutto sul bello, la schiavitù dei piccoli e grandi schermi, l'ignoranza musicale della maggioranza della popolazione, in Italia soprattutto, aggiungerei...

Il soffitto


Antonio aspetta Bahrami

Edizione Urtext delle Partite

Bahrami al pianoforte

Immagine correlata
Interno della sala


Bach, Bahrami Giga Partita n. 1





Fiorenzuola: Bahrami suona Bach!

Antonio ascolta Bahrami
Occasione unica per una serata nl nome di Bach e per entrare nel piccolo ma bellissimo teatro Verdi di Fiorenzuola. Avevamo già ascoltato Ramin Bahrami a Piacenza e ci aveva soddisfatto. Ma lì si trattava di un concerto Jazz con Danilo Rea. Questa sera il programma prevede tre delle 6 Partite di Bach (1,2 e 6) e alcuni Preludi e Fuga dal Clavicembalo Ben Temperato. L'aspettativa è alta. E purtroppo non siamo usciti dal teatro entusiasti.

Antonio con Giuseppe Verdi all'ingresso del teatro
Siamo in un palchetto con un signore di Fiorenzuola di piacevole compagnia, che ci dice che il teatro è eccezionalmente quasi esaurito, fatto ahimè non frequente nella piccola ma vivace cittadina della Val d'Arda. 

Programma della serata
Bahrami arriva sul palco con il suo consueto modo buffo di muoversi che desta subito simpatia. Purtroppo però, fin dalle prime battute non ci convince. Un uso esagerato e fuori luogo del pedale ed alcune libertà ardite nell'interpretazione di capolavori assoluti della letteratura per strumento a tastiera. Il risultato è un suono un po' confuso, parecchi pasticci qua e là e solo qualche spiraglio di luce laddove Bahrami ha lasciato perdere il pedale per utilizzare al meglio uno staccato che nei dischi dimostra di avere nitido e brillante. 

Interno del teatro


Il palcoscenico
Bahrami ha poi concluso il concerto con due bis: due sue trascrizioni, la prima il Valzer Triste di Sibelius e la seconda, la musica che accompagna Charlie Chaplin, uno dei personaggi dello spettacolo da lui più amati. E infine, la lettura della Lettera di Bach all'umanità. Un tentativo di Bahrami di immaginare con quali quali parole Bach si rivolgerebbe al mondo di oggi. Una lettera condivisa in ogni sua parte. Che denuncia il trionfo del brutto sul bello, la schiavitù dei piccoli e grandi schermi, l'ignoranza musicale della maggioranza della popolazione, in Italia soprattutto, aggiungerei...

Il soffitto


Antonio aspetta Bahrami

Edizione Urtext delle Partite

Bahrami al pianoforte

Immagine correlata
Interno della sala


Bach, Bahrami Giga Partita n. 1