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| La postazione di Radioimmaginaria al Festival |
Festival della Parola Parma http://www.festivaldellaparola.it/festival.aspx: tre giorni in cui veri contenuti, la "PAROLA" appunto, sono protagonisti di una serie di dibattiti e spettacoli aperti al pubblico (gratuiti) alla CORALE VERDI, all'interno del PARCO DUCALE. Si parla di Social, di Sostenibilità, di Genitorialità, di Scuola, di Lotta alla Mafia (con Giuliana Sgrena), di Costume e Spettacolo (presenti anche Katia Ricciarelli con l'Impiccione Viaggiatore!): vedi programma: http://www.festivaldellaparola.it/programmazione-2018.aspx. Un appuntamento sociale e culturale che i parmigiani non dovrebbero lasciarsi sfuggire, proprio loro che si lamentano quotidianamente del decadimento della città. Il Festival della Parola è una di quelle iniziative che fa di Parma una città attiva e viva, provare per credere.
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| Chiacchierando con i ragazzi di Radioimmaginaria.it |
Quello che più ha attirato la mia attenzione, madre di pre-adolescente, è una delle "iniziative collaterali": lo stand di http://radioimmaginaria.it/radio, una Radio per Adolescenti, fatta da adolescenti dagli 11 ai 17 anni, che ha sede... nel mondo. L'idea è quella di dar voce agli adolescenti, appunto, "a ruota libera", senza adulti a fare da registi nel background, come accade in altri progetti dedicati a questa delicata età. Sono anche su ZELIG TV canale 243 del Digitale Terrestre.
Il risultato è di estremo interesse sia per gli adolescenti stessi, che trovano un luogo "libero" per esprimere le proprie opinioni, i propri talenti, ma soprattutto la propria NORMALITA' (dove per normalità intendo proprio NORMALITA' cioè essere se stessi senza etichette politiche, religiose, sessuali, campanilistiche, calcistiche... si può essere TUTTO, basta avere tra gli 11 e i 17 anni e per entrare a far parte del team non occorre superare alcuna selezione o inviare curricula), sia per noi adulti, che abbiamo un mezzo davvero efficace per cercare di entrare in sintonia (soprattutto se siamo genitori, insegnanti, allenatori...) con i ragazzi nell'età difficile.
Chiaramente il loro approccio è ben poco benevolo nei nostri confronti: loro non cercano la comunicazione con noi, ma piuttosto la libertà e lo sfogo, il che è comprensibile. Ma se superiamo la sensazione di "fastidio" - che poi è la stessa che proviamo quando nostro figlio, l'angioletto paffuto e coccoloso, un bel giorno comincia a dirci: "tu non capisci niente", "vai via" e peggio - diventa incredibilmente interessante.
Il risultato è di estremo interesse sia per gli adolescenti stessi, che trovano un luogo "libero" per esprimere le proprie opinioni, i propri talenti, ma soprattutto la propria NORMALITA' (dove per normalità intendo proprio NORMALITA' cioè essere se stessi senza etichette politiche, religiose, sessuali, campanilistiche, calcistiche... si può essere TUTTO, basta avere tra gli 11 e i 17 anni e per entrare a far parte del team non occorre superare alcuna selezione o inviare curricula), sia per noi adulti, che abbiamo un mezzo davvero efficace per cercare di entrare in sintonia (soprattutto se siamo genitori, insegnanti, allenatori...) con i ragazzi nell'età difficile.
Chiaramente il loro approccio è ben poco benevolo nei nostri confronti: loro non cercano la comunicazione con noi, ma piuttosto la libertà e lo sfogo, il che è comprensibile. Ma se superiamo la sensazione di "fastidio" - che poi è la stessa che proviamo quando nostro figlio, l'angioletto paffuto e coccoloso, un bel giorno comincia a dirci: "tu non capisci niente", "vai via" e peggio - diventa incredibilmente interessante.
La particolarità che colpisce è che la Radio è fuori dai Social. La Radio è su internet con Sito e APP, ma ha deciso di uscire da Facebook, Instagram, Snapchat, Twitter ecc... perchè i social "ci rubano le idee", "si impossessano di noi"... una scelta coraggiosa fatta dalla generazione che è nata con l'idea dell'Amicizia on line, e i gruppi whatsapp. Riusciranno a mantenere fede a questa promessa?
Decido di capire di più ed esploro il sito. Si possono ascoltare diverse "puntate", registrate ovunque in Italia e in Europa da ragazzini "qualunque" che parlano dei temi più disparati. E ne traiamo un insegnamento profondo: gli adolescenti hanno una voce, hanno delle idee, sono attenti ai temi più "cool" del momento come alla loro realtà e ne parlano senza freni. Scorriamo i titoli: Film impossibili, Estetista, Ma devo anche lavorare?, Il problema della plastica, Dibattito sulla scuola, Le 5 location meno costose in Europa, No mamma non lo faccio!, Nel laboratorio di un liutaio, Maratona contro il bullismo, Come fare il bravo influencer, Se sei felice è perchè mangi con i tuoi, I porno cambiano la nostra visione dell'amore?, Trucchi di felicità, Struccate si vive meglio, Se non dimagrisci vai male a scuola!, Si vive meglio da single, Piedi con tacchi o senza tacchi?, Non mi guardare il culo, Come chiameresti il tuo animale domestico?, Cose da non fare in strada, Scrivere un libro a 16 anni, Fare il giornale della scuola, Riconquisto la mia ex, Prof aggredito, Viva i millennials... e via così. C'è davvero di tutto, ma proprio di tutto!
Ho ascoltato, per esempio, una puntata in cui si parlava "delle cose che mi fanno fare i miei genitori e non mi piacciono" e si va dallo sparecchiare (i piatti sporchi bleah, posso apparecchiare quello sì... ma sparecchiare?... e a noi subito vien da dire: dove sta scritto che i piatti sporchi bleah debba sempre maneggiarli la mamma?) al caffè per il papà stanco dal lavoro (ma fattelo tu, non me ne frega che sei stanco... e il rispetto per chi lavora per voi?), alle passeggiate con gli amici di mamma (questa poi che orrore! ... perchè noi ci divertiamo a passare i pomeriggi al parco a vedervi giocare a pallone con gli amici?), insomma... avanti così, la nostra logica e il nostro amore per loro scivolano via o sbattono contro ad un muro e loro ci fan sopra quattro risate... Poi ripensiamo a noi allora, quando compilavamo la nostra Smemoranda, infarcendola di insulti, arrivando magari al "mamma ti odio"... solo che ci siamo dimenticati.
Ai miei tempi (anni 80/90) c'era una trasmissione RADIO (anche TV ma parlo di quella alla radio) che si chiamava BeBopAlula, in cui moderava Red Ronnie e telefonavano ragazzi per raccontare i loro problemi e cercare in lui una voce amica. Ricordo che passavo intere nottate ad ascoltare la Radio, con mia mamma che pensava fosse la trasmissione più stupida del mondo. Probabilmente oggi d'istinto penserei le stesse cose che pensava mia mamma allora, ma visto il momento molto delicato per gli adolescenti di oggi, che non devono vedersela "solo" con Spinelli, Droghe, Concerti Rock, Occupazioni a scuola, Pillola del giorno dopo, AIDS, Bulimia e Anoressia, e Bocciature scolastiche... (i nostri probemi di allora, alcuni esistenti ancor oggi e ancora molto gravi), ma anche con nuovi mostri nati on line e maggiori pericoli nel mondo, credo sia giusto, senza voler fare la "mamma amica" che non va bene a livello educativo, avvicinarsi al loro mondo per evitare che le loro crisi si trasformino in tunnel dai quali poi faticano ad uscire, o, peggio, non ci escono affatto o, peggio del peggio, ci escono con gesti estremi che poi finiscono sulla prima pagina dei giornali.
Credo sia giusta una "apertura" mentale per capire il loro momento, ma non per questo difenderli quando dicono cose che non stanno nè in cielo nè in terra... piuttosto dar loro gli strumenti per, un domani (non aspettiamoci che lo facciano oggi!), dirci serenamente grazie per averli fatti alzare da tavola a sparecchiare, aver preteso che si rifacciano il letto, almeno nel week end, aver messo dei limiti al loro uso dello smartphone, esserci arrabbiati per un 3 (e non aver preso a schiaffi l'insegnante!), aver rotto loro le scatole con l'inglese e averli anche portati a visitare Musei e Cattedrali e ad ascoltare "noiosissimi" concerti... come avviene in questo Blog!
I dibattiti sono intervallati da musica, la musica che piace a loro ovviamente... Il progetto che hanno è di arrivare a 80/20: 80% di musica "indipendente" cioè ragazzi che hanno scritto un loro pezzo e non sanno come fare a farlo ascoltare e solo 20% di musica delle BRAND. Ho chiesto alla ragazza con cui ho chiacchierato ieri se esiste uno spazio di musica "classica", ma mi ha sorriso con un filo di compatimento... ma davvero la musica classica non piace proprio agli adolescenti? Eppre di ragazzini 11/17 enni che suonano ce ne sono tanti. Che magari vengono presi in giro o snobbati dai coetanei perchè non ascoltano Fedez ma Bach? lancio il dibattito!
Non basta un giorno per raccontarvi di loro e questo è solo il mio piccolo contributo per dare una voce in più a un progetto che mi piace e che consiglio a tutti i genitori e, ovviamente, ai teens loro figli. Complimenti ai ragazzi che ci credono, che si impegnano in qualcosa, che parlano perchè si informano, che hanno voglia di un dialogo aperto con i loro coetanei e, forse, di un modo nuovo per dire a noi adulti di dare loro ascolto senza pretendere d'aver ragione sempre, per forza. (Anche se molto spesso abbiamo ragione... :-) )
Una sola domanda mi sorge spontanea: ma chi di voi ci lavora e ci crede, quando compie 18 anni dove va?
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| Il volantino della Radio |
Credo sia giusta una "apertura" mentale per capire il loro momento, ma non per questo difenderli quando dicono cose che non stanno nè in cielo nè in terra... piuttosto dar loro gli strumenti per, un domani (non aspettiamoci che lo facciano oggi!), dirci serenamente grazie per averli fatti alzare da tavola a sparecchiare, aver preteso che si rifacciano il letto, almeno nel week end, aver messo dei limiti al loro uso dello smartphone, esserci arrabbiati per un 3 (e non aver preso a schiaffi l'insegnante!), aver rotto loro le scatole con l'inglese e averli anche portati a visitare Musei e Cattedrali e ad ascoltare "noiosissimi" concerti... come avviene in questo Blog!
I dibattiti sono intervallati da musica, la musica che piace a loro ovviamente... Il progetto che hanno è di arrivare a 80/20: 80% di musica "indipendente" cioè ragazzi che hanno scritto un loro pezzo e non sanno come fare a farlo ascoltare e solo 20% di musica delle BRAND. Ho chiesto alla ragazza con cui ho chiacchierato ieri se esiste uno spazio di musica "classica", ma mi ha sorriso con un filo di compatimento... ma davvero la musica classica non piace proprio agli adolescenti? Eppre di ragazzini 11/17 enni che suonano ce ne sono tanti. Che magari vengono presi in giro o snobbati dai coetanei perchè non ascoltano Fedez ma Bach? lancio il dibattito!
Non basta un giorno per raccontarvi di loro e questo è solo il mio piccolo contributo per dare una voce in più a un progetto che mi piace e che consiglio a tutti i genitori e, ovviamente, ai teens loro figli. Complimenti ai ragazzi che ci credono, che si impegnano in qualcosa, che parlano perchè si informano, che hanno voglia di un dialogo aperto con i loro coetanei e, forse, di un modo nuovo per dire a noi adulti di dare loro ascolto senza pretendere d'aver ragione sempre, per forza. (Anche se molto spesso abbiamo ragione... :-) )
Una sola domanda mi sorge spontanea: ma chi di voi ci lavora e ci crede, quando compie 18 anni dove va?
HANNO DETTO DI LORO:
"DIRETTE LIVE DI RADIO IMMAGINARIA
Ancora poco conosciuta tra gli adulti, Radioimmaginaria nasce nel 2012 a Castel Guelfo, in provincia di Bologna, da un’idea di Michele Ferrari, regista, fotografo e videomaker, per offrire un nuovo spazio di comunicazione agli adolescenti, convinto che, per aiutarli a passare da follower a influencer, fosse necessario valorizzare il loro linguaggio (gli speakers hanno tutti tra gli 11 e i 17 anni). In un mondo in cui tutto ormai è virtuale, i ragazzi di Radioimmaginaria riscoprono il senso di relazioni meno effimere e il valore di costruire un progetto insieme ad altri. Inoltre, l’idea che ha dato vita a questo network deriva anche dalla convinzione che la società degli adulti (includendo dunque scuola, politica, istituzioni e imprese) abbia urgente bisogno di ricostruire un dialogo con i giovanissimi, per ridare un senso a una comunità caratterizzata da profonde fratture generazionali. In questa prospettiva, se è vero che la comunicazione parte dall’ascolto, una radio fatta da adolescenti offre anzitutto l’opportunità di comprenderne il linguaggio e le motivazioni. Da Castel Guelfo hanno raggiunto 40 città europee, da Varese a Palermo, da Bruxelles a Dublino, da Parigi a Tromsø, da Gijon a Lussemburgo. E i ragazzi di Radioimmaginaria trasmetteranno direttamente da Parma nei giorni del Festival della Parola. " (dal Sito del Festival della Parola).
Ancora poco conosciuta tra gli adulti, Radioimmaginaria nasce nel 2012 a Castel Guelfo, in provincia di Bologna, da un’idea di Michele Ferrari, regista, fotografo e videomaker, per offrire un nuovo spazio di comunicazione agli adolescenti, convinto che, per aiutarli a passare da follower a influencer, fosse necessario valorizzare il loro linguaggio (gli speakers hanno tutti tra gli 11 e i 17 anni). In un mondo in cui tutto ormai è virtuale, i ragazzi di Radioimmaginaria riscoprono il senso di relazioni meno effimere e il valore di costruire un progetto insieme ad altri. Inoltre, l’idea che ha dato vita a questo network deriva anche dalla convinzione che la società degli adulti (includendo dunque scuola, politica, istituzioni e imprese) abbia urgente bisogno di ricostruire un dialogo con i giovanissimi, per ridare un senso a una comunità caratterizzata da profonde fratture generazionali. In questa prospettiva, se è vero che la comunicazione parte dall’ascolto, una radio fatta da adolescenti offre anzitutto l’opportunità di comprenderne il linguaggio e le motivazioni. Da Castel Guelfo hanno raggiunto 40 città europee, da Varese a Palermo, da Bruxelles a Dublino, da Parigi a Tromsø, da Gijon a Lussemburgo. E i ragazzi di Radioimmaginaria trasmetteranno direttamente da Parma nei giorni del Festival della Parola. " (dal Sito del Festival della Parola).






























