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Visualizzazione post con etichetta Wagner. Mostra tutti i post
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venerdì 15 gennaio 2016

VERDI vs WAGNER: Corto d'animazione

Verdi e Wagner secondo Morales
Divertentissimo questo mini filmato in cui vengono messi a confrtonto Verdi e Wagner, per i quali ci sono da sempre due fazioni di estimatori che spesso si scontrano per sostenere il loro pupillo. Il filmato è stato ideato per le celebrazioni del duecentenario dalla nascita nel 2003, essendo entrambi nati nel 1813. Tannhäuser vs.Traviata; I Maestri Cantori di Norimberga vs. La Forza del destino; L'Olandese volante vs. Un Ballo in maschera; La Valchiria vs. Il Trovatore; Lohengrin vs. Requiem... tra colpi di tosse e pernacchie. Musica italiana vs. musica tedeca... chi vincerà? Una vera sfida all'ultimo sangue... decidete voi!


VERDI vs WAGNER from Pablo Morales de los Ríos on Vimeo.

VERDI vs WAGNER: Corto d'animazione

Verdi e Wagner secondo Morales
Divertentissimo questo mini filmato in cui vengono messi a confrtonto Verdi e Wagner, per i quali ci sono da sempre due fazioni di estimatori che spesso si scontrano per sostenere il loro pupillo. Il filmato è stato ideato per le celebrazioni del duecentenario dalla nascita nel 2003, essendo entrambi nati nel 1813. Tannhäuser vs.Traviata; I Maestri Cantori di Norimberga vs. La Forza del destino; L'Olandese volante vs. Un Ballo in maschera; La Valchiria vs. Il Trovatore; Lohengrin vs. Requiem... tra colpi di tosse e pernacchie. Musica italiana vs. musica tedeca... chi vincerà? Una vera sfida all'ultimo sangue... decidete voi!


VERDI vs WAGNER from Pablo Morales de los Ríos on Vimeo.

domenica 5 aprile 2015

Cult movie d'animazione: Music Land e sua parodia


Music Land
Dopo aver guardato i cartoon di symfollies è naturale che ci venga in mente questo meraviglioso cartone animato realizzato nell'ottobre del 1935 (diretto da Wilfred Jackson) al quale probabilmente gli autori del progetto belga si sono ispirati. Tutti i personaggi sono strumenti musicali personificati. Ci sono due isole, quella "classica" della sinfonia e quella della musica Jazz... 

Terra della Sinfonia

Isola del Jazz

... i due mondi sono separati dal mare, ma l'amore che sboccerà tra il giovane sax, figlio del re del mondo Jazz, e la ragazza-violino, figlia del violoncello regina del mondo della sinfonia, farà costruire il "Ponte dell'armonia" che renderà i due mondi "comunicanti"...

ponte dell'armonia
... non senza una guerra in cui i cannoni sono da una parte le canne dell'organo e dall'altra i tromboni e il matrimonio finale tra i due innamorati!...

La famiglia si unisce...
Bellissimi i particolari da trovare osservando attentamente il cartone: un clarinetto è un canocchiale, gli scalini sono tasti di un pianoforte, i tronchi degli alberi e gli steli dei fiori sono strumenti, le decorazioni del palazzo sono note o segni musicali, i fucili dei soldati son archetti, sono note musicali le panchine, i remi, sono strumenti anche gli uccellini....
Si sentono le note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner durante la guerra...




Versione moderna (parodia):


Di questo capolavoro esiste una divertente "parodia" dei Simpson, intitolata Silly Simpsony, "Music Ville" in cui i personaggi della famiglia Simpson e i loro amici e nemici sono trasformati in strumenti musicali. 
La mappa della città...

I personaggi schierati

Cult movie d'animazione: Music Land e sua parodia


Music Land
Dopo aver guardato i cartoon di symfollies è naturale che ci venga in mente questo meraviglioso cartone animato realizzato nell'ottobre del 1935 (diretto da Wilfred Jackson) al quale probabilmente gli autori del progetto belga si sono ispirati. Tutti i personaggi sono strumenti musicali personificati. Ci sono due isole, quella "classica" della sinfonia e quella della musica Jazz... 

Terra della Sinfonia

Isola del Jazz

... i due mondi sono separati dal mare, ma l'amore che sboccerà tra il giovane sax, figlio del re del mondo Jazz, e la ragazza-violino, figlia del violoncello regina del mondo della sinfonia, farà costruire il "Ponte dell'armonia" che renderà i due mondi "comunicanti"...

ponte dell'armonia
... non senza una guerra in cui i cannoni sono da una parte le canne dell'organo e dall'altra i tromboni e il matrimonio finale tra i due innamorati!...

La famiglia si unisce...
Bellissimi i particolari da trovare osservando attentamente il cartone: un clarinetto è un canocchiale, gli scalini sono tasti di un pianoforte, i tronchi degli alberi e gli steli dei fiori sono strumenti, le decorazioni del palazzo sono note o segni musicali, i fucili dei soldati son archetti, sono note musicali le panchine, i remi, sono strumenti anche gli uccellini....
Si sentono le note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner durante la guerra...




Versione moderna (parodia):


Di questo capolavoro esiste una divertente "parodia" dei Simpson, intitolata Silly Simpsony, "Music Ville" in cui i personaggi della famiglia Simpson e i loro amici e nemici sono trasformati in strumenti musicali. 
La mappa della città...

I personaggi schierati

domenica 22 marzo 2015

Tristano e Isotta (5) - La storia raccontata da Mino Milani

Copertina del libro
Ottima lettura per ragazzi della Scuola Media: "La storia di Tristano e Isotta" raccontata da Mino Milani, con le illustrazioni di Nella Bosnia, edizioni Einaudi Ragazzi, trovato alla Biblioteca Alice di Parma, cercando il libro che vi ho presentato due Post fa... andare in Biblioteca è sempre utile! E affascinante. Si trovano libri cercando altri libri e non si finisce mai di fare scoperte. E poi sono tutti a vostra disposizione, gratuitamente e per un mese potete portarli a casa vostra! Cosa volete di più! Riprendiamo l'abitudine di frequentare le biblioteche, che purtroppo stanno attraversando un momento difficile e rischiano la chiusura.

Mino Milani è un autore pavese (1928) che ha iniziato a pubblicare racconti per ragazzi nel mitico "Corriere dei Piccoli".

La storia di Tristano e Isotta ormai la conoscete, ma leggerla in forma di romanzo, con la scrittura di Milani e il suo stile avvincente, è davvero emozionante. Inutile, trovo, farvi un altro riassunto della leggenda; per farvi capire com'è questo libro, ho pensato di copiare un capitolo... così magari vi verrà voglia di andare in biblioteca a prenderlo. Quale? Ovviamente quello del Filtro d'amore! E qualche altra pagina di altri capitoli... buona lettura e poi... andate in biblioteca!
Il libro è suddiviso in capitoli:

I. Come nacque Tristano figlio della tristezza.

1. Questa, narrata alla maniera dei menestrelli, è la storia di Tristano e Isotta, che molto gioirono e molto soffrirono per amore; e tutte le gentildonne e i gentiluomini che vorranno, potranno leggerla dal principio alla fine.....

II.  Come Tristano riconquistò il suo regno.


III. Come Tristano affrontò il Moroldo di Irlanda.

[...] Nessuno aveva mai visto un uomo come lui. Era l'uomo più alto, grosso, forte, spavaldo e orribile che fosse mai nato. Tutto vestito di cuoio, coperto da una maglia di ferro, e protetto sul sul petto da piastre d'acciaio, quando camminava faceva un rumore come un tuono, al quale il pavimento tremava; aveva lunghi capelli neri che gli scendevano fino a mezza schiena, e barba nera che gli scendeva fino a mezzo petto; gli occhi sembravano ardere come fuoco. Dalla bocca, grande e sempre distorta, in una smorfia crudele, usciva un fiato freddo come di gelo; le sue mani guantate di ferro avrebbero con un sol colpo spezzato la testa del più forte cavallo di battaglia. Aveva un'enorme spada, e una mazza ferrata che a ogni passo gli batteva sulla gamba con sinistro rumore....

IV. Come Tristano ebbe salva la vita.


V. Come un capello biondo giunse a Tintagel.

VI. Come Tristano uccise il mostro di Wexford.

VII. Come Tristano conobbe Isotta dai biondi capelli.

1. Grandi furono l'emozione e la gioia degli abitanti di Wexford, che si videro liberati dal mostro; tutti scortarono ser Aguerran al palazzo reale e fecero ressa davanti ad esso, mentre il cavaliere falso e codardo, agitando la testa del drago, chiedeva di parlare con il re.
Il re lo ricevette, ed egli, portando la destra sul petto e alzando con la sinistra la testa del drago esclamò: - Sire, voi avete promesso in sposa la vostra figlia Isotta a chi avesse ucciso il mostro: ebbene, ella è mia.
Questa testa orrenda è prova del mio valore.
Il re d'Irlanda rispose: - Ser Aguerran, non ci siamo mai rimangiati la parola data. Voi avete ucciso il drago, e tra tre giorni voi avrete in sposa Isotta.
- Alla buonora! - esclamò esultante ser Aguerran.

2. Poco dopo, il re d'Irlanda andò nelle stanze di sua figlia Isotta e mostrandole la testa del drago disse: - Figlia mia, preparati. Come vedi, il drago è stato ucciso, e tra tre giorni tu sposerai il cavalieri che lo ha affrontato e abbattuto.
- Obbedirò, padre - ripose Isotta. - Chi ha compiuto tale prodezza, di cui non fu capace nemmeno il Moroldo vostro fratello e mio zio?
- Ser Aguerran il rosso.
Isotta scoppiò a ridere e replicò: - Ah, ciò è impossibile! Quel vile non può aver affrontato il drago!
Sospirando e allargando le braccia il re suo padre rispose: - Ho pensato anch'io come te, figlia mia. Ma questa testa è prova che ciò che ser Aguerran dice è vero. Ho dato la mia parola: preparati dunque a sposarlo.
Chinando la testa la fanciulla rispose: - Sposare un cavaliere come ser Aguerran è per me motivo di grande tristezza, padre,  pure v'obbedirò.
- Ciò sarà ben fatto - disse il re e se ne andò, lasciando alla figlia la testa del drago.
Isotta scoppiò in pianto, perchè non poteva soffrire di divenir moglie di Aguerran il rosso; ma mentre ella piangeva, la sua diletta ancella Brangenia coraggiosamente prese la testa del mostro e l'esaminò, esclamando d'un tratto: - Ah, quale stranezza!
- Di che stranezza parli? - chiese Isotta levando il bel volto lagrimoso. Rispose Brangenia aprendo le fauci del drago: - Guardate, manca la lingua -. Subito Isotta, piena di sospetto e di speranza disse: - Chiama il fido valletto Pernide, Brangenia, digli che prepari i cavalli.
Brangenia obbedì; il valletto Perinide apprestò i cavalli e poco dopo i tre uscirono dal palazzo, andando alla ricerca del mostro.

Isotta e Brengenia trovano Tristano ferito

3. Lo trovarono nel punto in cui Tristano lo aveva ucciso; accanto a lui v'erano il cavallo morto e lo scudo spezzato. Guardando attentamente, Isotta disse: - Non ho mai visto un cavallo ferrato in questo modo, e lo scudo non porta le insegne di ser Aguerran. Cerchiamo qui attorno...


VIII. Come Tristano e Isotta bevvero il filtro d'amore.

1. Passarono alcune settimane, durante le quali il re e la regina d'Irlanda apprestarono una dote regale per la bella Isotta, che era molto felice di partire per Tintagel, e diventare regina di Cornovaglia, anche se preoccupata poichè non sapeva che aspetto avesse il suo futuro sposo. Seduta all'ombra d'un grande albero, nel giardino del suo castello, ella parlava ogni giorno con Tristano e i cavalieri che l'avevano accompagnato, e chiedeva loro notizie di re Marco e del suo reame. Più che a tutti, ella voleva bene a Tristano, che chiamava fratello, e al fedele Governale.
Venne infine il momento della partenza; tesori, stoffe, lini, pellicce e ricchissime vesti vennero caricate sulla nave; e tra due ali di folla commossa e plaudente, Isotta dai biondi capelli camminò verso il porto, tenuta per mano da Tristano, e scortata da dieci cavalieri di Cornovaglia e dieci di Irlanda. Mentre ciò avveniva, la madre di Isotta, che era una grande, buona e sapiente maga, chiamò segretamente a sè l'ancella Brangenia e le disse:
- Brangenia, tu seguirai Isotta, e con te verrà anche la giovane ancella Carmilla.
- Farò come dite, mia regina.
Chiese allora la regina: - Brangenia, ami tu Isotta?
- L'amo di tutto cuore, mia regina, e voglio la sua felicità. 
- Ebbene, ti darò modo di dargliela. Ella non ha mai visto re Marco e non può quindi amarlo, e anzi potrebbe anche essere che, vedendolo, non lo ami. In tal modo, vivrebbe infelice: guarda - E così dicendo la regina mostrò una bottiglia di cristallo, - Questo liquido sembra vino, ma è invece un filtro che stanotte io stessa ho preparato. Esso è un magico e potentissimo filtro d'amore. Coloro che insieme lo bevono, s'ameranno appassionatamente ed eternamente l'un l'altra con lo spirito e con il corpo. Quando Isotta e re marco, dopo le nozze, saranno a tavola, tu verserai il filtro nelle loro coppe come se fosse vino, in modo che bevano, s'amino e siano per sempre felici. - Così farò, mia regina - rispose Brangenia prendendo la bottiglia di cristallo. 

2.  Di lì a un po', la nave di Tristano lasciò il porto di Wexford, e solcando le onde verdazzurre del mare fece rotta per la Cornovaglia.
Il viaggio fu molto lungo e molto confortevole perchè erano state imbarcate provviste di ogni genere, e anche anfore e pregevoli bottiglie di vino, a rallegrare i naviganti. Nei lunghi tramonti, qualche cavaliere prendeva l'arpa, accompagnandosi con essa, intonava dolci canzoni e recitava belle poesie d'amore. Il più bravo di tutti, ma anche il più malinconico, era Tristano; e le sue note e la sua voce commuovevano la bella Isotta, Brangenia e la giovane Carmilla. A notte, se il vento non soffiava troppo forte, tutti restavano sul ponte, a guardare le alte stelle che tremavano nel cielo nero; Tristano sedeva accanto a Isotta e le diceva:-Sorella, non poteva toccarmi sorte più bella di questa: di condurvi dal re mio zio, che sarà vostro signore e marito - Fratello, ti sarò sempre grata per questo. I due s'amavano d'un amore fraterno. Poi accadde qualcosa che tutto cambiò, e chè segnò il loro destino, la loro vita e la loro morte.

3. Si levò d'un tratto una tempesta: tanto fiera, però, quanto breve; quando il vento cadde, il cielo fu tornato azzurro e il mare placato, apparve alla vista dei naviganti una piccola isola boscosa. Disse allora Isotta: posiamo un po' in quell'isola [...]

Tristano e Isotta bevono il filtro
- Carmilla, sali sulla nave, e porta una bottiglia di vino, che io beva con mio fratello Tristano.
L'ancella obbedì; salì sulla nave, tolse dalla cintura della dormiente Brangenia la chiave della dispensa, la aprì e tra le anfore e le bottiglie scelse quella che le parve più bella. Ah, sventurata scelta! Ah, sventura che la fedele Brabgenia fosse addormentata! Ella avrebbe potuto dire: – Non toccare quel cristallo! – nella bottiglia che Carmilla recò a Tristano e a Isotta non v'era infatti vino, ma il filtro fatale!

4. I due giovani dunque mangiarono qualche pomo, qualche fragrante melograno, poi insieme levarono le coppe che Carmilla aveva riempito, e bevvero.
Per un po' nulla accadde.
Poi, ecco, tutti e due sentirono come un fuoco segreto ardere nel loro cuore e nelle loro vene; stupiti, si volsero attorno, come se udissero strane voci; si guardarono negli occhi e fu come se si vedessero per la prima volta, come se soltanto in quel momento Tristano vedesse quanto dolce era il volto di Isotta, quanto profondi i suoi occhi, bella la sua bocca, meravigliosi i suoi capelli, d'avorio il suo collo, di marmo le sue piccole mani. E fu come se soltanto in quel momento Isotta vedesse come forti e belli fossero i lineamenti di Tristano, fieri e insieme soavi i suoi occhi, larghe le sue spalle, possenti le sue mani avvezze alla spada.
A lungo i due si guardarono, nè più pensarono di chiamarsi fratello e sorella, perchè sembrava che il bene che si erano fino a questo momento scambiati non fosse più quello di prima, come da fratello a sorella: ma come l'amore che lega un uomo a una donna, un marito a una moglie.
Così estatici si guardavano, quando Brangenia – che s'era destata dal sonno e che, vista la nave ferma, era scesa nell'isola – entrò nella tenda. Le bastò uno sguardo per capire che qualcosa di nuovo e di misterioso accadev tra Tristano e Isotta. Vide la bottiglia di cristallo mezza vuota, la riconobbe per quella del filtro d'amore; si volse a Carmilla e le chiese: – Dove hai preso quella bottiglia?
– Dalla tua dispensa – rispose l'innocente ancella. A Tristano e Isotta che la guardavano meravigliati, disse: – Avete dunque bevuto quel vino?
– Sì – fu la risposta. Sentendosi venir meno, con forza disperata Brengenia prese la bottiglia e la gettò a terra mandandola in pezzi, e gridò poi: – Me maledetta e voi sventurati! Avete bevito la vostra morte! ......


IX. Come i baroni congiurarono contro Tristano.

X. Come Tristano venne cacciato da corte.

XI. Come Tristano e Isotta furono condotti a morte.


XII. Come Tristano e isotta fuggirono nella foresta.

XIII. Come tristano e Isotta vennero sorpresi dal re.


XIV. Come Tristano riportò Isotta a re Marco.

XV. Come Tristano prese vendetta sui baroni.

XVI. Come Tristano giunse al castello di Carhaix.

XVII. Come Tristano sposò Isotta dalle bianche mani.


XVIII. Come Tristano venne ferito dal vile Bedalis.


XIX. Come si vendicò Isotta dalle bianche mani.

XX. Come Tristano e Isotta morirono e furono sepolti. 

[...] Così, gentildonne e gentiluomini che avete letto queste pagine dal principio alla fine, si concluse la storia di Tristano e Isotta dai biondi capelli, che non ebbero amore colpevole, perchè fu il destino a imporre loro d'amarsi; e nessuno può andar contro le leggi del destino, e ancor meno contro le leggi d'amore.
Ricordatevi dunque di tristano e Isotta, di tanto in tanto; e di tanto in tanto ricordatevi anche di me, che vi ho raccontato la loro storia alla maniera dei menestrelli.

Così si conclude il racconto, di cui ho riportato qualche pagina e qualche illustrazione. Una lettura che consiglio a tutti i ragazzi della Scuola Media, perchè le storie "antiche" hanno una forza, a mio parere, che nessuna storia moderna può avere.


Qui parte del duetto Tristano/Isotta Atto II
Daniel Barenboim, bayreuther festspiele orchester
Jean-Pierre Ponnelle, regia

A due:
"Oh quaggiù scendi,
notte dell'amore,
concedimi di obliare,
che io vivo;
raccoglimi nel tuo grembo,
scioglimi
libero dal mondo!"

Tristano e Isotta (5) - La storia raccontata da Mino Milani

Copertina del libro
Ottima lettura per ragazzi della Scuola Media: "La storia di Tristano e Isotta" raccontata da Mino Milani, con le illustrazioni di Nella Bosnia, edizioni Einaudi Ragazzi, trovato alla Biblioteca Alice di Parma, cercando il libro che vi ho presentato due Post fa... andare in Biblioteca è sempre utile! E affascinante. Si trovano libri cercando altri libri e non si finisce mai di fare scoperte. E poi sono tutti a vostra disposizione, gratuitamente e per un mese potete portarli a casa vostra! Cosa volete di più! Riprendiamo l'abitudine di frequentare le biblioteche, che purtroppo stanno attraversando un momento difficile e rischiano la chiusura.

Mino Milani è un autore pavese (1928) che ha iniziato a pubblicare racconti per ragazzi nel mitico "Corriere dei Piccoli".

La storia di Tristano e Isotta ormai la conoscete, ma leggerla in forma di romanzo, con la scrittura di Milani e il suo stile avvincente, è davvero emozionante. Inutile, trovo, farvi un altro riassunto della leggenda; per farvi capire com'è questo libro, ho pensato di copiare un capitolo... così magari vi verrà voglia di andare in biblioteca a prenderlo. Quale? Ovviamente quello del Filtro d'amore! E qualche altra pagina di altri capitoli... buona lettura e poi... andate in biblioteca!
Il libro è suddiviso in capitoli:

I. Come nacque Tristano figlio della tristezza.

1. Questa, narrata alla maniera dei menestrelli, è la storia di Tristano e Isotta, che molto gioirono e molto soffrirono per amore; e tutte le gentildonne e i gentiluomini che vorranno, potranno leggerla dal principio alla fine.....

II.  Come Tristano riconquistò il suo regno.


III. Come Tristano affrontò il Moroldo di Irlanda.

[...] Nessuno aveva mai visto un uomo come lui. Era l'uomo più alto, grosso, forte, spavaldo e orribile che fosse mai nato. Tutto vestito di cuoio, coperto da una maglia di ferro, e protetto sul sul petto da piastre d'acciaio, quando camminava faceva un rumore come un tuono, al quale il pavimento tremava; aveva lunghi capelli neri che gli scendevano fino a mezza schiena, e barba nera che gli scendeva fino a mezzo petto; gli occhi sembravano ardere come fuoco. Dalla bocca, grande e sempre distorta, in una smorfia crudele, usciva un fiato freddo come di gelo; le sue mani guantate di ferro avrebbero con un sol colpo spezzato la testa del più forte cavallo di battaglia. Aveva un'enorme spada, e una mazza ferrata che a ogni passo gli batteva sulla gamba con sinistro rumore....

IV. Come Tristano ebbe salva la vita.


V. Come un capello biondo giunse a Tintagel.

VI. Come Tristano uccise il mostro di Wexford.

VII. Come Tristano conobbe Isotta dai biondi capelli.

1. Grandi furono l'emozione e la gioia degli abitanti di Wexford, che si videro liberati dal mostro; tutti scortarono ser Aguerran al palazzo reale e fecero ressa davanti ad esso, mentre il cavaliere falso e codardo, agitando la testa del drago, chiedeva di parlare con il re.
Il re lo ricevette, ed egli, portando la destra sul petto e alzando con la sinistra la testa del drago esclamò: - Sire, voi avete promesso in sposa la vostra figlia Isotta a chi avesse ucciso il mostro: ebbene, ella è mia.
Questa testa orrenda è prova del mio valore.
Il re d'Irlanda rispose: - Ser Aguerran, non ci siamo mai rimangiati la parola data. Voi avete ucciso il drago, e tra tre giorni voi avrete in sposa Isotta.
- Alla buonora! - esclamò esultante ser Aguerran.

2. Poco dopo, il re d'Irlanda andò nelle stanze di sua figlia Isotta e mostrandole la testa del drago disse: - Figlia mia, preparati. Come vedi, il drago è stato ucciso, e tra tre giorni tu sposerai il cavalieri che lo ha affrontato e abbattuto.
- Obbedirò, padre - ripose Isotta. - Chi ha compiuto tale prodezza, di cui non fu capace nemmeno il Moroldo vostro fratello e mio zio?
- Ser Aguerran il rosso.
Isotta scoppiò a ridere e replicò: - Ah, ciò è impossibile! Quel vile non può aver affrontato il drago!
Sospirando e allargando le braccia il re suo padre rispose: - Ho pensato anch'io come te, figlia mia. Ma questa testa è prova che ciò che ser Aguerran dice è vero. Ho dato la mia parola: preparati dunque a sposarlo.
Chinando la testa la fanciulla rispose: - Sposare un cavaliere come ser Aguerran è per me motivo di grande tristezza, padre,  pure v'obbedirò.
- Ciò sarà ben fatto - disse il re e se ne andò, lasciando alla figlia la testa del drago.
Isotta scoppiò in pianto, perchè non poteva soffrire di divenir moglie di Aguerran il rosso; ma mentre ella piangeva, la sua diletta ancella Brangenia coraggiosamente prese la testa del mostro e l'esaminò, esclamando d'un tratto: - Ah, quale stranezza!
- Di che stranezza parli? - chiese Isotta levando il bel volto lagrimoso. Rispose Brangenia aprendo le fauci del drago: - Guardate, manca la lingua -. Subito Isotta, piena di sospetto e di speranza disse: - Chiama il fido valletto Pernide, Brangenia, digli che prepari i cavalli.
Brangenia obbedì; il valletto Perinide apprestò i cavalli e poco dopo i tre uscirono dal palazzo, andando alla ricerca del mostro.

Isotta e Brengenia trovano Tristano ferito

3. Lo trovarono nel punto in cui Tristano lo aveva ucciso; accanto a lui v'erano il cavallo morto e lo scudo spezzato. Guardando attentamente, Isotta disse: - Non ho mai visto un cavallo ferrato in questo modo, e lo scudo non porta le insegne di ser Aguerran. Cerchiamo qui attorno...


VIII. Come Tristano e Isotta bevvero il filtro d'amore.

1. Passarono alcune settimane, durante le quali il re e la regina d'Irlanda apprestarono una dote regale per la bella Isotta, che era molto felice di partire per Tintagel, e diventare regina di Cornovaglia, anche se preoccupata poichè non sapeva che aspetto avesse il suo futuro sposo. Seduta all'ombra d'un grande albero, nel giardino del suo castello, ella parlava ogni giorno con Tristano e i cavalieri che l'avevano accompagnato, e chiedeva loro notizie di re Marco e del suo reame. Più che a tutti, ella voleva bene a Tristano, che chiamava fratello, e al fedele Governale.
Venne infine il momento della partenza; tesori, stoffe, lini, pellicce e ricchissime vesti vennero caricate sulla nave; e tra due ali di folla commossa e plaudente, Isotta dai biondi capelli camminò verso il porto, tenuta per mano da Tristano, e scortata da dieci cavalieri di Cornovaglia e dieci di Irlanda. Mentre ciò avveniva, la madre di Isotta, che era una grande, buona e sapiente maga, chiamò segretamente a sè l'ancella Brangenia e le disse:
- Brangenia, tu seguirai Isotta, e con te verrà anche la giovane ancella Carmilla.
- Farò come dite, mia regina.
Chiese allora la regina: - Brangenia, ami tu Isotta?
- L'amo di tutto cuore, mia regina, e voglio la sua felicità. 
- Ebbene, ti darò modo di dargliela. Ella non ha mai visto re Marco e non può quindi amarlo, e anzi potrebbe anche essere che, vedendolo, non lo ami. In tal modo, vivrebbe infelice: guarda - E così dicendo la regina mostrò una bottiglia di cristallo, - Questo liquido sembra vino, ma è invece un filtro che stanotte io stessa ho preparato. Esso è un magico e potentissimo filtro d'amore. Coloro che insieme lo bevono, s'ameranno appassionatamente ed eternamente l'un l'altra con lo spirito e con il corpo. Quando Isotta e re marco, dopo le nozze, saranno a tavola, tu verserai il filtro nelle loro coppe come se fosse vino, in modo che bevano, s'amino e siano per sempre felici. - Così farò, mia regina - rispose Brangenia prendendo la bottiglia di cristallo. 

2.  Di lì a un po', la nave di Tristano lasciò il porto di Wexford, e solcando le onde verdazzurre del mare fece rotta per la Cornovaglia.
Il viaggio fu molto lungo e molto confortevole perchè erano state imbarcate provviste di ogni genere, e anche anfore e pregevoli bottiglie di vino, a rallegrare i naviganti. Nei lunghi tramonti, qualche cavaliere prendeva l'arpa, accompagnandosi con essa, intonava dolci canzoni e recitava belle poesie d'amore. Il più bravo di tutti, ma anche il più malinconico, era Tristano; e le sue note e la sua voce commuovevano la bella Isotta, Brangenia e la giovane Carmilla. A notte, se il vento non soffiava troppo forte, tutti restavano sul ponte, a guardare le alte stelle che tremavano nel cielo nero; Tristano sedeva accanto a Isotta e le diceva:-Sorella, non poteva toccarmi sorte più bella di questa: di condurvi dal re mio zio, che sarà vostro signore e marito - Fratello, ti sarò sempre grata per questo. I due s'amavano d'un amore fraterno. Poi accadde qualcosa che tutto cambiò, e chè segnò il loro destino, la loro vita e la loro morte.

3. Si levò d'un tratto una tempesta: tanto fiera, però, quanto breve; quando il vento cadde, il cielo fu tornato azzurro e il mare placato, apparve alla vista dei naviganti una piccola isola boscosa. Disse allora Isotta: posiamo un po' in quell'isola [...]

Tristano e Isotta bevono il filtro
- Carmilla, sali sulla nave, e porta una bottiglia di vino, che io beva con mio fratello Tristano.
L'ancella obbedì; salì sulla nave, tolse dalla cintura della dormiente Brangenia la chiave della dispensa, la aprì e tra le anfore e le bottiglie scelse quella che le parve più bella. Ah, sventurata scelta! Ah, sventura che la fedele Brabgenia fosse addormentata! Ella avrebbe potuto dire: – Non toccare quel cristallo! – nella bottiglia che Carmilla recò a Tristano e a Isotta non v'era infatti vino, ma il filtro fatale!

4. I due giovani dunque mangiarono qualche pomo, qualche fragrante melograno, poi insieme levarono le coppe che Carmilla aveva riempito, e bevvero.
Per un po' nulla accadde.
Poi, ecco, tutti e due sentirono come un fuoco segreto ardere nel loro cuore e nelle loro vene; stupiti, si volsero attorno, come se udissero strane voci; si guardarono negli occhi e fu come se si vedessero per la prima volta, come se soltanto in quel momento Tristano vedesse quanto dolce era il volto di Isotta, quanto profondi i suoi occhi, bella la sua bocca, meravigliosi i suoi capelli, d'avorio il suo collo, di marmo le sue piccole mani. E fu come se soltanto in quel momento Isotta vedesse come forti e belli fossero i lineamenti di Tristano, fieri e insieme soavi i suoi occhi, larghe le sue spalle, possenti le sue mani avvezze alla spada.
A lungo i due si guardarono, nè più pensarono di chiamarsi fratello e sorella, perchè sembrava che il bene che si erano fino a questo momento scambiati non fosse più quello di prima, come da fratello a sorella: ma come l'amore che lega un uomo a una donna, un marito a una moglie.
Così estatici si guardavano, quando Brangenia – che s'era destata dal sonno e che, vista la nave ferma, era scesa nell'isola – entrò nella tenda. Le bastò uno sguardo per capire che qualcosa di nuovo e di misterioso accadev tra Tristano e Isotta. Vide la bottiglia di cristallo mezza vuota, la riconobbe per quella del filtro d'amore; si volse a Carmilla e le chiese: – Dove hai preso quella bottiglia?
– Dalla tua dispensa – rispose l'innocente ancella. A Tristano e Isotta che la guardavano meravigliati, disse: – Avete dunque bevuto quel vino?
– Sì – fu la risposta. Sentendosi venir meno, con forza disperata Brengenia prese la bottiglia e la gettò a terra mandandola in pezzi, e gridò poi: – Me maledetta e voi sventurati! Avete bevito la vostra morte! ......


IX. Come i baroni congiurarono contro Tristano.

X. Come Tristano venne cacciato da corte.

XI. Come Tristano e Isotta furono condotti a morte.


XII. Come Tristano e isotta fuggirono nella foresta.

XIII. Come tristano e Isotta vennero sorpresi dal re.


XIV. Come Tristano riportò Isotta a re Marco.

XV. Come Tristano prese vendetta sui baroni.

XVI. Come Tristano giunse al castello di Carhaix.

XVII. Come Tristano sposò Isotta dalle bianche mani.


XVIII. Come Tristano venne ferito dal vile Bedalis.


XIX. Come si vendicò Isotta dalle bianche mani.

XX. Come Tristano e Isotta morirono e furono sepolti. 

[...] Così, gentildonne e gentiluomini che avete letto queste pagine dal principio alla fine, si concluse la storia di Tristano e Isotta dai biondi capelli, che non ebbero amore colpevole, perchè fu il destino a imporre loro d'amarsi; e nessuno può andar contro le leggi del destino, e ancor meno contro le leggi d'amore.
Ricordatevi dunque di tristano e Isotta, di tanto in tanto; e di tanto in tanto ricordatevi anche di me, che vi ho raccontato la loro storia alla maniera dei menestrelli.

Così si conclude il racconto, di cui ho riportato qualche pagina e qualche illustrazione. Una lettura che consiglio a tutti i ragazzi della Scuola Media, perchè le storie "antiche" hanno una forza, a mio parere, che nessuna storia moderna può avere.


Qui parte del duetto Tristano/Isotta Atto II
Daniel Barenboim, bayreuther festspiele orchester
Jean-Pierre Ponnelle, regia

A due:
"Oh quaggiù scendi,
notte dell'amore,
concedimi di obliare,
che io vivo;
raccoglimi nel tuo grembo,
scioglimi
libero dal mondo!"

sabato 21 marzo 2015

Cult movie d'animazione: What's opera, doc?

Locandina del cartoon
Parlando di Wagner, anche se di un'opera diversa, non potevo non tirare fuori dal mio immenso archivio di cartoni animati musicali questo capolavoro assoluto della Warner Bros del 1957 diretto da Chuck Jones.  Fa parte della serie Merrie Melodies. La storia di vede Taddeo inseguire Bugs Bunny attraverso una parodia delle opere di Richard Wagner (in particolare L'anello del Nibelungo, L'olandese volante e Tannhäuser). 


Il titolo originale, "What's opera, doc?" del corto è un gioco di parole fra "Opera" e la frase tipica di Bugs Bunny, "What's Up, Doc?" (Che succede, amico?). 

Trama (da Wiki):
Taddeo (nei panni di Sigfrido) trova delle tracce di coniglio e arriva alla tana di Bugs Bunny. Inizia quindi ad affondare la sua lancia nella tana per uccidere il coniglio, che invece emerge da un'altra tana. Quando Bugs capisce che Taddeo vuole ucciderlo, gli chiede come farà. Allora Taddeo gli dà una dimostrazione dei poteri del suo elmo magico, che può scatenare qualsiasi fenomeno meteorologico, facendogli cadere vicino un fulmine. Bugs scappa via, e solo allora Taddeo capisce che Bugs era il coniglio, e lo insegue.



Poco dopo si ferma alla vista della bellissima valchiria Brunilda (Bugs sotto un evidente travestimento). I due si scambiano tenerezze e iniziano a ballare, ma durante il balletto l'elmo di Bugs cade, rivelando la sua vera identità. Infuriato, Taddeo scatena fulmini, tifoni, uragani, terremoti e addirittura lo smog sul coniglio per ucciderlo.



Alla fine, la tempesta si allontana dalle montagne dove Bugs è fuggito. Taddeo si precipita trionfalmente a vedere la sua vittoria, ma dopo aver visto il corpo apparentemente senza vita del coniglio, Taddeo si rammarica subito della sua collera, e porta in lacrime il coniglio verso il Valhalla. Bugs però alza improvvisamente la testa e, rivolto al pubblico, osserva: "Beh, cosa vi aspettavate in un'opera? Il lieto fine?".


What's Opera Doc di MistyIsland1

Cult movie d'animazione: What's opera, doc?

Locandina del cartoon
Parlando di Wagner, anche se di un'opera diversa, non potevo non tirare fuori dal mio immenso archivio di cartoni animati musicali questo capolavoro assoluto della Warner Bros del 1957 diretto da Chuck Jones.  Fa parte della serie Merrie Melodies. La storia di vede Taddeo inseguire Bugs Bunny attraverso una parodia delle opere di Richard Wagner (in particolare L'anello del Nibelungo, L'olandese volante e Tannhäuser). 


Il titolo originale, "What's opera, doc?" del corto è un gioco di parole fra "Opera" e la frase tipica di Bugs Bunny, "What's Up, Doc?" (Che succede, amico?). 

Trama (da Wiki):
Taddeo (nei panni di Sigfrido) trova delle tracce di coniglio e arriva alla tana di Bugs Bunny. Inizia quindi ad affondare la sua lancia nella tana per uccidere il coniglio, che invece emerge da un'altra tana. Quando Bugs capisce che Taddeo vuole ucciderlo, gli chiede come farà. Allora Taddeo gli dà una dimostrazione dei poteri del suo elmo magico, che può scatenare qualsiasi fenomeno meteorologico, facendogli cadere vicino un fulmine. Bugs scappa via, e solo allora Taddeo capisce che Bugs era il coniglio, e lo insegue.



Poco dopo si ferma alla vista della bellissima valchiria Brunilda (Bugs sotto un evidente travestimento). I due si scambiano tenerezze e iniziano a ballare, ma durante il balletto l'elmo di Bugs cade, rivelando la sua vera identità. Infuriato, Taddeo scatena fulmini, tifoni, uragani, terremoti e addirittura lo smog sul coniglio per ucciderlo.



Alla fine, la tempesta si allontana dalle montagne dove Bugs è fuggito. Taddeo si precipita trionfalmente a vedere la sua vittoria, ma dopo aver visto il corpo apparentemente senza vita del coniglio, Taddeo si rammarica subito della sua collera, e porta in lacrime il coniglio verso il Valhalla. Bugs però alza improvvisamente la testa e, rivolto al pubblico, osserva: "Beh, cosa vi aspettavate in un'opera? Il lieto fine?".


What's Opera Doc di MistyIsland1

venerdì 20 marzo 2015

Tristano e Isotta (4) - ... e il filtro d'amore che li unì

Copertina del libro
Altro libro di lettura con disegni meravigliosi, trovato Nel catalogo della Biblioteca Alice di Parma, che ringrazio per il prestito: "Tristano e Isotta e il filtro d'amore che li unì" di Alessandra Cimatoribus (www.alessandracimatoribus.com), edito da Arka (2008), collana "Perle damore" (16 euro), con i disegni della stessa autrice. Il testo è rielaborato sulla base di manosscritti dei secoli XII e XIII. 

"C'era un posto in Cornovaglia, soffiato dal vento, lavato dal mare, dove le anime di due innamorati sfidarono il tempo senza fine. Lui si chiamava Tristano, lei Isotta. Racchiusa tra queste pagine  è la loro struggente storia d'amore"

La storia è vicina a quella che abbiamo letto nel primo libro (vedi:Tristano e Isotta (1)).

Il piccolo Tristano appena nato
Tristano nacque già senza padre, morto in guerra. E la sua mamma, Biancofiore, morì di dolore dopo averlo dato alla luce. tristano crebbe in Cornovaglia alla corte del re Marco, suo amato zio. Aveva 18 anni quando avvennero i fatti narrati in questa leggenda.

Tristano affronta il gigante Moroldo
Un cielo gonfio di pioggia incombeva sulla Cornovaglia...
Il gigante Moroldo era appena giunto al Castello. (Giacomo ha detto che questo Moroldo non è così spaventoso...). Era arrivato per prelevare 600 giovani da portare come schiavi alla corte del suo re, il re d'Irlanda. Tristano sguainò la spada contro di lui.

Giacomo davanti al duello
Dopo un duello feroce, Tristano vinse: Moroldo morì, ma un frammento della spada di Tristano restò nella sua testa e il veleno di cui erano coperte le armi del gigante cominciò a fare del male a Tristano.

Tutti provarono a curarlo, ma nessuno ci riuscì. Tristano chiese di essere abbandonato su di una barca nelle mani del destino. Il mare lo condusse lontano, nel regno d'Irlanda, ove fu guarito da Isotta (la bionda), principessa bionda che conosceva i segreti delle erbe.

Tristano una volta guarito fuggì, per paura di essere riconosciuto.

Alla corte di re Marco c'erano 4 baroni malvagi che convinsero il re Marco a prendere moglie per evitare che Tristano diventasse erede al trono.

L'arrivo della rondine
A primavera, una rondine entrò nella stanza del re Marco con un capello biondo nel becco. Il re dichiarò di voler sposare la donna alla quale apparteneva quel capello. "Io so dove trovarla", disse Tristano e partì. 

Il terribile drago
Ma appena giunto in Irlanda dovette affrontare un tremendo drago e, pur abbattendolo, restò nuovamente ferito a morte da veleno. Ancora una volta fu Isotta a guarirlo, ma questa volta scoprì l'identità dell'eroe: alla sua spada, infatti, mancava un frammento: proprio quello che era restato conficcato nella testa di suo zio Moroldo. Isotta era furiosa e voleva uccidere Tristano, ma egli riuscì a fermarla... con uno sguardo. 

La spada con il frammento mancante
Tristano poi le disse che la attendeva in Cornovaglia il re Marco, per sposarla. Isotta accettò di partire. Il re d'Irlanda proclamò la pace tra i due paesi. 

La madre di Isotta, la regina, diede a Brangania, l'ancella, un'ampolla contenente un filtro d'amore. Avrebbe dovuto farlo bere a Isotta e a re Marco il giorno delle nozze in modo da garantire loro amore eterno. Ma non andò così.

Tristano e Isotta bevono il filtro
Durante la traversata, la nave si fermò per una sosta e a bordo rimasero solo Tristano, Isotta e una ancella. Tristano chiese da bere e l'ancella gli portò, ignara, il filtro d'amore. Ne bevve anche Isotta e i due furono legati per sempre da un fortissimo sentimento d'amore. 

Matrimonio di Isotta e re Marco
Isotta sposò re Marco, che era felice, ma lei amava Tristano e il loro amore non poteva funzionare.

Il re sull'albero
I baroni malvagi capirono che Tristano amava segretamente Isotta. L'inquietudine entrò nel cuore del re. Il nano Frocin, capace di leggere le stelle, indicò al re l'albero su cui nascondersi per sorprendere gli amanti. Ma Tristano vide l'immagine del re riflessa nell'acqua del lago e così Isotta dichiarò di amare "colui che per primo la strinse tra le braccia" e il re pensò di essere lui. 

Ma i baroni continuarono a fargli venire dei dubbi. Il nano Frocin escogitò uno stratagemma per smascherarli: mise della farina in terra perchè Tristano, muovendosi di notte per raggiungere Isotta, lasciasse le sue impronte. E così fu. 

Tristano e Isotta in prigione
I due amanti furono rinchiusi in prigione, condannati a morire sul rogo. 

Isotta e il rogo
Il rogo era pronto. La gente chiedeva pietà per Isotta. 

Tristano si getta nel vuoto
Tristano chiese di pregare Dio per un ultima volta in una chiesa che si ergeva a picco sul mare. Da lì si gettò nel vuoto e si salvò e liberò Isotta.

Tristano e Isotta nella foresta
I due amanti fuggirono nella foresta e vissero per due anni mangiando bacche e selvaggina. 

Un giorno un boscaiolo disse al re di sapere dove i due amanti si rifugiavano. 

Re Marco risparmia gli amanti
Il re li sorprese mentre dormivano in una capanna, ma non li uccise. Mise la sua spada tra i loro corpi per far capire loro che li aveva risparmiati. 

Isotta torna con il re Marco
Tristano decise di rendere Isotta a re Marco e così fece. Tristano se ne andò con un anello di Isotta sul dito. 

Isotta regge il ferro ardente
I baroni cattivi però vogliono che Isotta sia sottoposta ad una prova: deve giurare davanti a Dio e tenere in mano un ferro rovente senza bruciarsi. Ma prima andò un messaggio a Tristano: vieni cammuffato da pellegrino nella terra che segna il confine con il regno di Re Artù. 

Quel giorno ad accogliere Isotta c'erano tutti, anche re Artù quale testimone.
"come farò a raggiungere la riva senza bagnarmi le vesti? Dite a quel pellegrino di venirmi a prendere" e così Tristano prese Isotta tra le braccia e la condusse a riva. Isotta gli chiese di fingere debolezza e lasciarsi cadere a terra, così si ritrovarono abbracciati. Isotta giurò: "Nessun uomo mi ha mai abbracciata se non re Marco e questo pellegrino". Isotta poi resse il ferro ardente e le sue mani restarono intatte. 

Tristano parte
L'estate se ne andò, Isotta era risalita sul trono. Tristano lasciò per sempre la Cornovaglia, come aveva promesso, colmo di dolore. Malato d'amore andò errando di terra in terra finché si fermò nella terra di Bretagna.

Tristano sposa Isotta dalle bianche mani
Qui prese in moglie Isotta dalle bianche mani, della quale si innamorò solo per il nome che portava, ma il suo cuore era tutto per Isotta la bionda. 

Tristano era amico di Caerdino, figlio del re del luogo. Egli scoprì il suo tormento. 

Isotta dalle bianche mani sente tutto...
Tristano si lanciò in una sanguinosa battaglia: preferiva morire piuttosto che vivere senza Isotta la bionda. Tristano rimase gravemente ferito e si lasciava morire. Quando sentì che stava per morire, chiamò l'amico, prese l'anello di Isotta e parlò con lui. Gli disse che solo Isotta la bionda avrebbe potuto salvarlo. Gli chiese di andare da lei e portarle quell'anello: segno del bisogno che lui aveva di lei. Poi gli chiese di prendere due vele una bianca, se Isotta avesse accettato di venire, nera, se avesse rifiutato. 

Ma Isotta dalle bianche mani ascoltò tutto e per vendetta, al momento dell'arrivo della nave, che aveva bandiera bianca, disse a Tristano che la bandiera era nera. 

Tristano morì di dolore.

L'ultimo eterno abbraccio
"Sono qui, amico mio, sono qui accanto a te. Se fossi giunta prima ti avrei parlato, dolcemente ti avrei detto del nostro amore, di tutta la gioia e della pena che per causa sua abbiamo provato. Ti avrei sorriso e tu avresti vissuto. Ora nulla per me ha più senso. La mia vita finisce qui, dove è finita la tua. Perchè la mia, e la tua, non sono state che un'unica grande storia. E se un giorno qualcuno vorrà raccontarla e ne vorrà imparare sulle pagine di un libroallora io e te continueremo a vivere. Per sempre".


E allora... facciamo vivere Tristano e Isotta! Leggiamo e rileggiamo questa bellissima storia... e ascoltiamo ancora la musica di Richard Wagner, che su questa storia, modificandola con la sua poesia, ha composto un'opera di più di 4 ore di musica. Ma qui vi propongo una trascrizione per pianoforte del brano che ho inserito nel Post precedente. L'autore è Franz Liszt, che già conoscete. Il pianista, Aldo Ciccolini (1925-2015), è scomparso di recente. In questo video aveva 85 anni.